Il maxi concorso ASMEL 2026 è stato pubblicato sul portale inPA.
La scheda ufficiale fissa le date che finora mancavano: le candidature si potranno presentare dal 15 al 30 settembre 2026 e riguarderanno 39 elenchi di idonei utilizzabili da oltre 1.000 enti locali per assunzioni a tempo indeterminato e determinato.
È la notizia che si attendeva da settimane: ASMEL aveva annunciato soltanto che la pubblicazione era imminente, senza indicare né la data di apertura né la scadenza. Ora quelle date ci sono.
Attenzione, il bando ufficiale non è ancora disponibile perchè, con ogni probabilità, si seguirà la procedura già realizzata lo scorso anno che vi spieghiamo in questo articolo.
Di seguito scopriamo cosa è stato pubblicato davvero, cosa dice la scheda inPA, cosa manca ancora e come funziona questa selezione, che ogni anno viene scambiata per un concorso ordinario e non lo è. In più vi diamo supporto per la preparazione e il gruppo Telegram dedicato al concorso.
COSA È STATO PUBBLICATO SU INPA
L’avviso è stato pubblicato il 31 Luglio 2026 sul Portale del reclutamento inPA in questa pagina con il titolo “Maxi avviso ASMEL 2026” per la formazione e aggiornamento di 39 elenchi di idonei alle assunzioni a tempo indeterminato e determinato” e con lo stato “In apertura“.
Questi i dati della scheda:
- selezione unica per l’inserimento in 39 elenchi di idonei delle aree Funzionari, Istruttori e Operatori Esperti;
- assunzioni a tempo indeterminato e determinato presso gli enti locali aderenti all’iniziativa, attuali e futuri;
- area geografica nazionale;
- valutazione per esami;
- apertura delle candidature il 15 settembre 2026 alle ore 12:00, chiusura il 30 settembre 2026 alle ore 12:00;
- candidature da trasmettere tramite il portale Asmelab;
- ente di riferimento il Comune di Altavilla Silentina, in provincia di Salerno.
Un dettaglio importante: la scheda inPA non ha ancora in allegato il testo integrale dell’avviso (il bando).
È successa la stessa cosa lo scorso anno, quando il PDF del maxi avviso 2025 è comparso il 15 settembre alle 12:00, cioè nello stesso momento in cui si aprivano le candidature. Chi vuole partecipare farebbe bene a non aspettare quel file per iniziare a orientarsi: quando arriverà, la finestra sarà già aperta.
ATTENZIONE: I 1.000 “POSTI” NON SONO POSTI
Nella scheda inPA il campo “numero di posti” riporta 1.000. È un dato che va letto con prudenza, perché questa procedura non mette a bando posti di lavoro.
L’obiettivo è formare e aggiornare elenchi di idonei: chi supera la selezione non viene assunto, ma entra in un bacino a cui gli enti locali aderenti potranno attingere quando avranno un posto da coprire. Il numero indicato su inPA è un valore convenzionale che il portale richiede per ogni scheda, non una quantificazione delle assunzioni previste.
Il rovescio della medaglia è che, a differenza di un concorso tradizionale, qui non esiste un tetto: l’idoneità non è contingentata al numero di posti banditi.
QUANTO DURA LA FINESTRA E PERCHÉ NON CONVIENE ASPETTARE
La finestra di quest’anno è di sedici giorni, dal 15 al 30 settembre.
Nel 2025 le candidature si erano aperte anch’esse il 15 settembre, ma erano poi state prorogate fino al 15 ottobre.
È bene non darlo per scontato: una proroga concessa un anno non è un impegno per l’anno successivo, e la scadenza da tenere in agenda resta il 30 settembre 2026 alle ore 12:00.
Il termine, come nelle edizioni precedenti, è fissato a mezzogiorno e non a mezzanotte. Si tratta dell’errore più banale e più frequente in questo tipo di selezioni.
COME FUNZIONA IL CONCORSO ASMEL
Chi partecipa per la prima volta trova un meccanismo diverso da quello di un concorso ordinario.
