Sono diverse le novità che interessano i beneficiari di NASPI nel 2026.
L’indennità mensile di disoccupazione continua a spettare di diritto ai lavoratori con contratto subordinato, che hanno involontariamente perso l’occupazione, quindi a tutti quelli che sono stati licenziati o si sono dimessi per giusta causa.
Per accedere sono necessarie 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, mentre ci sono novità per quanto riguarda la possibilità di richiedere un anticipo.
In questo articolo vi spieghiamo come funziona, a chi spetta, a quanto ammonta e vi illustriamo ogni altra informazione utile e aggiornata.
Indice:
COS’È LA NASPI
“NASPI” significa “Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego”. È un aiuto economico mensile, che viene dato alle persone che hanno perso il lavoro. Questo sostegno al reddito spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.
È stata introdotta dal Decreto Legislativo 4 Marzo 2015, n. 22, ha sostituito le indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI. La sua erogazione è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione, alla partecipazione regolare alle iniziative di attivazione lavorativa e riqualificazione professionale proposte dai Servizi competenti.
NOVITÀ 2026
La Legge di Bilancio 2026 conferma che per accedere alla NASPI sono necessarie 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e almeno 45 giorni di lavoro nei 12 mesi precedenti la disoccupazione.
Inoltre, nel 2026 i beneficiari possono ottenere la liquidazione anticipata della NASPI spettante per avviare un’attività lavorativa autonoma o d’impresa ma, a differenza del 2025, l’erogazione della prestazione non avviene più in un’unica soluzione, ma in 2 rate:
- la prima pari al 70% dell’intero importo;
- la seconda del restante 30% da corrispondere al termine della durata della prestazione, e comunque non oltre il termine di 6 mesi dalla data di presentazione della domanda di anticipazione.
L’erogazione della seconda rata è concessa previa verifica della mancata rioccupazione del beneficiario, nonché previa verifica del fatto che il soggetto medesimo non sia titolare di pensione diretta (eccetto l’assegno ordinario di invalidità).
REQUISITI NASPI
Per ottenere l’indennità di disoccupazione NASPI, i lavoratori devono soddisfare i seguenti requisiti:
- essere in uno stato di disoccupazione involontaria, ovvero il lavoratore deve essere disoccupato a causa di una perdita involontaria del lavoro;
- avere almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione. Questo include i contributi previdenziali, i contributi figurativi per maternità obbligatoria e congedo parentale. Ma anche i periodi di lavoro all’estero in Paesi comunitari o convenzionati e i periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli 8 anni, per massimo 5 giorni lavorativi all’anno. I periodi di lavoro nel settore agricolo possono essere cumulati con quelli in altri settori per raggiungere il requisito. Ciò a patto che la contribuzione non agricola sia prevalente;
- aver maturato almeno 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.
Ricordiamo anche che la NASPI spetta ai lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato (a tempo determinato o indeterminato) che hanno perso involontariamente il lavoro. Tra questi sono compresi gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato presso le medesime cooperative o anche il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato. Poi, la NASPI spetta anche ai dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni, agli operai agricoli a tempo indeterminato dipendenti dalle cooperative e loro consorzi.
Inoltre, l’indennità di disoccupazione può essere concessa anche nel caso di accordo collettivo aziendale che prevede un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, secondo i criteri stabiliti dal Messaggio INPS n. 689 del 17 Febbraio 2021.
ESCLUSI
Sono esclusi dalla NASpI:
- i lavoratori che hanno interrotto volontariamente il rapporto di lavoro tramite dimissioni o risoluzione consensuale, eccetto nei casi di giusta causa, dimissioni durante la maternità, o risoluzione consensuale specifica oppure ancora per fatti concludenti (introdotti nel 2024, permette al datore di lavoro di considerare un dipendente dimesso – e non licenziato – in caso di assenza ingiustificata e prolungata, senza avviare procedure disciplinari);
- i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni;
- gli operai agricoli a tempo determinato;
- i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale;
- i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti per il pensionamento;
- i titolari di assegno ordinario di invalidità che non hanno optato per la NASPI;
- i lavoratori che non hanno accumulato almeno 18 settimane di contributi o 45 giornate di lavoro nel periodo antecedente la richiesta di NASPI.
COME FUNZIONA LA NASPI
La NASPI funziona “a domanda”, tramite INPS. Sono i disoccupati aventi diritto, cioè, che devono fare richiesta all’Istituto per accedere al contributo economico. La presentazione della domanda equivale al rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro.
Una volta presentata l’istanza, i richiedenti:
- devono presentarsi al Centro per l’Impiego di riferimento entro 15 giorni;
- vengono iscritti automaticamente al portale SIISL;
- devono sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale e il Patto di servizio, oltre a caricare il proprio curriculum vitae.
Appena completata l’istruttoria della domanda con esito “accolta”, l’INPS proattivamente comunica l’esito con un avviso nella bacheca MyINPS, notificato via sms/email e nelle app IO e INPS Mobile, insieme all’invio della lettera con il provvedimento.
