Aumento costo del lavoro in Italia del 2,4% nel 2023: dati ISTAT

Tutti i dettagli sull’aumento del costo del lavoro in Italia secondo l’analisi condotta dall’ISTAT

ISTAT
Photo credit: Cineberg / Shutterstock
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L’aumento del costo del lavoro in Italia, dall’analisi ISTAT del secondo trimestre 2023 resa nota a settembre, è pari al +2,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il costo del lavoro per Unità di lavoro dipendente (ULA) ha toccato i valori più elevati dal 2004 in quest’anno e a trainare il trend, ancora in crescita rispetto al primo trimestre, sono la componente oneri sociali (+0,6%) e quella retributiva (+0,3%)

In questo articolo vi spieghiamo di quanto sta aumentando il costo del lavoro in Italia e vi illustriamo tutti i dati su occupazione e disoccupazione del secondo trimestre 2023.

AUMENTO COSTO DEL LAVORO IN ITALIA NEL 2023

Il report ISTAT pubblicato il 13 settembre 2023 conferma l’aumento del costo del lavoro in Italia. In particolare, nel primo trimestre 2023 il costo del lavoro per Unità di lavoro dipendente (ULA) aveva toccato i valori più elevati dal 2004, ovvero dalla data della prima analisi ISTAT. Nel secondo trimestre, invece, l’aumento resta stabile rispetto ai primi tre mesi del 2023.

A trainare la crescita tendenziale, che è pari al +2,4% sul secondo trimestre 2022, sono la componente oneri sociali (+0,6%) e quella retributiva (+0,3%).

Ricordiamo che ULA (Unità di Lavoro dipendente) è un’unità di misura, utilizzata dall’ISTAT, che tiene conto del numero di ore annue corrispondenti ad un’occupazione esercitata a tempo pieno. Può diversificarsi in funzione dell’orario di lavoro contrattuale seguito o delle caratteristiche dell’attività lavorativa svolta ma, nella rilevazione trimestrale ISTAT, l’ULA misura il volume di lavoro prestato delle posizioni lavorative (ore di attività + tipo di attività svolta) ed è calcolata riducendo il valore unitario delle posizioni lavorative a tempo parziale in equivalenti a tempo pieno.

QUANTO COSTA UN DIPENDENTE ALL’ORA IN ITALIA

Secondo l’ultima rilevazione Eurostat che riporta i dati del 2022, in media, un dipendente in Italia costa 29,4 euro all’ora. La media Europea è pari a 30,5 euro (34,3 euro nell’intera area dell’euro).

Ma cosa fa parte del costo del lavoro? Ricordiamo che per calcolare il costo del lavoro bisogna tenere conto non solo della retribuzione, comprensiva di tutte le sue parti, ma anche dei costi legati a:

  • contributi previdenziali e assicurativi a carico del datore di lavoro (INPS e INAIL), per cui in Italia vi è un’alta incidenza, come vi spieghiamo in questo focus;

  • l’accantomento per il trattamento di fine rapporto (TFR);

  • gli accantonamenti per quiescenza o simili, nonché gli accantonamenti a fondi di previdenza integrativa diversi dal TFR;

  • altri eventuali costi in busta paga specifici per settore.

COSTO DEL LAVORO PER SETTORE

Quanto è il costo del lavoro in Italia? L’ISTAT mostra anche il costo del lavoro per ULA, cioè Unità di Lavoro dipendente, facendo una suddivisione per settore. L’Istituto distingue i dati complessivi (o dati grezzi) dai dati destagionalizzati. Ossia i dati depurati mediante apposite tecniche statistiche dalle fluttuazioni attribuibili alla componente stagionale (dovute a fattori meteorologici, consuetudinari, legislativi, ecc.) e, se significativi, dagli effetti di calendario.

Ecco i dettagli relativi al secondo trimestre 2023 rispetto al secondo del 2022, degli aumenti o diminuzioni del costo del lavoro, per settore:

  • industria: +0,4% (dati destagionalizzati) e +2,1% (dati grezzi);

  • servizi: +0,9% (dati destagionalizzati) e +3,1% (dati grezzi);

  • industria e servizi di mercato: +1,4% (dati destagionalizzati) e +4% (dati grezzi);

  • industria e servizi: +0,8% (dati destagionalizzati) e +2,7% (dati grezzi).

AUMENTANO LE RETRIBUZIONI

Le retribuzioni per ULA, secondo ISTAT, nel secondo trimestre 2023 aumentano:

  • su base trimestrale del +0,7% nell’industria e del +0,4% nei servizi;

  • su base annuale del +0,6% e del -0,8%, rispettivamente nell’industria e nei servizi.

Infine, gli oneri sociali per ULA aumentano rispetto al trimestre precedente nell’industria (+0,6%) e soprattutto nei servizi, (-0,8%).

Nel confronto con il secondo trimestre 2022 la crescita raggiunge il 2,5% nell’industria e il 4,1% nei servizi. L’aumento degli oneri sociali si lega alla progressiva riduzione degli effetti degli interventi di decontribuzione messi in atto nel corso del 2022.

