Bonus mobili 2021: requisiti, importi, spese ammesse, domanda

La guida dettagliata sul bonus mobili ed elettrodomestici. Ecco a chi spetta, gli importi, le tipologie di spese ammesse e come fare domanda entro il 31 dicembre 2021

Agenzia delle Entrate

C’è tempo fino al 31 dicembre 2021 per usufruire del bonus mobili ed elettrodomestici che consiste in una detrazione del 50% sulle spese per arredare una casa ristrutturata, con un tetto massimo di 16.000 euro per il 2021.

Può essere richiesto da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia acquistando nuovi mobili e/o elettrodomestici.

Vediamo quali sono i requisiti del bonus mobili 2021, a chi spetta, gli importi, le tipologie di spese ammesse e come fare domanda con le linee guida dell’Agenzia delle Entrate ed esempi pratici.

COS’È IL BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI

Il bonus mobili è una detrazione IRPEF del 50 per cento su un importo massimo di 16.000 Euro per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

Questa misura arriva nell’ottica di rilanciare il settore della mobilia sostenendo chi sta realizzando una nuova casa. Inoltre, lo scopo è anche incentivare l’acquisto di elettrodomestici di classe energetica alta. La prima volta è stato introdotto con il Decreto Legge 4 giugno 2013, n. 63 poi è stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178,
articolo 1, comma 58). E’ gestito dall’Agenzia delle Entrate.

COME FUNZIONA IL BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI

Il bonus mobili 2021 può essere richiesto solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1° gennaio 2020. Per gli acquisti effettuati nel 2020, invece, è possibile fruire della detrazione – secondo quanto stabilito dalla precedente Legge di Bilancio – solo se l’intervento di ristrutturazione è iniziato in data non anteriore al 1° gennaio 2019.

La detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi e spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio. Per esempio, se le spese per ristrutturare l’immobile sono state sostenute soltanto da uno dei coniugi e quelle per l’arredo dall’altro coniuge, il bonus non spetta a nessuno dei due. Si ha diritto al bonus mobili ed elettrodomestici anche scegliendo in alternativa alla fruizione diretta delle detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di cedere il credito o di esercitare l’opzione per lo sconto in fattura.

A CHI SPETTA

Possono usufruire del bonus mobili ed elettrodomestici i proprietari di un immobile e dunque:

  • persone fisiche;
  • esercenti arti e professioni;
  • società di persone;
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • condomini;
  • Istituti autonomi per le case popolari;
  • società di capitali;
  • associazioni professionisti;
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

Il bonus spetta non soltanto ai proprietari degli immobili, ma anche ai titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese come i proprietari o nudi proprietari e i titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie).

ALTRI BENEFICIARI

Hanno diritto al bonus anche i locatari o comodatari, i soci di cooperative divise e indivise, gli imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce. Rientrano anche soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
Infine, se sostengono direttamente le spese, possono fruire della detrazione anche:

  • coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
  • convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016;
  • componente dell’unione civile (la Legge 20 maggio 2016, n. 76, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone delle stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili).

LIMITAZIONI

La detrazione del bonus mobili ed elettrodomestici non utilizzata in tutto o in parte non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente, né in caso di cessione dell’immobile oggetto di intervento di recupero edilizio. Questo vale anche quando con la cessione dell’immobile sono state trasferite all’acquirente le restanti rate della detrazione delle spese di recupero del patrimonio edilizio. Il contribuente potrà continuare a usufruire delle quote di detrazione non utilizzate anche se l’abitazione oggetto di ristrutturazione è ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo per usufruire del bonus.

IMPORTO MASSIMO DEL BONUS MOBILI

Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 16.000 euro spesi per per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nel 2021 (per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2020 invece il tetto è di 10.000 euro). La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.

È bene precisare che il bonus riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

QUANDO SI PUÒ OTTENERE IL BONUS MOBILI

Per ottenere il bonus mobili è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. La detrazione spetta anche quando:

  • i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio;

  • quando i mobili e i grandi elettrodomestici sono destinati ad arredare l’immobile, ma l’intervento cui è collegato l’acquisto viene effettuato su una pertinenza dell’immobile stesso, anche se accatastata autonomamente;

  • se si effettua un intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condomini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano arredi per la propria abitazione.

