Mobbing sul Lavoro: che cos’è e come tutelarsi

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Che cos’è il Mobbing? Come riconoscerlo? Quali sono le sue conseguenze? Come tutelarsi? Ecco tutte le informazioni utili su questa importante tematica del mondo del lavoro.

CHE COS’E’ IL MOBBING

Prima di tutto è fondamentale conoscere il significato del termine “Mobbing”. L’etimologia della parola risale al verbo inglese [to] mob, cioè «assalire, molestare». Quindi con Mobbing si intende i comportamenti violenti che un gruppo rivolge ad un suo membro. In relazione all’ambito lavorativo, è definito come una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro, esercitata attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte di colleghi o superiori. In poche parole, un atteggiamento che impedisce alla vittima di lavorare o di svolgere serenamente la propria attività. Tale comportamento può anche essere messo in atto da persone che abbiano una certa autorità sulle altre (ad esempio capi area, responsabili, direttori), in tal caso si parla di bossing.

Questa condizione di persecuzione psicologica sull’ambiente di lavoro ci è nota da più di un secolo. Infatti il primo a parlare di Mobbing è stato lo psicologo svedese Heinz Leymann già alla fine dell’800. In Italia, la tematica è stata introdotta dallo psicologo tedesco Harald Ege, che per primo nel 2002 ha pubblicato un metodo per identificare il fenomeno e i suoi danni tramite il riconoscimento di 7 parametri (il cosiddetto metodo Ege).

COME E PERCHÈ NASCE IL MOBBING?

La stessa logica che oggi ispira certi valori e criteri organizzativi può essere terreno fertile per la violenza psicologica. La competizione per il raggiungimento degli obiettivi e gli stimoli per migliorare la produzione possono essere dei punti di partenza di un atteggiamento negativo che può sfociare nel Mobbing. Ci sono poi da considerare anche altri aspetti non propriamente professionali, che rientrano nella sfera delle relazioni umane e delle loro varie sfumature (antipatia nei confronti della vittima, simpatia per colui/colei che potrebbe potenzialmente sostituire la vittima, etc.).

Il Mobbing avviene perchè nessuno lo impedisce. Gli spettatori non tentano di fermare chi mette in atto il Mobbing e, con il loro silenzio, lo favoriscono. Il motivo di tale comportamento è facilmente intuibile: la paura. Paura di essere coinvolti, di avere ritorsioni di qualche genere o addirittura di perdere il lavoro. Possiamo quindi dire che vi è una specie di omertà professionale che non solo favorisce la nascita del Mobbing, ma facilita anche la sua evoluzione.

COME SI RICONOSCE?

Rinoscere il Mobbing non è semplice. In genere, per rientrare nella definizione di Mobbing le azioni compiute dovrebbero:
– ripetersi per un lungo periodo di tempo;
– reiterarsi in modo sistematico e continuato;
– avere uno scopo preciso, quindi essere azioni intenzionali (magari anche premeditate).

Il mobbizzato (come viene definita la vittima) viene letteralmente accerchiato e aggredito volontariamente da aggressori (detti mobber) che mettono in atto strategie comportamentali volte alla sua distruzione psicologica, sociale e professionale. I rapporti sociali diventano conflittuali e sempre più rari, portando la vittima all’isolamento e all’emarginazione totale.

Ogni situazione è a sé stante, ma i vari casi hanno dimostrato che nel Mobbing esiste una costante: la vittima è sempre in una posizione inferiore rispetto ai suoi avversari. Ovviamente l’inferiorità non è legata all’intelligenza o alla cultura del mobbizzato, ma al suo status nel contesto lavorativo. Ed è proprio lo status ad essere intaccato per primo durante il periodo di tempo in cui si subisce Mobbing, un periodo in cui la vittima perde gradatamente la sua posizione iniziale. Gli elementi che vengono meno sono:
– la sua influenza;
– il rispetto degli altri verso di lui/lei;
– il suo potere decisionale;
– l’entusiasmo nel lavoro;
– la fiducia in se stesso;
– gli amici;
– la salute;
– la sua dignità.

La vittima di queste vere e proprie persecuzioni si vede emarginata, calunniata, criticata. Le vengono affidati compiti dequalificanti: viene spostata da un ufficio all’altro oppure viene sistematicamente messa in ridicolo di fronte a clienti o superiori. Nei casi piú gravi si arriva anche al sabotaggio del lavoro e ad azioni illegali. Lo scopo è sempre il medesimo: eliminare una persona divenuta in qualche modo “scomoda”, inducendola alle dimissioni volontarie o provocandone un motivato licenziamento

Per maggior chiarezza, di seguito degli esempi pratici di comportamenti vessatori:
– sottrazione ingiustificata di incarichi o della postazione di lavoro;
– dequalificazione delle mansioni a compiti banali (fare fotocopie, ricevere telefonate o compiti con scarsa autonomia decisionale);
– rimproveri e richiami, espressi in privato ed in pubblico, anche per banalità;
– dotare il lavoratore di attrezzature di lavoro di scarsa qualità o obsolete (arredi scomodi, ambienti male illuminati, pc mal funzionanti) così da rendere difficile lo svolgimento del lavoro;
– interrompere il flusso di informazioni necessario per l’attività (chiusura della casella di posta elettronica, restrizioni sull’accesso a Internet);
– continue visite fiscali in caso malattia.


