Revisione classi di concorso: nuovo confronto tra il Ministero e i sindacati

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AGGIORNAMENTO: Il Decreto per la revisione delle classi di concorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. In questa pagina trovate il testo pubblicato in GU da scaricare, con le Tabelle delle classi di concorso aggiornate e cosa prevede.


Prosegue il confronto tra il Ministero dell’istruzione e del merito (MIM) e i sindacati della scuola per la revisione delle classi di concorso.

Nell’incontro del 16 novembre c’è stata una nuova informativa ministeriale sullo schema del decreto sulle nuove classi di concorso. Diverse sono state le richieste di modifica presentate dalle organizzazioni sindacali, alcune delle quali sono state accolte dal Ministero.

Vediamo nel dettaglio le ultime notizie sulla revisione delle classi di concorso e sul decreto in arrivo.

L’INFORMATIVA DEL MINISTERO AI SINDACATI

Il 16 novembre si è svolto presso il Ministero dell’istruzione un nuovo incontro con le organizzazioni sindacali di settore per l’informativa sul decreto MIM che rivede le classi di concorso. La nuova informativa segue quella del 7 ottobre scorso, di cui vi abbiamo dato un resoconto dettagliato in questo approfondimento.

Il provvedimento a cui sta lavorando il Ministero si rende necessario in ottemperanza al Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, che ha anticipato la riforma del reclutamento dei docenti prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il quale prevede una razionalizzazione delle classi concorsuali per favorire l’interdisciplinarietà, anche in vista dei nuovi concorsi scuola per reclutare i docenti.

La prima bozza del decreto presentata il 7 novembre ha destato diverse perplessità da parte sindacale. Nel nuovo incontro del 16 novembre, il MIM si è confrontato nuovamente con i sindacati accogliendone alcune richieste, che hanno portato ad alcune modifiche del testo del decreto sulle nuove classi di concorso.

Tuttavia restano ancora numerose le criticità evidenziate dalle OO.SS., pertanto il confronto con il Ministero prosegue.

LE MODIFICHE AL DECRETO SULLA REVISIONE DELLE CLASSI DI CONCORSO

Per quanto riguarda le modifiche apportate al decreto per la revisione delle classi di concorso durante l’incontro, le principali, secondo quanto riportato dal sindacato Anief e dalla Cisl Scuola, sono le seguenti:

  • per salvaguardare i docenti soprannumerari o in esubero a seguito di futuri accorpamenti delle classi di concorso è stata inserita una norma per cui se saranno utilizzati in ordine di scuola inferiore sarà comunque garantito il trattamento giuridico ed economico del ruolo di appartenenza, cioè manterranno il diritto alla retribuzione spettante nel grado di precedente titolarità;

  • sarà mantenuta la distinzione per gradi dei ruoli delle classi accorpate nelle procedure di reclutamento a tempo indeterminato e nell’assegnazione delle supplenze, al fine di evitare difficoltà per la gestione delle nomine;

  • le modalità di gestione dei soprannumerari sono rimandate alla contrattazione collettiva;

  • la laurea specialistica 54/S in pianificazione urbanistica ambientale si aggiunge ai titoli di accesso alle classi A-01 (che con il nuovo decreto comprenderà anche la A-17), A-37 e A-54;

  • la laurea a ciclo unico in Scienze della formazione primaria (LM-85 bis) diviene titolo di accesso alla classe A-23 se accompagnata dalla specifica abilitazione per Italiano L-2 e da tre anni di insegnamento nei percorsi di alfabetizzazione per adulti stranieri;

  • per l’accorpamento delle classi A-29 e A-30 solo la classe A-29 Musica negli istituti di istruzione secondaria di II grado è ad esaurimento, mentre non lo è la A-30 Musica nella scuola secondaria di I grado che le riunirà entrambe.
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LE RICHIESTE DEI SINDACATI

Per quanto riguarda, invece, le ulteriori richieste presentate dai sindacati e le criticità espresse rispetto al decreto sulle nuove classi di concorso, il sindacato Flc Cgil riporta le seguenti:

  • l’accorpamento di classi di concorso di gradi diversi (A-01 e A-17; A-12 e A-22; A-24 e A-25; A-29 e A-30; A-48 e A-49) avrà effetti importanti su mobilità e reclutamento, pertanto occorre prevedere un tavolo di confronto su questo tema;

  • occorre chiarire che restano validi i titoli di accesso alle classi di concorso posseduti alla data di entrata in vigore del nuovo decreto, senza necessità di integrazioni di successivi CFU/CFA;

  • i titoli di accesso devono essere univocamente ed esaustivamente elencati nella tabella A allegata al decreto, per evitare il contenzioso e di sovraccaricare di lavoro scuole e uffici impegnati nella valutazione e nella validazione delle domande degli aspiranti alle procedure di reclutamento;

  • la revisione delle discipline artistiche e umanistiche (Italiano, Lingue e Arte), non coerente con quanto previsto dalle Indicazioni Nazionali, rischia di impoverire culturalmente le relative aree;

  • i nuovi titoli di studio e i crediti aggiuntivi previsti rischiano di rendere più complesse le procedure, mentre la soppressione di altre lauree rischia di cancellare titoli che in passato erano validi;

  • per la classe di concorso A-23 diventano validi titoli di specializzazione di italiano L2 rilasciati da qualsiasi Ateneo, senza l’individuazione di parametri qualitativi;

  • gli effetti del provvedimento sulle classi di concorso per gli insegnanti tecnico-pratici avranno validità fino al 31 dicembre 2024, perché non tiene conto dei nuovi requisiti previsti dal DM 59/2017 (il possesso della laurea oppure del diploma dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica di I livello oppure di titolo equipollente o equiparato).

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di Angela V.
Redattrice, esperta di lavoro pubblico e privato.
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