Quanto guadagna un dirigente INPS? Ecco gli importi e i benefit

Ecco quanto guadagna un dirigente INPS, gli importi medi, i benefit e tutte le voci rilevanti dello stipendio.

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Photo Credit: FabioMitidieri / Shutterstock

Quanto guadagna effettivamente un dirigente INPS?

La risposta non è univoca, perché la retribuzione dipende da più fattori come il livello di inquadramento, gli obiettivi raggiunti e l’anzianità di servizio.

Tuttavia un dato è certo: un dirigente INPS ha uno stipendio che è mediamente superiore a 200mila Euro annui lordi.

Infatti, grazie agli obblighi di trasparenza, i dati ufficiali sui compensi sono pubblici e ve li riportiamo di seguito.

In questo articolo, analizziamo nel dettaglio la busa paga di un dirigente INPS, una delle figure chiave nella gestione dei processi e delle risorse economiche dell’Istituto.

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QUANTO GUADAGNA UN DIRIGENTE INPS: ECCO GLI IMPORTI MEDI

Secondo le tabelle retributive pubblicate dall’INPS e relative al 2024, un dirigente dell’Istituto percepisce una retribuzione lorda annua complessiva compresa tra circa 200.000 e 240.000 euro, ovvero tra 10.000 e 13.000 euro lordi al mese.

È importante sottolineare che:

  • si tratta di importi lordi, quindi al netto delle imposte lo stipendio è più basso;

  • l’esatto ammontare varia a seconda di anzianità di servizio, fascia di appartenenza e obiettivi raggiunti;

  • ci sono diverse voci che compongono il cedolino paga di un dipendente pubblico e che, sommati alla retribuzione tabellare, fanno aumentare gli importi in busta paga.

Vediamo nel dettaglio quali sono.

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COME È COMPOSTO LO STIPENDIO DI UN DIRIGENTE INPS

La retribuzione di un dirigente INPS è regolata dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del Comparto Funzioni Centrali – Sezione Dirigenza. Non si tratta di un importo fisso, ma di una somma articolata in più voci.

In particolare, lo stipendio annuo lordo si compone di:

  • Stipendio (Tabellare) per 13 mensilità.
  • Indennità vacanza contrattuale per 13 mensilità.
  • Stipendio di anzianità per 13 mensilità.
  • Retribuzione di Posizione Fissa (Dir. 2ª F.) per 13 mensilità.
  • Retribuzione di Posizione Variabile (Dir. 2ª F.) per 13 mensilità.
  • Retribuzione di risultato.
  • Mobilità territoriale.

Come si può notare, lo stipendio complessivo è una combinazione di retribuzioni fisse e variabili. Nello specifico, la maggior parte delle voci, come lo stipendio e l’indennità di vacanza contrattuale, sono componenti fisse e strutturali, che si ripetono per le tredici mensilità.

La retribuzione di risultato, invece, è una parte variabile legata al raggiungimento degli obiettivi annuali assegnati. Se il dirigente centra i target prefissati (efficienza dei processi, gestione del personale, miglioramento dei servizi), può percepire un compenso aggiuntivo anche significativo.

La retribuzione complessiva dipende anche dalla fascia dirigenziale a cui si appartiene, con una distinzione tra i ruoli apicali e quelli di minore complessità.

Ecco in cosa si differenziano le due fasce:

  • Dirigenti di Seconda Fascia: sono responsabili della gestione di un’unità organizzativa di base (come un ufficio o un servizio). Gestiscono budget e personale, ma il loro ruolo è più operativo e di coordinamento quotidiano.

  • Dirigenti di Prima Fascia: sono posizioni più apicali. A loro è affidata la responsabilità di strutture complesse e di maggior rilievo strategico, come direzioni centrali, sedi regionali o funzioni di audit interno. Il loro ruolo ha un impatto più ampio sulle politiche e sulla gestione complessiva dell’ente.

In sintesi, la seconda fascia rappresenta la dirigenza operativa, mentre la prima fascia è quella strategica e apicale, ed è proprio la differenza nelle responsabilità che giustifica la variazione della retribuzione.

Da ultimo si aggiungono i rimborsi spese per viaggi di servizio e missioni.

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BENEFIT E TUTELE AGGIUNTIVE

Oltre alla retribuzione, i dirigenti INPS hanno accesso a una serie di benefit che integrano il loro pacchetto economico. A differenza del settore privato, dove i benefit sono spesso legati a strumenti come auto aziendali, bonus o stock option, nel settore pubblico essi si concentrano soprattutto su previdenza, sanità e formazione.

Ecco i principali:

  • Previdenza complementare: possibilità di aderire a fondi pensione integrativi con contributo dell’amministrazione e vantaggi fiscali;


  • Assistenza sanitaria integrativa: copertura di spese non incluse dal SSN, come visite specialistiche, prestazioni odontoiatriche o ricoveri in strutture convenzionate;


  • Formazione professionale continua: corsi di aggiornamento, seminari e convegni per mantenere elevate le competenze manageriali e gestionali;


  • Tutele legali e assicurative: assistenza e copertura in caso di procedimenti legati all’esercizio delle funzioni;


  • Permessi e aspettative per formazione: possibilità di sospendere temporaneamente il servizio per motivi di studio;


  • Indennità di missione: rimborso di spese di viaggio, vitto e alloggio in caso di trasferte di lavoro.

Questi strumenti, previsti dal CCNL, mirano a rafforzare il benessere e la preparazione dei dirigenti, con un impatto diretto anche sulla qualità del servizio pubblico.

Per conoscere nel dettaglio chi sono i dirigenti INPS (con nome e cognome) e quanto guadagna ognuno di loro, basta scaricare i dati retributivi nella sezione Amministrazione Trasparente del sito web dell’INPS, precisamente in questa pagina dedicata ai titolari di incarichi dirigenziali.

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COME SI DIVENTA DIRIGENTE INPS

La regola generale è che la dirigenza INPS è riservata a chi è già dipendente pubblico, con anni di esperienza e un percorso di carriera interna consolidato.

Periodicamente vengono indetti concorsi specifici per l’accesso ai ruoli dirigenziali. È il caso del bando per 49 dirigenti a tempo indeterminato, destinato a diverse sedi in Italia. Per tutti i dettagli su requisiti e modalità di partecipazione, vi consigliamo di leggere l’approfondimento dedicato al concorso INPS per 49 dirigenti di seconda fascia.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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