BOSSING

Si definisce Bossing quella forma di Mobbing compiuto dai superiori o dai dirigenti dell’azienda, quasi sempre con lo scopo preciso di indurre il dipendente alle dimissioni. Grazie al lavoro secolare dei sindacati, al giorno d’oggi i diritti dei lavoratori sono molto tutelati, quindi per un’azienda è difficile licenziare qualcuno senza problemi. Tuttavia, soprattutto in tempi di crisi, molte aziende sono costrette a ridurre il personale; in questi casi il Bossing diventa un metodo per raggiungere gli obiettivi prefissati (licenziamento o riduzione del personale) senza interferenze da parte dei sindacati. Si può definire una vera e propria strategia aziendale.

CONSEGUENZE DEL MOBBING

Le conseguenze negative del Mobbing non coinvolgono solo la vittima, come verrebbe naturale pensare, ma vanno a intaccare l’azienda. Infatti i danni ricadono anche sulla serenità e produttività dell’ambiente in cui è consumato il Mobbing.

Partiamo dal punto di vista del mobbizzato: per la vittima le prime immediate conseguenze del Mobbing sono i problemi di salute legati alla somatizzazione della tensione nervosa. Tra i possibili sintomi troviamo:
– palpitazioni;
– tremori;
– difficoltà respiratorie;
– problemi di espressione;
– sudorazione fredda;
– dermatite e problemi cutanei;
– cefalea;
– gastriti e disturbi digestivi.

Un’altra sfera dell’esistenza che risente dello stress è il sonno: incubi, sonno interrotto, insonnia. La pressione psicologica, poi, può portare a disturbi più evidenti ed invasivi come:
– annebbiamento della vista;
– difficoltà di memoria e di concentrazione;
– capogiri e svenimenti.
Ansia, esaurimento nervoso, depressione, insonnia, nevrosi, isolamento sociale, attacchi di panico. Questi i risultati del Mobbing, che si espandono a macchia d’olio nelle altre sfere della vita del mobbizzato intaccando l’umore, le relazioni familiari e sociali, la capacità di affrontare le incombenze quotidiane, fino a incidere sulla voglia di continuare a vivere, portando anche al suicidio nei casi più gravi.



Per l’azienda il Mobbing ha effetti ugualmente devastanti, principalmente sul piano economico: se una persona è vittima di Mobbing le sue prestazioni lavorative saranno inferiori per via di tutti i disturbi sopra indicati. La mancanza di serenità sul posto di lavoro, sommata ai problemi di salute elencati, portano ad un minore rendimento della risorsa e quindi ad una perdita economica per l’azienda.

Inoltre, al di là delle questioni legate ai costi, per le aziende ci sono gravi conseguenze anche sul piano sociale: se i dipendenti si dimostrano scontenti delle condizioni di lavoro a cui sono sottoposti e ne parlano al di fuori delle mura aziendali, l’immagine della ditta ne risente inevitabilmente e la concorrenza può approfittarne.

MOBBING SUL LAVORO: COME TUTELARSI

A chi può rivolgersi una persona che subisce Mobbing? In Italia purtroppo non esistono centri di competenza in grado di supportare un lavoratore vittima di vessazioni sul lavoro, quindi il mobbizzato può trovare sostegno in amici, parenti, colleghi etc., ma difficilmente troverà un supporto professionale. La soluzione ideale sarebbe offrire all’interessato sostegni utili per affrontare la situazione: un supporto di tipo sociale e uno di tipo legale.

Da diversi anni vengono presentati alcuni disegni di legge, ma nessuno di questi è mai stato approvato in legge. Dal punto di vista legale, quindi, in Italia non esiste una legislazione specifica relativa al Mobbing, ma le azioni e le conseguenze del Mobbing possono rientrare in altre fattispecie di reato. Non essendoci leggi apposite, per tutelare la vittima di Mobbing la legge italiana fa riferimento a diversi articoli della Costituzione, che accennano ai diversi comportamenti che caratterizzano il Mobbing e che rientrano in fattispecie contemplate da vai articoli del codice penale italiano, come l’abuso d’ufficio, percosse, lesione personale volontarie, atti persecutori (in inglese Stalking), ingiuria, diffamazione, abusi sessuali, minaccia, molestie.



Ad esempio, la più frequente azione da Mobbing consiste nel dequalificare il lavoratore per demotivarlo e costringerlo alle dimissioni. Sul piano giuridico, il demansionamento è vietato perché costituisce sempre lesione del diritto fondamentale alla libera esplicazione della personalità del lavoratore nel luogo di lavoro, tutelato dagli art. 1 e 2 della Costituzione. Quindi il danno che ne deriva è suscettibile di risarcimento.

