NEET: chi sono, cosa significa e quanti sono in Italia e in Europa?

La guida per comprendere chi sono i NEET, cosa significa “NEET” e quanti sono in Italia e in Europa

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Una delle più gravi emergenze che riguarda il mondo del lavoro è quella dei NEET, ossia i giovani che non studiano, non lavorano e non fanno formazione.

In Italia la misura del fenomeno ha raggiunto i primi posti tra gli Stati europei con una percentuale del 19% nel 2022, con un numero di NEET pari 5.725.000 a maggio 2023, secondo i dati ISTAT. Ben 1,7 milioni solo quelli tra i 15 e i 24 anni.

Scopriamo il significato della parola “NEET”, chi sono e quanti sono in Italia e in Europa, così sa avere un identikit completo e comprendere la portata di questo fenomeno.

CHI SONO I NEET E SIGNIFICATO DI “NEET”

I NEET sono i giovani che non studiano, non lavorano e non non ricevono una formazione. Il significato di NEET è Not [engaged] in Education, Employment or Training” la cui traduzione letterale è “Non [attive] in istruzione, in lavoro o in formazione“. Questo termine inglese si usa in tutta Europa per descrivere i ragazzi inattivi ed è un indicatore della quantità di energie e intelligenza “sprecate” dalle giovani generazioni.

All’interno del bacino dei NEET ci sono: i giovani che non hanno un impiego né lo cercano (disoccupati e inattivi) e non sono impegnati nemmeno in altre attività assimilabili e da cui ricavano una formazione, quali ad esempio tirocini, periodi di apprendistato e corsi professionalizzanti.

ETÀ DEI NEET

Quanti anni hanno i NEET? La fascia di età dei NEET a livello Europeo è generalmente compresa tra i 15 e i 29 anni ma a livello statistico il limite viene spesso ampliato fino ai 34 o 35 anni, se a questa età vivono ancora con i genitori. Generalmente il fenomeno sociale interessa la fascia di età compresa tra i 16 e i 35 anni (in quanto la scuola dell’obbligo arriva fino ai 16 anni). L’analisi ISTAT in Italia li rileva dai 15 ai 34 anni. Quindi di fatto non c’è un dato ufficiale univoco che definisce con precisione la fascia di età.

QUANTI SONO I NEET IN ITALIA E IN EUROPA

In Italia, secondo le rilevazioni ISTAT, i NEET tra i 15 e i 34 anni sono risultati circa 5,7 milioni (5.725.000) a maggio 2023. Nello specifico, sono 4.259.000 quelli della fascia d’età 15-24 anni e 1.466.000 quelli tra i 25 e i 34 anni.

L’Italia ha così raggiungo un triste record, è il paese in cui ci sono più NEET rispetto a tutti gli altri Stati dell’Unione Europea. Nel 2022, per l’Eurostat, il 11,7% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni nell’UE non era né occupato né impegnato in corsi di istruzione e formazione. Secondo dati che si riferiscono al 2023 (ultimo anno di cui sono disponibili rilevazioni consolidate, aggiornato a maggio 2023), l’Italia è il Paese europeo con una percentuale di NEET tra i propri giovani, pari al 19%. È secondo solo alla Romania (19,8%).

Ecco i dati sui NEET per i paesi dell’Unione Europea raccolti da Eurostat (2022, ultima rilevazione):

  • Romania: 19,8%;

  • Italia: 19%;

  • Grecia: 15,4%;

  • Serbia: 15,1%;

  • Bulgaria: 15,1%;

  • Cipro: 14,7%;

  • Croazia: 13,3%;

  • Spagna: 12,7%;

  • Slovacchia: 12,3%;

  • Francia: 12%;

  • Repubblica Ceca: 11,4%;

  • Lettonia: 11,3%;

  • Polonia: 10,9%;

  • Ungheria: 10,8%;

  • Lituania: 10,7%;

  • Estonia: 10,6%;

  • Finlandia: 9,5%;

  • Belgio: 9,2%;

  • Austria: 9,1%;

  • Irlanda: 8,7%;

  • Germania: 8,6%;

  • Slovenia: 8,5%;

  • Portogallo: 8,4%;

  • Danimarca: 7,9%;

  • Lussemburgo: 7,4%;

  • Malta: 7,2%;

  • Norvegia: 6,8%;

  • Svezia: 5,7%;

  • Islanda: 5,4%;

  • Paesi Bassi: 4,2%.

