Riforma Istituti Tecnici e Professionali 2022: cosa prevede

La guida su cosa prevede e a chi si rivolge la riforma degli Istituti Tecnici e Professionali 2022. Ecco tutte le novità spiegate in modo chiaro e dettagliato

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Formazione personalizzata, valorizzazione delle competenze e più attenzione alle esigenze del tessuto produttivo, sono alcune novità della riforma degli Istituti Tecnici e Istituti Professionali introdotta dal Decreto Aiuti Ter.

Il testo, approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre 2022, prevede una nuova regolamentazione delle strutture per adeguare costantemente l’offerta formativa alle esigenze di competenze richieste dal mercato del lavoro.

In questo articolo vi spieghiamo in modo chiaro e dettagliato cosa prevede la riforma degli Istituti Tecnici e degli Istituti Professionali e quali novità introduce nel mondo della formazione.

RIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI

La riforma degli Istituti Tecnici e Professionali contenuta nel Decreto Aiuti Ter interviene dettando  i criteri a cui dovranno attenersi uno o più regolamenti di tali istituzioni. Si tratta di riformulazioni volte a garantire un’offerta formativa adeguata alle esigenze di competenze richieste dal mercato del lavoro. La riforma degli Istituti tecnici e professionali fa seguito ad un processo innovativo già avviato per gli ITS (Istituti Tecnici Superiori) divenuti ora “ITS Academy” grazie alla Legge n. 99 del 15 luglio 2022 di cui vi parliamo in questo approfondimento dedicato.

Le scuole dovranno quindi intervenire con i regolamenti entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto Legge 23 settembre 2022, n. 144 (Decreto Aiuti Ter) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.223 del 23-9-2022 (Pdf 400 Kb). I regolamento dovranno funzionare nel rispetto dei principi del potenziamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e della maggiore flessibilità nell’adeguamento dell’offerta formativa.

Ma non solo, il Decreto istituisce anche, presso il Ministero dell’Istruzione, l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale. Sarà composto da 15 esperti del segmento formativo, con incarico annuale, che avranno funzioni consultive e di proposta per il miglioramento del settore.

DIFFERENZA TRA ITS, ISTITUTI TECNICI E ISTITUTI PROFESSIONALI

È opportuno, prima di spiegare nel dettaglio la riforma degli istituti tecnici e professionali, fare una distinzione tra Istituti Tecnici Superiori (ITS), Istituti Tecnici e Istituti Professionali.

  • gli ITS, ovvero, gli Istituti Tecnici Superiori (diventati “ITS Academy”) sono scuole di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica post diploma di durata biennale o triennale che permettono di conseguire il titolo di tecnico superiore. Sono un’alternativa alla laurea e sono espressione di una strategia fondata sulla connessione delle politiche d’istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali. Rappresentano il segmento di formazione terziaria professionalizzante non universitaria che risponde alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere i processi di innovazione. Tali istituzioni sono state già oggetto recente di riforma con la Legge n. 99 del 15 luglio 2022. Per maggiori informazioni sugli ITS e la relativa riforma, vi consigliamo di leggere la nostra guida;

  • gli Istituti Tecnici sono scuole secondarie di secondo grado che preparano lo studente ad una serie di professioni appartenenti ad uno stesso ambito. Con durata di 5 anni suddivisi in due bienni e un quinto anno, si distinguono in 2 settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi (Amministrazione, Finanza e Marketing; Turismo; Meccanica, Meccatronica ed Energia; Trasporti e Logistica; Elettronica ed Elettrotecnica; Informatica e Telecomunicazioni; Grafica e Comunicazione; Chimica, Materiali e Biotecnologie; Sistema Moda; Agraria, Agroalimentare e Agroindustria, Costruzioni, Ambiente e Territorio). Al termine del percorso quinquennale gli studenti sostengono l’esame di Stato e conseguono il diploma di istruzione secondaria di secondo grado. Gli istituti tecnici offrono una solida base culturale di carattere scientifico e tecnologico. Allo stesso tempo favoriscono lo sviluppo di competenze che permettono un immediato inserimento nel mondo del lavoro (in un’impresa o in un’attività autonoma). Con il diploma di istituto tecnico, è possibile proseguire gli studi all’università.

