Cessione del quinto pensione: come funziona, qual è il tasso e novità 2026

Tutti i dettagli sui prestiti con la cessione del quinto della pensione o dello stipendio, tra vantaggi e rischi

cessione quinto

La cessione del quinto della pensione o dello stipendio è un prestito dedicato a lavoratori dipendenti e pensionati, in cui le rate vengono trattenute direttamente dallo stipendio o dalla pensione, fino a un massimo del 20%.

Si utilizza per affrontare spese personali, come l’acquisto di beni o per sostenere la necessità di liquidità.

I tassi di interesse da prendere a riferimento, nel dettaglio, sono quelli resi noti dal Ministero dell’Economia e delle finanze, praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari per il periodo che va dal 1° luglio 2026 al 30 settembre 2026.

In questa guida vi spieghiamo come funziona, quali sono i tassi in vigore e quali sono le novità.

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COS’È LA CESSIONE DEL QUINTO DELLA PENSIONE O DELLO STIPENDIO

La cessione del quinto è un prestito che ha caratteristiche simili a quelle di un prestito personale, richiesto da un privato cittadino, con la differenza che è dedicato solo a lavoratori dipendenti o a pensionati. Si distingue da un normale prestito in quanto il pagamento delle rate non spetta al titolare del prestito ma al suo datore di lavoro oppure all’Ente pensionistico.

Inizialmente garantita solo ai dipendenti pubblici, è stata introdotta dal DPR 5 Gennaio 1950, n. 180, ma poi la Legge Finanziaria 2005 ha esteso la misura anche ai lavoratori privati e pensionati.

Scopriamo insieme come funziona.

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COME FUNZIONA

La cessione del quinto funziona mediante la sottoscrizione di un contratto tra il richiedente e un Ente creditizio, che definisce durata e condizioni del prestito, proprio come avviene per qualsiasi altro tipo di finanziamento.

Sia i dipendenti (pubblici e privati) sia i pensionati possono rimborsare il prestito versando al finanziatore fino a un quinto del proprio stipendio o della pensione. In pratica, la rata viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dal cedolino della pensione e versata dall’ente erogatore (datore di lavoro o INPS) all’istituto finanziario.

Il nome “cessione del quinto” deriva proprio dal fatto che la rata non può superare il 20% della retribuzione mensile netta. Inoltre:

  • non è necessario specificare come verranno utilizzati i fondi, che possono servire per qualsiasi esigenza personale;

  • non sono richieste garanzie personali, poiché la copertura è fornita dal TFR maturato o dalla pensione;

  • durante il periodo del prestito, non è possibile anticipare il TFR.

Generalmente è richiesto un TFR pari ad almeno 6 mesi di anzianità, ma l’importo può variare in base all’ente finanziatore. È obbligatoria una polizza assicurativa che copre il rischio vita o impiego, garantendo il rimborso del debito in caso di decesso, infortunio o perdita del lavoro.

Il finanziamento può essere a rate costanti e a tasso fisso, con tempi di rimborso che vanno dai 24 ai 120 mesi. A tal proposito, con il Decreto MEF n. 31747 del 23 giugno 2026, il Ministero dell’Economia e delle finanze ha indicato i tassi effettivi globali medi (TEGM) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, rilevati dalla Banca d’Italia e in vigore per il periodo che va dal 1° luglio 2026 al 30 settembre 2026.

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QUAL È IL TASSO IN VIGORE DAL 1° LUGLIO 2026

Il quadro dei tassi per i prestiti estinguibili mediante cessione del quinto si divide in due categorie: i limiti massimi di legge (tassi soglia usura) e le condizioni agevolate per i pensionati in regime di convenzione.

Per la generalità dei prestiti (dipendenti e pensionati fuori convenzione), i tassi soglia anti-usura stabiliti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per il terzo trimestre 2026 (dal 1° luglio al 30 settembre 2026) sono pari al 21,3375% per importi fino a 15.000 euro e al 15,9625% per importi oltre i 15.000 euro.

