Concorso RIPAM Coesione sud 2026 per 882 Specialisti tecnici: Bando, requisiti, domanda

Concorso RIPAM coesione sud 2026

È stato pubblicato il bando del Concorso RIPAM Coesione 2026, la nuova maxi selezione per l’assunzione a tempo indeterminato di 882 Specialisti tecnici nelle amministrazioni del Mezzogiorno.

Si tratta di uno dei concorsi pubblici più attesi dell’anno, rivolto a laureati in materie tecniche e scientifiche, tra cui architetti e ingegneri ma non solo, con posti distribuiti tra Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il concorso rientra nel piano di rafforzamento della capacità amministrativa degli enti del Sud finanziato con i fondi europei della politica di coesione: le risorse selezionate saranno infatti impiegate esclusivamente nella gestione dei progetti finanziati dall’Unione europea, un ambito in cui la carenza di personale tecnico rappresenta da anni uno dei principali ostacoli alla spesa dei fondi.

La selezione prevede una sola prova scritta, senza preselezione e senza prova orale, e le assunzioni avverranno presso Regioni, Città metropolitane, Province, Comuni e Unioni di comuni dei territori interessati.

Le domande possono essere presentate entro il 23 settembre 2026.

Di seguito vi diamo tutte le informazioni utili sul concorso, i posti disponibili, le mansioni, i requisiti richiesti, le informazioni sull’iter selettivo, il Gruppo Telegram di supporto, consigli su come preparasi, lo stipendio, come inviare la domanda e alleghiamo anche il bando pubblico da scaricare e consultare.

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CONCORSO RIPAM COESIONE 2026, I POSTI DISPONIBILI

Il concorso mette a disposizione 882 posti a tempo indeterminato con il profilo di Specialista tecnico, da inquadrare nel livello iniziale dell’Area dei funzionari del CCNL del comparto Funzioni locali.

La procedura è organizzata su base territoriale: ogni regione ha un proprio codice concorso, una propria graduatoria e un proprio contingente di posti.

Questa è la ripartizione:

  • Sicilia – 269 posti (codice ST/SIC);
  • Campania – 237 posti (codice ST/CAM);
  • Puglia – 168 posti (codice ST/PUG);
  • Calabria – 104 posti (codice ST/CAL);
  • Sardegna – 61 posti (codice ST/SAR);
  • Basilicata – 35 posti (codice ST/BAS);
  • Molise – 8 posti (codice ST/MOL).

Attenzione a un aspetto decisivo: è possibile presentare domanda per un solo codice concorso. La scelta della regione va quindi ponderata, perché determina sia la graduatoria in cui si concorre sia le amministrazioni presso cui si potrà essere assegnati.

Gli enti di destinazione comprendono: Regioni, Città metropolitane, Province, Comuni, Unioni di comuni e Comunità montane. I contingenti più consistenti riguardano la Città metropolitana di Messina con 17 posti, il Comune di Taranto con 8, il Comune di Catanzaro e quello di Giugliano in Campania con 6 ciascuno.

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COSA FA LO SPECIALISTA TECNICO

È il punto che conviene chiarire subito, perché la denominazione non rende l’idea del lavoro. L’allegato 2 del bando descrive il profilo con precisione come indicato di seguito.

Lo Specialista tecnico è chiamato anzitutto a rafforzare la capacità tecnica dell’ente, fornendo supporto e progettazione per l’esecuzione di opere e interventi pubblici finanziati con i fondi europei. L’obiettivo dichiarato è rilanciare la progettazione di opere e infrastrutture negli ambiti seguenti:

  • urbanistica e pianificazione territoriale;
  • ingegneria strutturale, civile, edile e impiantistica;
  • architettura;
  • ambiente e paesaggio;
  • mobilità e trasporti;
  • gestione del territorio.

In concreto la figura progetta, realizza interventi e gestisce opere pubbliche, infrastrutture ed edilizia in coerenza con gli atti di programmazione dell’ente, e allo stesso tempo valuta la conformità dei progetti finanziati con i fondi strutturali rispetto alle disposizioni regolamentari europee e nazionali.