  • gli Istituti Professionali sono scuole secondarie di secondo grado che avviano lo studente ad una professione specifica (es. agronomo, enologo, ausiliario delle professioni sanitarie). Il percorso di studio ha una durata di 5 anni suddivisi in un biennio unitario e un triennio finalizzato ad approfondire la formazione dello studente secondo le possibili declinazioni dell’indirizzo specifico. Si può scegliere tra 11 indirizzi di studio: Pesca commerciale e produzioni ittiche; Industria e artigianato per il Made in Italy; Manutenzione e assistenza tecnica; Gestione delle acque e risanamento ambientale; Servizi commerciali; Enogastronomia e ospitalità alberghiera; Servizi culturali e dello spettacolo; Servizi per la sanità e l’assistenza sociale; Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico; Agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane. Disciplinati dal Decreto Legislativo 61 del 13 aprile 2017, gli istituti professionali sono diventati “scuole territoriali dell’innovazione”, aperte e concepite come laboratori di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica. Prevedono alternanza scuola – lavoro.

Il Decreto Aiuti Ter interviene con una riforma solo di questi ultimi due tipi di istituti afferenti ai percorsi di scuola secondaria di secondo grado, mentre la Legge n. 99 del 15 luglio 2022 disciplina gli ITS.

OBIETTIVI DELLA RIFORMA

Obiettivo della riforma è poter adeguare costantemente i curricola degli istituti alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale orientandoli anche verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale Industria 4.0, in un’ottica di piena sostenibilità ambientale. Vediamo quali sono le principali novità introdotte dal Governo per istituti tecnici e quali sono quelle, invece, dedicate agli istituti professionali.

COSA PREVEDE LA RIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI

Nel testo del Decreto Aiuti Ter, su proposta del Ministro dell’Istruzione, la riforma degli istituti tecnici mira soprattutto all’innovazione, alla rete con i territori e al potenziamento dell’attività laboratoriale. Ecco i punti principali della riforma approvata.

1) RAFFORZARE LE COMPETENZE

Il testo normativo stabilisce che i nuovi regolamenti degli istituti tecnici dovranno mirare alla ridefinizione e all’aggiornamento degli indirizzi per rafforzare le competenze linguistiche e STEM. Dovranno anche orientare il piano di studi alle discipline inerenti “Industria 4.0”, così da connettersi maggiormente al tessuto socio economico di riferimento, valorizzando la metodologia didattica per competenze.

2) PROFILI EDUCATIVI PIÙ FLESSIBILI

Gli istituti tecnici dovranno anche lavorare al fine di valorizzare la metodologia didattica per competenze, caratterizzandola con la progettazione interdisciplinare. Le scuole dovranno quindi aggiornare il profilo educativo, culturale e professionale dello studente e prevedere l’incremento degli spazi di flessibilità. Con Decreto del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, saranno poi definiti gli specifici indirizzi e i relativi quadri orari attivabili per raggiungere questo obiettivo.

3) CONTINUITÀ CON ITS ACADEMY

La riforma spinga verso la previsione di meccanismi utili a dare continuità tra l’istruzione tecnica e quella terziaria (ITS Academy, per esempio o in materia di lauree a orientamento professionale abilitanti, come quelle che vi spieghiamo in questo articolo), riconoscendo crediti formativi universitari ai tirocini svolti dagli studenti durante il 5° anno di studi. Sarà uno specifico Decreto MI a stabilire le regole per il riconoscimento dei crediti.

4) AL VIA I PATTI EDUCATIVI 4.0

Il Decreto Aiuti spinge gli istituti tecnici alla realizzazione di “Patti educativi 4.0”, per far sì che tali istituti insieme a imprese, enti di formazione accreditati dalle Regioni, ITS Academy, università e centri di ricerca possano condividere risorse professionali, logistiche e strumentali. I “Patti educativi 4.0” sono degli accordi a livello regionale o interregionale, le cui linee guida per la definizione delle modalità di conclusione e dei contenuti, che riguarderanno anche gli ambiti provinciali, saranno definite con Decreto interministeriale, dopo il parere della Conferenza delle Regioni.

