Bonus idrico 2021: come richiederlo, come funziona, Decreto attuativo

La guida dettagliata sul bonus idrico 2021 per ottenere fino a 1.000 euro senza alcuna limitazione ISEE

acqua, idrico

E’ arrivato il via libera per il Bonus idrico 2021 con la pubblicazione del Decreto attuativo.

Firmato dal Ministro della Transizione Ecologica, il Decreto prevede un rimborso fino a 1.000 euro e senza limiti ISEE, già introdotta con la Legge di Bilancio 2021 con lo scopo di favorire il risparmio di acqua provocato da rubinetti e sanitari, ormai obsoleti.

In questa guida vi forniamo tutti i dettagli su quali sono i requisiti per ottenere il bonus idrico, quali sono le modalità di erogazione e come presentare domanda.

BONUS IDRICO, COS’È

Il bonus idrico è un contributo che prevede fino a 1000 euro di rimborso (senza limiti di ISEE) sulla spesa sostenuta per interventi di sostituzione dei vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto. La scadenza del bonus è stata fissata al 31 dicembre 2021.

Il contributo rientra in quanto previsto dall’articolo 1, comma 61, della Legge n.178 del 30 dicembre 2020 (Bilancio 2021). È disciplinato dal Decreto MITE del 27 settembre 2021. L’obiettivo è quello di spingere a perseguire il risparmio di risorse idriche, come da linee guida del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ora Ministero della Transizione Ecologica.

Le risorse arrivano dal “Fondo per il risparmio di risorse idriche”, che ha una dotazione pari a 20 milioni di euro per l’anno 2021. Non è stata ancora confermata la sua proroga per l’anno 2022. Questa misura si affianca al bonus acqua potabile, operativo dal 17 giugno 2021.

A CHI SPETTA

Possono usufruire del bonus idrico tutte le persone fisiche maggiorenni, residenti in Italia. Non vi sono limiti ISEE. Tali soggetti devono essere titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale, nonché di diritti personali di godimento già registrati alla data di presentazione dell’istanza, su edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su singole unità immobiliari.

In caso di cointestatari o titolari di diritto reale o personale di godimento, è possibile richiedere il bonus solo previa dichiarazione di avvenuta comunicazione al proprietario o comproprietario dell’immobile della volontà di fruirne. La domanda può essere presentata per un solo immobile, per una sola volta e da un solo cointestatario o titolare di diritto reale o personale di godimento.
Per ottenere il contributo queste persone devono dimostrare di aver effettuato su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari:

  • degli interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto;
  • interventi di sostituzione di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua.

COME FUNZIONA IL BONUS IDRICO

Il bonus ammonta ad un massimo di 1.000 euro e può essere richiesto una sola volta, per un solo immobile. È valido per ciascun beneficiario, per le spese effettivamente sostenute dal 1 gennaio 2021 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi di efficientamento idrico. Viene emesso secondo l’ordine di arrivo delle richieste fino ad esaurimento dei fondi stanziati. È bene precisare che il bonus idrico non costituisce reddito per chi lo ottiene e non viene considerato ai fini ISEE.

A gestire l’erogazione del bonus è in via diretta il Ministero della Transizione Ecologica che si avvale di SOGEI – Società generale d’informatica S.p.A. per lo sviluppo e la gestione della Piattaforma, CONSAP – Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A. per la gestione delle attività di liquidazione.

LE SPESE AMMISSIBILI

Le spese ammissibili sono, come previsto dall’articolo 1, commi da 61 al 64, della Legge di Bilancio 2021:

  • la fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti;

  • la fornitura e l’installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.

CUMULABILITÀ

Il bonus idrico è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale relative alla fornitura, posa in opera e installazione degli stessi beni.

COME PRESENTARE DOMANDA PER IL BONUS IDRICO

Per ottenere il rimborso i beneficiari devono presentare istanza, registrandosi su una applicazione web, chiamata “Piattaforma bonus idrico”, accessibile, previa autenticazione, dal sito del Ministero della Transizione Ecologica tra pochi giorni. Vi terremo aggiornati su quando sarà possibile presentare la domanda.

Per accedere alla Piattaforma vi è bisogno dello SPID o della Carta d’Identità Elettronica.
All’atto della registrazione, il beneficiario fornisce le necessarie dichiarazioni sostitutive di autocertificazione, rilasciate ai sensi dell’art. 47 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e in conformità al modello di istanza presente in Piattaforma, che deve contenere le seguenti informazioni:

  • nome, cognome, codice fiscale del beneficiario;

  • importo della spesa sostenuta, per cui si richiede il rimborso;


  • specifiche tecniche, per ogni bene sostituito da apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, oltre alla specifica della portata massima d’acqua (in l/min) del prodotto acquistato;

  • identificativo catastale dell’immobile (Comune, Sezione, Sezione Urbana, Foglio, Particella, Subalterno) per cui è stata presentata istanza di rimborso;

  • dichiarazione di non avere fruito di altre agevolazioni fiscali per la fornitura, posa in opera e installazione dei medesimi beni;

  • coordinate del conto corrente bancario o postale (IBAN) del beneficiario su cui accreditare il rimborso;

  • indicazione del titolo giuridico per il quale si richiede il bonus (proprietario, cointestatario, locatario, usufruttuario ecc.);

  • attestazione del richiedente ove non proprietario o comproprietario, ai sensi del DPR 445 del 2000, degli estremi del contratto da cui trae titolo;

  • attestazione, ai sensi del DPR 445 del 2000, di avvenuta comunicazione al cointestatario o proprietario, identificato altresì con nome, cognome e codice fiscale, della volontà di fruire del bonus;

  • all’istanza di rimborso deve essere anche allegata la copia della fattura elettronica o del documento commerciale di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 7 dicembre 2016 in cui è riportato il codice fiscale del soggetto richiedente il credito. Per i soggetti non tenuti ad emettere fattura elettronica, si considera valida anche l’emissione di una fattura o di un documento commerciale, attestante l’acquisto del bene, copia del versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241, accompagnata da documentazione del venditore idonea a ricondurre la transazione allo specifico prodotto acquistato, come da modello disponibile sulla “Piattaforma” .

Le istanze di rimborso, correttamente compilate e corredate dalla necessaria documentazione sono ammesse fino ad esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.
Il rimborso non sarà fornito se la richiesta risulterà incompleta di informazioni o degli allegati obbligatori.

CONTROLLI E SANZIONI

Il Ministero della Transizione Ecologica vigila, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, vigila sul corretto funzionamento dell’erogazione del bonus. Inoltre il Ministero può intervenire, anche su segnalazione da parte di SOGEI, in caso di eventuali usi difformi o di violazioni delle norme previste dal Decreto Ministeriale MITE, per la revoca e il recupero del beneficio erogato, oltre alle sanzioni previste dalla normativa vigente. Poi, il Ministero della Transizione Ecologica può stipulare convenzioni non onerose con altre pubbliche amministrazioni aventi compiti ispettivi e di controllo.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Legge di Bilancio 2021 – Legge n.178 del 30 dicembre 2020 (Pdf 4 Mb)
Dm MISE 27 settembre 2021 (Pdf 739 Kb)

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