Sono 175mila i lavoratori di cui l’economia del mare italiana avrà bisogno da qui al 2030.
La stima riguarda il periodo 2026-2030 e comprende sia la sostituzione di personale vicino alla pensione sia la creazione di nuove opportunità professionali legate alle tecnologie e all’evoluzione del settore.
Gli inserimenti potranno riguardare l’intera filiera, con particolare focus su nautica e cantieristica dove si registra la maggiore richiesta di personale.
Il dato emerge da uno studio di Confindustria-Boston Consulting Group ed è stato rilanciato da Mario Zanetti, special advisor di Confindustria per l’Economia del Mare, in occasione del 66° Salone nautico internazionale di Genova.
Ecco tutti i dettagli sulle assunzioni previste e cosa sapere.
ECONOMIA DEL MARE: 175MILA ASSUNZIONI ENTRO IL 2030
Secondo quanto riportato dall’ANSA in un recente articolo dedicato a quanto emerso in merito alle opportunità occupazionali legate all’economia del mare, circa 120mila lavoratori usciranno dal mercato del lavoro e dovranno essere sostituiti, mentre saranno circa 50mila i nuovi posti legati alle nuove tecnologie e alle esigenze emergenti della blue economy.
Il fabbisogno occupazionale stimato per il quinquennio 2026-2030 è quindi particolarmente significativo. La maggior parte delle opportunità servirà a garantire il ricambio generazionale nelle imprese già attive, mentre una quota consistente della domanda di personale sarà determinata dalla trasformazione tecnologica del comparto.
Il dato mette in evidenza un possibile aumento delle opportunità di lavoro in numerosi ambiti collegati all’economia del mare. Il settore comprende infatti attività che spaziano dalla nautica e dalla cantieristica ai servizi, alla logistica, ai trasporti e alle altre filiere direttamente o indirettamente collegate alle attività marittime.
Per chi è alla ricerca di un’occupazione, si prospetta quindi un mercato del lavoro caratterizzato da una domanda crescente di competenze specialistiche e tecniche.
L’economia del mare costituisce già oggi una componente rilevante del sistema produttivo italiano. Il comparto vale oltre l’11% del PIL nazionale, genera quasi 225 miliardi di euro di valore aggiunto e dà lavoro a più di 1,1 milioni di persone.
La crescita dell’occupazione nel settore procede inoltre a un ritmo superiore rispetto a quello registrato nel resto dell’economia nazionale. Per questo il fabbisogno di lavoratori nei prossimi anni si inserisce in un comparto che ha già un peso significativo sull’occupazione italiana.
NUOVI POSTI DI LAVORO LEGATI ALLE NUOVE TECNOLOGIE
Dei lavoratori necessari entro il 2030, dunque, circa 50mila rappresenteranno nuova occupazione. Si tratta, secondo le indicazioni emerse al Salone nautico di Genova, di posti collegati soprattutto alle nuove tecnologie e alle trasformazioni che stanno interessando il settore.
Il tema delle competenze è infatti uno dei principali nodi evidenziati da Confindustria. La crescita dell’economia del mare rischia di essere rallentata dalla difficoltà delle imprese nel reperire personale con una preparazione adeguata alle esigenze produttive.
La distanza tra domanda e offerta di competenze è particolarmente evidente nella cantieristica: il 43% delle posizioni ricercate rimane infatti scoperto, una percentuale quasi doppia rispetto alla media del settore, secondo i dati citati da Zanetti e riportati dall’ANSA.
Anche la nautica contribuisce in modo rilevante alla domanda di lavoro. Il settore coinvolge quasi 200mila addetti e, secondo quanto sottolineato da Confindustria, ogni lavoratore impiegato nella produzione può attivare ulteriori posti di lavoro lungo la filiera.
La previsione non corrisponde a un unico piano di assunzioni di una specifica azienda, ma fotografa il fabbisogno complessivo di personale dell’economia del mare italiana nei prossimi anni. Le opportunità riguarderanno pertanto una filiera articolata, nella quale sono presenti attività produttive, tecniche e di servizio. Particolare attenzione sarà rivolta alle competenze necessarie per accompagnare l’innovazione tecnologica e lo sviluppo delle imprese.
FORMAZIONE E COMPETENZE AL CENTRO DELLE FUTURE ASSUNZIONI
La necessità di colmare il divario tra competenze disponibili e professionalità richieste rende quindi la formazione uno degli elementi destinati ad avere un peso crescente nelle future assunzioni.
La disponibilità di lavoratori qualificati sarà uno dei fattori che potranno determinare la capacità delle imprese di sostenere la crescita prevista.
Il problema non riguarda soltanto il numero di persone disponibili sul mercato, ma anche la corrispondenza tra le competenze possedute e quelle richieste dalle aziende. Per questo Confindustria ha indicato le competenze tra le tre priorità per lo sviluppo dell’economia del mare, insieme ai vettori e alle flotte e alle infrastrutture portuali e alla loro integrazione.
La trasformazione del comparto potrebbe infatti aumentare la richiesta di profili in grado di operare con strumenti, processi e tecnologie sempre più avanzati.
DOVE POTRANNO NASCERE LE OPPORTUNITÀ DI LAVORO
Le future opportunità saranno distribuite lungo una filiera che interessa diversi territori italiani e comprende numerose attività economiche legate al mare.
Particolarmente rilevante è il comparto della cantieristica, nel quale la difficoltà di reperire personale è già oggi elevata. I dati diffusi in occasione del Salone nautico confermano inoltre il peso della nautica nel sistema produttivo italiano: la filiera genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto, secondo dati presentati da ANSA nei giorni scorsi.
Le opportunità non riguarderanno quindi esclusivamente i cantieri navali, ma potranno interessare l’intero ecosistema di imprese e servizi collegati all’economia del mare.
ULTERIORI INFORMAZIONI E AGGIORNAMENTI
Vi terremo aggiornati sulle assunzioni legate all’economia del mare in arrivo.
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