A parte le norme generali a tutela della persona (contenute nell’art. 2 e 3 della Costituzione), vi sono anche altre norme che tutelano l’individuo nella realtà lavorativa, ad esempio:
– Art. 32, che riconosce la tutela della salute come diritto fondamentale dell’uomo;
– Art. 35, che prevede la tutela del lavoro in tutte le sue forme;
– Art. 41, che vieta lo svolgimento della attività economica privata se esercitata in contrasto con l’utilità sociale o qualora rechi danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana.
Inoltre, la legge italiana disciplina anche il risarcimento del danno biologico, cioè la lesione dell’integrità fisica della persona (ad esempio i danni alla salute), situazione molto frequente in casi di Mobbing. Sono invece maggiori le difficoltà per ottenere il risarcimento del danno morale, poiché più complesso da dimostrare.

Altro aspetto disciplinato dal Legislatore ed importante ai fini del Mobbing, è costituito dalla normativa in tema di sicurezza sul lavoro, dettata dal decreto legislativo n. 81/2008. La materia della sicurezza sul lavoro cita indirettamente il tema del Mobbing, poiché definisce il concetto di “salute del lavoratore” come “assenza di malattia o d’infermità”, ma anche come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”. Partendo da questo presupposto, il datore di lavoro ha l’obbligo, non solo di non evitare condotte negative che possano minare alla salute psico-fisica del lavoratore, ma anche di creare un ambiente lavorativo sereno così da prevenire e proteggere la salute e la sicurezza di quest’ultimo.

COSA FARE IN PRATICA

Cosa è consigliato fare in caso di Mobbing? Rivolgersi ad un legale per avere una consulenza e rivolgersi ad enti di supporto, se sono presenti nella propria città. Ad esempio alcune Organizzazioni Sindacali offrono un sostegno in termini di consulenza e anche di assistenza legale. Esistono anche studi giuslavoristi specializzati in mobbing e discriminazioni lavorative. In caso di reati penali è indispensabile rivolgersi ad un Avvocato penalista.






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46 Comments

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  1. Recentemente sono stato convocato dal presidente della società dove faccio l’operaio: ha chiesto a me e ad un mio collega di licenziarci per essere riassunti con passaggio diretto ad un’ altra società del gruppo.
    Ho colto l’occasione per parlare di “crescita”…l’avessi mai fatto!!
    In quella sede, in presenza di direttore e del mio diretto superiore, mi viene detto lapidariamente che l’argomento è fuori luogo.
    Il giorno successivo mi chiedono di firmare, presenti solo il direttore e il capo.
    Mi hanno fatto notare la mia irriverenza e poi mi hanno massacrato di cattiverie con la cadenza di un martello.
    Alcuni esempi:
    io: lavoro qui da 5 anni
    Direttore: no tu lavori qui “solo” da 5 anni
    io: vorrei crescere
    Direttore: devi cambiare l’auto?
    io: ma?
    Direttore: Ti ho anche fatto avere un premio, etc …sempre con la cadenza del martello di un battilastra.
    Premetto che da poco, per via di una malattia, mi è stata imposta la limitazione di lavoro dall’alto.
    Direttore: non ti posso neanche mandare sul tetto a dipingere le strisce di giallo (con ghigno finale).
    Quest’ultima cosa mi ha fatto più male della malattia stessa… il direttore, facendo fulcro sulla mia limitazione, ha vanificato ogni altra mia capacità, facendomi pesare la malattia per fare una cosa che per assurdo non rientra neanche nelle mie mansioni. Lo odio.
    Per finire, il mio capo dice la sua : pensa che fuori di qui, c’è gente che per molto meno, va in giro armato di pistola a fare la guardia notturna… era la sua storia.
    Credo che questa frase coroni l’incubo di ogni mobbizzato; accettare la crisi con rassegnazione da parte mia……dall’altra parte per fortuna che c’è la crisi, cosi non potrai chiedermi di crescere.
    Odio anche il mio capo… ma il mio lavoro mi piace.
    Oggi ho ritirato l’esito dell’ecografia all’addome: fegato notevolmente ingrossato, ma forse non c’entra niente con questa storia.
    Grazie dell’attenzione