Per i pensionati che accedono a finanziamenti in regime di convenzione con l’INPS, le condizioni risultano significativamente agevolate rispetto ai massimi di legge. I tassi soglia TAEG applicabili variano in base alla classe di importo e all’età del richiedente calcolata a fine piano di ammortamento e per da luglio a settembre sono i seguenti:

  • fino a 59 anni, 10,04% per importi fino a 15.000 euro e 7,81% per importi oltre 15.000 euro;

  • dai 60 ai 64 anni, 10,84% per importi fino a 15.000 euro e 8,61% per importi oltre 15.000 euro;

  • dai 65 ai 69 anni, 11,64% per importi fino a 15.000 euro e 9,41% per importi oltre 15.000 euro;

  • dai 70 ai 74 anni, 12,34% per importi fino a 15.000 euro e 10,11% per importi oltre 15.000 euro;

  • dai 75 ai 79 anni, 13,14% per importi fino a 15.000 euro e 10,91% per importi oltre 15.000 euro;

  • oltre 79 anni, 21,3375% per importi fino a 15.000 euro e 15,9625% per importi oltre 15.000 euro.

Per la fascia di età superiore ai 79 anni, le soglie convenzionali coincidono interamente con i tassi soglia usura di legge. La procedura informatica dell’INPS denominata “Quote Quinto” effettua un controllo automatico e bloccante, inibendo la notifica telematica dei piani di cessione da parte delle banche o degli intermediari finanziari qualora i tassi applicati risultino superiori a quelli convenzionali.

L’INPS ha pubblicato i nuovi tassi 2026, stabiliti dal MEF, e ha chiarito chiarisce che, nel calcolo della cessione del quinto della pensione, l’età da considerare è quella raggiunta al termine del piano di ammortamento.

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CHI PUÒ RICHIEDERE LA CESSIONE DEL QUINTO

I soggetti ammessi alla cessione del quinto sono i seguenti:

  • dipendenti privati;

  • dipendenti pubblici;

  • pensionati.

REQUISITI

Per ottenere tale tipo di prestito è necessario dimostrare di essere lavoratori o pensionati e avere una buona affidabilità creditizia. Chi ha già altri finanziamenti, soprattutto se insoluti, potrebbe non essere considerato idoneo. Queste informazioni vengono registrate in banche dati come la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia, consultata dagli enti finanziari per valutare la capacità del richiedente di rimborsare il prestito. Pertanto, oltre ai requisiti formali, è fondamentale verificare la propria situazione creditizia prima di fare richiesta.

Vediamo più in dettaglio, quali sono i requisiti.

1) DIPENDENTI

I requisiti richiesti per accedere a questa forma di credito personale per i dipendenti sono i seguenti:

  • contratto a tempo indeterminato;

  • residenza Italiana;

  • età compresa tra 18 e 63 anni;

  • assicurabilità dell’azienda se si è dipendenti di un’azienda privata.

Anche l’azienda, presso la quale il soggetto richiedente è impiegato, deve soddisfare alcuni requisiti minimi di ammissibilità secondo criteri che sono variabili a seconda dell’istituto finanziatore.

Un Ente creditore controlla spesso il capitale sociale di un’azienda che deve essere oltre una soglia stabilita e il numero di dipendenti, prima di concedere la cessione del quinto.

2) PENSIONATI

Possono richiedere la cessione del quinto tutti pensionati INPS, Ex Inpdap, Enasarco e tutti gli Enti che rilasciano il certificato di quota cedibile, i titolari di pensioni di anzianità, di vecchiaia e di reversibilità.

