Confermata Decontribuzione Sud nel 2026, ma in maniera ridotta.
La misura, che consiste in uno sgravio contributivo, prosegue infatti con una riduzione dell’intensità del beneficio e massimali più contenuti rispetto al passato.
In questo articolo vi spieghiamo come funziona, quanto spetta e quali sono i requisiti di accesso per accedervi.
COME FUNZIONA DECONTRIBUZIONE SUD NEL 2026
Decontribuzione Sud è un esonero contributivo parziale dedicato alle aziende del Mezzogiorno, per salvaguardare l’occupazione nelle aree più svantaggiate del Paese. Consiste in uno sconto sui contributi previdenziali complessivi dovuti dal datore di lavoro per i propri dipendenti, assunti nelle regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Introdotta inizialmente con il Decreto Agosto, è stata più volte estesa e modificata. L’ultima proroga è arrivata con la Legge di Bilancio 2026 che, in continuità con quanto stabilito dalla precedente Legge di Bilancio 2025, ha confermato che la misura prosegue ma ridotta, passando da un regime di aiuto emergenziale a uno strutturale a scalare fino al 2029.
COSA CAMBIA
Nel 2026, lo sgravio dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro scende al 20% (nel 2025 era pari al 25%). Di conseguenza, diminuisce anche il risparmio massimo che un’azienda può ottenere per ogni dipendente.
Un altro aspetto fondamentale riguarda la continuità del rapporto di lavoro. Per beneficiare dello sgravio del 20% nel 2026, l’agevolazione resta applicabile ai contratti a tempo indeterminato che risultavano già attivi al 31 dicembre 2025.
Infine, la misura non è più rivolta a tutte le aziende del Mezzogiorno senza distinzione, ma è riservata esclusivamente alle Piccole e Medie Imprese (PMI), inclusi gli studi professionali e, a differenza del passato, anche le imprese del settore creditizio e assicurativo (codice ATECO gruppo K).
Vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti per rientrare in questa categoria.
A CHI SPETTA DECONTRIBUZIONE SUD NEL 2026
L’agevolazione è riservata ai datori di lavoro privati che rientrano nella categoria delle PMI (Piccole e Medie Imprese). Per essere definiti tali nel 2026, devono rispettare i seguenti parametri:
- avere meno di 250 dipendenti;
- registrare un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro (o, in alternativa, un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro).
Inoltre, nel 2026:
- si consolida definitivamente il passaggio dal regime di crisi europeo al regime ordinario degli aiuti di Stato denominato “de minimis”. Questo comporta un vincolo burocratico importante per le aziende, che devono verificare di non aver superato la soglia di 300.000 euro di agevolazioni totali ricevute nell’arco di un triennio mobile (come stabilito dal Regolamento UE 2023/2831);
- il beneficio spetta solo se la sede di lavoro presso cui è impiegato il lavoratore si trova in una delle otto regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Se un dipendente viene trasferito da una sede del Nord a una del Sud, lo sgravio inizia a decorrere dal momento del trasferimento;
- per poter applicare materialmente lo sconto sui contributi, l’azienda deve essere in regola con la presentazione del DURC, le norme a tutela delle condizioni di lavoro, l’assenza di violazioni degli obblighi di legge in materia di assunzioni obbligatorie (disabili).
ESCLUSI
La normativa conferma l’esclusione di alcune categorie specifiche. Non possono accedere alla Decontribuzione Sud 2026:
- le imprese del settore agricolo;
- i datori di lavoro domestico (colf e badanti);
- gli enti pubblici economici e le aziende speciali;
- i contratti di apprendistato e i contratti di lavoro intermittente.
QUANDO SPETTA
Lo sgravio per le imprese del Sud si calcola mediante una riduzione percentuale dei contributi previdenziali complessivi che l’azienda deve versare pari al 20% nel 2026.
