Come diventare magistrato? Formazione, concorso e lavoro

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Come si diventa magistrato?

L’iter per diventare magistrato è lungo e richiede una solida preparazione raggiunta mediante anni di studio. 

In questa utile guida vi spieghiamo come diventare magistrato, dal percorso di formazione sino al concorso in magistratura. Vi diamo anche informazioni utili sulla retribuzione.

IL LAVORO DEL MAGISTRATO

Chi è il magistrato e cosa fa? Il magistrato è un funzionario pubblico, nominato mediante concorso, che esercita poteri giudiziari e amministra la giustizia nel rispetto della legge e in nome dello Stato. Si occupa di applicare le norme stabilite dal diritto, secondo i principi di imparzialità, indipendenza ed equità, ai casi concreti che affronta durante i processi che possono essere di diversa natura (civili, penali, pecuniari, amministrativi). A seconda della giurisdizione esercitata, i magistrati si distinguono in magistrati ordinari, magistrati contabili, magistrati militari, magistrati amministrativi.

I magistrati ordinari hanno competenza nel settore civile e in quello penale. In quest’ultimo, le funzioni che il magistrato svolge possono essere di tipo giudicante o requirente. Le attività giudicanti sono proprie dei magistrati che assumono la decisione e giudicano le controversie (i giudici) mentre quelle requirenti sono esercitate dai magistrati (i pubblici ministeri) che svolgono le indagini.

Nell’ambito della magistratura ordinaria è presente poi la distinzione tra magistrati “togati” e magistrati “onorari“. I primi con la toga esercitano la funzione giurisdizionale a tempo indeterminato. L’incarico di magistrato onorario ha, invece, natura inderogabilmente temporanea, si svolge in modo da assicurare la compatibilità con lo svolgimento di attività lavorative o professionali e non determina in nessun caso un rapporto di pubblico impiego. 

I magistrati contabili (Corte dei Conti) hanno competenza in materia di risarcimento del danno erariale, ovvero di chiunque maneggi pubblico denaro. I magistrati tribunali militari si occupano dei reati militari commessi da appartenenti alle forze armate. Infine, i magistrati amministrativi (Consiglio di Stato, TAR) hanno giurisdizione per la tutela degli interessi legittimi nei confronti della Pubblica amministrazione.

Di seguito vi diciamo cosa bisogna fare per entrare a far parte della magistratura ordinaria. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

REQUISITI PER DIVENTARE MAGISTRATO ORDINARIO

Qual è il percorso da seguire per fare il magistrato? L’iter per diventare magistrato è lungo, richiede molti anni di studio e il superamento di un concorso pubblico per esami.

Per prima cosa, per accedere alla professione, è necessario conseguire la laurea in Giurisprudenza (LMG -01). La laurea tuttavia non basta però per partecipare al concorso in magistratura, ma occorrono anche altri titoli. Al concorso per diventare magistrati sono infatti ammessi:

  • i laureati in possesso del diploma conseguito al termine di un corso di durata biennale presso le scuole di specializzazione per le professioni legali;
  • i laureati che hanno conseguito il dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  • i laureati che hanno concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari o hanno svolto il tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato.

Ulteriori requisiti per l’accesso al concorso sono la cittadinanza italiana, la condotta incensurabile e non essere stati dichiarati inidonei al superamento del concorso per tre volte.

Per completezza d’informazione, ricordiamo che sono ammessi alla selezione anche i magistrati amministrativi e contabili; gli abilitati all’esercizio della professione forense e, se iscritti all’albo degli avvocati, non incorsi in sanzioni disciplinari; i docenti universitari in materie giuridiche; i magistrati onorari; i dipendenti pubblici con qualifica dirigenziale; i procuratori dello Stato.

LE PROVE DI SELEZIONE

Il concorso viene bandito dal Ministero della Giustizia e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Si compone di un esame scritto e di un esame orale. Quali sono le materie oggetto d’esame? La prova scritta prevede lo svolgimento di tre elaborati teorici, rispettivamente di diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo.

La prova orale verte su diverse materie, quali: diritto civile ed elementi di diritto romano; procedura civile; diritto e procedura penale; diritto amministrativo, costituzionale e tributario; diritto comunitario; diritto internazionale pubblico e privato; diritto del lavoro e della previdenza sociale; diritto commerciale e fallimentare. E, ancora, elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario; colloquio su una lingua straniera scelta dal candidato (francese, tedesco, inglese, spagnolo). 

IL TIROCINIO E LA NOMINA DI MAGISTRATO

Coloro che riescono a superare con esito positivo la procedura di selezione, assumono la qualifica di Magistrati Ordinari in Tirocinio. Questo periodo dura 18 mesi durante i quali è necessario seguire corsi di approfondimento teorico-pratico, presso la Scuola Superiore della Magistratura, e sessioni presso uffici giudiziari.

Queste ultime prevedono una prima fase, detto tirocinio generico, in cui i MOT frequentano tutti gli uffici giudiziari, affiancando i magistrati già in servizio nello svolgimento delle funzioni giudiziarie, e una seconda fase, detto tirocinio mirato, in cui i magistrati concentrano il tirocinio sulle funzioni che concretamente essi svolgeranno al momento della destinazione agli uffici giudiziari. 

Al termine del tirocinio, il Consiglio Superiore della Magistratura valuta l’idoneità del magistrato a esercitare le funzioni giudiziarie. In caso di giudizio positivo, vengono conferite le funzioni giurisdizionali e assegnata una sede di servizio. In caso di giudizio negativo, il magistrato ordinario è ammesso a un nuovo periodo di tirocinio della durata di 12 mesi. 

PROSPETTIVE DI GUADAGNO

Quanto guadagna un magistrato? Lo stipendio è determinato da diverse condizioni quali l’anzianità di servizio maturata, la giurisdizione a cui appartiene e il grado di giudizio in cui esercita. Si tratta comunque di una professione che dà molte soddisfazioni anche dal punto di vista economico. All’interno della pubblica amministrazione, infatti, i magistrati sono la categoria di soggetti che guadagnano di più. Partendo dagli stipendi di un magistrato di prima nomina sino ad arrivare alle Corti d’Appello o alla Suprema Corte di Cassazione, i guadagni medi annuali lordi sono ricompresi tra 40.000 Euro circa, per i primi, sino ad arrivare oltre 90.000 Euro per le giurisdizioni superiori.  

RIFERIMENTI NORMATIVI

Per maggiori approfondimenti su come diventare magistrato, vi invitiamo a consultare la normativa di riferimento:

– Disciplina dell’accesso in magistratura – Decreto legislativo n. 160/2006.
– Modifiche alle norme sull’ordinamento giudiziario – Legge n. 111/2007.
– Riforma organica della magistratura onoraria – Decreto Legislativo n. 116/2017.

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