Fonte dati Eurostat .

GLI OBIETTIVI EUROPEI PER I NEET

Per i giovani adulti di età compresa tra 15 e 29 anni, l’Unione Europea ha fissato un obiettivo, ovvero: nell’UE i giovani né occupati, né in istruzione o formazione devono essere in percentuale inferiore al 9% entro il 2030. Alcuni degli Stati membri hanno già raggiunto questa percentuale, per altri invece c’è ancora tanta strada da fare.

In linea generale, la quota complessiva di NEET è diminuita nell’UE di 4,3 punti percentuali tra il 2012 e il 2022. Tra gli Stati membri, la riduzione maggiore dei tassi di NEET tra il 2012 e il 2022 è stata registrata in Irlanda (-12,9%) seguita da Grecia (-11,4%.), Bulgaria (-9,6%.) e Spagna (-9,5%). Ci sono stati anche due Stati membri che hanno registrato aumenti dei loro tassi di NEET dal 2012, questi paesi erano: Austria (0,9%) e Romania (0,5%.).

DATI NEET UE PER LIVELLO DI ISTRUZIONE

Stando ai dati Eurostat, nel 2022 – secondo i dati aggiornati a maggio 2023 – il tasso di NEET varia in base al livello di istruzione. Nel 2022 il tasso di NEET per i giovani di età compresa tra 15 e 29 anni nell’UE era del 13,6% tra quelli con un basso livello di istruzione, rispetto al 12,0% tra quelli con un livello medio di istruzione e all’8,0% tra quelli con un alto livello di istruzione istruzione. In particolare:

  • per le persone di età compresa tra 15 e 29 anni con un basso livello di istruzione, i tassi NEET variano  dal 5,6% nei Paesi Bassi al 31,6% in Romania nel 2022. Guardando più da vicino queste cifre, sette paesi avevano tassi di NEET più alti della media per l’UE e questi paesi erano: Slovacchia (15,1%), Ungheria (15,2%), Malta (16,0%), Spagna (17,0%), Italia (19,4%), Bulgaria (21,5%) e Romania (31,6%);

  • per le persone di età compresa tra 15 e 29 anni con un livello di istruzione medi, i tassi di NEET variano dal 3,7% nei Paesi Bassi fino a un picco del 20,3% in Italia. Per questo livello di istruzione, tre paesi hanno registrato un tasso di NEET pari o superiore al 17 % (Cipro, Grecia e Italia), mentre l’unico paese con una quota inferiore al 5,0 % erano i Paesi Bassi;

  • per quanto riguarda le persone di età compresa tra 15 e 29 anni con istruzione terziaria, i loro tassi di NEET erano in generale notevolmente inferiori rispetto agli altri livelli di istruzione. La quota più bassa è stata del 3,0% in Svezia, ma in Grecia è stato riportato un valore fino al 20,9%.

Confrontando i tre livelli di istruzione a livello di Stato membro, i tassi di NEET sono quasi sempre più alti per i giovani adulti con un livello di istruzione basso o medio rispetto all’istruzione terziaria (l’unica eccezione è la Grecia). Guardando all’altro estremo della scala, i giovani adulti con istruzione terziaria hanno registrato i tassi di NEET più bassi nel 2022 in tutti gli Stati membri dell’UE tranne sei (ovvero Lettonia, Spagna, Cechia, Croazia, Cipro e Grecia) dove sono stati riscontrati i tassi di NEET più bassi per quelli con un livello di istruzione medio (Spagna) o basso (tutti gli altri cinque Paesi).

