Riforma reclutamento docenti 2022: cosa prevede in 12 punti

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E’ stato pubblicato il decreto con la riforma del reclutamento docenti 2022.

Si tratta del documento che stabilisce le nuove regole sulla formazione iniziale e continua e il reclutamento degli insegnanti. Il provvedimento introduce importanti novità per i concorsi per insegnare, l’abilitazione per diventare docente e l’accesso al ruolo.

Ecco cosa prevede la riforma del Ministro Bianchi in 12 semplici punti e il testo pdf pubblicato in Gazzetta Ufficiale da scaricare per la consultazione.

IL TESTO DELLA RIFORMA

Mettiamo a vostra disposizione il TESTO (Pdf 77Kb) della riforma del reclutamento degli insegnanti pubblicato con il decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36 sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.100 del 30-04-2022.

LA RIFORMA DEL RECLUTAMENTO DEI DOCENTI

E’ stato pubblicato in GU, infatti, il decreto PNRR 2, il nuovo decreto elaborato dal Governo per accelerare la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in cui è stato inserito anche il pacchetto scuola con la riforma per l’arruolamento dei docenti e la loro formazione obbligatoria. Le nuove disposizioni sono in vigore dal 1° maggio 2022.

Il DL era stato già approvato in Cdm ma è stato rivalutato dopo l’integrazione della riforma proposta dal Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. In sostanza, il provvedimento legislativo, che introduce importanti novità per i concorsi pubblici e le assunzioni nelle PA, comprende ora anche le nuove regole per l’accesso alla carriera di docente e per reclutare gli insegnanti.

La riforma del reclutamento dei docenti e la formazione degli insegnanti, lo ricordiamo, sono due dei punti relativi alla scuola previsti per il 2022 dal PNRR. Scopo del nuovo regolamento è introdurre percorsi certi per chi vuole insegnare, una definizione più chiara degli obiettivi e delle modalità della formazione degli insegnanti durante tutto il loro percorso lavorativo e concorsi annuali per rendere costante il reclutamento del personale docente e favorire l’accesso dei giovani all’insegnamento. I bandi saranno aperti anche ai precari con 3 anni di servizio.

COSA CAMBIA CON LA RIFORMA BIANCHI IN 12 PUNTI

Vediamo nel dettaglio le principali regole della riforma per il reclutamento degli insegnanti:

  1. il sistema di formazione iniziale e accesso ai ruoli a tempo indeterminato del personale docente è articolato in
    – un percorso universitario e accademico abilitante di formazione iniziale e prova finale corrispondente ad almeno 60 crediti formativi universitari (CFU) o accademici (CFA), da svolgere dopo la laurea o durante il percorso formativo, per acquisire le competenze teorico-pratiche;
    – un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale con cadenza annuale;
    – un periodo di prova in servizio di un anno con valutazione finale;


  2. i percorsi universitari e accademici di formazione iniziale dei docenti sono organizzati ed erogati attraverso centri universitari e accademici di formazione iniziale degli insegnanti, a cui si può accedere dopo la laurea oppure durante il percorso formativo in aggiunta ai crediti necessari per il conseguimento del proprio titolo (triennale, magistrale o ciclo unico);

  3. il periodo di formazione iniziale comprende un periodo di tirocinio diretto presso le scuole ed uno indiretto;

  4. la prova finale comprende una lezione simulata, per testare, oltre alla conoscenza dei contenuti disciplinari, la capacità di insegnamento;

  5. le modalità per conseguire i 60 crediti formativi universitari o accademici sono definite con apposito decreto da adottare entro il 31 luglio 2022;

  6. l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado si consegue dopo un percorso universitario e accademico di formazione iniziale di almeno 60 CFU o CFA, con superamento della relativa prova finale;

  7. cambia la prova scritta del concorso, che rimane articolata in test a risposta multipla fino al 31 dicembre 2024, mentre dal 1° gennaio 2025 è articolata in domande a risposta aperta;

  8. gli insegnanti precari con almeno 3 anni di servizio, anche non continuativi, nei 5 anni precedenti, sono assunti a tempo determinato e part time per un anno, durante il quale svolgono il periodo di formazione iniziale e la prova finale per l’abilitazione;

  9. fino al 31 dicembre 2024
    – sono comunque ammessi a partecipare al concorso coloro che abbiano conseguito almeno 30 crediti formativi universitari o accademici, in parte tramite tirocinio diretto;
    – i vincitori del concorso su posto comune non abilitati sono assunti con contratto annuale a tempo determinato part-time e completano il percorso universitario e accademico di formazione iniziale con prova finale. Se la superano conseguono l’abilitazione e sono sottoposti al periodo annuale di prova in servizio, il cui positivo superamento determina l’immissione in ruolo;


