Precari personale ATA: la Corte di Giustizia UE condanna l’Italia per abuso di contratti a termine

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La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha condannato duramente l’Italia per l’abuso sistematico dei contratti a termine ai danni del personale ATA.

Con la sentenza pubblicata il 13 maggio 2026, i giudici europei hanno stabilito che la normativa italiana viola la direttiva europea sul lavoro a tempo determinato, poiché non prevede misure efficaci per prevenire il ricorso abusivo alle supplenze reiterate.

La decisione potrebbe avere conseguenze rilevanti sul piano delle stabilizzazioni e dei risarcimenti per migliaia di lavoratori precari della scuola.

Ecco tutte le novità della sentenza, cosa stabilisce l’Unione Europea e cosa cambia per il personale ATA.

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PERCHÈ L’ITALIA È STATA CONDANNATA DALL’UNIONE EUROPEA?

La normativa europea prevede che gli Stati membri, dunque anche l’Italia, adottino almeno una misura concreta per evitare l’utilizzo abusivo di contratti a tempo determinato successivi.

In particolare, devono essere previsti:

  • ragioni oggettive che giustifichino il rinnovo dei contratti;
  • una durata massima complessiva dei rapporti a termine;
  • un numero massimo di rinnovi consentiti.

Secondo la Corte di Giustizia UE, la normativa italiana sulle supplenze del personale ATA viola queste condizioni, in particolare la clausola 5 dell’Accordo quadro allegato alla Direttiva 1999/70/CE. In sostanza, secondo l’Unione Europea in Italia, per i supplenti ATA, nessuna di queste tre tutele è attiva.

A questo proposito, ricordiamo che a Ottobre 2024 la Commissione Europea aveva deciso di Europea di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea per l’abuso dei contratti a termine nella scuola.

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LA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA SUI PRECARI ATA

La sentenza del 13 maggio 2026 (causa C-155/25) emessa dalla Corte Europea evidenzia che l’attuale normativa italiana esclude il personale scolastico dai limiti generali di durata e rinnovo previsti per gli altri lavoratori.

Inoltre, il tetto dei 36 mesi introdotto in passato (Legge Buona Scuola) è stato successivamente abrogato. Di fatto, lo Stato italiano ha utilizzato i contratti a termine per soddisfare esigenze permanenti e durevoli della scuola, e non per necessità temporanee, nonostante il calo costante degli alunni registrato negli ultimi anni.

La Corte sottolinea inoltre che il ricorso sistematico ai contratti a termine continua nonostante il calo della popolazione scolastica registrato negli ultimi anni, elemento che dimostrerebbe l’utilizzo dei precari per esigenze non temporanee.

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I CONCORSI ATA NON SONO SUFFICIENTI PER EVITARE L’ABUSO DELLE SUPPLENZE

Nel corso del procedimento, l’Italia aveva sostenuto che i concorsi scuola banditi negli ultimi anni e le recenti immissioni in ruolo potessero rappresentare una misura idonea a prevenire l’abuso del precariato.

La Corte UE ha però respinto questa tesi.

Secondo i giudici europei, le procedure concorsuali per il personale ATA non vengono organizzate con cadenza regolare e programmata, ma in modo imprevedibile e saltuario. Di conseguenza, non possono essere considerati una misura strutturale capace di prevenire l’abuso del precariato.

E’ stata respinta anche la richiesta dello Stato italiano di sospendere il giudizio in attesa di future riforme legislative.

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COSA CAMBIA PER I PRECARI ATA CON LA SENTENZA

La pronuncia della Corte di Giustizia UE potrebbe avere importanti ripercussioni sul sistema di reclutamento scolastico italiano.

In particolare, il Governo potrebbe essere chiamato a:

  • introdurre nuovi limiti ai contratti a termine del personale ATA;
  • programmare concorsi regolari;
  • avviare nuovi percorsi di stabilizzazione;
  • riconoscere eventuali risarcimenti ai lavoratori interessati.

Nei prossimi mesi saranno quindi attesi possibili interventi normativi per adeguare la disciplina italiana alle disposizioni europee. Nel frattempo, i sindacati di settore si stanno mobilitando per avviare campagne legali finalizzate a ottenere risarcimenti economici, a modificare le norme sul reclutamento nella scuola e a chiedere un piano straordinario di stabilizzazione per il personale precario.

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ULTERIORI INFORMAZIONI E APPROFONDIMENTI UTILI

Per chi fosse interessato, ricordiamo che è in corso l’aggiornamento delle graduatorie ATA 24 mesi. Per tutte le informazioni e per scaricare e consultare il bando di ogni regione, è disponibile questa utile guida.

Segnaliamo inoltre che il Ministero ha emanato la Circolare annuale sulle supplenze personale ATA 2026 /27, con  tutte le indicazioni sull’assegnazione degli incarichi a tempo determinato al personale scolastico e le date.

Vi invitiamo a visitare la nostra sezione riservata alla scuola e la pagina dedicata al personale ATA, per avere tutte le informazioni aggiornate su concorsi, graduatorie, normative e contratti per il personale scolastico.

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Scritto da Angela Velasquez - Coordinatrice editoriale, redattrice, esperta di concorsi pubblici, assunzioni e scuola.
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