Come superare la delusione di un colloquio di lavoro andato male?

colloquio lavoro andato male

Un passaggio che tutti devono affrontare. Il colloquio di lavoro andato male è uno degli step che nessuno vorrebbe vivere. Ma fa parte del gioco, non si può iniziare la ricerca del lavoro senza mettere in conto la possibilità di essere scartati. E di aver fatto l’ennesimo colloquio inutilmente.

Ma non si può e non è giusto parlare di passaggio inutile. Un colloquio andato male è comunque parte del bagaglio di conoscenze ed esperienze.

In questo articolo ti aiutiamo a prendere consapevolezza di quanto accaduto, per imparare il più possibile da questa delusione e riuscire così ad affrontare sempre meglio i futuri colloqui.

NON ANTICIPARE L’ESITO CONCENTRANDOTI SUL PEGGIO

Il primo passo da affrontare è la consapevolezza. Spesso il vero problema non è l’esito ma l’attesa di un’eventuale risposta. I giorni si susseguono e non arrivano notizie, una condizione che aumenta l’ansia e l’agitazione.

La preoccupazione si fa sentire perché è normale esigere un feedback dopo aver partecipato ad una selezione. Anche se è stato un colloquio telefonico.

Non disperare:

  • se sai di soffrire molto l’agitazione, nel caso in cui il colloquio si interrompa senza riferimenti in merito alle possibili tempistiche, si può sempre chiedere, prima di lasciare la sala, eventuali chiarimenti sull’esito;
  • i processi di selezione sono più complessi di quanto pensiamo quindi, se anche la risposta non dovesse arrivare nell’immediato, non darti per vinto.

COME CAPIRE SE IL COLLOQUIO È ANDATO MALE?

Mentre affronti l’attesa, ripensa al colloquio per capire se possono esserci dei segnali che sia effettivamente andato male. Ad esempio:

  • L’esaminatore chiude in modo frettoloso il colloquio, facendolo durare giusto una decina di minuti.
  • Il recruiter ti sembra distratto e ignora le risposte dopo un passaggio.
  • Dal punto di vista della postura e del linguaggio del corpo incrocia le braccia ed evita il contatto visivo.
  • Non ti hanno spiegato qual è l’iter di selezione.
  • Non ti hanno chiesto da quando saresti disponibile.
  • Non hanno elogiato in modo particolare né la posizione lavorativa né l’azienda.

In ogni caso, non anticipare subito eventuali risultati dell’incontro. Ci sono mille modi per tentare di capire se un colloquio di lavoro è andato male o bene, in realtà potrebbero esserci altrettante combinazioni per metterti fuori strada.

Durante il colloquio concentrati sulle domande, dopo aspetta l’esito. Al massimo chiedi chiarezza rispetto alle date di comunicazione.

COSA FARE SE IL COLLOQUIO È ANDATO MALE?

Due alternative: nessuna risposta dopo il colloquio o esito negativo. In ogni caso è chiaro un punto, bisogna andare avanti. Ma come?

La delusione e la frustrazione dopo un colloquio di lavoro fallito sono reazioni naturali e comprensibili. Potrebbe essere difficile accettare che si è speso tanto tempo e sforzo nella preparazione, solo per non ottenere il risultato sperato. Tuttavia, è importante non permettere che queste emozioni ostacolino la propria crescita e sviluppo professionale.

Essere scartati a un colloquio non vuol dire che la tua ricerca deve interrompersi. A volte è segno che ci può essere qualcosa di meglio. Inoltre, ogni colloquio può aiutare te a capire che cosa vuoi davvero e a fare una ricerca più mirata per una condizione lavorativa per te ottimale, senza doverti poi trovare nella condizione di rifiutare una proposta di lavoro.

C’è da dire che dopo i colloqui di lavoro finiti male bisogna rimboccarsi le maniche. In che modo? Ecco una serie di consigli utili per affrontare il tema.

RINGRAZIA SEMPRE DOPO UN COLLOQUIO ANDATO MALE

Come rispondere a un esito negativo del colloquio? È buona norma non solo rispondere, ma soprattutto farlo con educazione e propensione all’accordo. Una prova di lavoro andata male non vuol dire rinunciare ad avere relazioni con l’azienda che ha scartato la candidatura. Anzi, è una valida occasione per alimentare il proprio networking.

Forse la verità è che il colloquio non è andato male, ma sono intervenuti altri fattori:

  • potresti semplicemente essere inadeguato per quella specifica posizione, ma essere stato apprezzato dal selezionatore;
  • potrebbe esserci stato qualcun altro più in linea di te con le esigenze dell’azienda;
  • potrebbero esserci stati degli impedimenti oggettivi, come ad esempio la necessità da parte dell’azienda di avere una persona disponibile da subito, mentre tu sei vincolato a dare un preavviso all’azienda presso cui ancora lavori.

