Assunzioni 2022 2026: professioni più richieste e previsioni sull’occupazione

Ecco quali saranno i titoli di studio e le professioni più richieste, i settori in crescita e i dati sull’occupazione e sulle nuove assunzioni nel prossimo quinquennio secondo il rapporto Unioncamere – ANPAL

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Quante assunzioni saranno realizzate nel periodo 2022 2026? Quali saranno le professioni più richieste nei prossimi 5 anni? Quale sarà l’andamento dell’occupazione?

Le risposte a queste domande arrivano dal rapporto sulle assunzioni 2022 2026 redatto da Unioncamere e dall’ANPAL, nell’ambito del Sistema Informativo Excelsior pubblicato l’11 febbraio 2022.

In questa guida vi spieghiamo nel dettaglio tutte le previsioni su nuovi posti di lavoro che verranno creati nel settore pubblico e privato in Italia nel prossimo quinquennio.

IL REPORT SULLE ASSUNZIONI 2022 2026

Il rapporto “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2022 2026). Scenari per l’orientamento e la programmazione della formazione” del Sistema Informativo Excelsior traccia quante e quali saranno le nuove assunzioni previste nel periodo compreso tra il 2022 e il 2026. A fornire il rapporto sono Unioncamere e ANPAL. L’analisi previsiva degli istituti parte da due possibili reazioni del Paese dopo la crisi dovuta all’emergenza Covid.

ASSUNZIONI 2022 2026 DOPO LA PANDEMIA: DUE POSSIBILI SCENARI

Una volta esaurito l’effetto dello shock, stando all’esame del rapporto sulle nuove assunzioni 2022 2026, l’economia idealmente si sta riportando lungo il sentiero di crescita. A sua volta questo sentiero di crescita potrebbe essere notevolmente influenzato dall’utilizzo pieno ed efficace degli ingenti fondi messi a disposizione dall’Europa. I fondi del PNRR, sono infatti, risorse che possono favorire un cambiamento strutturale dell’economia italiana che si potrà posizionare lungo un sentiero di crescita maggiore. Nel dettaglio, le ipotesi sono due:

  • scenario A: si ipotizza nel 2022 una ripresa con un tasso di crescita del PIL del 4,2% e per gli anni successivi si prevede un ritorno a un sentiero di crescita tendenziale meno sostenuto. Questo scenario è quello pubblicato nelle previsioni formulate dal Fondo Monetario Internazionale nel World Economic Outlook dell’ottobre 2021;

  • scenario B: più favorevole, ha come riferimento il quadro programmatico del Governo pubblicato nella Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (NADEF) a settembre 2021, che incorpora gli effetti sull’economia italiana anche degli interventi legati alle risorse del Piano Next Generation EU. Lo scenario programmatico del NADEF prevede una crescita economica del 4,7% nel 2022, del 2,8% nel 2023 e dell’1,9% nel 2024, grazie ad un impiego efficiente delle risorse europee che porterebbero l’economia italiana a crescere ad un tasso tendenziale sensibilmente superiore alle media degli ultimi anni.

LE PROFESSIONI PIÙ RICHIESTE

All’interno del report sulle nuove assunzioni 2022 2026 vengono fornite stime sulle principali categorie di professioni e i settori più richiesti nel prossimo quinquennio. In particolare spiccano le:

  • 1) professioni specialistiche e tecniche;

  • 2) professioni impiegatizie e dei servizi;

  • 3) operai specializzati e artigiani.

Ecco una tabella riassuntiva dei fabbisogni previsti nel periodo 2022-2026 per grandi gruppi professionali:

Fabbisogni previsti nel periodo 2022-2026 per grandi gruppi professionali

1) PROFESSIONI SPECIALISTICHE E TECNICHE

Nello rapporto, tra le professioni specialistiche, il tasso di fabbisogno più elevato risulta per:

  • ingegneri, stimato tra il 4,5% e il 5,1%;

  • specialisti della formazione e della ricerca (professori, esperti dei progetti formativi, insegnanti, ricercatori) con un tasso del 4,5-4,8%, e per cui si prevede anche un ampio fabbisogno in termini assoluti (300-320.000 unità nel quinquennio).