Inoltre, sono valide per accedere al prestito anche le pensioni di inabilità e di invalidità (purché affiancata da una di anzianità o vecchiaia, nonché reversibilità e inabilità). Gli altri requisiti da rispettare sono i seguenti:

  • età non superiore ai 90 anni al momento della scadenza del finanziamento (spesso le società limitano a 85 anni);

  • con una pensione con un importo minimo (ovvero ci si riferisce alle pensioni minime) al netto della quota cedibile. Sono esclusi assegni sociali e pensioni cointestate.

CHI SONO GLI ENTI FINANZIATORI

Gli Enti finanziatori dei prestiti con la cessione del quinto sono banche e istituti finanziari a cui è opportuno chiedere tutti i dettagli di questo tipo di finanziamento. In questa pagina è possibile leggere quali sono gli istituti convenzionati con l’INPS per la cessione del quinto.

Ricordiamo che i pensionati Ex Inpdap possono richiedere la cessione del quinto fino a 75.000 euro direttamente all’INPS. A seguito dell’integrazione tra i due Enti di previdenza, infatti, a occuparsi dell’erogazione delle pensioni e dei prestiti per pensionati pubblici è oggi l’INPS.

COME RICHIEDERE LA CESSIONE DEL QUINTO

La richiesta per ottenere la cessione del quinto va presentata direttamente alla Banca o all’Istituto finanziario che erogherà il prestito. La procedura di apertura del finanziamento vero e proprio può essere eseguita da remoto, tramite SPID e firma digitale oppure pressa il proprio istituto di credito di fiducia.

La procedura è la seguente:

  • in primo luogo è bene richiedere un preventivo dettagliato, da parte dell’Istituto finanziario a cui ci rivolgiamo, per evitare rischi. Solo così saprete qual è la cessione del quinto più conveniente;

  • dopo la fase preliminare di consulenza finanziaria, si passa poi alla valutazione della documentazione reddituale;

  • in caso di accordo da entrambe le parti, si firma un preventivo precontrattuale;

  • a questo punto, il richiedente deve presentare la documentazione attestante il possesso del TFR e l’Ente creditore verifica la correttezza della stessa. In seguito, anche l’Ente assicurativo controlla che la documentazione presentata e il rischio siano accettabili, prima di erogare la polizza di copertura che interviene in caso di insolvenza;

  • dopo questo step fondamentale, l’Ente creditore notifica all’azienda o all’Ente previdenziale che il lavoratore o il pensionato vuole procede alla cessione del quinto;

  • infine, il datore di lavoro o l’Ente previdenziale devono indicare la data di inizio e del finanziamento.

DOCUMENTI DA FORNIRE

A seconda dei soggetti interessati, cioè se si tratta di dipendenti pubblici, privati o pensionati, sarà necessario fornire alla società finanziatrice questi documenti:

  • il certificato di stipendio rilasciato dall’amministrazione dell’azienda o dell’Ente pensionistico;

  • il TFR maturato;

  • l’ultima busta paga o l’ultimo cedolino della pensione;

  • eventuali trattenute o pignoramenti sullo stipendio;

  • l’assenso da parte dell’azienda o dell’Ente pensionistico, incaricati di corrispondere le rate direttamente all’istituto finanziatore, con l’impegno a rispettare le scadenze dei pagamenti.

COME CAMBIA LA DOMANDA DI CESSIONE DEL QUINTO NEL 2026

L’INPS ha aggiornato le regole che disciplinano la concessione dei finanziamenti ai pensionati e anche la traslazione sulla pensione dei prestiti originariamente concessi ai lavoratori dipendenti con cessione del quinto dello stipendio.

Il nuovo schema, sostituisce quello precedente introducendo una serie di modifiche finalizzate soprattutto alla digitalizzazione delle procedure e al rafforzamento della sicurezza. Nel dettaglio, dal 2026:

  • i rinnovi possono essere effettuati attraverso gli strumenti telematici messi a disposizione dall’INPS;

  • la verifica dell’identità del pensionato è diventata più sicura;

  • i controlli delle banche sono diventati più stringenti e attenti;

  • gli importi che banche e intermediari devono corrispondere all’INPS per il servizio di gestione delle trattenute sulla pensione sono cambiati.

