Riaperto Concorso Ministero Difesa 1100 Assistenti per gli stranieri: domande fino al 5 dicembre 2026

Ministero della Difesa

Il concorso del Ministero della Difesa per 1.100 assistenti a tempo indeterminato è stato riaperto ai cittadini stranieri.

Il bando di dicembre 2025 chiedeva la sola cittadinanza italiana. Con la sentenza n. 5127 del 29 ottobre 2026 il Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, ha giudicato discriminatorio questo requisito e la Commissione RIPAM ha modificato il bando per dare esecuzione alla decisione.

Possono ora presentare domanda i cittadini dell’Unione europea e i loro familiari e i cittadini di Paesi extra UE con permesso di soggiorno UE di lungo periodo, lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria.

Le candidature si inviano sul Portale inPA fino alle ore 23:59 di sabato 5 dicembre 2026.

Il concorso non riparte da zero: posti, sedi e prova restano quelli del bando originario, le domande dei cittadini italiani presentate entro il 27 gennaio 2026 restano valide e le prove scritte già svolte a ottobre non si ripetono.

Di seguito spieghiamo cosa ha deciso il Tribunale, cosa cambia nel bando e per chi ha già fatto domanda, chi può candidarsi, quali requisiti servono, quali sono i posti e tutto quello che è utile sapere.

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CONCORSO DIFESA 1100 ASSISTENTI: PERCHÉ È STATO RIAPERTO

Il concorso Ministero della Difesa per 1100 Assistenti è stato pubblicato il 23 dicembre 2025, con domande aperte fino alle ore 18 del 27 gennaio 2026. È un concorso per diplomati, organizzato su base territoriale, con posti in profili amministrativi, sanitari e tecnici.

Tra i requisiti di ammissione il bando indicava la cittadinanza italiana, senza alternative.

Contro questa clausola hanno agito le associazioni APN – Avvocati per Niente, ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) e CGIL Lombardia. Il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso e ha ordinato al Ministero di modificare il bando, di fissare un termine congruo per le nuove domande e di pagare 100 euro per ogni giorno di ritardo. Abbiamo spiegato nel dettaglio la sentenza sul concorso Difesa 1100 Assistenti in un articolo dedicato.

Il Ministero ha chiesto la riapertura il 5 novembre e la Commissione RIPAM l’ha disposta lo stesso giorno con la DELIBERA DI MODIFICA E RIAPERTURA (Pdf 308 KB), pubblicata su inPA alle 21:15.

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COSA HA DECISO IL TRIBUNALE DI MILANO

Il requisito della sola cittadinanza italiana derivava da un DPCM del 1994 che lo impone per l’accesso ad alcune amministrazioni, tra cui il Ministero della Difesa.

La regola generale è però quella dell’articolo 38 del decreto legislativo n. 165/2001, che consente l’accesso ai concorsi pubblici anche ai cittadini UE e ad alcune categorie di cittadini extra UE. La cittadinanza italiana si può chiedere solo per i posti che comportano l’esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri o la tutela dell’interesse nazionale.

Il Tribunale ha giudicato discriminatoria la clausola del bando e ha ordinato di aprire il concorso, fermi tutti gli altri requisiti, ai cittadini UE ed extra UE indicati dall’articolo 38.

È la stessa strada seguita a ottobre con il concorso Agenzia Entrate 622 posti riaperto agli stranieri dopo un’altra sentenza del Tribunale di Milano.

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COSA CAMBIA NEL BANDO

La delibera interviene su tre punti del bando:

  • requisiti di ammissione (articolo 2, comma 1, lettera a): alla cittadinanza italiana si aggiunge, in alternativa, il possesso dei requisiti dell’articolo 38, commi 1, 2 e 3-bis, del decreto legislativo n. 165/2001;

  • diritti civili e politici (nuovo comma 1-bis dell’articolo 2): per i candidati stranieri che non sono rifugiati né titolari di protezione sussidiaria, il godimento dei diritti civili e politici si riferisce al Paese di cittadinanza. Per i cittadini extra UE il requisito di non essere stati esclusi dall’elettorato politico attivo vale solo se compatibile;

  • dichiarazioni nella domanda (articolo 4, comma 5, lettera c): oltre alla cittadinanza italiana si può dichiarare quella di un altro Stato UE, lo status di rifugiato o di protezione sussidiaria o il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

Restano invariati tutti gli altri contenuti del BANDO (Pdf 433 KB): il numero dei posti e la ripartizione per regione, la prova scritta, la valutazione dei titoli, le riserve, le graduatorie e le condizioni di assunzione.