      • Ciao e grazie del sostegno…….non contento delle risposte ricevute da direttore e capo, mi sono rivolto con la mia solita irriverenza al Presidente chiedendo di potergli parlare, quando possibile.
        Credevo ignorasse la mia richiesta, ma sbagliavo….infatti:
        Ben presto il mio capo rimprovera la mia azione, di averlo quindi scavalcato, poiché rivolgendomi al presidente, egli a sua volta era stato rimproverato( insieme al direttore), di non aver fatto un buon lavoro, di non aver usato argomenti convincenti a contrastare le mie richieste.
        Nel frattempo io ho imparato ha rispondere quello che penso, ho detto semplicemente al mio capo che per parlare ad una persona è sufficiente che questo ti dia ascolto….tant’è che pensavo che il presidente non mi avrebbe mai ricevuto.
        Dire quello che penso vuol dire anche rifiutare di fare qualcosa che non trovo giusto….questo è un problema, quindi ben presto sono stato convocato.
        Mi sono trovato al cospetto di Presidente,Direttore, il capo più l’ impiegato che fa le veci di quest’ ultimo in sua assenza, al quale ho chiesto di aver maggiore rispetto della mia persona nel momento in cui mi ha chiesto di fare dello straordinario facendomelo passare per un dovere.
        Essendo stato convocato ho chiesto gentilmente il motivo…..il presidente altrettanto gentilmente mi dice che sono stato io a chiedere di parlargli.
        Ho parlato, ho ricordato che in occasione di un nuovo contratto, avrei voluto parlare di crescita professionale ed economica, ma mi è stato negato.
        Mi è stato spiegato che quella di spostare le persone da una società all’altra è una cosa che normalmente succede nelle aziende di un gruppo…..evinco che firmare è una formalità.
        Io, che generalmente sono una persona molto disponibile, avevo già comunque accettato di licenziarmi e di essere riassunto, semplicemente perché mi è stato chiesto. Ho concluso dicendo che però ne sono conseguite tutta una serie di cattiverie, dette a ritmo di un martello di battilastra, mirate a tenere bassa la mia autostima e che ho raccontato nel precedente post. :
        lavori qui solo da 5 anni!! devi cambiare l’auto?!non posso neanche mandarti sul tetto!! fuori c’è la crisi! etc etc.
        Il Direttore, ha negato di aver detto queste cose, ha mentito!! Il capo testimone dell’accaduto si è astenuto dal parlare.
        Il risultato e che io ho travisato tutto, che devo migliorare il modo di pormi e che in attesa di una posizione aperta non avrò possibilità di crescita.
        Di tutta questa storia non mi sconvolge la bugia, quello che trovo sconvolgente è il motivo, non si parla di aver messo le dita nella marmellata, ma la consapevolezza di aver fatto bossing.
        Nelle mie notti insonni sono arrivato a pensare che questa violenza sia fisiologica, fatta perchè subita, credo di voler in qualche modo giustificare il mio carnefice, ma penso anche che ognuno di noi prima o poi avrà a che fare con la propria coscienza…..questo per me è una consolazione
        Consapevole che chiunque potrà leggere questa storia, inclusi i protagonisti, concludo invitando a fare attenzione a quelle leve il cui fulcro poggia sulle debolezze della persona, in particolare la malattia e la crisi come e successo a me. Ciao

        • Se ti piace il tuo lavoro continua a farlo, ma se vuoi migliorare la tua posizione forse non sei nel posto giusto: riusciresti a fare e a dire le cose che fanno i tuoi superiori? Io non ci riuscirei…

  2. Salve a tutti,
    da circa 8 mesi l’associazione per cui lavoro ha problemi nel pagare stipendi, fornitori e provvedere alle spese dei progetti. Attualmente abbiamo 3 mesi di stipendio arretrati più la tredicesima. Ci siamo rivolti ai sindacati ma per ora gli incontri vengono sempre rimandati, ogni volta che ci rivolgiamo all’amministrazione non riceviamo nessuna risposta e c’è silenzio totale da mesi.
    Mi chiedo se queste vessazioni psicologiche rientrino nelle cause di mobbing.

  3. Sto subendo del mobbing sul lavoro sia da parte di alcuni colleghi, che del titolare. Oggi,è il primo giorno in cui mi sono concessa un giorno di riposo per riprendermi, dalle umiliazioni e dispetti.Generalmente ho un carattere forte,ma l’ultima..(trovare dell immondizia dentro il bollitore personale ,che uso per farmi qualche tisana ,per mancanza del riscaldamento dentro il capannone).Domani penso di nuovo di non andare a lavorare.. Ma… DOPODOMANI? Non so perché mi fanno tutto questo ☹️.A chi rivolgermi?

    • Vergognoso, rivolgiti ad un avvocato esterno, e mettiti in malattia x esaurimento nervoso, prenderai di meno ma non incontrerai piu certe persone

  4. carissimi lo fanno anche a me, lavori insignificanti, bugie sul mio conto, pettegolezzi inesistenti e il capo sa ma fa finta di niente. io troppo educata e non so difendermi.
    attendo la giustizia divina a loro da fastidio che sono carina, anche se sola nella vita faccio fronte a tutto, le donne mi odiano perché sono graziosa e non volgare, gli uomini che mi vorrebbero mi trattano male perché li respingo, insomma una cattiveria immane e sono nel lavoro statale. che fare?

