Stretta sugli eredi per Bonus ristrutturazioni: cosa cambia

Cosa prevede la “stretta sugli eredi” del bonus ristrutturazioni dopo la pronuncia della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte

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Stretta sugli eredi per bonus ristrutturazioni, dopo la pronuncia della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte, arriva lo stop all’agevolazione quando la casa è in locazione o in comodato.

I giudici tributaristi hanno stabilito che le detrazioni relative al bonus ristrutturazione si trasmettono esclusivamente all’erede che detenga materialmente e direttamente il bene, ma non se tale immobile risulta in affitto o in comodato.

In questo articolo vi illustriamo nel dettaglio cosa cambia per il bonus ristrutturazioni dopo la stretta sugli eredi e a chi si rivolgono le nuove regole.

NOVITÀ EREDI BONUS RISTRUTTURAZIONI

Dopo la pronuncia n. 130 del 23 marzo 2023 della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte, arriva la stretta per gli eredi riferita al bonus ristrutturazione 2024.

I giudici hanno stabilito che le detrazioni relative alle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio e quelle per interventi finalizzati al risparmio energetico (cioè quelle connesse al bonus ristrutturazioni) si trasmettono esclusivamente all’erede che detenga materialmente e direttamente il bene.

Diversamente, il “possesso mediato” del bene locato (o in comodato) non integra il presupposto legittimante al beneficio fiscale. Cioè:

  • se la casa è detenuta direttamente o materialmente dall’erede (che ci abita o la tiene come seconda dimora), spettano le detrazioni del bonus ristrutturazioni;

  • se la casa è stata concessa in locazione o in comodato d’uso, all’erede non spettano le detrazioni del bonus ristrutturazioni.

Vediamo, nel dettaglio, cosa cambia dopo la stretta sugli eredi per il bonus ristrutturazioni e cosa prevede la pronuncia dei giudici tributaristi.

COME CAMBIA IL BONUS RISTRUTTURAZIONI PER GLI EREDI

Mentre in passato vi erano dubbi sulle regole del bonus ristrutturazioni per gli eredi, ora tutto è stato chiarito. Molti erano convinti che le detrazioni del bonus ristrutturazioni si potevano ottenere anche affittando o concedendo in comodato d’uso l’immobile. La pronuncia della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte, però, ha chiarito ogni dubbio.

Dunque, gli eredi che non “detengono materialmente e direttamente il bene” (ovvero la casa ristrutturata con il bonus) non potranno ottenere le detrazioni previste dall’agevolazione. Ricordiamo che il bonus ristrutturazione 2024 dà diritto a una detrazione del 50% sull’IRPEF, fino a massimo 96.000 euro di spesa, per interventi di riqualificazione edilizia, manutenzione straordinaria e ordinaria. Agevolazioni a cui, gli eredi che affittano o concedono in comodato d’uso la casa, non hanno più diritto dopo i chiarimenti applicativi dei giudici piemontesi.

LA CONTROVERSIA SUL DIRITTO AL BONUS PER GLI EREDI

La controversia sul diritto al bonus ristrutturazioni per gli eredi nasce dopo che una cartella di pagamento, originata dal controllo formale ex 36-ter, (DPR n. 600 del 1973), è stata impugnata davanti alla Ctp di Torino da un contribuente. Il cittadino ha contestato, tra le altre cose, alcune detrazioni relative alle spese sostenute per gli interventi connessi al bonus ristrutturazioni, per assenza del requisito della “detenzione materiale e diretta del bene” (trattandosi di spese sostenute dal de cuius, ossia dal defunto che ha donato la casa) e per mancata presentazione della documentazione giustificativa. In sintesi:

  • secondo il contribuente, per la tipologia degli interventi svolti dal proprietario originario defunto su parti comuni di immobili di sua proprietà, doveva ritenersi legittimo che la relativa detrazione fiscale, spettante al defunto, potesse trasmettersi validamente agli eredi. Ciò anche se questi non avevano conservato la detenzione materiale e diretta degli stessi immobili;

  • secondo l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente che si costituiva in giudizio, al contrario, perché gli eredi potessero conservare la detrazione del bonus ristrutturazioni caduta in successione, la legge li obbligava a conservare la detenzione materiale e diretta dell’immobile in oggetto. Cioè, se volevano aver diritto la detrazione connessa al bonus, dovevano restare in quella casa e mantenerne il possesso.

LA PRONUNCIA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA

Dopo il primo grado favorevole al contribuente, con pronuncia n. 130 del 23 marzo 2023, i giudici di secondo grado hanno dato ragione all’Agenzia delle Entrate. La Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte, ha chiarito quando spettano le detrazioni del bonus ristrutturazione agli eredi. Infatti, l’articolo 16-bis, comma 8, ultimo periodo TUIR (base normativa istitutiva del bonus ristrutturazione) dispone che “in caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.

Dunque, per i giudici di secondo grado, in questo caso l’erede non ha diritto alle detrazioni del bonus ristrutturazioni in quanto, concedendo in comodato o in locazione l’immobile, non può più disporne in modo diretto e immediato. Pertanto, non può continuare a beneficiare della detrazione per le spese di ristrutturazione sostenute dal proprietario originario defunto (de cuius).

LA GUIDA AL BONUS RISTRUTTURAZIONI 2023

Vi invitiamo a leggere la guida aggiornata sul bonus ristrutturazione 2024 che spiega nel dettaglio quali sono i lavori ammessi, chi può ancora richiedere la cessione del credito e lo sconto in fattura, nonché tutte le informazioni utili per accedere all’agevolazione.

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di Valeria C.
Giornalista, esperta di leggi, politica e lavoro pubblico.
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