Pagamento contributi INPS a rate: come funziona nel 2026 e chi può accedere

Arrivano nuove regole per chi ha debiti contributivi con l’INPS e vuole regolarizzare la propria posizione senza dover versare tutto in un’unica soluzione

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Arrivano nuove regole per il pagamento dei contributi INPS a rate.

L’Istituto ha infatti introdotto una nuova disciplina per la rateazione dei debiti contributivi, che amplia le possibilità di accesso alla dilazione e semplifica le procedure.

La novità più importante riguarda l’estensione del numero massimo di rate concedibili, superando il vecchio sistema che richiedeva autorizzazioni ministeriali per i piani oltre le 24 rate.

In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio come funziona. 

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PAGAMENTO CONTRIBUTI INPS FINO A 60 RATE, COME FUNZIONA

Il nuovo regolamento esposto nella circolare n. 60 del 21 maggio 2026, consente il pagamento dilazionato dei debiti per contributi e accessori di legge nei casi di temporanea difficoltà economico-finanziaria.

Le rate concedibili cambiano in base all’importo del debito:

  • fino a 500.000 euro: massimo 36 rate mensili;

  • oltre 500.000 euro: massimo 60 rate mensili.

La possibilità di ottenere la dilazione riguarda però soltanto i debiti non ancora affidati all’Agenzia delle Entrate. Questo significa che il contribuente deve attivarsi prima che venga emesso l’avviso di addebito.

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CHI PUÒ CHIEDERE LA RATEAZIONE INPS

La nuova disciplina interessa aziende, autonomi, professionisti e tutti i contribuenti con esposizioni debitorie verso le gestioni amministrate dall’INPS.

La dilazione può riguardare:

  • contributi omessi o versati in ritardo;

  • somme accertate dopo verifiche ispettive;

  • contributi derivanti da comunicazioni di compliance;

  • addebiti notificati dall’INPS;

  • debiti relativi all’ex INPGI, trasferiti all’INPS dal 1° luglio 2022.

Rientrano nella rateazione anche le sanzioni civili e gli accessori di legge collegati ai contributi dovuti.

Secondo quanto chiarito dall’INPS, la difficoltà economica deve essere temporanea. L’Istituto, infatti, concede la rateazione solo se ritiene possibile un percorso di riequilibrio finanziario del contribuente. Tra le situazioni considerate valide per ottenere la dilazione ci sono, ad esempio:

  • crisi aziendali;

  • ristrutturazioni o riconversioni produttive;

  • ritardi nei pagamenti da parte di clienti pubblici o privati;

  • eventi eccezionali che abbiano inciso sulla liquidità dell’impresa;

  • esecuzione di provvedimenti giudiziari;

  • difficoltà occupazionali o produttive del settore.
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COME SI PRESENTA LA DOMANDA

La richiesta di rateazione deve essere inviata esclusivamente online attraverso il “Cassetto previdenziale del contribuente”, accedendo da questa pagina all’area dedicata ai servizi per aziende e consulenti. Durante la procedura è necessario allegare specifici moduli in formato PDF editabile:

  • modello “SC106” per tutte le gestioni contributive diverse dal lavoro domestico;

  • modello “SC80” per i lavoratori domestici.

La domanda può essere presentata direttamente dal contribuente oppure tramite un intermediario abilitato.

Uno degli aspetti più importanti della nuova disciplina riguarda l’obbligo di presentare un’unica domanda che comprenda tutti i debiti contributivi maturati nei confronti delle diverse gestioni INPS. Il contribuente dovrà quindi indicare nel dettaglio tutte le esposizioni debitorie ancora in fase amministrativa.

Il contribuente che ha già un piano di rateazione attivo può chiedere una nuova dilazione se emergono ulteriori debiti contributivi o se continuano le difficoltà economiche.

La seconda dilazione può riguardare:

  • nuovi debiti emersi successivamente;

  • contribuzione corrente maturata dopo la prima domanda;

  • ulteriori esposizioni contributive non incluse nel piano originario.

Per ottenerla, però, bisogna rispettare precise condizioni:

  • non devono esserci state revoche di dilazioni nei sei mesi precedenti;

  • il contribuente deve dimostrare che il nuovo piano può favorire il riequilibrio economico e finanziario.

L’INPS precisa inoltre che non è possibile avere più di due dilazioni attive contemporaneamente.

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COME FUNZIONA L’ISTRUTTORIA

L’INPS ha previsto tempi precisi per la gestione delle domande. La fase istruttoria dura fino a 10 giorni, periodo nel quale vengono effettuate le verifiche sulla posizione debitoria del contribuente. Successivamente, l’Istituto ha altri 10 giorni per concludere il procedimento e comunicare il piano di ammortamento.

Entro 20 giorni dalla domanda, quindi, il contribuente dovrebbe ricevere l’esito della richiesta. Per rendere effettiva la dilazione è però indispensabile pagare la prima rata entro il termine indicato nel piano inviato dall’INPS.

Il pagamento della prima rata equivale infatti ad accettazione del piano di rateazione. Se la prima rata non viene pagata, oppure viene versata solo parzialmente, il piano viene annullato e i debiti non potranno essere ripresentati in una nuova domanda di dilazione.

RIFERIMENTI NORMATIVI

GUIDA AGLI AIUTI INPS

E a proposito di agevolazioni, mettiamo a vostra disposizione la guida agli aiuti INPS, ovvero tutti gli strumenti di supporto al reddito confermati dall’Istituto per lavoratori e imprese.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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