QUANTO DURA
La NASPI viene erogata mensilmente per un massimo di 24 mesi (2 anni) e viene corrisposta, alla generalità dei lavoratori, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.
Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato dei tetti massimi differenziati in base all’età del beneficiario, al fine di modulare il sostegno in relazione alla maggiore o minore difficoltà di ricollocazione sul mercato del lavoro. Ovvero:
- per i lavoratori under 35 anni, la durata massima della NASPI è fissata a 18 mesi (corrispondenti a 78 settimane);
- per i lavoratori di età compresa tra 35 e 54 anni, la durata massima è estesa a 21 mesi (91 settimane);
- per i lavoratori over 55 anni, la durata massima rimane invariata a 24 mesi (104 settimane), riconoscendo le maggiori difficoltà che questa fascia d’età può incontrare nella ricerca di una nuova occupazione.
QUANDO VIENE SOSPESA
La prestazione, invece, viene sospesa nei seguenti casi:
- rioccupazione del beneficiario, con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a 6 mesi e a patto che il reddito annuo sia inferiore a 8.000 Euro. La sospensione ha la durata del rapporto di lavoro;
- nuova occupazione all’estero, in Paesi dell’UE o con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione o in Paesi extracomunitari, secondo quanto previsto dalla normativa vigente per la sospensione della NASPI in caso di lavoro all’estero.
QUANDO ARRIVA IL PAGAMENTO
Il Pagamento della NASPI arriva al lavoratore a partire dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è stata presentata entro l’ottavo giorno. Oppure dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda se inviata successivamente all’ottavo giorno ed entro il termine massimo previsto dalla normativa vigente.
L’indennità Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, poi, viene accreditata dall’INPS su conto corrente bancario o postale oppure su libretto postale del beneficiario. In alternativa può essere erogata tramite bonifico presso un ufficio postale del comune di residenza o domicilio del richiedente.
IMPORTO NASPI
La NASPI corrisponde al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali percepita dal lavoratore negli ultimi 4 anni. Per conoscere nel dettaglio quanto spetta, vi consigliamo di leggere la nostra guida aggiornata con gli importi NASPI 2026 resi noti dall’INPS. h
Bisogna ricordare, inoltre, che si riduce l’importo subisce una riduzione progressiva (décalage) nel corso della sua erogazione. A partire dal 2026, questo meccanismo è stato semplificato e uniformato e la NASPI si riduce del 3% ogni mese. Questa riduzione scatta a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione della prestazione per tutti i beneficiari, indipendentemente dall’età.
COME FARE DOMANDA NASPI
La richiesta NASPI può essere effettuata in una delle seguenti modalità:
- direttamente online dal cittadino, attraverso la funzione NASPI invio domanda online del portale web dell’INPS, utilizzando una identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o la Carta di identità elettronica (CIE) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), da questa pagina;
- rivolgendosi agli Enti di Patronato che possono presentare la domanda NASPI online, per nostro nome e conto, utilizzando la procedura digitale INPS;
- tramite il Contact center INPS, chiamando il numero gratuito 803 164 da rete fissa oppure il numero 06 164 164 da rete mobile.
In caso di domanda online tramite sito INPS, il nuovo servizio di presentazione della domanda è accessibile, per i cittadini, direttamente dal portale dell’Istituto, attraverso il seguente percorso: “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Per disoccupati” > “NASPI: indennità mensile di disoccupazione” > “Utilizza il servizio” > “NASPI – Domanda” > “Utilizza il servizio” > “NUOVA DOMANDA”.
I lavoratori aventi diritto alla NASPI devono presentare domanda all’INPS entro 68 giorni da eventi specifici, come la cessazione del rapporto di lavoro, la fine di periodi indennizzati di maternità, malattia, infortunio sul lavoro, il periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso, la definizione di vertenze sindacali, notifiche di sentenze giudiziarie o dal 38° giorno dopo un licenziamento per giusta causa.
Una volta inoltrata la richiesta, se andata a buon fine, gli interessati ricevono in automatico una notifica SMS da parte dell’INPS che comunica l’accoglimento della domanda di NASPI.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Decreto Legislativo 4 Marzo 2015, n. 22 (Pdf 98 Kb);
- testo finale della Legge di Bilancio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025 (GU Serie Generale n.301 del 30-12-2025 – Suppl. Ordinario n. 42).
GUIDA ALLA LEGGE DI BILANCIO 2026
Per approfondire tutte le altre novità in tema di lavoro e ammortizzatori sociali, vi consigliamo di leggere la nostra guida alla Legge di Bilancio 2026.
ALTRI AIUTI E COME RESTARE AGGIORNATI
Per conoscere meglio quali sono le differenze, vi consigliamo di approfondire il nostro articolo sull’ISCRO e quello sull’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo.
Potrebbe tornarvi utile, inoltre, sapere come funzionano la Carta Acquisti, la Carta di Inclusione e il bonus bollette, tutti aiuti questi destinati a chi ha un reddito basso e si trova in difficoltà economiche.
Interessante anche l’articolo sugli Assegni straordinari di sostegno al reddito.
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