Cessione Sanac a Erre Trading: previste 15 nuove assunzioni nel 2027

Industria Siderurgica, acciaio

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha autorizzato la cessione a Erre Trading di tre stabilimenti Sanac.

L’iniziativa consentirà la tutela di 180 posti di lavoro e porterà 15 nuove assunzioni nel 2027.

I siti interessati sono quelli di Massa, in Toscana, Gattinara, in Piemonte, e Vado Ligure, in Liguria, dove si producono materiali refrattari per l’industria siderurgica.

Con il passaggio al nuovo proprietario la produzione prosegue in tutti e tre gli stabilimenti e il piano dell’acquirente prevede investimenti fino a 30 milioni di euro per il rilancio dell’attività.

Resta fuori, per ora, lo stabilimento di Assemini, in Sardegna, per il quale il ministero sta valutando una proposta alternativa.

Ecco cosa prevede l’operazione, quali sono i prossimi passi prima della firma e i nuovi inserimenti previsti.

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ASSUNZIONI SANAC CON LA CESSIONE A ERRE TRADING

Il via libera porta la firma del ministro Adolfo Urso, che ha autorizzato i commissari straordinari di Sanac in amministrazione straordinaria a vendere a Erre Trading i tre siti compresi nella sua offerta vincolante. In una nota del 28 ottobre scorso il MIMIT spiega che l’operazione assicura la continuità produttiva degli stabilimenti, il mantenimento dei 180 lavoratori complessivi e l’inserimento di ulteriori 15 persone nel corso del 2027.

Per i dipendenti è un passaggio atteso da tempo. Sanac, il cui principale cliente era l’ex Ilva, è in amministrazione straordinaria da anni e quella appena chiusa è l’ennesima procedura di vendita avviata dai commissari. Le gare precedenti non avevano portato a un acquirente.

Il piano di Erre Trading prevede investimenti tra 20 e 30 milioni di euro, da modulare in base all’andamento del mercato e agli ordini delle acciaierie. Il nuovo gruppo potrebbe arrivare a ricavi tra 50 e 70 milioni di euro con circa 200 addetti.

Lo stabilimento sardo di Assemini, inizialmente compreso nell’offerta, non fa parte della cessione. La Regione Sardegna ha segnalato una nuova manifestazione di interesse, preliminare e non vincolante, che è ora all’esame dei commissari. Il ministero precisa che i tempi per valutarla non erano compatibili con la scadenza dell’offerta di Erre Trading, fissata al 27 ottobre, e che il lavoro per dare una prospettiva industriale ad Assemini prosegue.

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I PROSSIMI PASSI: PRELIMINARE, GOLDEN POWER E CONFRONTO CON I SINDACATI

L’autorizzazione del ministero apre la fase finale della vendita. Il primo passaggio è la firma del contratto preliminare, prevista indicativamente per la prima settimana di novembre. Il prezzo dell’operazione non è stato reso noto.

Seguiranno la procedura per il Golden Power, cioè il controllo del governo sulle operazioni che riguardano settori strategici, e la consultazione sindacale prevista dall’articolo 47 della legge 428 del 1990 per i trasferimenti d’azienda. È in questa sede che si definiscono con i sindacati le condizioni del passaggio dei lavoratori al nuovo datore di lavoro.

Per le 15 nuove assunzioni non ci sono ancora selezioni aperte: gli ingressi sono previsti nel 2027, dopo il completamento della cessione. Seguiremo la vicenda e daremo notizia delle ricerche di personale quando Erre Trading le avvierà.

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CANDIDATURE

Al momento è ancora presto per parlare di candidature. Le selezioni saranno avviate nel 2027 e solo allora saranno rese note le modalità di candidatura.

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ERRE TRADING E SANAC: CHI SONO LE DUE AZIENDE

Erre Trading è una società per azioni con sede a Massa, controllata dalla famiglia Ricciardi e attiva soprattutto nel commercio di rottami metallici. Con l’acquisizione passa alla produzione diretta di refrattari, un materiale indispensabile per la siderurgia. Nel 2024 la società ha registrato ricavi per circa 24 milioni di euro e un utile netto di circa 159 mila euro.

Sanac produce materiali refrattari per le acciaierie, con i quattro stabilimenti di Massa, Gattinara, Vado Ligure e Assemini. Il gruppo è finito in amministrazione straordinaria con la crisi dell’ex Ilva e nel 2025 ha realizzato ricavi per circa 60 milioni di euro.

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Scritto da Angela Velasquez - Coordinatrice editoriale, redattrice, esperta di concorsi pubblici, assunzioni e scuola.

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