Formazione dipendenti pubblici: cosa prevede il protocollo Brunetta Messa

Tutte le novità decise dai due Ministeri per garantire la formazione dei dipendenti pubblici e il loro aggiornamento nell’ottica di attuare il PNRR

Brunetta decreto
Photo credit: Giacomo Morini / Shutterstock.com

Novità sul fronte formazione e aggiornamento dei dipendenti pubblici. E’ stato siglato il nuovo protocollo tra il Ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta e la Ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa.

L’obiettivo del protocollo è dare delle linee guida sulla formazione dei dipendenti pubblici. Viene introdotto il potenziamento delle attività formative e dell’aggiornamento professionale. Il protocollo poi, prevede di garantire lo sviluppo di competenze dei dipendenti pubblici, attraverso collaborazioni e specifiche convenzioni con le Università.

Vediamo quali sono tutte le regole introdotte dal Documento d’intesa condiviso tra i due Ministri.

PROTOCOLLO PER LA FORMAZIONE DEI DIPENDENTI PUBBLICI, GLI OBIETTIVI

Il Protocollo d’intesa siglato il 7 ottobre 2021 definisce una cornice istituzionale, condivisa tra i due Ministri per competenza, in vista dei futuri accordi operativi con le Università e gli Enti di ricerca su tutto il territorio nazionale per accrescere il livello di formazione e aggiornamento professionale dei dipendenti pubblici. Tal documento riguarda l’intero ciclo di vita dei dipendenti pubblici, a partire dai neo-assunti con contratti di apprendistato. Avranno tutti la possibilità di laurearsi, frequentare master e corsi di perfezionamento a condizioni speciali e agevolate.

Potranno anche seguire programmi di studio e di lavoro all’estero. L’investimento proviene dai fondi del PNRR ed è pari a un miliardo di euro. Tali attività formative e di aggiornamento per i dipendenti pubblici infatti, sono state dichiarato dai Ministri “indispensabili” per migliorare la qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese e per garantire l’efficiente attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

LE NUOVE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE DEI DIPENDENTI PUBBLICI

I due Ministeri hanno previsto una serie specifica di attività partendo in primis, dalla “promessa” di semplificazione, nell’ottica del potenziamento e dell’accelerazione delle attività accademiche e della ricerca scientifica, delle norme per le Università e gli Enti di ricerca. Gli indirizzi del protocollo poi si muovono nel settore formazione dei dipendenti pubblici e del loro aggiornamento professionale, ovvero in sintesi:

  • misure per favorire l’iscrizione dei dipendenti pubblici a corsi di laurea, anche magistrali;
  • individuazione di percorsi per il conseguimento dei titoli di studio d’interesse;
  • partecipazione a master di primo e secondo livello, sempre nella logica della formazione permanente e di contenuti didattici rispondenti allo sviluppo delle tematiche d’interesse delle amministrazioni di appartenenza;
  • elaborazione di programmi di ricerca coerenti con gli interessi specifici di singole amministrazioni;
  • individuazione di percorsi formativi per l’orientamento professionale;
  • attuazione di misure in materia di contratti di apprendistato di alta formazione e promozione della formazione nell’ambito dei contratti a tempo determinato.

Vediamo ora nel dettaglio le linee guida indicati dai Ministeri.

LE INIZIATIVE PER I DIPENDENTI CON CONTRATTI DI APPRENDISTATO O A TEMPO DETERMINATO

Per i contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca (come da Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 e Decreto Legislativo 14 settembre 2011, n. 167) da stipulare e stipulati nelle pubbliche amministrazioni, il Protocollo individua dei percorsi formativi specifici, finalizzati al conseguimento, da parte dei lavoratori pubblici, dei titoli di studio di rispettivo interesse. Inoltre, tali percorsi punteranno all’acquisizione di competenze di base e trasversali, all’orientamento professionale, anche attraverso la valorizzazione dei settori di competenza delle amministrazioni di appartenenza.

Per coloro con contratti a tempo determinato e altre forme contrattuali flessibili nelle pubbliche amministrazioni, (come da Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165) invece, saranno previsti dei percorsi formativi specifici finalizzati al conseguimento, da parte dei lavoratori, di master di primo e secondo livello. Inoltre, nella logica della formazione permanente, previsti anche dei percorsi finalizzati alla frequenza di corsi di perfezionamento e aggiornamento sulle attività delle amministrazioni di appartenenza. La partecipazione dei dipendenti a tali corsi, terrà conto della conciliabilità delle forme di lavoro a tempo determinato. Tutto ciò avverrà anche con il coinvolgimento della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane).