La base giuridica è l’articolo 3-bis, comma 2, del decreto legge n. 80 del 2021, introdotto dalla legge di conversione n. 113 del 2021, che consente agli enti locali di stipulare accordi per gestire in forma aggregata le procedure selettive e formare elenchi di idonei comuni.
In pratica un gruppo di enti sottoscrive l’accordo, ASMEL gestisce operativamente la selezione unica e tutti gli enti aderenti, presenti e futuri, possono utilizzarne i risultati.
Il percorso per il candidato è quindi in due tempi:
- la selezione nazionale, che serve solo a ottenere l’idoneità e l’iscrizione nell’elenco del profilo scelto;
- l’interpello, cioè la chiamata da parte del singolo ente che ha una posizione da coprire. In questa seconda fase l’ente può prevedere un colloquio o un’ulteriore prova, soprattutto quando i candidati interessati sono più di uno.
L’iscrizione nell’elenco vale 3 anni. Si viene cancellati in caso di assunzione a tempo indeterminato ottenuta attraverso questa procedura oppure quando si accerta la mancanza dei requisiti di partecipazione.
Una conseguenza pratica di questo modello è la territorialità: candidandosi si sceglie il profilo, non la sede, e sono poi gli enti a farsi avanti.
Chi è disponibile a lavorare in aree periferiche o in piccoli Comuni ha statisticamente più chiamate di chi punta ai capoluoghi.
I 39 PROFILI PROFESSIONALI CON LE DUE NOVITÀ DEL 2026
La procedura selettiva pubblica è rivolta ai seguenti 39 profili professionali per formazione e aggiornamento dell’elenco degli idonei:
AREA DEGLI OPERATORI ESPERTI (ex. Cat. B)
- Collaboratore Amministrativo Contabile;
- Collaboratore Tecnico – Manutentivo;
- Collaboratore tecnico manutentivo – Idraulico;
- Collaboratore tecnico manutentivo – Muratore;
- Collaboratore tecnico manutentivo – Elettricista;
- Collaboratore tecnico manutentivo – Giardiniere;
- Autista scuolabus;
- Collaboratore amministrativo;
- Messo notificatore;
- Ausiliare Del Traffico;
- Addetto Biblioteca.
AREA DEGLI ISTRUTTORI (ex. Cat. C)
- Istruttore amministrativo;
- Istruttore Amministrativo – Contabile;
- Istruttore Contabile;
- Istruttore di Vigilanza;
- Istruttore Tecnico (Geometra);
- Istruttore Informatico;
- Istruttore turistico;
- Istruttore comunicazione;
- Istruttore Tecnico in Materie Agrarie.
AREA DEI FUNZIONARI E DELL’ELEVATA QUALIFICAZIONE (ex. Cat. D)
- Istruttore Direttivo / Funzionario Amministrativo;
- Istruttore Direttivo / Funzionario amministrativo e contabile;
- Istruttore Direttivo / Funzionario contabile;
- Istruttore Direttivo / Funzionario area vigilanza;
- Istruttore Direttivo / Funzionario informatico;
- Istruttore Direttivo / Funzionario rendicontazione;
- Istruttore Direttivo / Funzionario comunicazione e gestione eventi;
- Istruttore Direttivo / Funzionario – Assistente sociale;
- Istruttore Direttivo / Funzionario Tecnico;
- Istruttore Direttivo / Funzionario Psicologo;
- Istruttore Direttivo / Funzionario Agronomo;
- Istruttore Direttivo / Funzionario Tecnico – Ingegnere ambientale;
- Istruttore Direttivo / Funzionario Avvocato;
- Istruttore Direttivo / Funzionario Farmacista;
- Istruttore Direttivo / Funzionario Ingegnere Civile;
- Istruttore Direttivo / Funzionario Educatore Asilo Nido;
- Istruttore Direttivo / Funzionario Educatore Professionale Socio Pedagogico;
- Istruttore Direttivo / Funzionario esperto in contratti pubblici (novità 2026);
- Istruttore Direttivo / Funzionario esperto in finanziamenti europei, nazionali e regionali (novità 2026).
Gli elenchi passano quindi dai 37 dell’edizione 2025 ai 39 di quest’anno, distribuiti sulle tre aree del CCNL Funzioni Locali:
- Operatori Esperti (ex categoria B),
- Istruttori (ex categoria C),
- Funzionari ed Elevate Qualificazioni (ex categoria D).