In questi casi, in futuro potrebbero aver bisogno della tua figura: ringraziare con educazione, ricordando che sei sempre pronto a rispondere a nuove occasioni di lavoro, può essere il modo giusto per lasciare una porta aperta.

PENSA CON LA MENTE DELL’AZIENDA

Prova a cambiare il punto di vista e a metterti al posto dell’azienda. Potrebbe essere questa la soluzione per iniziare a riflettere in modo diverso rispetto al colloquio di lavoro andato male. Tu cosa avresti fatto al posto di chi ha ascoltato le tue risposte? Cerca di valutare in modo oggettivo.

Non viziare questo esercizio con quella che può essere la percezione positiva del tuo operato. Ci sono elementi che non si devono ignorare. Dove hai sbagliato? Tu cosa avresti fatto di fronte alla risposta così come l’hai presentata al pubblico che ti ascoltava? Dando una valutazione onesta a questi dubbi puoi trovare delle spiegazioni per fare un passo avanti.

CERCA DI CAPIRE PERCHÈ SEI STATO RIFIUTATO

Questa è la fase più importante per avere sotto controllo le future attività. Che sia un colloquio motivazionale o una selezione avanzata, devi cercare di fare mente locale per capire cosa hai sbagliato. A volte basta un’incertezza, ad esempio:

  • hai dato una risposta d’impulso;
  • hai dato un’immagine errata della tua persona come, ad esempio, un abbigliamento che non ti appartiene oppure non hai fatto le scelte giuste sul come vestirsi per un colloquio di lavoro;
  • hai espresso un’opinione su un tema sensibile, come ad esempio la politica;
  • hai avuto delle incertezze durante un colloquio tecnico;
  • durante la conversazione è emerso che hai gonfiato qualcosa sul tuo curriculum. Ad esempio, hai indicato un livello B2 di inglese ma, durante il colloquio in inglese, balbettavi.

Analizzare i propri errori ha il solo obiettivo di non commetterli nuovamente, quindi non farlo per colpevolizzarti ma solo per migliorare alla propria occasione.

RICOMINCIARE SUBITO CON ALTRI COLLOQUI DI LAVORO

Il passo fondamentale: riprendere il ritmo senza perdere di vista l’obiettivo. Fare tanti colloqui di lavoro può essere sfibrante, soprattutto se le sedi si trovano lontano da casa e in altre regioni d’Italia, ma l’esito di un incontro andato male (o addirittura non comunicato) non deve trasformarsi in freno.

Essere scartati a un colloquio può diventare motivo di delusione, soprattutto se è l’ennesimo rifiuto d’incarico, ma non bisogna mai concentrarsi sulle risposte negative come un giudizio verso la propria identità. E riflettendo sugli errori puoi solo migliorare.

Ma non bisogna fermarsi, altrimenti si rischia di restare vittima di una sorta di blocco, col rischio di aumentare la propria frustrazione e di perdere opportunità importanti.

COME TRASFORMARE L’AMAREZZA IN VOGLIA DI RICOMINCIARE

Bisogna guardare verso il futuro ed evitare di soffermarsi su quelle che sono state le incertezze e le valutazioni errate in fase di colloquio.

Il punto più importante è stato già citato: non bisogna considerare il rifiuto come una valutazione sulla persona. Anche se è stato un incontro sbrigativo, intorno ai 10 minuti, non vuol dire che hai ricevuto una sentenza su tutto ciò che puoi fare per trovare lavoro.

Anzi, il modo migliore per trasformare l’amarezza in nuova grinta e lena per ricominciare a trovare lavoro deve essere proprio questo. Devi concentrarti sul miglioramento che puoi mettere in campo per presentarti nel miglior modo possibile al prossimo incontro.

Magari attivando i consigli per superare un colloquio di lavoro con successo, come ad esempio:

  • Informarsi sull’azienda prima di arrivare all’incontro;
  • Curare l’abbigliamento;
  • Arrivare puntuali;
  • Evita di parlare male di altre persone;
  • In caso di colloquio tecnico, prepararsi sugli argomenti della selezione;
  • Ragiona su possibili domande trabocchetto che potrebbero farti;
  • In caso di colloquio in lingua, fare delle simulazioni nei giorni precedenti;
  • Prepara delle domande da fare al recruiter a fine colloquio: dimostrano interesse.

Guardando al tuo colloquio come ad un’esperienza da cui trarre insegnamento, potrai affrontare al meglio tutte le successive selezioni.

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