Pensioni minime nel 2026: importo, aumenti e rivalutazione

La guida alle pensioni minime nel 2026 con tutte le novità su importi e maggiorazioni previste dalla Legge di Bilancio. Ecco cosa cambia

pensioni, pensione

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’aumento delle pensioni minime nel 2025.

Grazie al meccanismo di perequazione automatica, infatti, gli importi verranno adeguati al nuovo indice dei prezzi rilevato dall’ISTAT, pari all’1,4%.

Oltre alla consueta rivalutazione annuale, l’importo dei trattamenti minimi beneficerà di un ulteriore somma extra, riconosciuta come maggiorazione sociale.

In questa guida vi spieghiamo in modo chiaro e dettagliato tutte le novità 2026 e quali sono le regole in vigore.

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COSA SONO LE PENSIONI MINIME

Le pensioni minime sono uno strumento previsto dalla legislazione italiana, introdotte con il Decreto Legge 12 settembre 1983, n. 463, per garantire un livello minimo di reddito ai pensionati che, a seguito dei contributi versati durante la loro carriera lavorativa, percepirebbero un assegno di importo inferiore a una soglia individuata  come “minimo vitale”.

Questa soglia minima viene fissata annualmente dal legislatore e adeguata in base alla rivalutazione ISTAT del costo della vita. Quindi, se il calcolo dei contributi versati non consente di raggiungere l’importo minimo, lo Stato interviene con un’integrazione al minimo.

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IMPORTI PENSIONI MINIME NEL 2026

Nel 2026, l’importo delle pensioni minime adeguato all’inflazione è pari a 611,85 euro mensili. Questo incremento deriva dalla rivalutazione ordinaria dell’1,4%, stabilita dal Decreto del Ministero dell’Economia, in base all’inflazione rilevata nel corso dell’anno precedente. A questa cifra si aggiunge la maggiorazione straordinaria dell’1,3% confermata dalla Legge di Bilancio 2026. La combinazione di questi due interventi porta l’assegno mensile effettivo a un totale di 619,80 euro.

È necessario precisare che la percentuale di rivalutazione dell’1,4% ha carattere provvisorio. Poiché l’indice ISTAT definitivo relativo all’intero anno 2025 viene ufficializzato solo a ridosso dell’anno nuovo, l’importo erogato a partire da gennaio potrebbe essere oggetto di conguaglio. Qualora l’inflazione reale risultasse superiore all’1,4%, verrà corrisposta la differenza a credito del pensionato. In caso contrario, lo Stato provvederà al recupero delle somme erogate in eccesso tramite trattenute sulle mensilità successive.

Appena ci saranno novità al riguardo vi faremo sapere. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.

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COSA CAMBIA CON LA MANOVRA 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto modifiche anche per quanto riguarda le maggiorazioni sociali destinate ai soggetti in condizioni di disagio economico, che sono state innalzate da 8 euro a 20 euro (pari a 260 euro annui).

Le maggiorazioni sociali sono integrazioni economiche extra che lo Stato aggiunge all’importo della pensione base per supportare i pensionati che vivono in condizioni di particolare svantaggio economico. Non sono legate all’inflazione, ma rappresentano una misura di assistenza sociale basata sul reddito. Inoltre, non spettano a tutti i pensionati, ma sono riservate generalmente a chi ha almeno 70 anni di età (o 67 anni o meno in base alla contribuzione versata o in presenza di invalidità) e un reddito personale non superiore a circa 9.727,77 euro (o 16.828,89 euro in caso di pensionato coniugato).

Dal 1° gennaio, tuttavia, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2026, il limite dei redditi supplementari (derivanti da rendite, interessi o prestazioni occasionali) per accedere alla maggiorazione è stato elevato da 104 euro a 260 euro annui.

Di conseguenza, il beneficio di 20 euro viene erogato in misura piena se non sono presenti altri redditi. Se il pensionato possiede entrate aggiuntive, la maggiorazione viene ridotta proporzionalmente fino alla soglia dei 260 euro, oltre la quale il diritto decade.

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QUALI SONO I REQUISITI PER AVERE LA PENSIONE MINIMA NEL 2026

Per accedere alla pensione minima nel 2026, è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:


  • avere un minimo di contributi versati. Per la pensione minima, è richiesto generalmente un periodo di contribuzione di almeno 20 anni. Tuttavia, per pensionati con meno contributi, ci sono agevolazioni basate su specifiche circostanze.

Con la Legge di Bilancio 2026 è stato deciso che il requisito dei 67 anni per la pensione di vecchiaia resterà invariato per tutto il 2026. Tuttavia, dal 1° gennaio 2027, secondo le nuove stime, l’asticella si sposterà in avanti di un mese nel 2027 portando la soglia anagrafica a 67 anni e un mese, e di ulteriori due mesi nel 2028, facendo salire l’età di pensionamento a 67 anni e 3 mesi entro la fine del biennio successivo.

Aumenta anche l’età per accedere alla pensione anticipata ordinaria, passando da 42 anni e 10 mesi di contributi a 42 anni e 11 mesi di contributi. Mentre restano invariati i requisiti per chi svolge attività gravose e è impiegato in lavori usuranti. Per queste categorie (come operai edili, infermieri dei turni di notte, maestre d’asilo, ecc.), l’adeguamento non scatterà.

