Contratti a progetto: salario base e indennità di disoccupazione

Gli emendamenti al ddl per la riforma del lavoro hanno proposto di imporre un “salario base” per chi ha un contratto a progetto (co.co.pro) e anche una mini indennità di disoccupazione in caso di perdita del lavoro.
Questi emendamenti alla riforma del lavoro del Governo Monti sono stati presentati in commissione al senato dai relatori, Tiziano Treu (Pd) e Maurizio Castro (Pdl).

Per i cosiddetti cocopro, viene introdotto il principio della giusta retribuzione calcolata sulla media tra le tariffe del lavoro autonomo e dei contratti collettivi di lavoro. Quindi le aziende dovranno corrispondere ai collaboratori un salario minimo in modo tale da tutelare soprattutto i giovani precari che spesso vengono “sfruttati” come si sul dire, con compensi irrisori.

Altra novità è l’intenzione di introdurre una sorta di indennità di disoccupazione per chi ha un contratto a progetto, anche se in una unica soluzione, guardando verso una mini-Aspi. Gli emendamenti dei relatori prevedono infatti che venga rafforzata l’attuale una tantum per una fase sperimentale che durerà 3 anni al termine della quale sarà effettuata una verifica per passare ad una mini-Aspi.

L’esempio fatto dai relatori Tiziano Treu e Maurizio Castro è quello di un collaboratore a progetto che, avendo lavorato 6 mesi, percepirà nell’anno successivo circa 6 mila euro sotto forma di una-tantum.

Si tratta sicuramente di importanti novità nel mondo del lavoro che coinvolgeranno i lavoratori parasubordinati che in Italia, secondo i dati Isfol, sono 1 milione 422 mila. Il 46,9% (676 mila) sono collaboratori a progetto (cocopro) con un reddito medio di 9.855 euro l’anno e il 35,1% di loro ha un’età inferiore ai 30 e il 28,7% tra i 30 e i 39 anni. Quindi salario base e indennità di disoccupazione per i contratti di collaborazione a progetto andranno a beneficio dei giovani lavoratori.

Gli emendamenti non si fermano qui, in totale sono 16. La durata del primo contratto a termine, che può essere stipulato senza che siano specificati i requisiti per i quali viene richiesto (la causale), sale da sei mesi a un anno. Le partite Iva che hanno un reddito annuo lordo di almeno 18mila euro saranno considerate vere, sopra questo reddito non saranno quindi valide presunzioni per far scattare l’assunzione. Novità anche per i lavori a chiamata, basterà un sms per attivarli. I lavoratori potranno partecipare agli utili e al capitale delle imprese. E ancora norma anti truffa per i lavoratori occasionali pagati con voucher: i buoni dovranno essere numerati progressivamente e avere indicato data ed orario.

La commissione lavoro inizierà a votare gli emendamenti da martedì della prossima settimana con l’obiettivo di concludere con giovedì.

 

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