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COSA CAMBIA PER CHI HA GIÀ FATTO DOMANDA

Per i candidati che hanno presentato domanda entro il 27 gennaio 2026 non cambia nulla nelle tappe già fatte:

  • la domanda resta valida e non va ripresentata;
  • le prove scritte del 7, 8 e 9 ottobre 2026 non si ripetono: la delibera stabilisce che resta fermo ogni atto della procedura, comprese le prove già svolte;
  • gli esiti e i punteggi pubblicati su inPA tra l’8 e il 12 ottobre restano validi.

Le associazioni che avevano presentato ricorso chiedevano di indire di nuovo le prove scritte per tutti, ma non è questa la strada scelta: il concorso prosegue e i nuovi candidati vengono aggiunti alla procedura in corso.

La novità è che i nuovi candidati concorrono per gli stessi posti dello stesso codice di concorso.

Per questo le graduatorie finali, che non sono ancora state pubblicate, terranno conto anche dei risultati di chi si candida con la riapertura.

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA CON LA RIAPERTURA

La riapertura dei termini riguarda solo i candidati che prima non potevano partecipare, cioè:

  • i cittadini di un altro Stato membro dell’Unione europea;
  • i familiari di cittadini dell’Unione europea, anche con cittadinanza extra UE, titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • i cittadini extra UE titolari del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • i cittadini extra UE titolari dello status di rifugiato;
  • i cittadini extra UE titolari dello status di protezione sussidiaria.

I cittadini italiani non possono presentare domanda con la riapertura. Per loro resta valida la scadenza originaria del 27 gennaio 2026: chi aveva fatto domanda resta in gara, chi non l’aveva fatta non può più farla.

Non basta un permesso di soggiorno qualsiasi: per esempio, chi ha un permesso per lavoro o per studio, ma non quello UE di lungo periodo, non rientra tra le categorie ammesse.

REQUISITI DA POSSEDERE AL 27 GENNAIO 2026

Per i nuovi candidati requisiti e titoli si riferiscono alla data di scadenza originaria del bando, il 27 gennaio 2026, e devono essere mantenuti fino alla firma del contratto di lavoro. Chi ha ottenuto il diploma o il permesso di soggiorno dopo quella data non può partecipare.

A quella data occorre possedere, oltre alla cittadinanza o al titolo di soggiorno nelle forme indicate sopra:

  • la maggiore età;
  • il godimento dei diritti civili e politici (nel Paese di cittadinanza per gli stranieri);
  • il diploma di istruzione secondaria di secondo grado quinquennale, o un titolo equipollente o equivalente;
  • la condotta incensurabile e l’assenza di condanne definitive per reati che impediscono l’assunzione nella pubblica amministrazione;
  • il non essere stati destituiti, dispensati o licenziati da una pubblica amministrazione;
  • l’idoneità fisica all’impiego per il codice di concorso scelto.

Chi ha il diploma conseguito all’estero deve indicare nella domanda gli estremi del provvedimento di equivalenza o dichiarare che lo chiederà. L’equivalenza si chiede al Dipartimento della funzione pubblica e serve anche se è già stata ottenuta per altri concorsi. In attesa del provvedimento il candidato è ammesso con riserva.

Anche le riserve di posti (volontari delle Forze armate, operatori del servizio civile, persone con disabilità) e i titoli di preferenza devono essere posseduti al 27 gennaio 2026.

POSTI DISPONIBILI PER PROFILO E REGIONE

I posti sono gli stessi del bando originario, divisi per profilo e regione. Ogni codice di concorso corrisponde a un profilo in una regione e si può presentare domanda per un solo codice.

  • 600 assistenti amministrativi
    – Campania (A.01): 12 posti;
    – Emilia-Romagna (A.02): 53 posti;
    – Lazio (A.03): 219 posti;
    – Liguria (A.04): 128 posti;
    – Lombardia (A.05): 27 posti;
    – Piemonte (A.06): 18 posti;
    – Sardegna (A.07): 23 posti;
    – Toscana (A.08): 74 posti;
    – Trentino-Alto Adige (A.09): 3 posti;
    – Umbria (A.10): 23 posti;
    – Veneto (A.11): 20 posti.


  • 9 assistenti sanitari
    – Lazio (FS-41-LAZ): 8 posti;
    – Puglia (FS-41-PUG): 1 posto.


  • 22 assistenti ai servizi di supporto
    – Campania (FT-35-CAM): 3 posti;
    – Emilia-Romagna (FT-35-EMI): 13 posti;
    – Lazio (FT-35-LAZ): 6 posti.


  • 2 assistenti per l’alimentazione e la ristorazione
    – Lazio (FT-36-LAZ): 2 posti.