COME FARE DOMANDA DI PENSIONE MINIMA

La domanda per la pensione minima può essere presentata in diversi modi:


  • di persona, presso la sede INPS più vicina per presentare la domanda, portando tutta la documentazione necessaria;

  • via telefono, contattando il numero verde dell’INPS 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure lo 06 164 164 (da rete mobile, a pagamento secondo la propria tariffa) per informazioni e assistenza sulla presentazione della domanda;

  • tramite Enti di Patronato, che offrono assistenza gratuita per la compilazione e l’invio telematico della pratica.

RIFERIMENTI NORMATIVI

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LA GUIDA ALLE PENSIONI 2026

Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere la nostra guida alle pensioni nel 2026, dove sono spiegate tutte le novità e gli aggiornamenti della Legge di Bilancio 2026.

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo di leggere i nostri approfondimenti su pensione anticipata ordinariaApe sociale, tra le misure confermate nel 2026.

Utile anche il nostro articolo sull’assegno sociale (ex pensione sociale) confermato nel 2026.

Per conoscere tutte le novità per i pensionati, vi invitiamo a visitare questa sezione.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

22 Commenti

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  1. mia moglie percepisce una pensione minima (compresa l’integrazione) di 572.20€ mensili x i suoi 20 anni di lavoro misto fra dipendente e autonoma… Quanto andrà a percepire entro il Dicembre 2023 e quale importo le spetterà da Gennaio 2024? Grazie

    • Salve, a dicembre percepirà la stessa pensione (salvo conguagli o trattenute che dipendono dalla sua situazione personale) in quanto il meccanismo di rivalutazione è lo stesso usato per l’anno in corso. Dal 1° gennaio 2024 percepirà la pensione con gli aumenti previsti con il sistema di rivalutazione che è in corso di approvazione con la legge di Bilancio 2024, su cui vi informeremo non appena sarà varata in Parlamento. In linea generale, la pensione minima sarà rivalutata del 100% del rialzo ISTAT e dell’1,5% in quanto pensione minima. Non appena sarà resa nota la percentuale ISTAT ufficiale da considerare per la perequazione, vi aggiorneremo in questo stesso articolo.

  2. Aver versato 13 anni di contributi, percepisco una pensione di 300 euro al mese mentre, vi sono persone che non hanno mai lavorato e quindi mai versato alcun contributo percepisce ben 2 volte in piu’.
    Mi referisco al reddito di cittadinanza. Vergogna!

  3. Se continua ad aumentare la pensione minima mi domando che senso ha di lavorare? Un buona nulla che non ha mai lavorato e ha fatto il pastore prende una pensione di 800 euro e prende in giro uno che che a lavorato 32 anni alle cave e prende 1300 euro di pensione. E solo uno dei tanti casi di non giustizia sociale. E ti prendono anche in giro
    Sono d’accordo con tutti aumenti ma per tutti. E vergognoso.

  4. Rif. Adeguamento assegno minimo a 600 euro.
    Pur avendo i requisiti previsti, reddito e 75 anni compiuti, confermo che neanche nel cedolino di maggio, tale incremento è stato elargito.
    A parte la spesa alimentare, che sui redditi bassissimi, ha un’incidenza molto maggiore rispetto ai percettori medi, segnalo che la quota di contribuzione da versare sui farmaci salvavita, (patologie cardiache e oncologiche), ha raggiunto il 47% del prezzo!
    Era “solo” il 43% fino alla fine del 2022.
    Ciò accade in regione Campania, non conosco la situazione in altre regioni.
    Ho voluto puntualizzare perché in questo nostro amatissimo Paese, purtroppo, c’è anche chi, privo di ogni vergogna, soprattutto in televisione, lascia intendere che con questi redditi, sia possibile scialare alla grande… .
    Cordiali saluti.

  5. In sede elettorale tante promesse, siamo all’alba di aprile, sono spariti tutti, aiuti zero, aumenti zero. Si lamentavano dei governi precedenti e poi loro ottenuta la poltrona degli Italiani chi se ne xxx! Parole Parole Parole, i prezzi alle stelle aiuti zero. Complimenti per la coerenza!!

  6. Neppure nel cedolino di aprile c’e’ adeguamento delle minime ai 600 euro per i miei genitori di 86/87 anni, credo sia una bella presa in giro. ho scritto a inps il quale mi ha risposto che non hanno ancora avuto disposizioni. Vergognoso!!

    • E’ una cosa vergognosa perchè la legge c’è solo che il Governo non procede, quidni di fatto è tutto fermo e intanto la gente resta senza soldi.

  7. Ho 78 anni e nemmeno nel cedolino di marzo c’è traccia dell’aumento a 600€. Come sempre si trovano soldi per tutto e tutti tranne che per i poveri 😭

    • c’è da sperare che poi, visti i ritardi, vengano dato gli arretrati per i mesi del 2023 dove i soldi non sono arrivati!

  8. sa io che mia moglie abbiamo 82 anni la nostra pensione e di 513 euro ciascuno come mai avendola accr. in banca non abbiamo ricevuto nulla grazie

    • in quale mese del 2023 aumentera’ a 600 € per me Mariani Rosanna che ho compiuto 75 anni il 13 agosto 2022 (ora percepisco 365 €)

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