Certificazioni linguistiche personale Scuola, nuovo decreto enti in arrivo: ecco cosa cambia

Certificazioni linguistiche valide MIM, nuovo decreto enti

Cambiano le regole per gli enti che rilasciano le certificazioni linguistiche valide per il personale della scuola.

Il 19 ottobre 2026 il Ministero dell’istruzione e del merito ha presentato ai sindacati la bozza del nuovo decreto ministeriale sul riconoscimento degli enti certificatori delle competenze linguistiche di docenti, educatori e personale ATA, destinato a sostituire il DM n. 62/2022.

La UIL Scuola chiede che le certificazioni già conseguite restino valide anche se l’ente che le ha rilasciate dovesse perdere il riconoscimento, mentre la FLC CGIL contesta l’allentamento di alcuni requisiti di accesso per gli enti.

Il testo non è ancora definitivo, dunque potrebbe subire variazioni.

In attesa del decreto definitivo, vediamo cosa prevede la bozza e cosa cambia per chi ha già una certificazione o deve ancora conseguirla.

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NUOVO DECRETO SUGLI ENTI CERTIFICATORI IN ARRIVO

Secondo quanto riferiscono i sindacati, il Ministero ha spiegato che il nuovo provvedimento nasce dai rilievi dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, secondo cui alcuni requisiti del DM 62 del 10 marzo 2022 erano troppo selettivi.

Il dato citato durante l’incontro è eloquente: nell’ultimo triennio, con le regole del 2022, gli enti certificatori riconosciuti dal MIM sono passati da 41 a 8. Meno enti significa meno sedi d’esame e meno scelta per il personale scolastico che deve certificare una lingua straniera.

L’obiettivo dichiarato della bozza è rafforzare l’affidabilità, la qualità e la trasparenza delle certificazioni. Il testo proposto dall’Amministrazione prevede, al momento, le seguenti novità per gli enti:

  • gli anni di esperienza richiesti all’ente scendono da 5 a 2;

  • l’ente potrà avere sede legale anche in un altro Paese in cui la lingua certificata non è quella madre;

  • curricula e contratti andranno presentati per un campione di 2 persone per ogni profilo professionale. Agli esaminatori è richiesto almeno il livello C1, anche se le certificazioni rilasciate arrivano fino al C2;

  • gli esami a distanza sono disciplinati con garanzie specifiche per l’identificazione dei candidati, ma le prove scritte non potranno svolgersi a casa del candidato;

  • l’iscrizione nell’elenco dura tre anni e, dal 2027, le domande di riconoscimento andranno presentate ogni anno entro il 15 Febbraio;

  • sono previsti controlli del Ministero, una relazione annuale degli enti sull’attività svolta e la cancellazione in caso di gravi irregolarità.

La bozza regola anche la corrispondenza al livello C1 di alcune lauree in lingue, precisando entro quali limiti possono essere valutate nei concorsi e nelle graduatorie.

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LE CERTIFICAZIONI GIÀ CONSEGUITE RESTANO VALIDE?

È la domanda che interessa di più a chi ha già usato una certificazione per graduatorie e concorsi. Secondo la UIL Scuola, la bozza contiene una norma transitoria per gli enti già riconosciuti, che conserveranno l’iscrizione fino alla scadenza naturale del loro periodo di validità.

Il testo presentato, però, non avrebbe una disposizione esplicita sui titoli già rilasciati. Per questo il sindacato ha chiesto di scrivere nel decreto che le certificazioni ottenute presso enti riconosciuti dal Ministero restano valide anche se in seguito cambiano i requisiti o l’ente viene cancellato dall’elenco.

Finché il decreto non sarà firmato e pubblicato restano in vigore le regole attuali: chi deve conseguire una certificazione può verificare sulla piattaforma del Ministero che l’ente sia nell’elenco degli accreditati e che il riconoscimento sia valido alla data dell’esame. Come consultarlo è spiegato nel nostro articolo sull’elenco degli enti certificatori accreditati MIM.

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COSA CHIEDONO UIL SCUOLA E FLC CGIL

I due sindacati condividono l’esigenza di certificazioni serie, ma guardano alla bozza da punti di vista diversi.

La UIL Scuola ha chiesto, oltre alla tutela dei titoli già conseguiti:

  • verifiche periodiche, anche a campione, sulla regolarità delle prove, con particolare attenzione agli esami online;

  • costi pubblicati in anticipo dagli enti, comprese le eventuali spese aggiuntive, e sedi d’esame distribuite su tutto il territorio;

  • tempi certi per le procedure di riconoscimento ed elenchi ministeriali sempre aggiornati, con il periodo di validità di ciascun ente.

La FLC CGIL ritiene invece che la bozza allarghi troppo le maglie e che il mercato alimenti la compravendita dei titoli. Per questo, il sindacato chiede di:

  • portare l’esperienza minima degli enti ad almeno 3 anni;

  • chiedere curricula e contratti per tutto il personale, o almeno per il 30%;

  • non rendere obbligatorio per gli enti l’impegno a svolgere esami a distanza, ma considerarlo solo una condizione aggiuntiva con protocolli rigorosi.

Secondo la FLC CGIL, l’Amministrazione ha giudicato condivisibile l’impostazione delle proposte e si è riservata di valutare eventuali correttivi. Bisogna ora attendere che il MIM presenti il testo definitivo per sapere se e quali proposte dei sindacati potranno essere accolte.

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QUANDO ARRIVA IL NUOVO DECRETO

Il Ministero non ha comunicato una data di pubblicazione del decreto. La bozza dovrà essere definita dopo il confronto con i sindacati e potrebbe cambiare rispetto a quanto presentato il 19 ottobre. La scadenza annuale del 15 Febbraio per le domande di riconoscimento degli enti, secondo la bozza, scatterà dal 2027. Noi vi terremo aggiornati su tutte le novità.

Per le certificazioni di inglese oggi riconosciute, con livelli e consigli su quale scegliere, è disponibile la nostra guida alle certificazioni di inglese riconosciute MIM.

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Scritto da Angela Velasquez - Coordinatrice editoriale, redattrice, esperta di concorsi pubblici, assunzioni e scuola.
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