5) NUOVO PIANO FORMATIVO PER DOCENTI

La nuova norma prevede anche la strutturazione di un piano formativo mirato per i docenti degli istituti tecnici, coerentemente con le specificità dei contesti territoriali. Tali percorsi formativi devono rientrare nell’ambito delle attività previste ai sensi dell’articolo 16 ter del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59 e dell’articolo 1, comma 124, della Legge 13 luglio 2015, n. 107.

6) PERCORSI FORMATIVI PRESSO I CPIA

Il Decreto Aiuti Ter prevede anche l’erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica non in rete con le istituzioni scolastiche di secondo grado o non adeguatamente sufficienti rispetto alle richieste dell’utenza e del territorio.

7) VIA A PROCESSI DI INTERNAZIONALIZZAZIONE

Gli istituti tecnici dovranno anche prevedere delle misure di supporto allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione degli istituti. L’obiettivo è realizzare lo Spazio europeo dell’istruzione, in coerenza con gli obiettivi dell’Unione Europea in materia di istruzione e formazione professionale.

8) CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

Il testo licenziato il 16 settembre 2022 prevede anche il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze delle studentesse e degli studenti dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il 2° e il 3° livello del Quadro europeo delle qualifiche, di cui alla raccomandazione 2017/C 189/03 del Consiglio, del 22 maggio 2017. Con Decreto interministeriale saranno definiti i modelli e le modalità di rilascio delle certificazioni relative a entrambi i periodi.

COSA PREVEDE LA RIFORMA DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI

La riforma degli istituti professionali contenuta nel Decreto Aiuti Ter punta a rafforzare il raccordo della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni, in coerenza con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competitività previsti dal PNRR. Vediamo i dettagli.

1) CREARE LO SPAZIO EUROPEO DELL’ISTRUZIONE

Come previsto anche per gli istituti tecnici, il Decreto Aiuti Ter stabilisce che anche negli istituti professionali dovranno avviarsi delle misure di supporto allo sviluppo di processi di internazionalizzazione. L’obiettivo è realizzare lo Spazio europeo dell’istruzione. Questo traguardo, da raggiungere entro il 2025, mira a eliminare gli ostacoli all’apprendimento e migliorare l’accesso a un’istruzione di qualità per tutti.

2) UN NUOVO PROFILO EDUCATIVO

Il profilo educativo, culturale e professionale dovrà basarsi su uno stretto raccordo della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni. Poi, dovrà ispirarsi ai modelli promossi dall’Unione Europea. Ciò in coerenza con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competitività del sistema produttivo. Gli obiettivi sono:

  • promozione e sviluppo dell’innovazione digitale determinata dalle evoluzioni generate dal Piano nazionale “Industria 4.0”;
  • personalizzazione dei percorsi contenuta nel Progetto formativo individuale.

3) NOVITÀ SUL PROGETTO FORMATIVO INDIVIDUALE

Le istituzioni professionali dovranno provvedere al costante aggiornamento del Progetto formativo individuale di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 61, nelle modalità e nei termini previsti da tale norma. Ovvero, il progetto formativo individuale, da seguire con l’aiuto di docenti designati quali “tutor” ha queste caratteristiche:

  • viene redatto dal consiglio di classe entro il 31 gennaio del 1° anno di frequenza;
  • deve essere aggiornato durante l’intero percorso scolastico;
  • si basa su un bilancio personale. Tale bilancio evidenzia i saperi e le competenze acquisiti da ciascuno studente, anche in modo non formale e informale;
  • è idoneo a rilevare le potenzialità e le carenze riscontrate, al fine di motivare ed orientare nella progressiva costruzione del percorso formativo e lavorativo.

IL TESTO PDF DEL DECRETO AIUTI TER

Decreto Legge 23 settembre 2022, n. 144 (Decreto Aiuti Ter) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.223 del 23-9-2022 (Pdf 400 Kb).

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

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