I LAVORI NECESSARI PER OTTENERE LA DETRAZIONE

Per ottenere il bonus mobili è necessario mettere in campo una serie d’interventi quali:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti;
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

I LAVORI CHE NON DANNO DIRITTO AL BONUS MOBILI

La guida dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito anche quali sono gli interventi che non danno diritto al bonus mobili ed elettrodomestici, ovvero:

  • quelli finalizzati all’adozione di misure dirette a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (a meno che, per le loro particolari caratteristiche, non siano anche inquadrabili tra gli interventi edilizi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia);

  • la realizzazione di posti auto o box pertinenziali;

  • i lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti come per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione d’infissi esterni, rifacimento di intonaci interni.

COME ACCERTARE LA DATA D’INIZIO DEI LAVORI

Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.

Se l’acquisto dei mobili e grandi elettrodomestici è destinato a un unico immobile facente parte di un edificio interamente ristrutturato da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, per data di “inizio lavori” si intende la data di acquisto o di assegnazione dell’immobile.

La data di avvio dei lavori può essere dimostrata, per esempio, da eventuali abilitazioni amministrative o dalla comunicazione preventiva all’ASL, se è obbligatoria. Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

GLI ACQUISTI AMMESSI AL BONUS MOBILI

Possono rientrare nella detrazione del bonus gli acquisti opportunamente certificati, fatti sia in Italia che all’estero, per:

  • mobili nuovi, come letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi d’illuminazione. È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo;

  • elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga), come rilevabile dall’etichetta energetica. L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo. Sono ammessi tra gli acquisti, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga e asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

PAGAMENTI AMMESSI PER OTTENERE IL BONUS MOBILI

Per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti:

  • con bonifico. Se il pagamento è disposto con bonifico, non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia;

  • carta di debito o credito. In tal caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto corrente;

  • finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con bonifico o carte e che il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento. In questo caso, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria.

Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei beni. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

COME RICHIEDERE IL BONUS MOBILI

Il bonus mobili può essere richiesto con l’aiuto di un CAF o del proprio consulente fiscale in tre modalità:

  • in fase di dichiarazione dei redditi, con la presentazione del modello 730 o del modello Unico. L’importo detraibile va suddiviso in 10 quote annuali d’importo pari. Per facilitare questa modalità, l’Agenzia delle Entrate ha anche messo a disposizione degli specifici modelli di dichiarazione;

  • con sconto immediato in fattura, ma in questo caso occorre pagare con bonifico postale o bancario oppure attraverso il bonifico parlante (che contiene dati dell’acquirente, partita IVA o codice fiscale del rivenditore, riferimento alla fattura d’acquisto e riferimento legge che consente il bonus);

  • mediante credito d’imposta cedibile ai soggetti autorizzati come banche, intermediari finanziari e fornitori.

L’OBBLIGO DELLA COMUNICAZIONE ENEA

Chi vuole usufruire del bonus mobili ed elettrodomestici dal 1° gennaio 2018 inoltre, deve comunicare all’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie energia sviluppo economico sostenibile) gli acquisti per alcuni degli elettrodomestici per i quali si può usufruire del bonus (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici). La mancata o tardiva trasmissione non implica, tuttavia, la perdita del diritto alle detrazioni (Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 46/E del 18 aprile 2019).
Per compilare la comunicazione, bisogna andare sul sito dell’Enea e compilare il modulo in questa sezione, disponibile solo nell’area personale del portale. Ricordate che la comunicazione deve essere presentata entro 90 giorni dalla fine dei lavori di ristrutturazione, di manutenzione straordinaria o d’interventi per il risparmio energetico.

CONTROLLI

L’Agenzia delle Entrate e l’Autorità Giudiziaria hanno diritto a effettuare verifiche e controlli su quanto dichiarato dal contribuente per ottenere la detrazione fiscale. Per la verifica e i controlli sul bonus è obbligatorio conservare i documenti quali:

  • ricevuta del bonifico;
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
  • documentazione di addebito sul conto corrente;
  • fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

RIFERIMENTI NORMATIVI E GUIDA AGENZIA DELLE ENTRATE

Legge di Bilancio 2021 (Pdf 4 Mb).
Guida Agenzia delle Entrate sul Bonus Mobili (Pdf 3 Mb).
Decreto Legge 4 giugno 2013, n. 63 (Pdf 127 Kb).

ALTRI AIUTI E COME RESTARE INFORMATI

Vi consigliamo di leggere anche la guida sul bonus condizionatori. Per scoprire altri aiuti, agevolazioni e bonus per disoccupati, persone e famiglie potete consultare questa pagina. Per restare aggiornati su tutte le novità è possibile iscriversi alla nostra newsletter gratuita e al nostro canale Telegram per ricevere le notizie in anteprima.

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