Gli insegnanti italiani continuano a percepire retribuzioni inferiori rispetto agli altri lavoratori con un livello di istruzione terziaria, anche se negli ultimi anni sono state adottate misure per aumentare gli stipendi del personale docente.
Il dato emerge dal rapporto OCSE Education at a Glance 2026, pubblicato il 29 settembre, che analizza il sistema dell’istruzione italiano attraverso diversi indicatori, tra cui retribuzioni, condizioni di lavoro, età del personale e risorse destinate alla scuola.
Secondo l’analisi, gli insegnanti della scuola dell’infanzia guadagnano in media il 36% in meno rispetto agli altri lavoratori con istruzione terziaria, mentre per i docenti della scuola secondaria di primo grado il divario è pari al 33%. Il rapporto evidenzia allo stesso tempo alcuni segnali di cambiamento, tra cui le recenti misure adottate in Italia per incrementare le retribuzioni degli insegnanti.
Vediamo nel dettaglio cosa emerge dal nuovo rapporto OCSE sugli stipendi dei docenti italiani e quali sono gli altri dati relativi al personale scolastico.
STIPENDI DEGLI INSEGNANTI ITALIANI: I DATI DEL RAPPORTO OCSE
Il rapporto Education at a Glance 2026 mette in evidenza una differenza significativa tra le retribuzioni degli insegnanti italiani e quelle degli altri lavoratori in possesso di una laurea.
In particolare, in Italia:
- gli insegnanti della scuola dell’infanzia guadagnano in media il 36% in meno rispetto agli altri lavoratori con istruzione terziaria;
- gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado guadagnano in media il 33% in meno rispetto agli altri lavoratori con istruzione terziaria.
Il dato va quindi letto come un confronto interno al mercato del lavoro italiano tra docenti e altri lavoratori con istruzione terziaria.
Il rapporto segnala comunque che l’Italia ha recentemente adottato misure per aumentare le retribuzioni degli insegnanti, anche attraverso gli aumenti previsti dai recenti rinnovi del contratto collettivo nazionale del comparto Istruzione e Ricerca.
L’analisi OCSE evidenzia anche un più ampio elemento di contesto relativo al valore economico dell’istruzione terziaria. In Italia, i lavoratori a tempo pieno con una laurea o una specializzazione post laurea guadagnano in media il 35% in più rispetto alle persone con un’istruzione secondaria superiore o post-secondaria non universitaria.
La differenza è però più elevata nella media dei Paesi OCSE, dove il vantaggio salariale associato all’istruzione terziaria arriva al 54%.
Il rapporto mostra quindi che il tema delle retribuzioni degli insegnanti si inserisce in un quadro più ampio, caratterizzato da un rendimento economico dei titoli di studio terziari più contenuto in Italia rispetto alla media OCSE.
DOCENTI ITALIANI PIÙ ANZIANI RISPETTO ALLA MEDIA OCSE
Un altro elemento rilevante riguarda l’età del personale docente.
Nel 2024 il 36% degli insegnanti delle scuole secondarie in Italia aveva almeno 55 anni. Il dato è comunque in diminuzione rispetto al 2015, quando la quota raggiungeva il 46%.
Il confronto internazionale evidenzia una maggiore presenza di docenti nella fascia di età più elevata: nella media dei Paesi per i quali sono disponibili i dati, gli insegnanti delle scuole secondarie con almeno 55 anni rappresentano il 25% del totale.
In Italia, inoltre, la percentuale degli insegnanti con almeno 55 anni è superiore a quella degli occupati con almeno una laurea magistrale e a quella della popolazione occupata complessiva. Il rapporto segnala anche una presenza significativa di insegnanti che hanno iniziato la carriera nella scuola dopo aver svolto un’altra attività professionale.
GLI AUMENTI DEGLI STIPENDI DEI DOCENTI
Il rapporto OCSE riconosce che l’Italia ha introdotto recentemente misure finalizzate ad aumentare le retribuzioni degli insegnanti.
Tra gli interventi rientrano gli aumenti previsti dai recenti rinnovi contrattuali del comparto Istruzione e Ricerca. In particolare, il CCNL Scuola 2025-2027 per la parte economica è stato sottoscritto definitivamente il 1° luglio 2026 e ha introdotto nuovi incrementi stipendiali per il personale interessato.
Il quadro che emerge dal rapporto OCSE deve quindi essere letto considerando sia il divario retributivo ancora presente sia gli interventi contrattuali più recenti. Il dato internazionale fotografa infatti una situazione riferita a specifici anni di riferimento e non coincide necessariamente con gli importi attualmente presenti nei cedolini del personale scolastico.
ULTERIORI AGGIORNAMENTI E APPROFONDIMENTI UTILI
Per scoprire le principali novità del Contratto Scuola firmato il 1° luglio 2026 e per scaricare il testo integrale del CCNL Istruzione e Ricerca 2025 2027 parte economica vi invitiamo a leggere questa guida utile.
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