Migliori lauree per trovare lavoro nel 2021: classifica

Ecco quali sono le migliori lauree per trovare lavoro nel 2021 e gli impieghi più pagati secondo il Report presentato da Almalaurea

laureati

Quali sono le migliori lauree per trovare lavoro nel 2021? La risposta ci viene data dal XXIII Rapporto Almalaurea che fotografa il profilo e la condizione occupazionale dei laureati italiani.

Dallo studio di Almalaurea emerge che a distanza di 5 anni i laureati magistrali biennali intervistati che hanno trovato più facilmente lavoro sono quelli specializzati in informatica e tecnologie ICT, in ingegneria industriale e dell’informazione, nel settore economico, in ingegneria civile e architettura. Buoni anche i tassi di occupazione relativi ai laureati a ciclo unico nel settore medico, sanitario e scientifico.

Vediamo dunque, la classifica delle migliori lauree per trovare lavoro nel 2021 e quali sono le occupazioni più pagate.

CLASSIFICA MIGLIORI LAUREE PER TROVARE LAVORO NEL 2021

Uno degli aspetti più importanti analizzati nel rapporto Almalaurea riguarda lo studio sulle lauree che permettono di trovare più facilmente impiego nel 2021. La prima cosa che emerge è che la laurea è efficace per trovare lavoro secondo oltre il 60% di coloro che sono stati intervistati a 5 anni di distanza dal conseguimento del titolo. Le differenze riguardano il corso di studi scelto. Secondo quanto risulta dall’intervista ai laureati magistrali biennali del 2015, a 5 anni dal conseguimento del titolo, è emerso quali sono le lauree che permettono di trovare più facilmente lavoro. I tassi di occupazione per gruppo disciplinare sono:

  1. Informatica e tecnologie ICT – 97,2 %;
  2. Ingegneria industriale e dell’informazione – 96,4 %;
  3. Settore economico – 91,8%;
  4. Architettura ingegneria civile – 91,6%;
  5. Settore medico sanitario – 88%;
  6. Area scientifica – 87,3%;
  7. Settore agrario forestale veterinario – 86,7%;
  8. Psicologia – 84,4%;
  9. Area politico sociale e comunicazione – 84,4%;
  10. Scienze motorie e sportive – 82,5%;
  11. Ambito linguistico – 82,1%;
  12. Educazione e formazione – 80,1%;
  13. Ambito letterario e umanistico – 77,8%;
  14. Arte design – 76,6%.

Invece, per quanto concerne i laureati magistrali a ciclo unico che nel 2015 hanno conseguito il titolo, i gruppi disciplinari che hanno un tasso di occupazione migliore, a distanza di 5 anni sono:

  • Settore medico e farmaceutico – 93,3%;
  • Ambito veterinario – 92%;
  • Architettura ingegneria civile – 89,7%;
  • Ambito giuridico – 80%.

LE PROFESSIONI PIÙ PAGATE DOPO LA LAUREA

Il rapporto Almalaurea 2021 mette in evidenza anche il corso di laurea che garantisce la migliore occupazione e quali sono le professioni più pagate. Dallo studio emerge che le retribuzioni più alte riguardano il gruppo di laureati in tecnologie ICT e informatica, che raggiungono una retribuzione mensile pari a 1.887 euro netti. Invece, il gruppo di ingegneria industriale e dell’informazione conta su una retribuzione pari a 1.841 euro mensili netti.

I laureati del gruppo educazione e formazione, quello psicologico, arte e design non raggiungono i 1.300 euro mensili. Per quanto riguarda poi la laurea magistrale a ciclo unico, le retribuzioni più alte sono quelle del settore medico e farmaceutico dove si arriva a uno stipendio pari a 1.789 euro mensili netti. Invece, più contenuto quello dei gruppi di architettura e ingegneria civile e giuridico, che raggiungono, rispettivamente, i 1.453 e 1.477 euro mensili.