  • 40 assistenti ai servizi di vigilanza
    – Campania (FT-37-CAM): 12 posti;
    – Lazio (FT-37-LAZ): 6 posti;
    – Liguria (FT-37-LIG): 6 posti;
    – Puglia (FT-37-PUG): 2 posti;
    – Sardegna (FT-37-SARD): 7 posti;
    – Toscana (FT-37-TOSC): 7 posti.


  • 20 assistenti tecnici per l’informatica
    – Campania (FT-45-CAM): 1 posto;
    – Lazio (FT-45-LAZ): 16 posti;
    – Sardegna (FT-45-SARD): 1 posto;
    – Toscana (FT-45-TOSC): 1 posto;
    – Veneto (FT-45-VEN): 1 posto.


  • 5 assistenti per i servizi informativi
    – Lazio (FT-46-LAZ): 5 posti.


  • 65 assistenti tecnici per i sistemi elettrici ed elettromeccanici
    – Campania (FT-47-CAM): 4 posti;
    – Emilia-Romagna (FT-47-EMI): 9 posti;
    – Lazio (FT-47-LAZ): 16 posti;
    – Liguria (FT-47-LIG): 13 posti;
    – Marche (FT-47-MAR): 1 posto;
    – Puglia (FT-47-PUG): 14 posti;
    – Sardegna (FT-47-SARD): 5 posti;
    – Veneto (FT-47-VEN): 3 posti.


  • 14 assistenti tecnici per la cartografia e la grafica
    – Lazio (FT-48-LAZ): 1 posto;
    – Liguria (FT-48-LIG): 5 posti;
    – Toscana (FT-48-TOSC): 8 posti.


  • 10 assistenti tecnici chimico-fisici
    – Lazio (FT-49-LAZ): 3 posti;
    – Liguria (FT-49-LIG): 3 posti;
    – Toscana (FT-49-TOSC): 4 posti.


  • 7 assistenti tecnici artificieri
    – Toscana (FT-50-TOSC): 6 posti;
    – Umbria (FT-50-UMB): 1 posto.


  • 88 assistenti tecnici per l’edilizia e le manutenzioni
    – Campania (FT-51-CAM): 7 posti;
    – Emilia-Romagna (FT-51-EMI): 8 posti;
    – Friuli Venezia Giulia (FT-51-FRIU): 1 posto;
    – Lazio (FT-51-LAZ): 23 posti;
    – Liguria (FT-51-LIG): 8 posti;
    – Lombardia (FT-51-LOM): 1 posto;
    – Marche (FT-51-MAR): 1 posto;
    – Piemonte (FT-51-PIE): 2 posti;
    – Puglia (FT-51-PUG): 24 posti;
    – Sardegna (FT-51-SARD): 1 posto;
    – Toscana (FT-51-TOSC): 2 posti;
    – Trentino-Alto Adige (FT-51-TRENT): 1 posto;
    – Veneto (FT-51-VEN): 9 posti.


  • 12 assistenti tecnici nautici
    – Liguria (FT-52-LIG): 4 posti;
    – Puglia (FT-52-PUG): 7 posti;
    – Sardegna (FT-52-SARD): 1 posto.


  • 53 assistenti tecnici per l’elettronica, l’optoelettronica e le telecomunicazioni
    – Campania (FT-53-CAM): 4 posti;
    – Emilia-Romagna (FT-53-EMI): 10 posti;
    – Lazio (FT-53-LAZ): 19 posti;
    – Liguria (FT-53-LIG): 8 posti;
    – Piemonte (FT-53-PIE): 1 posto;
    – Puglia (FT-53-PUG): 4 posti;
    – Toscana (FT-53-TOSC): 2 posti;
    – Trentino-Alto Adige (FT-53-TRENT): 1 posto;
    – Veneto (FT-53-VEN): 4 posti.


  • 48 assistenti tecnici per le lavorazioni
    – Campania (FT-54-CAM): 1 posto;
    – Emilia-Romagna (FT-54-EMI): 21 posti;
    – Lazio (FT-54-LAZ): 10 posti;
    – Piemonte (FT-54-PIE): 4 posti;
    – Puglia (FT-54-PUG): 2 posti;
    – Sardegna (FT-54-SARD): 1 posto;
    – Toscana (FT-54-TOSC): 1 posto;
    – Umbria (FT-54-UMB): 2 posti;
    – Veneto (FT-54-VEN): 6 posti.


  • 105 assistenti tecnici per la motoristica, la meccanica e le armi
    – Campania (FT-55-CAM): 8 posti;
    – Emilia-Romagna (FT-55-EMI): 22 posti;
    – Lazio (FT-55-LAZ): 16 posti;
    – Liguria (FT-55-LIG): 14 posti;
    – Puglia (FT-55-PUG): 21 posti;
    – Sardegna (FT-55-SARD): 5 posti;
    – Toscana (FT-55-TOSC): 5 posti;
    – Trentino-Alto Adige (FT-55-TRENT): 2 posti;
    – Umbria (FT-55-UMB): 7 posti;
    – Veneto (FT-55-VEN): 5 posti.