IL PASSAGGIO DALLA SCUOLA AL MONDO DEL LAVORO

Nel tempo, il passaggio dall’istruzione al lavoro è diventato più complesso. Oggi i giovani cambiano lavoro con maggiore frequenza e impiegano più tempo ad inserirsi nel mercato del lavoro, per scelta o per necessità. È diventato più comune per gli studenti dell’istruzione terziaria lavorare part-time o stagionalmente per integrare il proprio reddito. Inoltre, è diventato più frequente che i giovani che lavorano tornino all’istruzione o alla formazione per migliorare le proprie qualifiche. Di conseguenza, la transizione dall’istruzione al mondo del lavoro è diventata meno chiara, con una percentuale crescente di studenti che lavora anche e una percentuale crescente di occupati che studia.

Secondo le rilevazioni Eurostat 2022 (fatte a maggio 2023) l’essere occupati (ma non in istruzione e formazione) aumenta con l’età, mentre è vero il contrario per l’istruzione (non occupati ma in istruzione e formazione) dove la quota diminuisce notevolmente con l’età. Inoltre:

  • nel 2022, il 12,4% dei giovani di età compresa tra 15 e 19 anni nell’UE era occupato e studiava e si è quindi avvalso di questa transizione più flessibile dall’istruzione al lavoro;

  • la quota è salita al 21,4% tra i giovani di età compresa tra 20 e 24 anni, prima di diminuire leggermente per i gruppi di età più avanzata, al 16,2% tra quelli di età compresa tra 25 e 29 anni e all’11,9% per quelli di età compresa tra 30 e 34 anni;

  • la stragrande maggioranza dei giovani di età compresa tra 15 e 19 anni nell’UE continua a frequentare l’istruzione e la formazione, formale o non informale. Pertanto, non sorprende scoprire che relativamente poche persone in questa fascia di età (5,8%) erano NEET nel 2022.

IL DRAMMA QUOTE ROSA TRA I NEET

L’analisi Eurostat 2022 sui NEET mostra che vi è una notevole differenza tra i sessi. Nel 2022, il 13,1 % delle giovani donne di età compresa tra 15 e 29 anni nell’UE erano NEET, mentre la quota corrispondente tra i giovani uomini era inferiore di 2,6 punti percentuali, al 10,5%.

Ci sono una serie di fattori che possono spiegare il divario di genere. Ad esempio:

  • le convenzioni o le pressioni sociali, che tendono a dare maggiore importanza al ruolo delle donne all’interno della famiglia e al ruolo degli uomini nel provvedere alla famiglia attraverso il lavoro;

  • il rischio di questioni relative al mercato del lavoro, quali i datori di lavoro preferiscono assumere giovani uomini piuttosto che giovani donne. Oppure il fatto che le giovani donne tendono a rientrare al lavoro dopo il parto, oppure che le giovani donne hanno maggiori probabilità di lavorare in modo poco retribuito o precario.

Nel 2022, c’erano due Stati membri dell’UE in cui la percentuale di giovani donne NEET era di almeno 10 punti percentuali superiore alla quota corrispondente per i giovani uomini. La differenza maggiore è stata riscontrata in Repubblica Ceca (11%.), seguita dalla Romania (10,9%). Tuttavia, quattro Paesi hanno tassi di NEET più elevati per gli uomini rispetto alle donne, ma in misura molto inferiore. L’Estonia ha avuto la differenza maggiore. Qui la quota degli uomini è stata del 2,7% superiore a quella delle donne, seguita da Finlandia, Lussemburgo e Belgio. Man mano che le giovani donne invecchiano, il più delle volte non sono né occupate né istruite o formate

Un’analisi delle tre diverse fasce di età dei giovani (15-19 anni, 20-24 e 25-29 anni) mostra che il divario di genere nell’UE per i NEET è aumentato in relazione all’età nel 2022. Cioè, man mano che le giovani donne invecchiano, il più delle volte non sono né occupate, né istruite o formate:

  • nella fascia di età 15 – 19 anni, gli uomini avevano una quota più alta di NEET rispetto alle donne, la differenza era di 0,6 punti percentuali;

  • nella fascia di età successiva, 20 – 24 anni, c’è uno spostamento e il tasso di NEET per le giovani donne era di 0,9 punti percentuali superiore a quello dei giovani uomini;

  • nella fascia di età compresa tra 25 e 29 anni, il divario tra i sessi è aumentato a 7,1 punti percentuali tra le persone di età compresa tra 25 e 29 anni.

