Per l’anno scolastico 2026 – 2027 i posti di sostegno autorizzati in deroga hanno superato quelli dell’organico di diritto: sono già 148.462, contro i 128.170 posti stabili previsti a livello nazionale.
Il dato arriva da una ricognizione della UIL Scuola sui numeri pubblicati dagli Uffici scolastici regionali e territoriali.
La differenza è di oltre 20mila posti e il conteggio non è ancora chiuso. In alcune regioni, infatti, le autorizzazioni sono ancora in corso.
Si tratta di posti aggiuntivi, autorizzati anno per anno in base al numero di alunni con disabilità, che vengono generalmente affidati a docenti precari.
Di seguito vediamo cosa dicono i numeri, cosa sono i posti in deroga e cosa chiede il sindacato al Ministero.
POSTI DI SOSTEGNO IN DEROGA 2026/2027: I DATI DELLA UIL SCUOLA
Secondo la ricognizione del sindacato, pubblicata lo scorso 29 ottobre, i posti di sostegno in deroga per il 2026/2027 sono 148.462. L’organico di diritto nazionale si ferma invece a 128.170 posti, una cifra che comprende anche i posti di potenziamento.
I posti in deroga superano quindi di 20.292 unità quelli stabili, cioè i posti destinati ai docenti di ruolo.
Il numero è destinato a salire. La UIL Scuola precisa che in alcune regioni le autorizzazioni non sono ancora concluse e che il conteggio non comprende le ore aggiuntive e gli spezzoni orari, cioè le ulteriori necessità delle scuole che non arrivano a formare un posto intero.
Sul fronte dei posti stabili, l’organico di diritto del sostegno per il 2026/2027 è cresciuto di appena 134 posti. Per il sindacato si tratta di una risposta del tutto inadeguata rispetto alle necessità delle scuole.
COSA SONO I POSTI DI SOSTEGNO IN DEROGA
I posti in deroga sono posti di sostegno aggiuntivi rispetto all’organico di diritto, autorizzati ogni anno per rispondere alle reali esigenze delle scuole in relazione al numero degli alunni con disabilità.
Fanno parte dell’organico di fatto, quello che si definisce per il singolo anno scolastico, con incarichi fino al 30 giugno. Non essendo posti stabili, su di essi non si effettuano assunzioni a tempo indeterminato. Per questo motivo, vengono coperti in larga parte da docenti con contratto a termine.
Il risultato è che oggi, nella scuola italiana, i posti di sostegno in deroga sono più numerosi dei posti stabili. Per la UIL Scuola è il paradosso di un sistema che continua a considerare provvisorio un fabbisogno ormai strutturale.
Ricordiamo che per insegnare sul sostegno serve la specializzazione, che si consegue con i percorsi universitari del TFA sostegno o con i corsi abbreviati organizzati da INDIRE e dalle Università.
COSA CHIEDE LA UIL SCUOLA PER I DOCENTI DI SOSTEGNO
La richiesta del sindacato è di trasformare in organico di diritto i posti di sostegno che oggi rientrano nell’organico di fatto, così da poterci assumere insegnanti a tempo indeterminato.
“Non siamo più di fronte a un’emergenza temporanea, ma a una condizione strutturale che si ripete ogni anno e che continua a essere affrontata con strumenti provvisori”, ha dichiarato il segretario generale della UIL Scuola, Giuseppe D’Aprile.
“Non si può continuare a parlare di inclusione senza affrontare il problema della stabilità degli insegnanti che ogni giorno devono garantirla. Una scuola precaria rende il paese precario”, ha aggiunto.
Il tema riguarda da vicino anche le prossime immissioni in ruolo dei docenti: le assunzioni a tempo indeterminato si fanno infatti sui posti dell’organico di diritto, e un loro aumento allargherebbe i posti disponibili per i docenti specializzati.
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