Politiche occupazionali e del lavoro in Italia: i nuovi dati INPS

I risultati delle politiche attive, quelle passive, dei trattamenti di sostegno a LSU e ai lavoratori licenziati secondo l’analisi dell’Osservatorio INPS. Ecco tutte le statistiche sulle politiche occupazionali

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Photo credit: Delbo Andrea / Shutterstock.com

Le politiche occupazionali e del lavoro hanno subito un rallentamento nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19, ma oltre 2,9 milioni di persone hanno beneficiato degli incentivi sull’occupazione.

È quanto emerge nei dati pubblicati dall’INPS in merito all’Osservatorio delle politiche occupazionali e del lavoro.

Scopriamo insieme come ha reagito il mondo del lavoro alla pandemia e come stanno funzionando le politiche rivolte al mercato professionale a 360 gradi.

POLITICHE OCCUPAZIONALI E DEL LAVORO IN ITALIA, I DATI DELL’OSSERVATORIO

La serie di dati riportata nel report dell’Osservatorio Politiche Occupazionali e del Lavoro, copre il periodo dal 2016 al 2020 e rappresenta il quadro più aggiornato su tale tema, mentre i dati relativi al 2021 saranno resi noti nel prossimo anno. Il resoconto su quanto è emerso è stato pubblicato dall’INPS il 24 novembre 2021.

Dall’analisi dei dati viene fuori innanzitutto, come nel 2020, a causa dell’emergenza da Covid-19, si è avuto un rallentamento dell’occupazione e delle dinamiche legate anche al mercato del lavoro.

Lo studio specifica i dati del mondo del lavoro per il 2020 concentrandosi su quattro assi:

  • politiche attive;

  • le politiche passive;

  • indennità di mobilità;

  • lavoratori socialmente utili.

1) POLITICHE OCCUPAZIONALI, LE STATISTICHE

Stando all’analisi dell’Osservatorio, i beneficiari di politiche attive del lavoro nel 2020 sono stati nel complesso oltre 2,9 milioni. Nel dettaglio, i beneficiari delle misure di politica attiva in generale, sono 1.096.201 (+4,5% sul 2019), mentre sono 1.816.433 i beneficiari dell’agevolazione Decontribuzione Sud. Si tratta di una misura che, concessa a partire dal mese di ottobre 2020, prevede un’agevolazione contributiva per l’occupazione in aree svantaggiate del Paese. Spetta in relazione a tutti i rapporti di lavoro, instaurati e instaurandi. Su tale misura potete leggere questo approfondimento.

LE PRINCIPALI AGEVOLAZIONI

Come precedentemente evidenziato poi, nel 2020 si è riscontrata una generale diminuzione del numero medio di beneficiari per le diverse agevolazioni. Tra queste, le principali sono:

  • incentivi per le assunzioni come apprendistato su cui potete leggere questo articolo;



  • lo sgravio contributivo per i lavoratori svantaggiati impiegati nelle cooperative sociali;

  • le assunzioni agevolate in sostituzione di lavoratori in astensione obbligatoria o facoltativa;

  • le agevolazioni per l’integrazione dei disabili.

La riduzione è dovuta fondamentalmente allo stato di emergenza conseguente alla pandemia ma, in piccola parte, anche al fatto che alcune misure sono giunte a conclusione. Ciò vale ad esempio, per l’incentivo per l’assunzione di giovani aderenti al programma “Garanzia Giovani” non prorogato per l’anno 2020. Di contro è in crescita il numero medio di lavoratori che beneficiano dell’esonero strutturale giovani con contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti. Inoltre, sono in aumento anche le stabilizzazioni di contratti di apprendistato.

POLITICHE ATTIVE: GENERE ED ETÀ

L’analisi conferma la predominanza della componente maschile dei beneficiari di politiche attive in quasi tutte le tipologie di intervento. Fanno eccezione le agevolazioni per gli over 50, quelle per le donne e delle agevolazioni per le assunzioni in sostituzione di lavoratori in astensione obbligatoria o facoltativa per le quali è maggioritaria la componente femminile. Nel 2020 le differenze di età sono così suddivse:

  • per i contratti di apprendistato la fascia di età con più presenze di beneficiari si conferma quella dei giovani tra i 20 e i 24 anni e di conseguenza si riscontra un maggior numero di stabilizzazioni di apprendisti tra i 25 e i 29 anni;

  • relativamente ai lavoratori assunti con l’agevolazione prevista per gli over 50 e le donne, la maggiore frequenza si riscontra tra gli over 50 e ciò è dovuto soprattutto al fatto che l’agevolazione prevede l’assunzione anche degli uomini solo per questa fascia di età;

  • per Decontribuzione Sud, i rapporti di lavoro agevolati a tempo indeterminato hanno riguardato maggiormente lavoratori la cui età supera i 40 anni mentre, per i rapporti a tempo determinato, la classe in media è 30-39.

DISTRIBUZIONE DELLE POLITICHE ATTIVE SUL TERRITORIO

Osservando la distribuzione a livello territoriale proposta dall’Osservatorio risulta che i nel 2020 i contratti di apprendistato, come pure le stabilizzazioni e gli incentivi a tempo indeterminato sono presenti soprattutto al Nord del Paese. Infatti, sono rispettivamente il 57%, 61% e 59%.

