Concorso in magistratura con nuove regole e requisiti: cosa cambia

La guida alle nuove regole del concorso in magistratura stabilite dal Decreto Aiuti Ter per velocizzare le procedure di selezione e assunzioni per i magistrati

magistrato, lavoro

Cambia il concorso in magistratura, arrivano nuove regole grazie alle semplificazioni introdotte dal Decreto Aiuti Ter approvato il 16 settembre 2022.

La norma licenziata dal Consiglio dei Ministri facilita l’accesso al concorso dando la possibilità agli interessati, tra le altre cose, di cimentarsi nelle prove subito dopo la laurea in Legge e introduce la possibilità di utilizzare il PC per lo svolgimento dello scritto.

In questa guida vi spieghiamo in modo chiaro e dettagliato come funziona il concorso per magistrati dopo questa riformulazione, quali sono le nuove regole in vigore e come verranno applicate.

CONCORSO IN MAGISTRATURA, LE NOVITÁ

Il Decreto Aiuti Ter compie un restyling del concorso in magistratura con delle nuove regole. Come ha chiarito anche lo stesso Ministro della Giustizia, a cominciare dal prossimo bando la cui uscita è attesa entro settembre 2022, saranno in vigore le nuove regole di accesso e svolgimento del concorso per gli spiranti magistrati.

Per partecipare alla selezione sarà richiesto il solo requisito della laurea in Giurisprudenza, senza più l’obbligo di frequenza di tirocini o scuole di specializzazione per le professioni legali né l’abilitazione alla professione forense. Queste novità, contenute all’interno del Decreto Aiuti Ter, arrivano in modifica al Decreto Legislativo 5 aprile 2006, n. 160. Gli obiettivi del testo sono di rendere più veloci le procedure di assunzione dei nuovi magistrati e di ridurre i tempi dei contenziosi, in linea con gli obiettivi del PNRR.

In sostanza, questa disposizione normativa attua alcune linee di indirizzo previste dalla Legge delega n.71 del 2022 di riforma dell’ordinamento giudiziario e del CSM (Gazzetta Ufficiale n. 142 del 20 giugno 2022), la Riforma Cartabia. La legge in questione ha infatti fissato degli obiettivi da mettere in atto con specifici provvedimenti normativi, tra cui rientra il Decreto Aiuti ter, che ha reso operative alcune novità in vista del prossimo bando di concorso in magistratura da indire entro la fine di settembre 2022. Ma vediamo nel dettaglio cosa cambierà nelle prossime prove concorsuali.

CONCORSO PER MAGISTRATI, ACCESSO PIÙ FACILE ALLE PROVE

Il Governo, nel testo del Decreto Aiuti Ter, ha fissato le nuove regole di accesso e svolgimento del concorso in magistratura. Ora, per accedere al concorso per magistrati, basta essere laureati in giurisprudenza o essere in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito al termine di un corso universitario di durata prevista non inferiore a 4 anni. Cadono così tutti i vecchi requisiti di accesso al concorso, quali:

  • diploma di SSPL (Scuola Specializzazione delle Professioni Legali);
  • dottorato di ricerca; abilitazione all’esercizio della professione forense
  • conclusione con esito positivo dello stage presso gli uffici giudiziari o del tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art. 73 del Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69.

Ovviamente possono ancora partecipare al concorso in magistratura coloro che ne avevano già diritto in precedenza, cioè:

  • magistrati amministrativi e contabili;
  • Procuratori dello Stato;
  • dirigenti della PA con almeno 5 anni di anzianità;
  • professori universitari in materie giuridiche;
  • chi ha svolto la funzione di giudice onorario per almeno 6 anni.

