Pensioni 2022: quante sono, quanto costano, differenze tra Nord e Sud e tra uomini e donne

Tutti i dati sulle pensioni 2022 elaborati dall’INPS. Quanti sono i pensionati, quanto prendono, differenze tra Nord e Sud e tra uomini e donne

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Riconoscimento editoriale: DELBO ANDREA / Shutterstock.com

L’Osservatorio INPS sulle pensioni 2022 mette in luce le differenze nette tra Nord e Sud, nonché la maggioranza di uomini che lasciano il lavoro prima rispetto all’età pensionabile.

Ne viene fuori un boom di pensioni di vecchiaia nel Settentrione, nelle Regioni del Sud invece, sono in vigore 1,47 milioni di prestazioni agli invalidi civili a fronte dei 1,03 milioni al Nord. L’incidenza è almeno doppia al Sud.

In questo articolo vi spieghiamo quali dati emergono dall’Osservatorio INPS sulle pensioni 2022 e le differenze che emergono a livello territoriale e di genere.

PENSIONI 2022: QUANTE SONO?

In Italia nel 2022 i pensionati sono quasi 18 milioni. Infatti le pensioni vigenti al 1° gennaio 2022 e liquidate dall’Istituto nel 2021 sono 17.749.278 di cui:

  • 13.766.604, ovvero pari al 77,6%, di natura previdenziale (vecchiaia, invalidità e superstiti);

  • 3.982.674, ovvero il 22,4%, di natura assistenziale (invalidità civili, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni sociali).

QUANTO COSTANO LE PENSIONI IN ITALIA

Nel 2021 la spesa complessiva annua per le pensioni è stata pari a 218,6 miliardi di euro, di cui:

  • 195,4 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali;

  • 23,2 miliardi da quelle assistenziali.

PENSIONI 2022: LE DIFFERENZE TRA NORD E SUD

Quali sono le differenze tra Nord e Sud? Pensate che il Nord conta almeno il 7% di pensioni in più rispetto al Sud, ma i dati cambiano analizzando i tipi di prestazione erogati. Vediamo i dettagli.

Dall’analisi della distribuzione territoriale fatta dall’Osservatorio INPS, l’area geografica con la percentuale più alta di prestazioni pensionistiche è il Nord. Nello specifico, al 1° gennaio 2022:

  • l’Italia settentrionale, registra il 47,85% delle pensioni;

  • al centro Italia viene erogato il 19,31% delle pensioni;

  • in Italia meridionale e nelle Isole, viene erogato il 30,77%;

  • il restante 2,06%, pari ovvero a 366.226 pensioni, viene erogato a soggetti residenti all’estero.

Se si guarda alle pensioni di vecchiaia, comprese quelle anticipate, nel complesso in Italia ci sono 154,2 pensioni ogni mille residenti. Ma, mentre al Nord l’incidenza è pari a 191,2 al Sud è pari a 105,4 e al Centro a 150,4.

PENSIONI INVALIDI CIVILI, DIFFERENZE NORD E SUD

Il Nord ha un numero di pensioni per residente maggiore per le categorie vecchiaia e superstiti, seguito dal Centro e dal Mezzogiorno. L’ordine si inverte per le pensioni di invalidità previdenziale e per le prestazioni assistenziali, dove il Sud ha il primato.

Nelle Regioni del Sud sono in vigore 1,47 milioni di prestazioni agli invalidi civili a fronte dei 1,03 milioni al Nord e delle 663.317 al Centro. Ma nel Mezzogiorno l’incidenza rispetto alla popolazione è doppia rispetto al Nord. In pratica, al Sud ci sono 73,8 prestazioni agli invalidi civili ogni mille residenti a fronte di 37,8 al Nord e di 56,3 nel Centro del Paese. La media italiana è di 53,6 per ogni mille residenti.

IMPORTI DELLE PENSIONI 2022, DIFFERENZE TRA NORD E SUD

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale degli importi erogati il:

  • 55,2% delle somme stanziate a inizio anno sono destinate all’Italia settentrionale, per la vecchiaia la percentuale passa al 60,2%;
  • 24,4% delle somme stanziate a inizio anno sono destinate al Sud e le Isole. Per pensioni e assegni sociali la percentuale passa al 55,4%;
  • 19,7% delle somme stanziate a inizio anno sono destinate all’Italia centrale:
  • 0,7% delle somme stanziate a inizio anno sono destinate a soggetti residenti all’estero.

IMPORTO MEDIO DELLE PENSIONI IN ITALIA

L’importo medio mensile della pensione di vecchiaia in Italia è di 1.285,44 euro, con un valore più elevato nel Settentrione, ovvero pari a 1.379,92 euro.

Analizzando la distribuzione per classi di importo mensile delle pensioni, si osserva una forte concentrazione nelle classi basse. Questa percentuale, che per le donne raggiunge il 71,1%. In sostanza, il 58,4% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro. Ciò però costituisce solo una misura indicativa della “povertà”, per il fatto che molti pensionati sono titolari di più prestazioni pensionistiche o comunque di altri redditi.