  5. Buona sera mi chiamo Elena sono stata chiamata a un Colloquio come Operatore sanitario,al momento la Direzione e la Responsabile mi hanno chiesto che vogliono la precisione sul posto di lavoro e la perfezione,purtroppo al inizio erano tutte le colleghe carine fini che facendo i turni di notte un utente e fuggito io ho chiamato i carabinieri,invece la mia Colega di turno a presso la macchina e andata a cercare il utente in 3 min era già tornata,dopo la Direzione mi ha fatto il verbale per il mio comportamento che dovevo tenere tutto in segreto poi ho capito che non era la prima volta che succedeva ,quindi mi ha obbligato a firmare il verbale da quel momento le mie colleghe hanno cambiato il atteggiamento hanno iniziato a farmi dispetti in modo che non riesco a rispettare i tempi,mi urlano sempre mi provocano di continuo alla fine sono richiamata di nuovo nel ufficio e mi hanno accusato che sono troppo perfezionista sul lavoro ma invece sono agressiva con le colleghe e mi voleva firmare un verbale in bianco , io sono costretta andare via faccio fatica andare al lavoro entro in ansia nessuno non mi rivolge la parola se chiedo qualcosa mi danno informazioni sbagliate poi scrivono e-mail alla direzione che svolgo attività che non fanno parte dalle mie mansioni per me è diventato un incubo mi sono chiusa dentro di me e non parlo più con nessuno,non so se posso rimediare qualcosa ma io penso che è un sistema che lo fanno tra loro per farmi licenziare da sola. Unica cosa che io lo farei subito ma perdo il diritto alla disoccupazione.Cosa mi consigliate .

  6. buongiorno a tutti vi chiedo un supporto ho una collega che mi continua a fare del mobbing e oltre tutto mi ha messo anche i colleghi che fino a poco tempo fa mi parlavano ora lei la manipolizzati a suo favore non mi fa piu’ lavorare nel senso ieri 21/05/18 volevo fare un documento il collega aveva detto lo vuoi fare tu e lei subito il detto no massimo fallo te e nel frattempo c’era anche il capo ufficio e non ha detto nulla . poi con tutto che sanno che non sto bene (tumore)
    non voglio farmi compatire per la malattia .vi chiedo solo come mi devo comportare ha scortavo la sig.ra mi ha dato anche un cazzotto in testa e sono andata anche dalla polizia e dl personale aziendale mi avevano detto che li davono una punizione sospenzione di 2/3 gg ma non mi sembra che l’abbiano fatto
    scusate del mio sfogo saluti

  7. Oltre a non esserci una legge, molte volte non si tratta di un mobbing eclatante, con azioni persecutorie e demansionamenti ufficiali, che possano essere oggetto di denuncia o riferiti a chi si occupa di queste problematiche. Può trattarsi di un mobbing più velato, tra pari, ma altrettanto in grado di rovinare la serenità e qualità del lavoro. In molti ambienti di lavoro c’è necessità di veicolare aggressività repressa sul collega scomodo, attraverso il pettegolezzo alle spalle per nn dover rendere conto del proprio comportamento lesivo e le critiche pretestuose, che contribuiscono ad etichettare negativamente la vittima e toglierle credibilità, ostacolando la sua possibilità di interagire efficacemente con i colleghi e portandola all’emarginazione poiché la maggior parte degli spettatori tende ad adeguarsi acriticamente ai giudizi espressi da chi ritengono in posizione migliore. Ma questi nn sono comportamenti facilmente rilevabili ed evitabili, anzi molte volte la reazione della vittima viene considerata motivo della loro indisposizione e nn è facile dimostrare il contrario. Poi, nonostante si tratti di comportamenti deleteri per il benessere e la dignità lavorativa, non vengono considerate azioni deplorevoli ma normali e tollerabili.

    • Hai espresso a pieno ciò che non riesco più ad esternare ormai da mesi/anni …. proprio così. Esiste il mobbing subdolo… e io lo sto provando da 3 anni ormai,con tutte le conseguenze fisiche e mentali ( che poi diventa una conseguenza/causa) … la cosa più brutta poi è l’essere i più sinceri,paladini a favore dei più deboli e passare invece da carnefici falsi ecc ed essere testimoni di continui sproloqui denigrazioni rivolti a terzi! non lo sopporto più….se potessi direi tutto ma sono di indole una persona a cui non piace creare zizzania o sparlare… e comunque vista la situazione sarei adito alle falsità nei miei confronti.

      • Il mobbing subdolo… si lo conosco. Lo vivo ogni giorno. Non riesco a capire il motivo ma mi sta rovinando la vita.
        Come si può spiegare?

        • Ma non si risolverà mai questa cosa
          Purtroppo per i lavoratori…
          Ho mille esempi ed esperienze vere di mobbing i bossing ma poi si rinuncia e si tace perché il rischio di perdere il lavoro è concreto!
          Solo nell’azienda dove lavora mia moglie il padrone, sotto falso nome perché ha già fallito, maltratta tutti e non solo ma oltre a farsela con qualche donnetta compiacente ogni tanto licenzia senza giusta causa ed anzi è un continuo appendere fogli con solleciti a lavorare nei festivi e scrive in bacheca i nomi delle assenti anche se per giusta causa… un vero filibustiere e pensare che sembra il Poldo di braccio di ferro, ma il potere fa miracoli