NUOVE REGOLE PER LO SVOGLIMENTO DELLE PROVA SCRITTA

Le nuove regole per il concorso in magistratura previste dal Decreto Aiuti Ter modificano il Decreto Legislativo 5 aprile 2006, n. 160 anche relativamente alle prove scritte di selezione e in merito all’accelerazione dei tempi di concorso. Ecco le nuove regole introdotte:

  • la prova scritta sarà unica e verterà sulla stesura elaborati in tema di diritto civile, penale e amministrativo. Il tempo a disposizione dovrebbe rimanere di 8 ore per ciascun tema, ma la certezza si avrà con la pubblicazione di apposito decreto ministeriale. A differenza di quanto avveniva finora avrà un unico punteggio e non più tre votazioni differenti per cui era necessario, per tutte e tre, raggiungere la sufficienza (21/30);

  • la prova scritta potrà essere svolta mediante strumenti informatici (PC o tablet) con modalità da definire con Decreto ministeriale.

ESONERO ATTIVITÁ DIDATTICA DELLE COMMISSIONI

Il Decreto Aiuti Ter semplifica alcune regole operative relative all’attività delle commissioni d’esame. Sempre al fine di accelerare i tempi di definizione dei concorsi i professori universitari, membri della commissione di concorso, possono d’ora in poi chiedere direttamente al proprio Ateneo, senza necessità di un decreto ministeriale, l’esonero parziale o totale dall’attività didattica, così da dedicarsi a tempo pieno alle prove concorsuali.

CONCORSO IN MAGISTRATURA, ALTRE REGOLE IN ARRIVO

Come anticipato, le nuove regole introdotte dal Decreto Aiuti Ter rendono operative alcune linee guida contenute nella Legge delega n.71 del 2022 di riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 20 giugno 2022 (Riforma Cartabia). Con riguardo ai concorsi in magistratura, poi, il Ministero della Giustizia dovrà emanare successivi decreti attuativi. Ma quali sono le modifiche previste da questa riforma, tra quelle già in vigore e quelle per cui sarà necessario l’intervento del Ministero? Ecco le regole per lo svolgimento dei prossimi concorsi in magistratura:

  • una prova scritta, già prevista come abbiamo visto dal Decreto Aiuti Ter, da sostenere con l’ausilio di strumenti informatici e nelle modalità sopracitate. Superando questa prima selezione, si accede alla prova successiva (esame orale);

  • un esame orale, che si basa su un colloquio da sostenere davanti alla Commissione Esaminatrice. Prevista una riduzione delle materie oggetto della prova mantenendo quelle più importanti: diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale, diritto amministrativo, diritto costituzionale, diritto dell’Unione europea, diritto del lavoro, diritto della crisi e dell’insolvenza e ordinamento giudiziario (depennate, quindi, diritto romano, tributario, commerciale e fallimentare, elementi di informatica, diritto internazionale pubblico e privato). Verrà poi sostenuto un colloquio in una lingua straniera, previsto dall’articolo 1, comma 4, lettera m), del Decreto Legislativo 5 aprile 2006, n. 160.  I dettagli sullo svolgimento di tale prova saranno chiariti in un apposito Decreto attuativo e nello stesso bando di concorso. 

Resta comunque valido il limite di tentativi: il concorso potrà essere affrontato solo 3 volte. Uguale anche l’iter successivo per cui, una volta concluso positivamente il concorso, si diventa “Magistrato ordinario in tirocinio” e si svolge un tirocinio della durata di 18 mesi, da tenersi presso un Tribunale relativo alla propria residenza. Poi, nell’arco degli ultimi 6 mesi il neo magistrato può scegliere sede, sezione e funzione definitiva per la conclusione del tirocinio.

LE RISORSE FINANZIARIE

Per l’attuazione delle disposizioni contenute nel testo del Decreto Aiuti Ter per i concorsi in magistratura, il Governo ha autorizzata la spesa di:

  • 1.470.200 euro per l’anno 2023;
  • 970.200 euro annui a decorrere dall’anno 2024.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Decreto Legge 23 settembre 2022, n. 144 (Decreto Aiuti Ter) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.223 del 23-9-2022 (Pdf 400 Kb);

Legge delega n.71 del 2022 (Pdf 374 Kb) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 142 del 20 giugno 2022.

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

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