PENSIONI 2022: LE DIFFERENZE TRA UOMINI E DONNE

Le prestazioni di tipo previdenziale sono costituite per il 68,0% da pensioni di vecchiaia, di cui poco più della metà (57,2%) erogate a soggetti di sesso maschile, per il 5,7% da pensioni della categoria invalidità previdenziale di cui il 55,5% erogato a maschi e per il 26,3% da pensioni della categoria superstiti che presentano un tasso di mascolinità pari al 12,3%.

Tabella tasso mascolinità pensioni 2022
Tasso di mascolinità delle pensioni previdenziali vigenti all’1.1.2022 per sottocategoria (Dati INPS)

Dai dati INPS emerge che circa il 75,1% delle pensioni di anzianità/anticipate sono erogate a uomini, mentre tale percentuale si abbassa al 37,1% per le pensioni della sottocategoria vecchiaia. Anche nell’invalidità previdenziale, ovvero quella relativa alla Legge 222 del 1984, c’è una preponderanza maschile, ovvero il:

  • 65,3% per l’assegno di invalidità;
  • 69,8% per la pensione di inabilità.

Le pensioni di invalidità decorrenti prima della Legge 222 del 1984 avevano un tasso di mascolinità del 31,9%, dovuto all’età elevata dei titolari di queste prestazioni e alla maggiore longevità delle donne.

L’ETÀ MEDIA DEI PENSIONATI 2022

L’analisi della distribuzione per età fatta dall’Osservatorio INPS sulle pensioni 2022, evidenzia un’età media dei pensionati di 74,1 anni, con una differenza tra i due generi di 4,7 anni.

Infatti, gli uomini vanno in pensione in media a 71,5 anni, mentre le donne a 76,2 anni.

LE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI INPS NEL 2022

Le prestazioni di tipo assistenziale sono costituite per il:

  • 20,3% da pensioni e assegni sociali, di cui il 37,3% erogate a uomini;
  • il restante 79,7% delle prestazioni sono erogate ad invalidi civili sotto forma di pensione o indennità, con un indice di mascolinità del 41,3%.

PENSIONI 2022 PER GLI INVALIDI CIVILI, IMPORTI

Considerando invece, gli invalidi civili per composizione dell’importo, il numero è di:

  • 601.298 sole pensioni;
  • 1.771.213 sole indennità;
  • 401.029 pensioni e indennità di accompagnamento insieme.

Il totale complessivo è di 2.773.540 invalidi civili.

CHI È ANDATO IN PENSIONE NEL 2022

Dall’analisi sulle pensioni 2022 emersa dall’osservatorio INPS, il 48,4% è in carico alle gestioni dei dipendenti privati. Quella di maggior rilievo è il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti che gestisce il 45,8% del complesso delle pensioni erogate e il 58,7% degli importi in pagamento.

Invece, le gestioni dei lavoratori autonomi erogano il 28,2% delle pensioni per un importo in pagamento pari al 24,3% del totale. Le gestioni assistenziali poi, erogano il 22,4% delle prestazioni, con un importo in pagamento pari al 10,6% del totale.

PRINCIPALI TIPI DI PENSIONE DEL 2022

Le prestazioni di tipo previdenziale sono costituite per il:

  • 68% da pensioni di vecchiaia, di cui poco più della metà, ovvero 57,2%, erogate a uomini;
  • 5,7% da pensioni di invalidità previdenziale, di cui il 55,5% erogato a maschi;
  • 26,3% da pensioni ai superstiti, che presentano un tasso di mascolinità pari al 12,3%.

LE PENSIONI LIQUIDATE NEL 2021

Nel 2021 sono state liquidate, stando ai dati INPS, 1.315.171 pensioni, il 44,2% delle quali di natura assistenziale. Gli importi annualizzati stanziati per le nuove liquidate del 2021 ammontano a 14,1 miliardi di euro. Rappresentano circa il 6,5% dell’importo complessivo annuo in pagamento al 1° gennaio 2022.

Riguardo le pensioni previdenziali liquidate nel 2021, il:

  • 60,4% del totale è costituito da pensioni di vecchiaia;
  • 7,4% da quelle di invalidità previdenziale:
  • 32,3% da quelle ai superstiti.

Le prestazioni di tipo assistenziale sono costituite per il 6,7% da assegni sociali e per il 93,3% da prestazioni di invalidità civile. Per le pensioni anticipate ai dipendenti privati (166.717) sono stati spesi 4,5 miliardi a fronte degli 1,54 impiegati per le pensioni dei dipendenti usciti in età di vecchiaia 110.833).

IL TESTO INTEGRALE DEL REPORT INPS SULLE PENSIONI

In merito ai dati INPS sulle pensioni al 1° gennaio 2022, vi consigliamo di leggere per completezza di informazioni, anche il report integrale che trovate in questa pagina.

AGGIORNAMENTI

Se volete conoscere i requisiti per andare in pensione fino al 2025, vi consigliamo di leggere questo articolo. Potete anche scoprire in questa guida, come funziona il simulatore INPS per il calcolo della pensione. Invece, se volete conoscere le novità normative sulle pensioni 2022, vi consigliamo di leggere questo articolo sui lavori usuranti oppure gli approfondimenti su APE Sociale, Quota 102 e Opzione Donna 2022.

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