È quest’ultimo compito a caratterizzare il profilo rispetto a un tecnico comunale tradizionale: accanto alle competenze progettuali serve infatti la conoscenza dei regolamenti europei, perché il bando prevede che il personale reclutato sia adibito esclusivamente ad attività direttamente afferenti alle politiche di coesione.

Per un ingegnere, un architetto o un pianificatore territoriale significa lavorare su progetti finanziati con risorse comunitarie, in enti che spesso hanno pochissimo personale tecnico rispetto alla mole di interventi da realizzare.

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REQUISITI RICHIESTI

Per partecipare al concorso RIPAM Coesione sud 2026 occorre possedere i requisiti generali di ammissione ai concorsi pubblici, ovvero:

  • cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea, oppure il possesso dei requisiti previsti dall’articolo 38 del decreto legislativo 165/2001;
  • maggiore età;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • non essere stati esclusi dall’elettorato politico attivo;
  • non essere stati destituiti, dispensati o licenziati da una pubblica amministrazione, né dichiarati decaduti;
  • assenza di condanne passate in giudicato per reati che impediscono l’assunzione nella pubblica amministrazione;
  • idoneità fisica allo specifico impiego.

TITOLI DI STUDIO AMMESSI

Il requisito specifico sul titolo di studio è il possesso di una delle seguenti lauree.

Laurea magistrale (LM):

  • LM-3 Architettura del paesaggio;
  • LM-4 Architettura e ingegneria edile-architettura;
  • LM-22 Ingegneria chimica;
  • LM-23 Ingegneria civile;
  • LM-24 Ingegneria dei sistemi edilizi;
  • LM-26 Ingegneria della sicurezza;
  • LM-27 Ingegneria delle telecomunicazioni;
  • LM-28 Ingegneria elettrica;
  • LM-30 Ingegneria energetica e nucleare;
  • LM-35 Ingegneria per l’ambiente e il territorio;
  • LM-48 Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale;
  • LM-75 Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio.

Laurea triennale (L):

  • L-7 Ingegneria civile e ambientale;
  • L-17 Scienze dell’architettura;
  • L-21 Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale;
  • L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia;
  • L-32 Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura.

Sono ammessi anche i titoli equiparati secondo la normativa vigente.

Un elemento che allarga sensibilmente la platea dei candidati: è sufficiente la laurea triennale, non è quindi indispensabile la magistrale.

E non è previsto alcun requisito di esperienza professionale né di residenza nelle regioni interessate: si può concorrere per un qualsiasi codice regionale indipendentemente da dove si vive.

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RISERVE DI POSTI

Il bando prevede diverse quote riservate, calcolate su ciascun ambito regionale:

  • 10% dei posti alle persone con disabilità di cui alla legge 68/1999;
  • 30% ai volontari delle Forze armate congedati senza demerito;
  • 15% agli operatori volontari che hanno concluso il servizio civile universale o nazionale senza demerito;
  • fino al 40% al personale che, alla data di pubblicazione del bando, abbia svolto almeno 36 mesi di servizio con contratto a tempo determinato presso le pubbliche amministrazioni.

Complessivamente le riserve non possono superare la metà dei posti messi a concorso: qualora la somma le facesse eccedere questo limite, le quote per Forze armate e servizio civile vengono ridotte proporzionalmente.

Le riserve operano solo in favore di chi risulti idoneo in graduatoria e vanno dichiarate espressamente nella domanda: chi non le indica al momento della candidatura perde il beneficio, perché le dichiarazioni successive non possono essere prese in considerazione.

COME SI SVOLGE LA SELEZIONE

La procedura è particolarmente snella e rappresenta uno dei principali motivi di interesse di questo concorso: è prevista una sola prova scritta, senza preselezione e senza prova orale.

La graduatoria finale si forma esclusivamente sul punteggio ottenuto in quell’unica prova.

La prova si svolge con strumenti informatici (tablet) e piattaforme digitali, anche in sedi decentrate e in più sessioni consecutive, e consiste in 40 quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 minuti, per un punteggio massimo di 30 punti.

