Perché oltre 200 mila dipendenti pubblici rischiano di essere sostituiti?

Perché 200 mila dipendenti pubblici rischiano la sostituzione? Ecco la ricerca che fa il punto sul futuro delle professioni nelle PA

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Perché oltre 200 mila dipendenti pubblici rischiano la sostituzione?

Il 21 maggio 2024, nel corso del Forum PA – evento che ogni anno fa il punto sul futuro della Pubblica amministrazione, alla presenza del Ministro al ramo Paolo Zangrillo – è stata resa nota una ricerca secondo cui oltre 200mila statali rischiano essere sostituiti, nel loro ruolo, dall’intelligenza artificiale.

In questo articolo entriamo nel dettaglio del report, spiegando cosa rischiano i dipendenti statali e gli ultimi studi condotti dagli esperti.

PERCHÉ I DIPENDENTI PUBBLICI RISCHIANO LA SOSTITUZIONE

A confermare che oltre 200 mila dipendenti pubblici rischiano la sostituzione per l’avanzata dell’intelligenza artificiale nelle Pubbliche Amministrazioni è la ricerca “L’impatto dell’intelligenza artificiale sul pubblico impiego” presentata da FPA 2024, in apertura di FORUM PA 2024 a Roma.

Nel dettaglio, partendo dai punti critici e le possibili soluzioni, l’indagine evidenzia come l’avvento dell’intelligenza artificiale rappresenti una vera e propria rivoluzione per la PA che fa “traballare” l’impiego pubblico e il ruolo stesso della presenza umana negli uffici dove le mansioni possono essere automatizzate.

Attenzione però. Gli statali esposti ai rischi dell’IA, non rischiano il licenziamento, come molti hanno scritto in modo inesatto riportando i dati dell’analisi, ma solo di essere “sostituiti” dalla nuova tecnologia e, quindi, spostati probabilmente in un altro ruolo.

In sostanza, secondo l’indagine FPA, l’intelligenza artificiale al pari della crisi del 2007 e della pandemia del 2020 rappresenta oggi un cambiamento esterno potente a cui la PA è chiamata a rispondere.

In diversi casi potrebbe manifestarsi un’integrazione tra i compiti del dipendente pubblico e quelli in cui l’intelligenza artificiale potrebbe dargli una mano.

Per stimarne l’impatto e i rischi, gli esperti PA hanno adattato alle categorie professionali dei dipendenti pubblici italiani il metodo AIOE (Artificial Intelligenze Occupational Exposure) di Edward Felten sull’esposizione occupazionale all’IA.

Quello che è emerso è che:

  • il 57% dei circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici è altamente esposto all’IA, pari a circa 1,8 milioni di lavoratori;

  • il 28% è moderatamente impattato;

  • il 15% subisce un’influenza minima o nulla.

Nel dettaglio, quindi, chi rischia la sostituzione nelle PA? Quali sono le figure in bilico con l’avvento dell’intelligenza artificiale? Scopriamolo insieme.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHI RISCHIA NELLE PA

Tra le professioni più esposte all’effetto dell’intelligenza artificiale nelle PA ci sono:

  • assistenti e operatori esperti amministrativi;

  • personale direttivo e non dirigente con funzioni amministrative;

  • tecnici, ricercatori e tecnologi;

  • dirigenti scolastici e docenti;

  • avvocati e magistrati;

  • architetti e ingegneri;

  • dirigenti sanitari e professionisti sanitari.

Ora vediamo, sempre secondo la ricerca presentata presso il Forum PA 2024, quali sono i settori pubblici maggiormente a rischio con l’avanzata dell’intelligenza artificiale.

IA, QUALI SONO SETTORI PUBBLICI PIÙ A RISCHIO

I settori della PA più a rischio con l’implementazione dell’intelligenza artificiale sono i seguenti:

  • funzioni centrali PA, settore esposto nel 96,2% dei casi;

  • funzioni locali PA, settore esposto nel 93,5% dei casi;

  • istruzione e ricerca, settore esposto nel 72,6% dei casi.

La domanda, per tali comparti, sorge spontanea. Ossia, come si potrà evitare che oltre 200 mila dipendenti pubblici possano essere sostituiti dall’intelligenza artificiale nei prossimi anni?

INTEGRAZIONE O SOSTITUZIONE DEI DIPENDENTI PUBBLICI?

Per non rischiare la sostituzione con l’IA, i dipendenti pubblici dovranno integrare le loro competenze e il loro lavoro con la nuova tecnologia.

Tra gli 1,8 milioni di dipendenti pubblici altamente esposti nelle PA, stando ai dati della ricerca, una gran parte potenzialmente beneficerà di un’integrazione dell’IA nella propria attività lavorativa, evidenziando una profonda sinergia tra competenze umane e capacità offerte dall’IA.

Parliamo dell’80%, poco meno di 1,5 milioni, tra dirigenti scolastici, responsabili strategici e leader di progetti, esperti tecnici, prefetti, magistrati e direttori generali. Ovviamente, questo non è scontato né automatico: è necessario che le soluzioni degli algoritmi vengano utilizzati con consapevolezza e competenza, e nel quadro di contesti organizzativi abilitanti.

Invece, il 12% dei dipendenti altamente esposti (poco più di 218.000 lavoratori) ha una scarsa sinergia con l’intelligenza artificiale, mostrando un rischio concreto di essere sostituito. Questa situazione riguarda principalmente professioni con scarsa specializzazione e compiti ripetitivi e prevedibili.

Il restante 8% (circa 154.000 dipendenti tra cui molte professioni del settore sanitario e diplomatico) è in una zona ambigua tra potenziali sinergie e rischi di sostituzione.

La ricerca sottolinea, inoltre, che la maggiore sinergia tra lavoro e intelligenza artificiale emerge soprattutto nell’istruzione e ricerca, dove la percentuale di personale ad alta complementarità con l’AI è il 91,9%. Il rischio sostituzione è particolarmente rilevante, invece, nelle strutture centrali della PA, dove tocca il 47,4% (92.859 unità), ma anche nelle funzioni locali (23,8%, 109.801 unità).

LA RICERCA SU RISCHIO SOSTITUZIONE DIPENDENTI PA

Mettiamo a vostra disposizione il testo integrale (PDF 3 Mb) che analizza perché oltre 200mila dipendenti pubblici rischiano la sostituzione, dal titolo “L’impatto dell’intelligenza artificiale sul pubblico impiego” presentata il 21 maggio 2024 da FPA 2024.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Consigliamo di leggere l’articolo sull’aumento degli stipendi dei dipendenti PA. Vi consigliamo anche la lettura del nostro articolo sugli stipendi medi della Pubblica Amministrazione – PA, nonché l’approfondimento sul nuovo DPCM riguardante la mobilità nella pubblica amministrazione.

In questa sezione invece, trovate le novità sul gli aiuti destinate alle famiglie e ai lavoratori.

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di Valeria C.
Giornalista, esperta di leggi, politica e lavoro pubblico.
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