  8. ho 34 anni, lavoro in amministrazione per un azienda s.r.l. di napoli da oltre 2 anni e sono vittima di mobbing da parte dell’amministratore. inizialmente il comportamento era perfetto, perché dovevo entrare al posto di una signora che era tanto antipatica al capo. una volta andata via lei e’ iniziato l’incubo. decine e decine di telefonate sul mio cellulare personale, anche fuori orario lavorativo, offese quotidiane telefoniche e verbali, anche in presenza di colleghi e/o fornitori. mai un sorriso, solo trattamenti bruti, antipatici ed offensivi, quando arrivo in azienda ho il batticuore, paura di sbagliare, dimentico le cose, non riesco piu’ a gestire il lavoro ed ho cumuli di carte sulla scrivania. la mia autostima e la mia dignità bruciata (ho moglie e 2 figli). ho perso la voglia di stare con i miei amici e ho abbandonato il gruppo della partita di calcetto del venerdì sera (cosa gravissima visto che adoro il calcio e lo sport), la notte, se va bene, dormo 3 ore, ho continuamente giramenti di testa, nausee e diarrea dovute a stress e soprattutto al fatto che in azienda respiro fumi di scarico di motori, profumi di vernici epossidiche, prodotti svernicianti, diluenti, resine plastiche ed altri prodotti altamente tossici. i profumi entrano in ufficio e ci ristagnano per giorni visto che non ci sono finestre. naturalmente niente areatori, niente camere di verniciatura, si spruzza vernice così al chiuso!!! niente sicurezza sul lavoro, neanche le visite mediche di legge mi ha fatto sostenere, mentre i miei colleghi le hanno fatte. quando torno la sera a casa non riesco a dialogare con mia moglie se non di quello che ho subito durante la giornata e lei con tanta pazienza mi ascolta, chissà ancora per quanto tempo lo farà.
    scusate lo sfogo, vorrei fuggire via ma ho paura di restare senza lavoro, di non riuscire a dare futuro alla mia famiglia e soprattutto sono terrorizzato dal fatto che potrei ammalarmi gravemente.

  9. Buon gg a tutti,

    Ho letto le vs disperazioni ..io sono messo peggio di voi, e non so a chi rivolgermi.

    Dopo tre anni presso una cooperativa di Milano, che svolge internamente: bar, sala ristorazione e sala biliardi, lavorando in nero per tre anni ed essendo invalido al 70%dopo tre mesi di assunzione, oggi in data 21/04/2018, la presidente mi ha licenziato dicendo che non servo più ( insinuando ciò: se non sei in grado di lavorare , vattene via dalla ristorazione, sei la rovina di questo posto da prima che entrassi, la cooperativa faceva 30 coperti. Da quando sono subentrato, dopo tre mesi, facevo cento coperti al giorno. Ad oggi si fanno 110/120 coperti.

    Da un anno che c è il nuovo responsabile, essendo responsabile di cucina e di sala, mi ha messo dei lavoratori esternamente per mandarmi via; ha ignorato tutta la mia capacità che ho messo fino ad oggi e strumenti di lavoro personali e auto privata usata per spesa della cooperativa (spese mai retribuite). Sveglia alle 5 del mattino per recarmi ai mercato generale ed ittico non avendo il denaro disponibile per soddisfare la ristorazione.

    Al momento, tutto ciò , è accaduto chiedendo i miei diritti.. la presidente e i collaboratori di sala , criticavano tutto il mio operato portandomi alla disperazione, sbattendo il cellulare personale a terra dal nervoso, provocando dopo i vari problemi miei di salute, anche ansia , tremore , pressione alta.

    Nessuno si è degnato di darmi una bottiglia di acqua, dicendo dopo tutto ciò, deve andare fuori dai coglioni!!!

    Sto aspettando tre mesi di stipendio , e ciò influisce sul fatto che non riesco a pagare le bollette e cose varie di casa..

    Se qualcuno mi può aiutare, chiedo gentilmente dove potete indirizzarmi…in quanto sono impossibilitato a pagare L avvocato (visto mancanza stipendio).

    Nicola

    • Sto subendo mobbing da più di un anno. L’anno scorso sono finita in pronto soccorso ..e ancora continuano sono sotto cura da una psichiatra e l’ altro giorno ho subito ancora dalla moglie del titolare ..ora sono in mutua e mi sono rivolta ad un consulente del lavoro xche ne sono certa che al mio rientro ne subiro’ancora…

  10. Da 11 anni lavoro come addetta alle pulizie presso lo stesso supermercato non ho mai avuto problemi ne con i dipendenti e direttori ne con le mie precedenti ditte anzi anni fa ho avuto un premio per il mio ottimo comportamento….da pochi mesi è subentrato un nuovo direttore che mi sta rendendo la vita impossibile…impedendomi persino di prendere un caffè se i dipendenti me li offrono…mandandolo a fare un lavoro su richiesta inerente le mie mansioni dicendomi di tralasciarne un’altra e poi lamentandosi con la mia ditta perché non l’ho fatto e facendolo così richiamare dai miei capi…sono ormai ai punti che quando devo entrare al lavoro ho la trama della e forti dolori di stomaco la tensione è tanta sia fisica che mentale tanto che ho addirittura cominciato ad accusare forti mal di testa e mal di schiena….Non so più come comportarmi…lo ignoro e più che ciao e arrivederci con lui non dico ma trova sempre il modo per offendermi con gesti e atteggiamenti…anche quando fuori orario lavorativo vado a comprare…cosa posso fare?