I quesiti sono così ripartiti:

  • 25 quesiti sulle materie tecniche e professionali, comprensivi delle domande di lingua inglese e di competenze informatiche e digitali;

  • 8 quesiti di capacità logico-deduttiva e ragionamento critico-verbale;

  • 7 quesiti situazionali, che descrivono situazioni concrete di lavoro e chiedono al candidato di scegliere, tra alternative predefinite, il comportamento più adeguato.

Il meccanismo di punteggio va conosciuto con precisione, perché condiziona la strategia di risposta.

Per i primi 33 quesiti (25+8):

  • ogni risposta esatta vale 0,75 punti;
  • ogni risposta errata sottrae 0,25 punti;
  • la mancata risposta vale zero.

Rispondere a caso è quindi controproducente: conviene lasciare in bianco quando non si ha alcun elemento per orientarsi.

Per i 7 quesiti situazionali la logica è diversa e non esistono penalità:

  • la risposta più efficace vale 0,75 punti;
  • quella neutra 0,375 punti;
  • quella meno efficace vale zero.

Su queste domande, quindi, conviene sempre rispondere.

La prova si intende superata con un punteggio minimo di 21/30.

MATERIE D’ESAME

I 25 quesiti tecnico-professionali verteranno sui seguenti argomenti:

  • Regolamenti comunitari in materia di fondi strutturali, con particolare riferimento ai Regolamenti (UE) 2021/1057, 2021/1058 e 2021/1060;
  • Normativa in materia di rischio idrogeologico, sismico, valutazione ambientale, lavori pubblici e gestione del territorio;
  • Normativa sulla tutela della salute e della sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro;
  • Progettazione e manutenzione delle infrastrutture viarie e relative norme tecniche;
  • Tecnica delle costruzioni;
  • Pianificazione urbanistica del territorio;
  • Sistemi di realizzazione dei lavori pubblici;
  • Tutela e valorizzazione dei beni culturali;
  • Legislazione nazionale e regionale in materia di edilizia e urbanistica;
  • Nozioni di estimo, catasto e topografia;
  • Occupazione ed espropriazione per pubblica utilità;
  • Lingua inglese, livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento;
  • Conoscenza e uso delle tecnologie informatiche e delle competenze digitali.

COME PREPARARSI AL CONCORSO

Il bando non prevede la pubblicazione di una banca dati dei quesiti, quindi la preparazione va impostata sul programma d’esame.

Ecco i consigli utili per organizzare lo studio.

Partire dai regolamenti europei sui fondi strutturali. È la materia più caratterizzante di questo concorso e quella su cui i candidati provenienti dal mondo tecnico tradizionale sono generalmente meno preparati. I tre regolamenti citati dal bando sono consultabili gratuitamente online e vale la pena studiarne l’impianto generale: obiettivi, ambiti di intervento, regole di ammissibilità della spesa.

Non trascurare inglese e informatica. Sono inclusi negli stessi 25 quesiti delle materie tecniche e valgono quindi punti pieni, con lo stesso peso di una domanda di tecnica delle costruzioni. Il livello richiesto per l’inglese è il B1, quindi intermedio.

Allenarsi sui quesiti situazionali. Sono la novità che spiazza di più chi affronta un concorso per la prima volta, perché non si studiano: misurano il modo di ragionare davanti a un problema organizzativo. L’unico modo per prepararsi è esercitarsi su prove analoghe, così da familiarizzare con la logica delle risposte.

Esercitarsi sui quiz a tempo. Quaranta domande in sessanta minuti significano un minuto e mezzo a quesito: la gestione del tempo è determinante quanto la conoscenza delle materie.

Al momento non sono ancora disponibili manuali dedicati a questo specifico concorso, trattandosi di un bando appena pubblicato, ma vi terremo aggiornati quando usciranno, sia in questo stesso articolo, sia nel Gruppo Telegram dedicato al concorso coesione 2026.

Inoltre nei prossimi giorni renderemo disponibili le esercitazioni sui quiz sulla nostra piattaforma QuizTiconsiglio, per permettere ai candidati di allenarsi sulle materie previste dal programma. Renderemo disponibili gratuitamente anche materiali di studio.