In questa tabella sono riportate le specifiche previsioni:

Report professioni specialistiche e tecniche 22-26

2) PROFESSIONI IMPIEGATIZIE E DEI SERVIZI

Tra gli impiegati e le professioni qualificate commerciali e dei servizi emergono nel rapporto, per maggiore dinamicità quelle dei servizi sanitari e sociali, quali gli addetti all’assistenza e gli operatori socio-assistenziali. Per loro, il tasso medio di fabbisogno raggiunge l’8,4-8,5%. La crescita di queste figure è legata, ancora una volta, alla pandemia, ma soprattutto al fenomeno incontrovertibile dell’invecchiamento della popolazione. In questa tabella sono riportate le specifiche previsioni:

Report professioni impiegatizie e dei servizi 22-26

3) OPERAI SPECIALIZZATI E ARTIGIANI

Le professioni più dinamiche tra gli operai specializzati sono conduttori di macchine movimento terra, sollevamento e maneggio dei materiali, con un tasso di fabbisogno tra il 4,7% e il 5,4%. Sono richiesti soprattutto dalla filiera delle costruzioni e infrastrutture, per cui è prevista una forte crescita nei prossimi anni. Emerge prepotentemente il ruolo di questa filiera anche nel fabbisogno di 230- 240.000 figure tra:

  • artigiani e operai specializzati delle costruzioni e nel mantenimento di strutture edili (4,2-4,6%);

  • addetti alle rifiniture delle costruzioni (3,9-4,2%);

  • gli addetti dell’industria estrattiva e nella manutenzione degli edifici (3,6-3,8%).

Si stima anche una ripresa del settore della logistica e distribuzione. In questa tabella sono riportate le specifiche previsioni:

Report artigiani e operai specializzati 22-26

LA CRESCITA E IL FABBISOGNO OCCUPAZIONALE DI ALTRI SETTORI

Dall’analisi settoriale, per commercio e turismo, dopo un biennio in forte sofferenza, si stima una domanda di 750-860.000 occupati nel quinquennio successivo.
Invece, emerge per finanza e consulenza un fabbisogno di 490-547.000 occupati, l’espressione più evidente del driver della digitalizzazione e innovazione. Le altre filiere che potranno esprimere ampi fabbisogni occupazionali tra 2022 e 2026 sono:

  • formazione e cultura (515-553.000 unità);

  • salute (498-502.000 unità).

Infine, i settori industriali vedranno un’intensa crescita dello stock di occupati grazie al traino degli investimenti del PNRR.

NUOVE COMPETENZE PER LE ASSUNZIONI 2022 2026

Le imprese, secondo il report di Unioncamere e dall’ANPAL hanno intrapreso la ricerca di competenze green, ma anche digitali, per dare slancio alla ripresa economico finanziaria. Sembrerebbe che i processi di transizione verde e digitale avranno un peso rilevante nel mercato lavoro.

1) COMPETENZE GREEN

Le competenze green saranno sempre più pervasive nei diversi settori e profili professionali. Si stima che tra il 2022 e il 2026 le imprese e il comparto pubblico richiederanno il possesso di attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale a 2,4-2,6 milioni di occupati. Per il 60% di questi tale competenza sarà necessaria con importanza elevata. Inoltre, sempre nel quinquennio, la stima del fabbisogno di personale con competenze digitali di base è compresa tra 2,1 e 2,3 milioni di occupati. Mentre la domanda di figure in possesso di almeno due e-skill a livello elevato è stimata tra 875.000 e 960.000 unità. Le competenze green sono già ritenute strategiche principalmente per i profili legati all’edilizia e alla riqualificazione abitativa, quali tecnici delle costruzioni, ingegneri civili e installatori di impianti. Ciò vale anche per ingegneri elettronici e delle telecomunicazioni, tecnici e gestori di reti e sistemi telematici e tecnici chimici.

Per realizzare la transizione verde emergerà la necessità di specifiche professioni, green jobs, soprattutto nei settori individuati come prioritari. Ad esempio l’architetto sostenibile, il progettista di manufatti edilizi sostenibili, l’installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale nelle costruzioni, l’esperto in tecnologie di impianti o componenti per motori elettrici nella meccanica. Inoltre, altri green jobs potranno diventare sempre più strategici all’interno delle organizzazioni. Ad esempio, vi sono l’informatico ambientale, che sarà chiamato a sviluppare software e applicazioni dedicate all’ambiente, l’avvocato ambientale, il mobility manager, l’energy manager, l’ecodesigner, l’esperto di acquisti verdi, l’esperto di marketing ambientale etc.

