Nuovo ordinamento del personale non dirigenziale MiC annullato: cosa è successo

A seguito di numerose critiche, il Ministero della Cultura annulla la circolare con allegato il nuovo ordinamento del personale non dirigenziale. Ecco cosa succederà ora

Ministero della Cultura, MIC
Photo credit: Geert Smet / Shutterstock

Il Ministero della Cultura ha annullato la circolare 133 del 10 novembre 2025, che adottava il nuovo ordinamento professionale del personale non dirigenziale del Ministero della Cultura.

La decisione arriva dopo che associazioni e sindacati hanno sollevato forti critiche per il nuovo asset che eliminava i titoli post‑lauream come requisito per l’accesso ad alcuni ruoli di funzionario (tecnico e scientifico).

In questo articolo vi spieghiamo cosa è successo e quali sono le conseguenze.

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ANNULLATA LA CIRCOLARE CON IL NUOVO ORDINAMENTO PERSONALE NON DIRIGENZIALE MIC

Il Ministero della Cultura ha annullato la Circolare 133 e il Decreto 1335 del 10 Novembre 2025 che introducevano un nuovo ordinamento professionale per il personale non dirigenziale, come spiegato in questo articolo.

La decisione è stata comunicata ufficialmente il 12 Novembre 2025 dal Capo di Gabinetto Valentina Gemignani e dal Direttore generale Marina Giuseppone:

“La circolare 133 del 10 novembre 2025, che adottava l’ordinamento professionale del personale non dirigenziale del Ministero della Cultura, è priva di alcun effetto poiché è stata annullata”. 

Lo dichiarano il Capo di Gabinetto, Valentina Gemignani, e Marina Giuseppone, direttore generale Risorse Umane e Organizzazione del MiC.

Roma, 12 novembre 2025

La notizia ha avuto un impatto immediato nel mondo dei beni culturali, dove associazioni e sindacati avevano già sollevato forti critiche. Vediamo perché è arrivato l’annullamento.

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PERCHÉ LA CIRCOLARE È STATA ANNULLATA

La Circolare col nuovo ordinamento MiC è stata annullata perché le principali associazioni professionali e accademiche del settore hanno protestato immediatamente contro le modifiche introdotte.

Tali modifiche, infatti, sono state giudicate in contrasto con la normativa vigente e potenzialmente dannose per l’intero comparto dei beni culturali.

Associazione Nazionale Archeologi (ANA), Archeologi del Pubblico Impiego (API), Archeoimprese, Associazione Bianchi Bandinelli, Assotecnici, Consulta di Topografia antica e la Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia – appena dopo l’uscita della Circolare – infatti, hanno firmato una lettera aperta indirizzata al Ministro Alessandro Giuli. In questo documento hanno espresso indignazione per il nuovo ordinamento professionale del personale non dirigenziale che eliminava i titoli post lauream come requisito per per l’accesso ai ruoli di Funzionario di Area III/Funzionari (ex Aree F3) con profili tecnici e scientifici, ossia figure come archeologi, storici dell’arte, archivisti e bibliotecari.

Secondo le associazioni, questa scelta non precedentemente condivisa avrebbe creato una “contraddizione normativa con effetti sconsiderati” rispetto alla Legge 110 del 2014 e al Decreto Ministeriale 244 del 2019, che stabiliscono l’obbligo di titoli post lauream per l’accesso alla Fascia I, la più alta e autonoma. Senza tali requisiti, i funzionari ministeriali si sarebbero trovati a svolgere mansioni superiori a quelle consentite dalla legge, come dirigere scavi archeologici, valutare progetti di restauro o coordinare attività di tutela e valorizzazione, con il rischio di ricorsi e contestazioni.

A questa protesta si era ben presto accodata anche la Confederazione Italiana Archeologi (CIA).

Dunque, di fronte a questa mobilitazione compatta, il Ministero della Cultura ha scelto di annullare le novità, dichiarando i due provvedimenti istitutivi “privi di effetti” con una comunicazione ufficiale.

La decisione è stata motivata dalla necessità di rivalutare complessivamente la materia e di garantire coerenza con le leggi che regolano le professioni dei beni culturali, evitando conseguenze sconsiderate per il personale e per l’intero settore.

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COSA SUCCEDE ORA

Con l’annullamento, le nuove regole non entreranno in vigore. Per il momento resterà valido il precedente ordinamento del 2024, elaborato all’epoca dopo tavoli di concertazione con sindacati e università.

Tuttavia, la vicenda apre un nuovo fronte di confronto.

Il Ministero dovrà ora avviare un processo di revisione partecipata, coinvolgendo le parti sociali e le associazioni professionali. L’obiettivo sarà conciliare innovazione organizzativa e rispetto delle normative di settore, evitando contraddizioni e garantendo la valorizzazione delle competenze.

Restano aperti i nodi sulla formazione universitaria e sui percorsi di carriera. Le scuole di specializzazione e i master, aggiornati negli ultimi anni per rispondere alle esigenze ministeriali, rischiano di vedere ridimensionato il loro ruolo se i titoli post lauream non saranno confermati.

La prossima mossa, dunque, spetterà al Ministero. Appena ci saranno novità, vi aggiorneremo. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.

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TESTO DELLA CIRCOLARE CHE ANNULLA IL NUOVO ORDINAMENTO MIC

Mettiamo a vostra disposizione il testo ufficiale (Pdf 207 Kb) della Circolare n. 57 del 12 Novembre 2025.

Tale atto annulla il nuovo ordinamento del MiC disponibile in questa pagina (Pdf 3,9 MB) che era stato pubblicato come allegato alla circolare n.133 del 10 novembre 2025 che rendiamo disponibile in questa pagina (Pdf 368 Kb).

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Se volete altre informazioni, in questo articolo vi spieghiamo quali sono le novità che sono state annullate dal MiC. Da leggere poi, questa guida al piano assunzionale.

Vi consigliamo di visitare la pagina dedicata ai concorsi pubblici che viene aggiornata ogni giorno con i nuovi bandi aperti. Consente di conoscere le selezioni in corso nella Pubblica Amministrazione.

È disponibile anche la sezione che raccoglie i concorsi pubblici per diplomati, quella con i concorsi pubblici per laureati e la sezione con i concorsi per chi ha la scuola dell’obbligo o licenza media.

Altri dettagli sui concorsi, li trovate nella nostra sezione dedicata ai vademecum per i candidati.

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Scritto da Valeria Cozzolino - Giornalista, esperta di leggi, politica, Pubblica Amministrazione, previdenza e lavoro.
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