Nel frattempo può essere utile la nostra guida pratica su come prepararsi ai concorsi pubblici, con tutti i consigli e le risorse per affrontare in modo efficace le procedure concorsuali.

STIPENDIO E CONDIZIONI DI LAVORO

I vincitori saranno assunti a tempo indeterminato e inquadrati nel livello iniziale dell’Area dei funzionari del CCNL del comparto Funzioni locali, il contratto che si applica a Regioni, Province e Comuni, sottoscritto nella sua versione più recente il 23 febbraio 2026.

Il bando non indica importi e rinvia al contratto collettivo. Sulla base dei valori tabellari previsti per l’Area dei funzionari, la retribuzione si colloca indicativamente oltre i 25.000 euro lordi annui, ai quali si aggiungono la tredicesima mensilità, l’indennità di comparto e le ulteriori voci accessorie previste dal contratto e dalla contrattazione decentrata di ciascun ente.

C’è poi un elemento che riguarda specificamente questo concorso: al termine della procedura i vincitori frequentano un corso di formazione sulle politiche di coesione, della durata massima di tre mesi, per il quale è riconosciuta una borsa di studio di mille euro lordi mensili, corrisposta successivamente all’assunzione dall’amministrazione di assegnazione.

Va infine considerato un vincolo importante: fino al 31 dicembre 2029 il personale assunto con questo concorso non può accedere alla mobilità verso altre amministrazioni, né essere utilizzato presso enti diversi da quello di prima assegnazione mediante comando o distacco.

COME PRESENTARE DOMANDA E BANDO

Le domande di partecipazione devono essere presentate entro le ore 23.59 del 23 settembre 2026, esclusivamente per via telematica tramite il portale inPA, collegandosi a questa pagina.

Per candidarsi occorre registrarsi al portale, compilare il proprio curriculum vitae, che ha valore di dichiarazione sostitutiva di certificazione, e successivamente compilare e inviare il format di candidatura.

Per accedere alla selezione occorre avere un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) personale o un domicilio digitale. Chi non ha una PEC può leggere in questa pagina come attivarne una immediatamente, online, anche da smartphone.

In caso di problemi nell’invio della domanda vi consigliamo di leggere questa guida che spiega in modo semplice e chiaro come registrarsi al portale inPA e candidarsi. Ricordiamo che per accedere alla piattaforma è necessario autenticarsi mediante SPIDCIECNS o credenziali eIDAS.

I candidati devono versare, a pena di esclusione, la quota di partecipazione di euro 10,00, entro lo stesso termine di scadenza della domanda. Il contributo non è rimborsabile in alcun caso.

Ricordiamo che la domanda può essere presentata per un solo codice concorso e che, in caso di invii multipli, viene presa in considerazione unicamente l’ultima domanda inviata in ordine cronologico.

Un consiglio pratico: non ridursi agli ultimi giorni. Le richieste di assistenza informatica inviate nei tre giorni precedenti la scadenza non hanno garanzia di essere evase in tempo utile.

Gli interessati sono invitati a leggere con attenzione il BANDO (Pdf 941Kb), che contiene anche l’elenco completo degli enti di destinazione regione per regione, e le FAQ (Pdf 716Kb) ufficiali pubblicate dalla Commissione RIPAM.

GRUPPO TELEGRAM DI SUPPORTO

Per chiedere consigli, scambiarsi informazioni e restare aggiornati su tutti gli step del concorso RIPAM Coesione sud 2026 è disponibile questo Gruppo Telegram, che permette anche di confrontarsi con altri candidati.

GRADUATORIE E SCELTA DELL’AMMINISTRAZIONE

Le graduatorie finali di merito sono formate separatamente per ciascun codice concorso, cioè per ciascuna regione, sulla base del solo punteggio della prova scritta.

I candidati dichiarati vincitori saranno assegnati alle amministrazioni di destinazione scegliendo sulla base delle preferenze espresse, secondo l’ordine di graduatoria. Chi non effettua la scelta viene assegnato d’ufficio alle sedi rimaste vacanti, e la rinuncia all’amministrazione assegnata equivale a rinuncia all’assunzione.