La Decontribuzione Sud invece, per la sua specifica finalità, trova applicazione nelle Regioni del Mezzogiorno. La residua percentuale dello 0,1% rilevata nelle aree del Centro-Nord. Nello specifico, riguarda i soli contratti stipulati con agenzie di somministrazione per le quali è prevista la possibilità di godere del beneficio contributivo anche se il lavoratore presta la propria attività lavorativa in una regione del Centro-Nord, purché la sede dell’agenzia sia ubicata in aree svantaggiate.

2) POLITICHE OCCUPAZIONALI PASSIVE, LA STATISTICA

In merito alle politiche passive l’Osservatorio dell’INPS restituisce un quadro altrettanto interessante.

Nel 2020 il numero di trattamenti di NASpI è stato pari a 1.763.593 con un calo rispetto all’anno precedente del 4,6% (-6,5% per i maschi e -3% per le femmine). Tale contrazione è riconducibile al blocco dei licenziamenti economici disposto fin dai primi mesi del 2020, contestualmente all’introduzione delle integrazioni salariali Covid, al fine di tutelare la stabilità dei rapporti di lavoro dipendente nel periodo di emergenza sanitaria ed economica dovuta all’epidemia da Covid19.

Invece, il numero di trattamenti di DIS-COLL (la disoccupazione dei collaboratori su cui potete leggere questo approfondimento) nel 2020, è stato pari a 20.292 con un incremento, rispetto al 2019, del 28,2%. Per gli iscritti alla Gestione separata infatti, trattandosi di lavoratori con contratti di lavoro a termine, la pandemia e le chiusure delle attività non essenziali che essa ha causato, ha fatto diminuire per i lavoratori giunti al termine del contratto, la possibilità di avere la proroga del contratto stesso o di transitare velocemente in nuovi rapporti di lavoro.

Infine, i trattamenti di disoccupazione agricola sono stati pari nel 2020 a 544.433, (-1,1%).

GENERE, ETÀ E DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DELLE POLITICHE PASSIVE

Analizzando la composizione per classe di età dei trattamenti di disoccupazione nel 2020 per le tre tipologie di prestazione, possiamo notare che per la NASpI e la DIS-COLL le classi di età in cui si concentra il maggior numero di trattamenti sono quelle tra 25 e 34 anni, rispettivamente:

  • 27% per la NASpI;

  • 39% per la DIS-COLL.

Molto diversa la composizione per età dei trattamenti di disoccupazione agricola in cui la classe media è quella dei soggetti con più di 54 anni (22%).

Con riferimento al territorio, nel 2020 la zona in cui troviamo il maggior numero di trattamenti NASpI è il Nord con il 44%. Nonostante la diversa concentrazione dei lavoratori sul territorio nazionale, nel Sud e nelle Isole si registra il 37% dei trattamenti. Quasi la metà dei trattamenti di DIS-COLL è concentrata invece, nel Sud e nelle Isole (48%). Stesso discorso per i trattamenti di disoccupazione agricola il cui valore raggiunge quasi i tre quarti del totale dei trattamenti erogati nel 2020 (70%).

3) INDENNITÀ DI MOBILITÀ

Nel quinquennio di osservazione il numero complessivo di lavoratori che al 31 dicembre 2020 beneficiano del trattamento di mobilità ammonta a 4.791 unità. Per chi non lo sapesse, l’indennità di mobilità è un trattamento monetario corrisposto a particolari categorie di lavoratori licenziati collettivamente dalle aziende secondo una specifica procedura.

Rispetto al 31 dicembre 2019, per tale indennità, la variazione a livello nazionale si presenta con un decremento pari a -38%. Tale trend può essere riscontrato in tutte le aree territoriali, in misura lievemente minore nelle Isole (-22%). Rispetto al genere, la presenza maschile (3.667 beneficiari) è sempre più consistente di quella femminile (1.124). Con riferimento all’età, circa l’80% dei beneficiari risulta avere più di 49 anni.

4) LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI

Per i lavoratori impegnati in lavori socialmente utili, il fenomeno si presenta in continua diminuzione dal 2016 al 2020 secondo i dati dell’Osservatorio. In tale sezione, ci riferiamo ai sussidi economici dati a soggetti svantaggiati, quali i disoccupati e i giovani che non fruiscono di alcun trattamento previdenziale. Il sostegno economico viene dato in relazione allo svolgimento di attività socialmente utili o di pubblica utilità.

Al 31 dicembre 2020 il numero medio di percettori del sussidio LSU ammonta a 3.305 unità con una variazione a livello nazionale di -17,6% rispetto al 2019. Con riferimento alla ripartizione geografica il Sud (93,6%) è l’area con maggior presenza di lavoratori socialmente utili. Una bassa percentuale è presente al Centro e ancor meno nelle Isole mentre il fenomeno è completamente assente nel Nord del Paese.

OSSERVATORIO PER LE POLITICHE OCCUPAZIONALI: IL REPORT

Per maggiori informazioni è possibile consultare l’analisi completa dell’Osservatorio per le politiche occupazionali e per il lavoro in I’Italia (Pdf 558 Kb).

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