I DATI SULLA FORMAZIONE

Il XXIII rapporto Almalaurea oltre alle migliori lauree per trovare lavoro, fa emergere un quadro particolare sia per quanto concerne i profili professionali dei laureati, sia per quanto concerne l’occupazione. In generale, c’è da dire degli oltre 291 mila laureati del 2020 interpellati, si sono laureati in tempo il 58,4%. L’11,3% hanno fatto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso scelto e il 57,6% ha sostenuto dei tirocini curriculari. Il 72,8% degli intervistati ha anche sostenuto che si iscriverebbe allo stesso corso dell’Ateneo.

La pandemia da Covid-19 invece, secondo i dati, ha influito a metà sul percorso di laurea. Se è vero che la formazione non è stata compromessa grazie anche alla DAD, vissuta positivamente dagli studenti, però ha portato delle criticità nell’accesso al mondo del lavoro per i neo laureati. Invece, per quanto concerne coloro che avevano già conseguito il titolo 5 anni prima in realtà, le implicazioni sono state marginali. Un altro elemento importante è che con l’arrivo della pandemia c’è stato un vero e proprio boom per lo smart working e altre forme di lavoro da remoto.

I DATI SULL’OCCUPAZIONE

Uno dei primi importanti dati da analizzare in merito al rapporto Almalaurea è il fatto che la retribuzione mensile netta dopo il conseguimento del titolo, è cresciuta nel 2020 rispetto allo scorso anno. Infatti, è arrivata a 1.270 euro per i laureati di I° livello e a 1.364 euro per i laureati di II° livello, con un aumento pari al 5,4% per i laureati di I° livello rispetto all’anno precedente e pari al 6,4% in più, per quelli di II° livello. Secondo gli intervistati, conseguire una laurea di II° livello dà la possibilità di avere un premio retributivo pari a 161 euro mensili netti. Per quanto concerne invece, il tasso di occupazione, i dati fanno emergere tale scenario:

  • A un anno dalla laurea di I° livello risultano occupati il 69,2% e il 68,1% per la laurea di II° livello;
  • A 5 anni dal conseguimento del titolo il tasso occupazione è pari all’88,1% per i laureati di I° livello e pari al 87,7% per i laureati di II° livello.

Invece, in merito alla retribuzione mensile netta dal rapporto emerge che:

  • I laureati a distanza di un anno percepiscono 1.270 euro con la laurea di I° livello e 1.364 euro con la laurea di II° livello;
  • A 5 anni dal conseguimento del titolo la retribuzione è pari a 1.469 euro netti con la laurea di I° livello e 1.556 euro netti con la laurea di II° livello.

Per oltre il 60% dei laureati intervistati, il loro titolo di studio è stato efficace per trovare lavoro.

COME E’ STATO REALIZZATO IL RAPPORTO ALMALAUREA

Il XXIII rapporto Almalaurea è stato presentato all’Università degli Studi di Bergamo nei giorni scorsi. Si tratta di un’analisi sui profili dei laureati in 76 Atenei italiani. Lo studio è stato fatto nel 2020 coinvolgendo 291 mila laureati. L’analisi di Almalaurea si completa anche con il rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati: tale studio riguarda 655 mila laureati e i risultati raggiunti nel mercato del lavoro nel 2019, 2017 e 2015 a distanza di 1, 3 e 5 anni dal conseguimento del titolo.

Novità di quest’anno è che nel Report è stato fatto un approfondimento sulla Didattica a Distanza durante la pandemia: gli studenti l’hanno apprezzata, ma vorrebbero tornare in presenza. Almalaurea, ovvero il noto consorzio interuniversitario fondato dal 1994, insieme all’Università degli Studi di Bergamo e alla Ministero dell’Istruzione, ogni anno analizza la situazione in Italia in merito alla formazione e all’occupazione. Quest’anno il giudizio generale che emerge dal XXIII report completo Almalaurea sulle esperienze universitarie in Italia è positivo.

APPROFONDIMENTI

Mettiamo a disposizione la sintesi del XXIII rapporto Almalaurea (Pdf 336) per approfondimenti. Inoltre in questa pagina è possibile visionare il rapporto intero.

Vi invitiamo inoltre a scoprire anche quali sono le migliori università in Italia e nel mondo secondo la rinomata classifica QS e l’annuale classifica Best Workplaces in merito ai migliori posti di lavoro in Italia.

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