Anche chi non rientra tra i vincitori mantiene però una prospettiva concreta. Il bando prevede infatti due meccanismi. Il primo è lo scorrimento tra ambiti territoriali confinanti: se in una regione restano posti non assegnati, possono essere coperti attingendo agli idonei delle regioni vicine con il maggior numero di idonei. Il secondo è l’iscrizione in un elenco istituito presso il Dipartimento per le politiche di coesione, al quale le pubbliche amministrazioni possono attingere per ulteriori assunzioni a tempo indeterminato nell’Area dei funzionari destinate alle politiche di coesione.

CHE COS’È IL CONCORSO COESIONE

Vale la pena spiegare da dove nasce questa procedura, perché non si tratta di un concorso ordinario e la sua natura spiega molte delle sue caratteristiche.

La politica di coesione è lo strumento con cui l’Unione europea finanzia la riduzione dei divari tra i territori, destinando risorse consistenti alle regioni meno sviluppate. In Italia il Mezzogiorno ne è il principale beneficiario, ma da anni si registra un problema noto: una parte significativa di quei fondi non viene spesa nei tempi previsti, e tra le cause principali c’è la carenza di personale tecnico e amministrativo negli enti chiamati a progettare e realizzare gli interventi.

Per rispondere a questa difficoltà, l’articolo 19 del decreto-legge 124 del 2023 ha autorizzato l’assunzione, in deroga alle ordinarie facoltà assunzionali, di un massimo di 2.200 unità di personale destinate alle sette regioni del Sud e agli enti locali dei loro territori, con l’obbligo per le amministrazioni beneficiarie di adibire il personale reclutato esclusivamente ad attività riferite alle politiche di coesione.

Il concorso per 882 Specialisti tecnici rientra in questo piano ed è finanziato attraverso il Programma Nazionale Capacità per la Coesione 2021-2027. Gli enti destinatari sono stati individuati sulla base di una manifestazione di interesse e dei Piani di Azione Regionali concordati con le sette Regioni.

Da qui derivano tre caratteristiche che distinguono questa procedura dai concorsi tradizionali: l’organizzazione su base territoriale con graduatorie regionali separate, il vincolo di destinazione del personale alle sole attività di coesione, e il divieto di mobilità fino al 2029, pensato per garantire che le competenze acquisite restino negli enti che ne hanno più bisogno.

La procedura è gestita dalla Commissione RIPAM, l’organismo che coordina i grandi concorsi unici della pubblica amministrazione, con il supporto di Formez PA e d’intesa con il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri.

SUCCESSIVE COMUNICAZIONI E TEMPISTICHE

Ogni comunicazione concernente il concorso, compreso il calendario della prova e il relativo esito, viene effettuata attraverso il Portale inPA e ha valore di notifica a tutti gli effetti.

La data e il luogo di svolgimento della prova scritta saranno resi disponibili sul portale almeno 15 giorni prima della data stabilita.

Ricordiamo che l’assenza dalla sede di svolgimento della prova, nella data e nell’ora stabilite, comporta l’esclusione dal concorso per qualsiasi causa, anche di forza maggiore: fanno eccezione le misure dispensative previste per i candidati con diagnosi di DSA e le prove asincrone riservate alle candidate in stato di gravidanza o allattamento.

Le graduatorie finali di merito, distinte per ciascun codice concorso, saranno pubblicate sul Portale inPA e sul sito istituzionale del Dipartimento per le politiche di coesione.

Avverso la graduatoria è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio entro sessanta giorni dalla pubblicazione, oppure ricorso straordinario entro centoventi giorni.

ALTRI CONCORSI E COME RESTARE AGGIORNATI

Vi invitiamo a consultare la sezione sui concorsi pubblicisempre aggiornata con i nuovi bandi indetti, e quella sui prossimi concorsi in uscita.

Per aiutarvi ad affrontare in maniera efficace le procedure concorsuali, abbiamo predisposto una guida pratica nella quale forniamo tutti i consigli e le risorse utili su come prepararsi ai concorsi pubblici.

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Scritto da Angela Velasquez - Coordinatrice editoriale, redattrice, esperta di concorsi pubblici, assunzioni e scuola.
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