Prosegue il dibattito sulla riforma del reclutamento del personale ATA in arrivo, che ha generato reazioni contrastanti sia tra gli aspiranti che tra le organizzazioni sindacali.
Recentemente, durante un’audizione alla Commissione Cultura della Camera, la sottosegretaria di Stato Paola Frassinetti ha annunciato l’intenzione di rivedere le modalità di assunzione del personale ausiliario, tecnico e amministrativo delle scuole, definendo obsoleto l’attuale sistema.
La Flc Cgil esprime perplessità su una proposta ancora vaga e sottolinea la priorità di procedere con le immissioni in ruolo per coprire i numerosi posti vacanti, prima di qualsiasi intervento strutturale sul reclutamento.
Il sindacato ribadisce inoltre la necessità di un confronto reale con i rappresentanti dei lavoratori per ogni eventuale riforma.
Ecco i dettagli di seguito.
IL GOVERNO ANNUNCIA UNA RIFORMA DEL RECLUTAMENTO ATA
Nel suo intervento alla Commissione Cultura della Camera lo scorso 11 Giugno, la sottosegretaria Frassinetti ha affrontato il tema dell’elevato ricorso ai contratti a termine nella scuola, annunciando l’intenzione di aggiornare le modalità di reclutamento del personale ausiliario, tecnico e amministrativo (ATA), ritenendo superato l’attuale quadro normativo, come spieghiamo nel dettaglio in questo approfondimento.
Secondo il sindacato Flc Cgil, nelle parole della sottosegretaria non si intravede una proposta concreta, ma solo un generico annuncio di revisione che non consente valutazioni precise.
In sostanza, non è chiaro al momento cosa possa prevedere tale riforma, per la quale si ipotizza anche la possibile introduzione di un concorso pubblico per esami per il personale ATA, una ipotesi che proprio in questi giorni è particolarmente dibattuta tra gli aspiranti. Senza proposte concrete da parte dell’Amministrazione, non è possibile valutare le modifiche all’attuale sistema e il relativo impatto sui lavoratori della scuola.
Come sottolinea il sindacato in un recente comunicato, c’è inoltre una questione prioritaria di cui tener conto, ossia l’urgenza di procedere prima con le nomine in ruolo per coprire tutti i posti vacanti.
“Prima di avviare qualsiasi riforma del sistema di reclutamento, è fondamentale coprire tutti i posti vacanti con immissioni in ruolo. – si legge nel comunicato della Flc Cgil – Anche quest’anno i posti liberi sono circa 33.000, ma il Ministero intende assumerne meno di 10.000, limitandosi al solo turn over. È una situazione inaccettabile che deve cessare”.
Inoltre, la Flc Cgil ricorda che ogni ipotesi di cambiamento dovrà tenere conto della volontà della maggioranza del personale ATA e dovrà necessariamente passare attraverso un confronto serio e trasparente con le organizzazioni sindacali, che rappresentano le lavoratrici e i lavoratori del settore.
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