2) COMPETENZE DIGITALI

Oltre alla transizione green, anche quella digitale è cruciale nel prossimo quinquennio, per gestire in maniera opportuna il mercato del lavoro. La transizione digitale è infatti, un altro pilastro fondante del PNRR che va messa in atto e grazie a cui la popolazione acquisisce sempre più consapevolezza digitale. Inoltre, le pubbliche amministrazioni e le imprese sono indotte a un miglioramento dei servizi forniti. Infine, il sistema educativo si organizza per coprire le esigenze di sviluppo delle competenze digitali. A tal fine è stato previsto dal Governo Italiano un programma di formazione specifico per le PA che vi spieghiamo in questo articolo, nonché il cosiddetto “Decreto Nuove Competenze” con direttive specifiche sul digitale e sulla formazione per le nuove professioni (e non solo), con strumenti come:

TITOLI DI STUDIO PIÙ RICHIESTI

Per le assunzioni 2022 2026 il fabbisogno di laureati da parte del sistema economico dovrebbe attestarsi intorno a 1,2 milioni di unità, per una media annua che potrà variare tra 230.000 e 246.000 unità. Con riferimento all’ammontare medio annuo del fabbisogno di laureati tra il 2022 e il 2026, la quota maggiore riguarderà i laureati dell’area economica-statistica, con una domanda compresa tra 40.000 e 45.000 unità in media annua, in buona parte determinata dalla filiera della consulenza e della finanza. In questa tabella vi è la previsione sul fabbisogno di laureati e offerta di neolaureati per indirizzo nel periodo 2022 2026:

Titoli di studio più richiesti per indirizzo nel periodo 2022 2026

Invece, nel quinquennio di previsione 2022-2026 il fabbisogno di occupati con un titolo di livello secondario o post-secondario (diploma o professionale) dovrebbe attestarsi intorno a 1,6-1,8 milioni, pari a una media annua che potrà variare tra circa 320.000 e 350.000 unità. Tra i principali diplomi che saranno richiesti nel prossimo quinquennio emergono:

  • l’indirizzo amministrativo, con una stima compresa tra 78.000 e 87.000 diplomati all’anno, dove un quarto di questo fabbisogno è richiesto dalla filiera commercio e turismo;

  • il gruppo industria e artigianato, con una domanda tra 69.000 e 78.000 unità (per quasi il 50% nell’indirizzo della meccanica, meccatronica ed energia e per oltre il 20% nell’elettronica e elettrotecnica);

  • licei (60-65.000 unità all’anno);

  • l’indirizzo socio-sanitario (intorno alle 33.000 unità annue).

In questa tabella vi è la previsione sul fabbisogno di diplomati per indirizzo nel periodo 2022 2026:

Previsione sul fabbisogno di diplomati per indirizzo nel periodo 2022 2026

Per quanto riguarda l’Istruzione e la Formazione Professionale regionale (IeFP), i fabbisogni più rilevanti nel quinquennio di previsione si rilevano per gli indirizzi:

  • meccanici (23-27.000 all’anno);
  • edile-elettrico (21-24.000 unità dovute alla domanda della filiera costruzioni e infrastrutture).

In questa tabella vi è la previsione sul fabbisogno di qualificati per indirizzo nel periodo 2022 2026:

Previsione sul fabbisogno di qualificati per indirizzo nel periodo 2022 2026

Il confronto tra domanda e offerta di neolaureati mostra per il quinquennio potenziali situazioni di carenza nell’offerta nel campo medico sanitario, nei diversi ambiti STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) e per l’area economica. Le stime evidenziano che domanda e offerta non combaciano per l’istruzione e formazione professionale (IeFP).

L’attuale offerta formativa complessiva è in grado di soddisfare solo circa il 60% della domanda potenziale, con situazioni maggiormente critiche per gli indirizzi della meccanica, della logistica e dell’edilizia.

QUANTO CRESCERÀ L’OCCUPAZIONE DAL 2022 AL 2026?

Nel rapporto sulle nuove assunzioni 2022 2026 si prevede un fabbisogno occupazionale complessivo compreso tra 4,1 e 4,5 milioni di lavoratori, di cui 1,3-1,7 milioni di unità determinate dalla componente di crescita economica. Dunque, un’occupazione più alta del 3,2% rispetto allo scenario base. Nel complesso ci sarebbero circa 750.000 occupati in più, metà delle quali sarebbero composte da donne. Ciò, grazie all’impatto dei diversi interventi messi in campo dal Governo e, in particolare, dal piano finanziato dall’Unione Europea, il PNRR e il REACT UE.