Questo modello può essere collegato, almeno in parte, al numero crescente di donne che rimandano il parto, a una bassa percentuale di uomini che interrompono la carriera per aiutare a crescere una famiglia e a una serie di difficoltà incontrate dalle donne che desiderano inserirsi in un contesto professionale carriera con il loro ruolo materno. Nel 2022, il tasso di NEET per i giovani di età compresa tra 15 e 19 anni era inferiore per le donne rispetto agli uomini in tutti gli Stati membri dell’UE ad eccezione di Romania, Paesi Bassi, Irlanda, Germania, Malta, Ungheria, Slovenia, Bulgaria e Cipro.

Tra le persone di età compresa tra 20 e 24 anni il quadro era più eterogeneo e 13 Stati membri avevano un tasso di NEET inferiore per le donne rispetto agli uomini, mentre 14 Stati membri avevano un tasso di NEET più elevato per le donne. Inoltre, vi erano grandi differenze tra i paesi, i Paesi Bassi avevano solo 0,2 punti percentuali di differenza tra i sessi, mentre la Romania ha riportato la differenza maggiore. Qui il tasso di NEET delle donne è superiore di 13,3 punti percentuali rispetto al corrispondente tasso degli uomini.

DOVE VIVONO I NEET IN ITALIA

Con riferimento alla distribuzione geografica è il Sud quello con i numeri più preoccupanti. La maggior parte dei NEET vive nel Mezzogiorno (62%) contro il 39,5% che vive al Nord. Eurostat nel 2022, rispetto ai dati raccolti da INAPP e Istat e ripresi nel Piano NEET realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Giovanili nel 2019, mostra che la situazione in Italia è in divenire.

I valori più bassi aggiornati al 2021 (ma comunque elevati per la media europea) sono nella Provincia autonoma di Bolzano (10,5%), nelle Marche (12,7%), in Emilia Romagna (13,5%) e in Veneto (13,6%). Negativo anche il fatto che nel periodo 2020 2021, la percentuale di NEET è aumentata in quasi tutte le Regioni, facendo registrare rialzi in Friuli-Venezia Giulia (+38,2%), nella Provincia autonoma di Trento (+25,9%), in Umbria (+12,1%), in Liguria (+11%) e Lombardia (+10,2%). Le uniche Regioni che invece fanno registrare dati positivi, almeno per quanto riguarda l’andamento 2020 2021, sono Molise (-19,2%), Marche (-13%), Sardegna (-2,1%) e Campania (-1,1%).

L’AIUTO DEL GOVERNO PER I NEET

Il Governo ha predisposto un Piano NEET finalizzato a ridurre l’inattività dei giovani italiani con diversi interventi suddivisi in tre “macro fasi”, dall’emersione all’ingaggio fino all’attivazione. Per conoscere nel dettaglio cosa farà il Governo per aiutare i giovani che non studiano e non lavorano vi consigliamo di leggere l’approfondimento sul Piano NEET.

FONTI

APPROFONDIMENTI, ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Se siete interessati all’argomento vi consigliamo di leggere anche i nostri approfondimenti sul Piano Nazionale Nuove Competenze e sul programma GOL. Sono disponibili anche la guida sul sistema duale (alternanza scuola – lavoro per i giovani) e sul Fondo nuove competenze. Interessante anche l’elenco dei bonus per giovani attivi nel 2023. Segnaliamo anche il report sul lavoro minorile in Italia. Vi consigliamo di leggere l’interessante approfondimento su quanti sono i precari in Italia nel 2023 e nostra guida e il nostro articolo sul nuovo piano di assunzioni Neet, poveri e beneficiari di ADI.

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di Valeria C.
Giornalista, esperta di leggi, politica e lavoro pubblico.
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