Cambio Regione negli Elenchi Regionali dei Docenti: come funziona

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I docenti che intendono iscriversi negli elenchi regionali degli idonei dei concorsi a cattedra per l’a.s. 2026 – 2027 possono inserirsi anche ina una regione diversa da quella in cui hanno sostenuto il concorso.

Il nuovo sistema di reclutamento introdotto dal Ministero dell’istruzione per consentire le immissioni in ruolo degli insegnanti che hanno partecipato a un concorso per docenti superando le prove, ma non rientrando tra i vincitori, offre una importante opportunità agli idonei che si trovano bloccati nelle graduatorie di regioni ad altissima concorrenza o con pochissimi posti disponibili di poter ottenere una nomina in regioni dove c’è maggiore possibilità.

Ma come funziona esattamente il meccanismo del cambio regione e quali sono i rischi di questa scelta?  Facciamo chiarezza di seguito.

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LA REGOLA DELL’UNICA REGIONE

Il Decreto n. 68 del 22 aprile 2026 del Ministero dell’istruzione e del merito (MIM) – consultabile in questa pagina – che regola la costituzione degli elenchi regionali degli idonei ciascun aspirante può presentare domanda di inserimento negli elenchi regionali per una sola regione.

La regione scelta può coincidere o meno con quella in cui è stato sostenuto il concorso. Non è possibile frazionare le domande o scegliere regioni diverse per classi di concorso differenti.

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I RISCHI DEL CAMBIO REGIONE

Se da un lato il Ministero concede la massima flessibilità di movimento, dall’altro penalizza la scelta di chi decide di spostarsi per tutelare i candidati “residenti”.

Chi sceglie una regione diversa da quella in cui ha svolto le prove del concorso, infatti, viene automaticamente inserito nella Seconda Sezione dell’elenco per quella specifica classe di concorso.

La Seconda Sezione viene presa in considerazione dagli USR solo dopo lo scorrimento integrale di tutti i candidati della Prima Sezione, in cui sono inseriti coloro che hanno sostenuto le prove nella medesima regione dell’elenco, come spieghiamo nel dettaglio in questo approfondimento.

Prima di inoltrare l’istanza, dunque, ogni docente deve fare una valutazione strategica basata sulla propria classe di concorso e sulla propria situazione.

Ad esempio, a chi ha sostenuto il concorso in una regione in cui generalmente si rende disponibile un buon numero di posti per le immissioni in ruolo e ha conseguito un buon punteggio nelle prove potrebbe convenire godere della priorità in Prima Sezione, evitando il rischio di iscriversi in Seconda Sezione nell’elenco di un’altra regione e scivolare dietro a chi ha un punteggio più basso ma è inserito nella Prima.

Viceversa, se la classe di concorso chiesta ha zero disponibilità nella regione in cui si è sostenuto il concorso o comunque un numero esiguo di posti, mentre in altre regioni c’è una cronica carenza di personale, inserirsi nella Seconda Sezione in una regione “capiente” offre comunque più chance di ruolo rispetto a rimanere bloccati in Prima Sezione dove i posti non esistono.

ULTERIORI INFORMAZIONI E APPROFONDIMENTI UTILI

Per tutti i dettagli su come fare domanda per gli elenchi regionali docenti 2026/27 vi invitiamo a leggere questo approfondimento. Consigliamo di leggere anche l’approfondimento sui requisiti per gli elenchi regionali docenti e la guida su come funzionano gli elenchi regionali dei docenti.

Vi invitiamo inoltre a visitare la nostra sezione riservata alla scuola e la nostra pagina dedicata ai docenti, per avere tutte le informazioni aggiornate su concorsi, graduatorie, normative e contratti per il personale scolastico.

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Scritto da Angela Velasquez - Coordinatrice editoriale, redattrice, esperta di concorsi pubblici, assunzioni e scuola.
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