FABBISOGNI OCCUPAZIONALI 2022 2026

La previsione di crescita dell’occupazione per effetto dell’espansione economica tra il 2022 e il 2026 stando al report, è compresa tra 1,3 milioni e 1,7 milioni a seconda dello scenario considerato.

Nel dettaglio, l’expansion demand (ovvero l’espansione della domanda) dei dipendenti dei settori privati potrà variare tra 945.000 e 1,3 milioni nel quinquennio, mentre per i lavoratori autonomi si stima un aumento dello stock tra 305.000 e 418.000 occupati. Per i dipendenti pubblici di circa 44.000 unità.
È opportuno anche richiamare che il fabbisogno occupazionale dei vari settori è determinato, oltre che dal saldo atteso dello stock, dalla necessità di sostituzione di addetti in uscita per pensionamento o mortalità. Tale “replacement” viene stimato per il quinquennio in oltre 2 milioni e 800.000 unità.
La somma algebrica dell’expansion demand e della replacement demand dà luogo ai fabbisogni previsti per il periodo 2022-2026, che ammonteranno complessivamente ad oltre 4 milioni e 120.000 unità nello scenario A e a quasi 4 milioni e 550.000 unità nello scenario B. Nel dettaglio:

  • i dipendenti privati copriranno più della metà del fabbisogno, con una quota stimata tra il 55% e il 57%;

  • gli indipendenti più di un quarto del totale (26-27%);

  • il peso del comparto pubblico potrà variare tra il 17% e il 19%.

Circa il 75% della domanda di occupati sarà espressa dai settori dei servizi, con un fabbisogno stimato di 3,1-3,3 milioni di unità tra il 2022 e il 2026. Intanto, la richiesta dell’industria ammonterà a 913.000 – 1 milione e 58.000 occupati.

Ecco la previsione dei fabbisogni occupazionali previsti per il periodo 2022-2026 per componente, filiera settoriale e ripartizione territoriale:

Previsione dei fabbisogni occupazionali previsti per il periodo 2022-2026

IL FABBISOGNO OCCUPAZIONALE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL 2022 2026

Il fabbisogno occupazionale complessivo nella PA tra il 2022 e il 2026 è stimato intorno alle 770.000 unità e sarà determinato per il 94% dalla componente di sostituzione, che dovrebbe riguardare oltre 726.000 dipendenti nel quinquennio di previsione. Mentre lo stock occupazionale dovrebbe aumentare di circa 44.000 occupati rispetto al 2021.

Si stima che nel periodo 2022 2026 l’espansione occupazionale della PA sarà ampiamente dedicata ai servizi generali della Pubblica Amministrazione. Parliamo di oltre 30.000 dipendenti, pari a un peso del 76%. I settori interessati sono soprattutto quello della Giustizia, mentre per l’Istruzione si stima una crescita di oltre 13.000 dipendenti. Sulla componente della sostituzione del settore pubblico tra il 2022 e il 2026 incideranno le richieste di sostituzione dei dipendenti dei servizi generali (oltre 286.000), seguiti dalla domanda per turnover nell’istruzione (242.000 unità) e nella sanità (198.000 unità).
L’elevata necessità di turnover della PA potrà essere un’opportunità per rafforzare e riqualificare il capitale umano pubblico grazie all’aggiornamento delle competenze e delle conoscenze dei dipendenti. Ciò sarà possibile grazie ai fondi PNRR e ai nuovi programmi di formazione per i dipendenti pubblici su cui vi consigliamo di leggere questo approfondimento.

LE AZIENDE CHE ASSUMONO DAL 2022 AL 2026

Diverse grandi aziende italiane, alla luce degli investimenti europei e nazionali, nonché forti degli aiuti economici e le agevolazioni degli ultimi tempi, hanno già programmato importanti piani di assunzioni per il 2022 e gli anni successivi. Infatti, vi sono in cantiere numerosi progetti di sviluppo aziendale, nuove aperture e cambio del personale per turn over. Ad esempio, A2A, ATM, Primark, NTT Data, LVMH, Lidl, Tod’s e molte altre. Per maggiori informazioni sulle società che stanno cercando personale in questo momento è possibile visitare questa pagina, invece per scoprire quali imprese e gruppi hanno avviato piani di assunzione in Italia consigliamo di visitare la pagina dedicata alle aziende che assumono che viene costantemente aggiornata.

DOCUMENTI UTILI

Per conoscere tutti i dettagli sul rapporto Excelsior si consiglia di leggere il lavoro completo disponibile in questa pagina.

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