Le due figure aggiunte appartengono all’area dei Funzionari e nascono da segnalazioni dirette dei Comuni.
La scelta racconta più di quanto sembri sulle difficoltà degli enti locali: sono i due mestieri che servono per gestire gare d’appalto e per intercettare e rendicontare fondi europei,PNRR compreso. Sono anche le competenze che i Comuni piccoli faticano di più a trovare sul mercato e a trattenere.
COME SI PRESENTA LA DOMANDA
Le candidature vanno trasmesse esclusivamente tramite il portale Asmelab, all’indirizzo disponibile in questa pagina, nella finestra dal 15 al 30 settembre 2026.
Per l’assistenza ASMEL indica il numero 02 87366194 e l’indirizzo asmelab.candidati@asmel.eu.
Le modalità di accesso e la documentazione da allegare saranno precisate nel testo dell’avviso.
Nelle edizioni precedenti serviva l’identità digitale e un indirizzo PEC personale, utilizzato poi per tutte le comunicazioni ufficiali della procedura, compresa la convocazione alla prova. Chi non ha una PEC può leggere in questa pagina come attivarne una immediatamente, online, anche da smartphone.
LA PROVA D’ESAME SI SVOLGE ONLINE
La scheda inPA indica una valutazione “per esami”. Le caratteristiche esatte della prova saranno nel testo dell’avviso 2026.
Nell’edizione precedente si trattava di un quiz telematico con 60 quesiti a risposta multipla da svolgere online in 60 minuti, senza penalizzazione per le risposte errate.
Non occorre recarsi presso una sede d’esame ma la prova si svolge da remoto, quindi da casa o da qualunque luogo, serve ovviamente un computer e una connessione ad internet.
Per essere inseriti nell’elenco occorreva rispondere correttamente ad almeno 42 quesiti su 60, cioè al 70%.
I quesiti erano così ripartiti:
- n. 5 quesiti dedicati a inglese e informatica,
- n. 55 quesiti si dividevano tra materie comuni a tutti i profili e materie specifiche del profilo scelto.
Le materie comuni riguardavano l’area giuridico-amministrativa:
- diritto pubblico e amministrativo;
- ordinamento degli enti locali;
- contratti pubblici;
- pubblico impiego;
- rasparenza;
- anticorruzione e privacy;
- diritto dell’Unione europea;
- reati contro la pubblica amministrazione;
- contabilità pubblica.
Le materie specifiche cambiavano da profilo a profilo.
Sulla ripartizione esatta tra queste due parti conviene attendere il testo dell’avviso 2026 invece di fidarsi dei numeri che circolano.
Due indicazioni pratiche si possono comunque ricavare fin d’ora.
- la prima: le materie comuni valgono una quota rilevante della prova e sono le stesse per tutti i profili, quindi sono il punto di partenza più conveniente per chi ha poco tempo;
- la seconda: se sarà confermata l’assenza di penalità per gli errori, non ha senso lasciare quesiti in bianco, perché una risposta tentata può solo aggiungere punteggio.
Nell’edizione 2025 la data e le modalità di svolgimento delle prove sono state comunicate almeno 15 giorni prima, con calendario differenziato per profilo.
COME PREPARARSI FIN DA ORA
Le candidature si aprono a metà settembre e il calendario delle prove arriverà più avanti, ma aspettare il bando per iniziare a studiare è la scelta che penalizza di più.
Ci sono due ragioni concrete:
- la prima è che le materie comuni della prova non cambiano di anno in anno: sono l’ordinamento degli enti locali e il diritto amministrativo di base, e si possono affrontare adesso senza sapere nulla di più sul nuovo avviso;
- La seconda è una questione di tempo. Da oggi al 15 settembre ci sono sei settimane e mezzo: chi inizia ora arriva all’apertura delle candidature con un mese e mezzo di studio già fatto, mentre chi aspetta parte da zero proprio quando comincia la corsa. Ed è un margine che poi non si recupera, perché nell’edizione precedente tra la chiusura delle domande, il 15 ottobre, e l’avvio delle prove, il 28 novembre, sono passate poco più di sei settimane. Se il calendario 2026 sarà simile, il tempo utile dopo la scadenza è meno di quello disponibile adesso.