AUMENTI RETRIBUZIONI PER SETTORE

Le retribuzioni contrattuali di cassa per dipendente mostrano, per il totale economia, una dinamica leggermente positiva (+0,2% rispetto al secondo trimestre 2022), di entità diversa per settore:

  • +3,1% in agricoltura;

  • +2.2% nell’industria.

Negativo il trend dei servizi, pari a -0,7% nei servizi.

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AUMENTANO GLI OCCUPATI

Il report ISTAT fa anche emergere che nel secondo trimestre 2023, gli occupati aumentano rispetto al primo trimestre 2023 (+129.000, +0,6%). L’aumento coinvolge:

  • i dipendenti a tempo indeterminato (+130.000, +0,8%);

  • gli indipendenti (+23.000, +0,5%).

Invece, i dipendenti a termine risultano in lieve calo. Ovvero siamo a -25.000, -0,8% in 3 mesi. Nello specifico, il tasso di occupazione sale al 61,3% (+0,3 punti in 3 mesi).

DIMINUISCONO I DISOCCUPATI E GLI INATTIVI

L’ISTAT mostra che la diminuzione del numero di disoccupati (-64.000, -3,2% in 3 mesi) si associa la diminuzione degli inattivi di 15-64 anni. Siamo, in tal caso a -66.000, -0,5% in 3 mesi. I tassi presentano una dinamica simile:

  • il tasso di disoccupazione scende a 7,6% (-0,3 punti);

  • il tasso di inattività 15-64 anni scende al 33,5% (-0,1 punti).

Per maggiori dettagli sui tassi di disoccupazione e occupazione, nonché di inattivi, per il mese di luglio 2023 (l’ultimo disponibile pubblicato da ISTAT il 31° agosto 2023), vi consigliamo di leggere questo focus.

RALLENTA LA CRESCITA DEI LAVORATORI DIPENDENTI

Il report ISTAT analizza anche le posizioni lavorative dipendenti. Ovvero, il numero di posti di lavoro occupati da lavoratori con contratto subordinato, indipendentemente dalle ore lavorate e dalla durata del contratto (a tempo determinato o indeterminato).

Dai dati emerge che, dal lato delle imprese, rallenta la crescita congiunturale e tendenziale delle posizioni lavorative dipendenti. Rispetto al trimestre precedente, le posizioni dipendenti aumentano di 0,7%, a seguito dell’aumento sia delle posizioni a tempo pieno (0,8%) sia di quelle a tempo parziale (0,4%):

  • la crescita delle posizioni dipendenti è pari al 2,8% in termini tendenziali, mentre l’aumento è stato più intenso per la componente dei full time (+3,2%) rispetto a quella dei part time (+1,7%);

  • stabili le ore lavorate per dipendente in termini congiunturali;

  • il ricorso alla cassa integrazione scende a 6,7 ore ogni mille ore lavorate.

Il tasso dei posti vacanti aumenta, nel confronto congiunturale, di 0,2 punti percentuali e in quello tendenziale di 0,1 punti.

DATI COSTO DEL LAVORO IN EUROPA

Non è solo l’Italia a essere finita nella morsa dell’aumento del costo del lavoro. In Europa, secondo la pubblicazione di EUROSTAT del 15 settembre 2023, che trovate in questa pagina, il rialzo è ancora più marcato.

Nel secondo trimestre del 2023 il costo orario del lavoro è aumentato del 4,5% nell’area dell’euro e del 5,0% nell’UE, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Le due componenti principali del costo del lavoro sono:

  • salari e stipendi;

  • costi non salariali.

Nell’area dell’Euro, le retribuzioni per ora lavorata sono aumentate del 4,6%, mentre la componente non salariale è aumentata del 4% nel secondo trimestre del 2023, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Dunque, dove costa meno la manodopera in Europa? Per comprendere al meglio la situazione sul costo del lavoro tra Italia e UE, vi consigliamo anche di leggere questo approfondimento, relativo al cuneo fiscale dei Paesi della comunità europea.

IL REPORT ISTAT SULL’AUMENTO COSTO LAVORO IN ITALIA NEL 2023

Mettiamo a vostra disposizione il testo integrale (Pdf 1,72 Kb) del report ISTAT che fotografa i dati relativi all’occupazione e alla disoccupazione e l’aumento del costo del lavoro in Italia nel secondo trimestre 2023. L’edizione aggiornata al terzo trimestre sarà pubblicata il 13 dicembre 2023 e noi, vi terremo aggiornati.

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo anche i nostri focus sul taglio del cuneo fiscale 2023 e quello sul bonus tasse, che riguardano lavoro e imprese. Da leggere anche l’interessante approfondimento su quanti sono i precari in Italia nel 2023.

Per avere altre informazioni statistiche e previsionali sul mercato del lavoro vi consigliamo di leggere questo articolo sul Bollettino Excelsior realizzato da ANPAL e UnionCamere.

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di Valeria C.
Giornalista, esperta di leggi, politica e lavoro pubblico.
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