Dal punto di vista del pensionato, il funzionamento della cessione del quinto non cambia nella sua struttura principale e la rata continua a essere trattenuta direttamente sulla pensione, entro il limite massimo del 20%.

Le principali novità riguardano invece il modo in cui vengono gestite le pratiche da parte di banche, finanziarie e INPS.

I benefici attesi sono soprattutto:

  • procedure più rapide grazie alla completa digitalizzazione;

  • maggiore sicurezza nella verifica dell’identità, controlli più stringenti sugli intermediari e migliore tutela dei dati personali;

  • minore rischio di errori nella gestione delle pratiche di rinnovo o estinzione del prestito.

Nel complesso, il nuovo accordo rappresenta un aggiornamento significativo del sistema della cessione del quinto. Pur mantenendo invariati i diritti dei pensionati e il meccanismo di rimborso, introduce strumenti digitali e controlli più rigorosi che puntano a rendere i finanziamenti più trasparenti, efficienti e sicuri per tutti i soggetti coinvolti.

In questo articolo vi illustriamo le novità introdotte ed esplicate dal messaggio numero 2308 del 08-07-2026.

CONTRATTO

Quando si stipula un contratto di finanziamento con la cessione del quinto, secondo quanto definito dalla normativa vigente, è necessario che tale documento contenga questi elementi:

  • l’ammontare e le condizioni del finanziamento;

  • il tasso di interesse applicato;

  • il numero, gli importi e la scadenza delle singole rate;

  • il TAEG, ovvero il Tasso Annuo Effettivo Globale che indica il costo totale del finanziamento espresso in percentuale annua sul credito concesso. Vanno indicati anche i maggiori oneri in caso di mora;

  • le condizioni che consentono di modificare il TAEG;

  • gli oneri eventualmente esclusi dal TAEG;

  • le garanzie richieste;

  • le coperture assicurative.

DIRITTO DI RECESSO

È possibile recedere da un contratto di prestito entro 14 giorni dalla firma, senza dover fornire alcuna motivazione, semplicemente comunicandolo al finanziatore secondo le modalità previste.

Se il prestito è già stato erogato, anche parzialmente, il beneficiario dovrà restituire l’importo ricevuto entro 30 giorni, insieme agli interessi maturati fino alla restituzione.

Il recesso comporta anche l’annullamento dei servizi accessori, salvo che i terzi dimostrino di fornirli autonomamente. Anche il finanziatore può recedere dal contratto, ma deve comunicarlo con almeno due mesi di preavviso.

COSTI

Nel caso di un finanziamento con cessione del quinto, è importante considerare diverse voci di costo. Ossia:

  • il TAN, ovvero il Tasso Annuo Nominale, che rappresenta il tasso di interesse applicato sull’importo lordo del prestito;

  • il TAEG, ovvero il Tasso Annuo Effettivo Globale, che indica il costo complessivo del finanziamento, includendo anche le spese accessorie come istruttoria, apertura pratica, incasso rate e assicurazione obbligatoria;

  • le spese di istruttoria, cioè quelle richieste per valutare la pratica e vengono trattenute al momento dell’erogazione;

  • le spese assicurative, cioè quelle che coprono la polizza obbligatoria a garanzia del prestito;

  • specifiche commissioni bancarie che sono gli importi dovuti alla banca per il servizio offerto e vengono calcolati sull’importo totale, riducendo la somma effettivamente erogata. Vengono calcolati sulla somma totale del prestito che sarà erogata al netto anche di queste spese.

QUANTO SI PUÒ RICHIEDERE

L’importo massimo ottenibile con la cessione del quinto dipende dal reddito mensile netto (stipendio o pensione), dal TFR maturato e dagli anni di anzianità lavorativa. Più alto è il reddito e maggiore è l’anzianità, più elevata sarà la somma che può essere concessa, poiché aumentano le garanzie per l’istituto finanziatore.