Da dove partire? Per esercitarsi, sulla piattaforma TiConsiglio Quiz è disponibile una sezione dedicata ai quiz del concorso ASMEL, con quiz gratuiti divisi per profilo professionale. Per ogni risposta data si riceve la spiegazione immediata, questo consente di comprendere eventuali errori e memorizzare meglio i concetti.
Complessivamente la sezione mette a disposizione oltre 141.000 domande, con un numero di quesiti che va dagli 8.000 per i profili di area B ai 20.000 per i funzionari amministrativi contabili.
Nella sezione simulatore della stessa piattaforma si trovano inoltre le simulazioni d’esame: per individuarle basta digitare “asmel” nel campo di ricerca.
GRUPPO TELEGRAM DI SUPPORTO
Per chi partecipa è utile confrontarsi con gli altri candidati: nelle edizioni precedenti gli scambi tra chi aveva già sostenuto la prova hanno anticipato di settimane informazioni poi confermate dai canali ufficiali, dalle modalità di convocazione all’andamento degli interpelli.
Chi vuole restare aggiornato e chiedere consigli può unirsi al gruppo Telegram dedicato al concorso ASMEL.
QUANTO TEMPO PASSA DAVVERO PRIMA DELL’ASSUNZIONE
È l’aspetto su cui si creano più aspettative sbagliate.
ASMEL indica in 4 – 5 settimane il tempo che intercorre tra l’interpello e la firma del contratto, ed è un dato realistico riferito a quella fase. Ma l’interpello arriva dopo tutto il resto.
Nel ciclo precedente le domande si sono chiuse in autunno 2025, le prove si sono svolte tra il 28 novembre 2025 e il 27 marzo 2026 e i primi elenchi di idonei sono stati approvati nella primavera 2026.
Tra la domanda e l’ingresso effettivo in elenco può quindi passare più di mezzo anno, a cui va aggiunta l’attesa della chiamata da parte di un ente.
Chi si candida a settembre 2026 deve ragionare su questi ordini di grandezza, non su poche settimane.
PERCHÉ I COMUNI USANO QUESTO STRUMENTO
Il modello si è consolidato per due ragioni:
- la prima è di convenienza organizzativa: un piccolo Comune che deve coprire un posto evita di bandire, gestire e finanziare un concorso proprio, e pesca da un bacino già selezionato;
- la seconda è giuridica: il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4878 del 2025, ha riconosciuto agli elenchi ASMEL la natura di bacini dinamici, non soggetti ai limiti numerici che la disciplina cosiddetta “taglia-idonei” impone alle graduatorie dei concorsi tradizionali. Nel giugno 2026 è poi intervenuta la delibera ANAC n. 219 sugli accordi di collaborazione tra enti.
Secondo i dati diffusi da ASMEL, il sistema ha raccolto finora circa 500.000 candidature, conta oltre 50.000 idonei disponibili e ha portato a più di 1.700 assunzioni finalizzate.
L’associazione segnala inoltre che il 42% dei candidati ha meno di 35 anni.
Sono numeri dell’associazione, non di una fonte terza, e vanno letti come tali.
Restano però utili per farsi un’idea delle proporzioni: oltre 50.000 idonei già in lista significa che l’idoneità, da sola, non garantisce nulla. È la disponibilità a spostarsi e la coerenza tra profilo e reale fabbisogno degli enti a fare la differenza.
ASMEL
ASMEL è l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, con sede legale a Gallarate, in provincia di Varese. Riunisce Comuni, Unioni di Comuni e Comunità montane e fornisce loro servizi in materia di appalti, digitalizzazione, formazione e gestione del personale.
Gli elenchi di idonei sono uno dei suoi servizi più utilizzati: gli enti che hanno sottoscritto l’accordo aggregato hanno superato quota 1.000, contro gli 866 indicati nell’avviso dell’anno scorso. L’elenco aggiornato degli enti aderenti è pubblicato e consultabile sul sito dell’associazione, ed è la prima cosa da guardare per capire in quali territori si concentrano le possibili sedi di lavoro.
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