INSERIMENTO NELLE PA DEI DOTTORI DI RICERCA

Il Protocollo siglato prevede anche, per i dottori di ricerca un più facile inserimento nelle pubbliche amministrazioni, sia nell’ambito delle procedure concorsuali, sia nel contesto delle altre forme di reclutamento e selezione previste.

Invece, relativamente ai corsi di dottorato di ricerca, i due Ministeri hanno previsto:

  • il monitoraggio e censimento dei corsi di dottorato attualmente attivati in Italia, al fine della realizzazione di una banca dati per le pubbliche amministrazioni, anche attraverso la valorizzazione e la fruizione di banche dati già esistenti del Ministero dell’Università e della Ricerca;

  • elaborazione congiunta di programmi di ricerca coerenti con l’interesse specifico di singole amministrazioni per lo sviluppo della conoscenza professionale e della ricerca scientifica in determinati ambiti di attività, anche con riguardo ai periodi di attività dottorale da svolgere all’estero, nonché ai programmi di ricerca-intervento collegati a progetti d’innovazione. Anche tale elaborazione avverrà con il coinvolgimento della CRUI.

LE NOVITÀ PER I DIPENDENTI PUBBLICI NON LAUREATI O SENZA MAGISTRALE

Il personale pubblico in possesso di diploma d’istruzione secondaria superiore o di diploma professionale (ovvero i lavoratori non laureati) sarà oggetto di nuove misure specifiche per favorire la formazione universitaria che porti al conseguimento della laurea. Previsti poi, anche nuovi percorsi per favorire l’iscrizione dei dipendenti pubblici a corsi di laurea magistrali. Il documento prevede inoltre, l’elaborazione di specifici programmi di studio da diffondere nelle Università per la formazione mirata ai settori d’interesse delle pubbliche amministrazioni (es. percorsi e programmi di lauree magistrali afferenti alla classe di laurea magistrale) in Scienze delle pubbliche amministrazioni e in discipline economico-aziendali, oltre all’eventuale attivazione dei procedimenti d’istituzione di nuovi corsi di laurea. Sarà data importanza poi, anche alla formazione post-universitaria e alle classi di laurea magistrale in discipline economico – aziendali dove possano trovare perfetta collocazione percorsi di laurea in management pubblico, organizzazione delle aziende pubbliche e similari.

NUOVI PERCORSI PER I RICERCATORI E TECNOLOGI

Il Protocollo prevede anche la realizzazione di elenchi di ricercatori e tecnologi per le pubbliche amministrazioni, così da accelerare il loro impiego in collaborazione con le Università e gli Enti di Ricerca.

I Ministeri poi, hanno indicato anche l’elaborazione congiunta di programmi di studio e lavoro all’estero, d’interesse delle pubbliche amministrazioni, nonché la promozione di attività di tirocinio da parte di studenti stranieri.

L’ATTUAZIONE DEL PNRR

I due Ministeri si sono anche impegnati a individuare congiuntamente le sedi di Università ed Enti di ricerca nel territorio nazionale disponibili e idonee all’organizzazione e realizzazione di eventi destinati alla promozione e alla conoscenza, da parte dei cittadini e delle imprese, delle finalità e dei contenuti del PNRR e delle iniziative della Commissione Europea. In tali iniziative saranno coinvolte a livello regionale e locale, le Istituzioni di volta in volta interessate, nonché di soggetti privati.

Infine, per garantire l’applicazione di quanto previsto nel protocollo d’intesa sarà nominato dai due Ministeri uno specifico Comitato d’indirizzo, composto di cinque membri di cui due rappresentanti del Ministro per la pubblica amministrazione, due rappresentanti del Ministro dell’università e della ricerca, uno della CRUI indicato dal Ministro dell’università e della ricerca. Il Comitato ha il compito di favorire, coordinare e monitorare l’attuazione del presente Protocollo e proporre le azioni congiunte. Predisporrà infine, con cadenza semestrale una verifica relativa all’avanzamento e al conseguimento degli obiettivi prefissati nel Protocollo.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Protocollo d’intesa interministeriale 7 ottobre 2021 (Pdf 3 Mb)
Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (Pdf 349 Kb)
Decreto Legislativo 14 settembre 2011, n. 167 (Pdf 65 Kb)
Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Pdf 672 Kb)

ALTRE MISURE E AGGIORNAMENTI

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