Nello specifico, per ogni dipendente agevolabile, il datore di lavoro ha diritto a uno sgravio pari al 20% dei contributi previdenziali dovuti, ma non sui premi da versare all’INAIL.
Inoltre, questo risparmio non è illimitato. Il legislatore ha infatti fissato un tetto massimo di 125 euro al mese per ciascun lavoratore. Se si considera l’intero anno, il beneficio totale non può quindi superare i 1.500 euro per ogni dipendente, calcolati su 12 mensilità.
Lo sconto fiscale non è cumulabile con gli incentivi riconosciuti per l’autoimpiego e l’assunzione di giovani che non hanno compiuto 35 anni, nonché per le assunzioni nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno o di donne in condizioni di svantaggio.
Inoltre, non viene riparametrato in caso di contratti a tempo parziale. Questo significa che, anche per un lavoratore part-time, l’azienda può recuperare l’intera cifra mensile, a patto ovviamente che i contributi effettivamente dovuti per quel mese raggiungano almeno tale importo. Se i contributi calcolati sul 20% della retribuzione fossero inferiori a 125 euro, lo sgravio spetta solo per la cifra effettiva.
COME OTTENERE DECONTRIBUZIONE
I datori di lavoro interessati possono fare richiesta in modo differente a seconda di dove operano. Nel dettaglio:
- coloro che operano con il flusso Uniemens, dovranno esporre, a partire dal flusso Uniemens di competenza, i lavoratori per i quali spetta l’agevolazione valorizzando, secondo le consuete modalità, l’elemento <Imponibile> e l’elemento <Contributo> della sezione <DenunciaIndividuale>. Tutti i dettagli tecnico operativi sono chiariti nel paragrafo 2 del messaggio INPS n. 82 del 17 Luglio 2024;
- coloro che sono iscritti alla Gestione pubblica, per usufruire dell’esonero dovranno esporre nel flusso Uniemens, sezione ListaPosPA, a partire dal mese di luglio, i lavoratori per i quali spetta l’esonero. Dovranno valorizzare, secondo le consuete modalità, l’elemento <Imponibile> e l’elemento <Contributo> della gestione pensionistica, indicando in quest’ultimo la contribuzione piena calcolata sull’imponibile pensionistico del mese. Per esporre il beneficio spettante dovrà essere compilato l’elemento <RecuperoSgravi> di <GestPensionistica>, secondo le modalità del paragrafo 8 della Circolare n° 90 del 27-07-2022.
QUANDO TERMINA DECONTRIBUZIONE SUD
Secondo l’attuale quadro normativo, confermato dalla Legge di Bilancio 2026, la misura ha un orizzonte temporale fissato fino al 31 dicembre 2029.
Tuttavia, il beneficio seguirà un percorso di riduzione graduale (decalage) della percentuale di sgravio. Infatti, nel 2026 e 2027 lo sgravio rimane al 20%, nel 2028 resta al 20% ma con massimali ridotti a 100 euro mensili. Nel 2029 invece scende al 15% (con massimale di 75 euro mensili).
Dal 1° gennaio 2030, salvo nuovi interventi legislativi, la misura cesserà definitivamente.
IL VIDEO INFORMATIVO SU DECONTRIBUZIONE SUD
Per una prima informazione sul funzionamento della cosiddetta “Decontribuzione Sud” è disponibile questo video del Ministero:
RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI
- Decreto Agosto (decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 Ottobre 2020, n. 126);
- Regolamento UE 2023/283;
- messaggio INPS n. 82 del 17 Luglio 2024;;Circolare n° 90 del 27-07-2022.
- Testo definitivo (Pdf 65,4 kB) della Legge di Bilancio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 Dicembre 2024 (GU Serie Generale n.305 del 31-12-2024 – Suppl. Ordinario n. 43);
- testo finale della Legge di Bilancio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025 (GU Serie Generale n.301 del 30-12-2025 – Suppl. Ordinario n. 42).
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