INPS ogni anno rende noto quando si può andare in pensione nel 2026, ossia quali sono i requisiti di accesso alla pensione, adeguati all’incremento della speranza di vita.
Per il 2026, i requisiti rimangono invariati rispetto agli anni precedenti, poiché l’adeguamento alla speranza di vita è stato rimandato. Tuttavia, cambiano le regole di uscita anticipata.
Data la fine di Quota 103 e Opzione Donna (quest’ultima valida solo per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024), le modalità di pensione anticipata rimaste sono limitate a specifiche categorie.
Andiamo a vedere, quindi, quali sono i requisiti di accesso alla pensione in vigore e quali sono le regole alla base dell’adeguamento all’aspettativa di vita.
QUANDO SI PUÒ ANDARE IN PENSIONE nel 2026? I REQUISITI
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato i requisiti di età anagrafica e anzianità contributiva vigenti nel 2025, posticipando l’aumento dell’atà di pensionamento al 2027. Di conseguenza, i canali standard per l’accesso alla pensione rimangono i seguenti:
- pensione di vecchiaia, alla quale si accede al raggiungimento dei 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati;
- pensione anticipata ordinaria, che permette di ritirarsi dal lavoro a prescindere dall’età anagrafica, basandosi esclusivamente sugli anni di contribuzione, pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne;
- Ape Sociale, confermata fiino al 31 dicembre 2026 per i i lavoratori in difficoltà (disoccupati, caregiver, invalidi) che hanno almeno 63 anni e 5 mesi di età e 30 anni di contributi. Alla stessa possono accedere anche coloro i quali hanno svolto attività usuranti, ma in questo caso sono richiesti 36 anni di contributi versati;
- Quota 41 per i lavoratori precoci che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni. Questi possono andare in pensione nel 2026 con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età, se appartenente a categorie protette;
- Assegno Sociale per i soggetti con carriere discontinue che non raggiungono i 20 anni di contributi e hanno un reddito inferiore a 7.002,97 euro annui e, se coniugati, inferiore a 14.005,94 euro annui (complessivamente);
- pensione anticipata per lavori usuranti (D.Lgs. 67/2011), ovvero per chi ha svolto mansioni particolarmente faticose (come lavori notturni, linea a catena o conducenti di mezzi pubblici) per almeno metà della vita lavorativa o 7 anni negli ultimi 10. In questo caso la pensione anticipata spetta nel 2026 a chi ha almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi.
CALCOLO: QUANTO SPETTA?
L’importo spettante dipende dal canale di uscita scelto, poiché il calcolo cambia tra un anticipo assistenziale (Ape Sociale) e una pensione anticipata o di vecchiaia. Nel dettaglio:
- se si sceglie l’Ape Sociale come lavoratore gravoso, non si riceve la pensione vera e propria, ma un sussidio erogato dallo Stato fino ai 67 anni. L’importo È pari alla rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso, ma con un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili (Fonte: Anvcg.it / Pensioni Oggi). Inoltre, in questo caso non è prevista la tredicesima, la pensione non viene rivalutata annualmente all’inflazione e non spettano gli assegni al nucleo familiare;
- per la pensione anticipata ordinaria o per quella riconosciuta a chi ha svolto attività gravose e usuranti, si riceve una pensione calcolata secondo le regole ordinarie (sistema misto o contributivo, a seconda della propria storia lavorativa). Non c’è un tetto massimo prefissato come nell’Ape Sociale. La cifra dipende dal montante contributivo (quanto è stato versato) e dalla media degli stipendi. Si percepiscono 13 mensilità e l’importo viene rivalutato annualmente in base al costo della vita. Ad esempio, per un lavoratore con 35 anni di contributi e sistema misto, l’assegno tende a oscillare tra il 65% e il 75% dell’ultima retribuzione lorda;
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Per la maggior parte dei lavoratori che accedono a Quota 41 nel 2026, il calcolo è misto. Quindi, l’importo spettante corrisponde alla somma della quota retributiva (calcolata tenendo conto degli anni di lavoro fino al 1995, l’importo si basa sulla media degli stipendi percepiti negli ultimi anni di carriera) e una quota contributiva per gli anni successivi (l’importo dipende esclusivamente dai contributi versati, rivalutati annualmente e moltiplicati per un coefficiente di trasformazione legato all’età di uscita).
- in caso di Assegno Sociale, per chi ha carriere molto discontinue e non raggiunge i contributi minimi, l’importo base per il 2026 è stato aggiornato ed è pari 546,24 euro per 13 mensilità.
GUIDA ALLE PENSIONI NEL 2026
Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere la nostra guida alle pensioni 2026. Vi consigliamo anche la guida specifica sulle pensioni minime, aggiornata con tutte le novità.
ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI
Mettiamo a vostra disposizione l’approfondimento sulla pensione di reversibilità. Potrebbe poi interessarvi l’aumento delle pensioni minime nel 2026.
Utile anche conoscere le ragioni dietro lo stop a Quota 103 nel 2026 e lo stop a Opzione Donna.
In questa pagina trovate infine tutte le novità, le notizie e gli approfondimenti sul mondo delle pensioni.
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Vado in pensione a giugno 2024 con 41 anni e 10 mesi di lavoro piu un anno di militare riscattato e ne avrò 66 di età a luglio 2024. Direi con la Fornero.
Con le nuove pensioni che stanno studiando cosa ci rimetterei?
E’ ancora un po’ difficile a dirsi. Non possiamo fornire una risposta certa poiché solamente il testo definitivo della Legge di Bilancio e le relative direttive dell’INPS potranno fornire chiarimenti in merito, inclusa l’attuazione delle penalizzazioni per i pensionamenti anticipati. Vi aggiorneremo non appena queste informazioni saranno rese note.