Per ogni codice di concorso il bando prevede riserve di posti per le persone con disabilità (10%), per i volontari delle Forze armate (50%) e per gli operatori del servizio civile (15%). Le riserve insieme non possono superare la metà dei posti.

SCADENZA E COME FARE DOMANDA

La domanda si presenta entro le ore 23:59 di sabato 5 dicembre 2026, esclusivamente online dalla pagina della riapertura sul Portale inPA, dove c’è un pulsante di candidatura per ogni profilo. Si accede con SPID, CIE, CNS o eIDAS. Chi non è ancora iscritto può leggere la nostra guida su come registrarsi al portale inPA.

Per partecipare serve un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) intestato al candidato o un domicilio digitale. Chi non ce l’ha può leggere come fare la PEC online, anche da smartphone.

Entro la stessa scadenza va pagata, a pena di esclusione, la quota di partecipazione di 10 euro, che non è rimborsabile.

Nella domanda va indicato un solo codice di concorso, cioè un profilo in una regione. Se si invia più di una domanda vale solo l’ultima.

Nella domanda si dichiarano anche i titoli da valutare (voto del diploma, lauree, master, dottorati), le eventuali riserve e i titoli di preferenza: quelli non dichiarati non vengono considerati.

I candidati con disabilità o con diagnosi di DSA possono chiedere ausili e tempi aggiuntivi per la prova, allegando la documentazione in formato pdf.

AMMISSIONE CON RISERVA: COSA SIGNIFICA

Il Ministero ha precisato che la modifica del bando serve solo a dare esecuzione alla sentenza e non costituisce acquiescenza alla decisione: si riserva quindi di presentare appello.

Per questo i candidati che presentano domanda con la riapertura sono ammessi alla selezione con riserva, in attesa dell’esito dell’intero giudizio.

Chi si colloca in posizione utile in graduatoria viene assunto con una condizione risolutiva: il contratto è valido, ma perde efficacia se il contenzioso si conclude a favore del Ministero.

LA PROVA SCRITTA PER I NUOVI CANDIDATI

Non è ancora stato comunicato quando si svolgerà la prova per chi si candida con la riapertura. Data e sede saranno pubblicate sul Portale inPA almeno 15 giorni prima.

La prova prevista dal bando è un test al computer di 40 quesiti a risposta multipla in 60 minuti, con un punteggio massimo di 30 punti:

  • 25 quesiti sulle materie, di cui 12 comuni a tutti i codici (diritto amministrativo, reati contro la PA, Codice dell’amministrazione digitale, ordinamento del Ministero della Difesa, inglese di livello A2, informatica) e 13 specifici del profilo scelto;
  • 7 quesiti di logica e ragionamento critico-verbale;
  • 8 quesiti situazionali su casi concreti di lavoro.

Ogni risposta esatta vale 0,75 punti e ogni risposta errata ne toglie 0,25, mentre la risposta non data vale zero. Nei quesiti situazionali la risposta più efficace vale 0,75 punti e quella neutra 0,375. La prova si supera con almeno 21/30.

Chi supera la prova riceve fino a 7 punti per i titoli: fino a 3 per il voto del diploma, che diventano 4 se il diploma è stato conseguito nei cinque anni prima del 27 gennaio 2026, e fino a 3 per lauree, master, specializzazioni e dottorati.

Per prepararsi al meglio ed esercitarsi è disponibile la nostra piattaforma Ticonsiglio quiz. Qui sono disponibili gratuitamente i quiz del concorso Ministero della Difesa per Assistenti amministrativi e la simulazione della prova scritta.

STIPENDIO

Gli assistenti del Ministero della Difesa sono inquadrati nell’Area degli assistenti del CCNL Funzioni Centrali. Lo stipendio tabellare è di 20.884,37 euro lordi annui per 12 mensilità, a cui si aggiungono la tredicesima e l’indennità di amministrazione di 3.781,55 euro lordi annui. Il netto mensile è di circa 1.500-1.600 euro.

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GUIDA CONCORSO 1100 ASSISTENTI MINISTERO DELLA DIFESA

Per maggiori dettagli sulla selezione si invitano gli interessati a leggere la nostra guida sul concorso Ministero della Difesa per 1100 Assistenti.

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Scritto da Erika Verzaro - Responsabile editoriale con 20 anni di esperienza nel campo dei concorsi pubblici e del mondo del lavoro.
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