  11. Dopo trent’anni di lavoro in una usl ho subito mobbing dai miei superiori perché segnalavo criticità sulla carenza del personale ,cosa lecita considerando che sono un coordinatore infermieristico, fino ad essere oggetto di richiamo disciplinare . attualmente sono in malattia da 4 mesi, la mia mia vita si è svuotata. I miei ricorrenti pensieri sono l’umiliazione provata , il senso di inadeguatezza e la dignità professionale lesa ad un’anno dalla pensione
    Che dire , mi sono rivolta al sindacato e l’avvocato ha inviato alcune lettere alla direzione generale ma è un muro di gomma. Il dipartimento di prevenzione mi ha fatto valutare da uno psichiatra che mi riconosce forte stress concludendo con depressione maggiore . Le mie figlie si sono rivolte ad un medico legale che dopo una serie di visite e certificati psichiatrici mi ha fatto presentare domanda di prepensionamento per inabilità legge 335/95.
    ho 61 anni e 41 anni di contributi . provo un gran dolore a vedere questa chiusura di una carriera lavorativa esercitata con tutto l’ impegno, la dedizione e professionalità..
    Quanto vorrei che ci fosse un istituto pubblico che seriamente ti ascolti e ti possa aiutare per non subire più queste angherie e abusi di potere , invece a me sembra che ci sia collusione e /o paura di sigle sindacali, RSU e RLS.

  12. Scusatemi, ho bisogno di un consiglio e forse scrivo anche per sfogarmi. L’anno scorso ho fatto un lavoro stagionale e quest’anno dovrei rifarlo.Il problema è il capo di questa ditta dove vengono confezionate le carote il capo è una donna niente di male per carità non vorrei che le donne se la prendessero.. Io ho un carattere tranquillo e difficilmente rispondo male a qualcuno lavoro faccio il mio e a volte anche quello degli altri, ma a questa signora sto sulle scatole proprio per il mio carattere. Già l’anno scorso diceva sempre che io sono sempre calmo e per lei vuol dire che non ho voglia di far nulla e a me questo sta sinceramente sulle scatole. Ieri mi chiama per fare una mezza giornata e ovviamente ricomincia con la solita storia, io non ci faccio caso poi arriva la classica goccia che fa traboccare il vaso.Una delle dipendenti mi chiede se ho la ragazza, rispondo di no aggiungendo che sarebbe difficile convivere visto che fatico a trovare lavoro, la cosa sembrava essere finita, ma la padrona deve dire la sua. Dice cosa vuoi che abbia la ragazza deve lavorare poi rincara la dose e poi con la ragazza deve darci dentro (capito in che senso) lo hai visto (rimango senza parole non me lo aspettavo) sorridendo maligna all’altra, come per dire non ha voglia di fare nulla e figurati altro . Ora io dimmi se sbaglio mi sento offeso come persona perchè questa signora ha messo in dubbio varie volte la mia voglia di fare e poi ha insinuato a mio avviso che io sia dell’altra sponda. Ora mi sa che ho cambiato idea e questa signora può andarsene …. Sono stanco di tornare a casa e stare male fisicamente o al solo pensiero che ci devo tornare.

  13. E’ un mese che lavoro in un call-center .. la mia “responsabile” (se così si può chiamare) inizialmente sembrava la persona più brava e simpatica del mondo… tutto d’un tratto questa persona è cambiata.. è solo un mese che ci lavoro e ho anche deciso di dare le mie dimissioni (sicuramente il suo scopo era di farmi arrivare proprio a questo , cioè licenziarmi io stessa)… Ha incominciato parlando indirettamente di me (nel senso che diceva che stava facendo un discorso generale ma in realtà riusciva a farti capire che era indirizzato tutto a te) davanti ai colleghi… ha cominciato a non salutarmi quando entro in ufficio (gira la faccia dall’altra parte quando le passo affianco) e tanto altro… non è bello uscire ogni giorno da lavoro con i crampi allo stomaco , gli occhi lucidi e il tremolio di una persona che sta per esplodere dal nervoso … vorrei capire se si può fare qualcosa (una denuncia ,una segnalazione) … la mia più grande preoccupazione è il fatto che licenziandomi possa dare una brutta impressione su di me in ambito lavorativo

    • Ciao. Mi dispiace molto per ciò che stai vivendo e per tutti i commenti che ho letto che purtroppo somigliano anche alla mia storia. Lavoro nella p.a. A tempo determinato, in un istituto per ciechi in cui la nuova responsabile ama riempirsi la bocca di parole come integrazione, rispetto dei diritti ecc ecc… il nostro rapporto non so bene perché non è partito bene ma ora è molto pesante.. non vedo l’ora che sia agosto X smettere di lavorare lì ma non so come resistere fino a quella data.. cerco di pensare al sorriso di mia figlia e alle bollette da pagare ma ho paura di sbiellare … comincio a non farcela più … che brutta persona… non si rende minimamente conto del male che sta facendo .. mi sento tanto sola.