  10. i precari non abilitati con 3 annualità di servizio che abbiano vinto il concorso sottoscrivono un contratto annuale a tempo determinato part-time e acquisiscono 30 CFU o CFA del percorso universitario di formazione iniziale, al termine del quale superando la prova finale conseguono l’abilitazione all’insegnamento ed iniziano il periodo annuale di prova in servizio, il cui positivo superamento determina l’effettiva immissione in ruolo;

  11. i vincitori del concorso su posto di sostegno sono sottoposti a un periodo annuale di prova in servizio, da prestare per almeno 180 giorni, dei quali almeno 120 per le attività didattiche, il cui positivo superamento determina l’effettiva immissione in ruolo;

  12. è istituita la Scuola di Alta Formazione del sistema nazionale pubblico di istruzione, che si occupa di:
    – promuovere e coordinare la formazione in servizio dei docenti di ruolo;
    – dirigere e indirizzare le attività formative dei dirigenti scolastici, dei DSGA e del personale ATA;
    – assolvere alle funzioni correlate al sistema di incentivo alla formazione continua degli insegnanti.

IN ARRIVO 120 MILA ASSUNZIONI ENTRO IL 2024

La riforma del Ministro Bianchi per il reclutamento degli insegnanti prevede una fase transitoria fino al 2024, che servirà ad assumere 70 mila docenti. L’immissione in ruolo avviene tramite nuovi concorsi a cadenza annuale. Questi inserimenti si aggiungono agli altri 50 mila programmati per il 2022 dal Ministero, per un totale di 120 mila assunzioni di docenti nel prossimo triennio.

Durante il regime transitorio i laureati possono accedere all’insegnamento tramite un percorso che prevede un corso iniziale di formazione, l’acquisizione di 30 CFU, un concorso pubblico e una prova di abilitazione. In pratica possono conseguire i primi 30 crediti universitari, compreso il periodo di tirocinio, per accedere al concorso, completare successivamente gli altri 30 crediti e fare poi la prova di abilitazione per poter passare di ruolo. Hanno accesso diretto al concorso, fino all’entrata a regime della riforma, coloro che già insegnano da almeno 3 anni. I vincitori devono poi conseguire 30 crediti universitari e svolgere la prova di abilitazione per poter passare di ruolo.

Una volta che la riforma entrerà a regime, invece, per accedere all’insegnamento occorrerà possedere la laurea e 60 CFU, da acquisire tramite un percorso formativo erogato dalle Università, con prova finale per l’accesso al concorso a cattedra, a cui seguirà un anno di prova.

NASCE LA SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE PER DIRIGENTI, DOCENTI E ATA

Il nuovo decreto prevede anche l’istituzione di una Scuola di alta formazione per dirigenti, insegnanti e personale ATA. Grazie a quest’ultima, la formazione in servizio del personale docente diviene continua e strutturata, comprendendo nella parte obbligatoria formazione sulle competenze digitali e sull’uso critico e responsabile degli strumenti digitali, da svolgere nell’ambito dell’orario lavorativo.

Il sistema formativo e di aggiornamento è pianificato, invece, su base triennale, per consentire ai docenti di apprendere conoscenze e competenze per progettare la didattica con strumenti e metodi innovativi. Si svolge fuori dall’orario di lavoro e può essere retribuito dalle scuole se comporta un ampliamento dell’offerta formativa. Inoltre, è prevista una formazione incentivata, cioè i percorsi svolti sono valutati per l’eventuale accesso ad incentivi salariali.

Per avere ulteriori dettagli sulla Scuola di alta formazione per dirigenti, docenti e ATA vi consigliamo di leggere l’approfondimento dedicato.

LA DICHIARAZIONE DEL MINISTRO

Gli insegnanti sono il perno dei nostri istituti e devono avere un quadro strutturato di inserimento, il giusto riconoscimento professionale e strumenti che consentano un aggiornamento costante – ha dichiarato il Ministro Bianchi – Al centro di questa riforma c’è un’idea precisa di una scuola aperta e inclusiva, che stiamo costruendo con le risorse del PNRR a disposizione e con il dialogo con tutti gli attori coinvolti”.

I DUBBI DEI SINDACATI

Il testo della riforma del reclutamento e della formazione degli insegnanti ha destato forti dubbi nei sindacati, che hanno messo in evidenza diverse criticità del nuovo sistema. Ecco le principali:

per accedere al concorso per l’insegnamento ora serve anche l’abilitazione;


i crediti sono aumentati da 24 a 60;


senza abilitazione è possibile ottenere solo contratti a tempo determinato ed occorre comunque conseguire 30 CFU;


il percorso è complicato dall’eccesso di prove, dato che sono previste prove di accesso e finali per i percorsi abilitanti, per il concorso e al termine dell’anno di prova;


non sono previste quote di posti riservate ai precari nei percorsi abilitanti per i precari con 3 anni di servizio;


i costi dei percorsi di formazione iniziale sono a carico dei partecipanti.

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Mauro2

Grazie, davvero molto utile e complimenti per il lavoro che fate