Per la cessione del quinto ai pensionati, INPS fornisce un servizio di simulazione accessibile da questa pagina.

DURATA RIMBORSO CESSIONE QUINTO

La durata del rimborso della cessione del quinto va da un minimo di 2 anni a un massimo di 10 anni, ovvero dai 24 ai 120 mesi.

Alcuni istituti fissano un tetto massimo all’importo erogabile, come Poste Italiane che lo limita a 75.000 euro. Inoltre:

  • il prestito può essere rinnovato se sono stati rimborsati almeno i 2/5 della durata originaria o se si passa da un prestito di massimo 5 anni a uno di 10 anni;

  • i pensionati possono richiedere solo una cessione, pari al quinto della pensione mensile;

  • è possibile estinguere anticipatamente il debito, ottenendo una riduzione dei costi residui, inclusi quelli assicurativi;

  • se un dipendente pubblico va in pensione con un prestito in corso, la rata viene trasferita automaticamente dalla busta paga alla pensione, senza interruzioni.

COME SI CALCOLANO LE RATE DELLA CESSIONE DEL QUINTO

Per capire a quanto ammontano le rate del prestito con cessione del quinto, bastano questi tre passaggi:

  • calcolare lo stipendio netto eliminando le voci variabili che incidono sul salario o sulla pensione;

  • moltiplicare la somma netta per il numero di mensilità ricevute, solitamente sono 13 o 14;

  • dividere la cifra ottenuta in un primo momento per 12, riferita ai mesi (quindi alle rate del prestito) e poi per 5, che serve appunto a individuare il quinto cedibile.

Per fortuna, fare i conti per i pensionati è un po’ più semplice, perché sul cedolino della pensione è riportato con chiarezza l’importo netto ricevuto mensilmente. Va ricordato che se si percepiscono più pensioni, si deve fare il cumulo per il calcolo della cessione del quinto.

NUOVE REGOLE IN CASO DI RINNOVO

Dal 28 maggio 2026 sono entrate in vigore nuove disposizioni operative che semplificano la gestione dei rinnovi della cessione del quinto della pensione, modificando il criterio applicato per l’avvio delle trattenute.

La riforma introdotta dall’INPS interviene sul momento in cui il nuovo finanziamento sostituisce quello precedente. Se prima il calcolo delle rate si basava sulla data di validità formale del contratto (il primo giorno del mese successivo alla notifica all’INPS), ora per i soli contratti di rinnovo si prende a riferimento il momento in cui il nuovo piano di ammortamento produce effetti finanziari sulla pensione.

  • la decorrenza giuridica indica quando il contratto diventa valido per legge;

  • la decorrenza economica indica quando parte l’effettivo addebito della prima rata sul cedolino.

L’allineamento alla decorrenza economica punta a risolvere le criticità causate dai tempi tecnici dell’INPS, che possono richiedere fino a tre mesi dalla notifica per attivare i prelievi:

  • viene azzerato il rischio che sulla stessa pensione gravino contemporaneamente la rata del vecchio prestito e quella del nuovo;

  • il nuovo piano di ammortamento subentra solo quando il precedente cessa di incidere sul rateo;

  • il coordinamento dei mesi di passaggio tra un contratto e l’altro avviene in modo automatico da parte dei sistemi dell’INPS.

Quindi:

  • per la prima stipula della cessione del quinto (non in sede di rinnovo) rimane in vigore la decorrenza giuridica. Il sistema “Quote Quinto” continua a gestire l’eventuale recupero delle rate arretrate nei limiti di legge;
  • se per ragioni di elaborazione tecnica vengono versate alla banca rate successive alla data di estinzione del vecchio prestito, l’istituto finanziario uscente ha l’obbligo di rimborsare direttamente al pensionato le somme eccedenti.

RIFERIMENTI NORMATIVI

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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