  14. Ciao, spero di trovare aiuto da chiunque legga.
    Sono stato vittima di mobbing per 2 anni, poi mi sono “arreso” ed ho iniziato a fare una malattia durata 247gg che è stato il motivo del licenziamento.
    Ora sono disoccupato e non so cosa dire ai colloqui. Ero a tempo indeterminato da 14 anni, come giustifico il licenziamento se mi dovesse essere chiesto?
    Ho pensato di spiegare le motivazioni ma non vorrei bruciarmi ogni occasione che mi si potrebbe presentare. Poi vista la situazione attuale è difficile essere chiamati.
    Grazie a tutti.

    • Ciao…quindi se si finisce la malattia dovuta avviene il licenziamento? Non hai mai pensato ad una denuncia? Non mollare. Se ti dovessero chiedere qualcosa devi dire che hai avuto seri problemi di salute e che ora stai molto meglio

  15. Anche io sono stata soggetta a vari mobing inducendomi a licenziarmi. Nel mio caso erano le responsabili, in particolare del negozio Wycon a Napoli soccavo … tutti i giorni una pressione vessante!

  16. Io lo sto subendo attualmente..sono ben 29 anni che lavoro in questa azienda..ora sono stata mandata a fare un lavoro totalmente diverso dal mio..ci metto impegno..ma nonostante ciò sono stata invitata ad essere più veloce e attiva…ora ..premesso che ho 50 anni..con varie problematiche fisiche..vorrei capire …come posso andare più veloce dal momento che arrivo a fine turno letteralmente MORTA.

  17. anche se il datore di lavoro ti tratta come una cacca si deve parlare di bossing, nn ti guarda in faccia, se vuoi fare qualcosa per aiutarlo chiama un altra persona anke se tu gli stai vicino, oppure chiama un altro dipendente che fa da portavoce perche’ lui non parla personalmente con te se nn e’ questo bossing ditemi?

  18. Le persone che esercitano mobbing, solitamente sono persone insicure che si mascherano dietro il loro comportamento violento, perché si tratta di violenza psicologica ed anche fisica alcune volte. L’ho vissuto e lo sto rivivendo. In genere sono persone che non sanno collaborare sul piano lavorativo, affettivo o sociale. Tendono a schiacciare tutti quelli che li circondano per APPARIRE migliori, quando in realtà sono molto fragili. Ho notato che essere disponibili ad aiutarli, prima che lo richiedano,li destabilizza, perché li mette di fronte alla loro pochezza. L’altuismo degli altri li spiazza completamente. Devono imparare il concetto di COLLABORAZIONE e forse voi siete lì perché dovete insegnarglielo, perché loro non hanno capacità sufficienti per farlo. Ci vuole una buona dose di UMILTÀ per riuscirci, tanta PAZIENZA e AMORE cose che ho scoperto grazie a Signore Gesù che mi guida in queste relazioni per me impossibili da gestire.

    Vi auguro Buon Lavoro e Tanta Pace e Serenità in Nome di Colui che Salva: Gesù.

    • Che belle parole.
      Anche io sono vittima di mobbing .
      Non capivo nemmeno bene i primi segnali che il mio corpo mi stava dando quali palpitazioni ,eccessiva sudorazione,ansia ,estrema tristezza incubi notturni.
      Da quando è arrivata una collega ovvero 3 anni io soffro di questi sintomi.
      Ho provato a dirlo ai superiori ma non hanno mai fatto nulla anzi si preoccupano di perdere questa specie di persona che urla umilia e maltratta colleghi e bambini dato che fa la maestra .
      io sono solo un ausiliaria amo il mio lavoro e anzi adoro il bimbi ma lei mi fa vivere davvero male.
      Spero in dio ho bisogno del lavoro ma non di questa persona

  19. Mi è accaduto x la prima volta…ora mi rendo conto cosa comporti. Solo un mese ma devo abbandonare o m ammaleràei sicuramente e sono già una ex la oncologica

  20. Solo chi lo vive può capire, inItalia non se ne parla, manca una legge, ma il mobbig esiste e devasta la vita delle persone.
    Leggendo l’articolo mi ritrovo pienamente, ho iniziato a subire mobbing perchè ho segnalato cose scorette, non rinnego nulla ma ho bisogno di aiuto.
    Frequente nelle P.A.,

    • Anche io sto vivendo la tua identica situazione e non so come venirne fuori.
      Soffro di ansia attacchi di panico e mancamenti da quando sono diventata vittima di mobbing.
      Sto vivendo un incubo e non so come venirne fuori

      • Anch io sono una vittima di tanta pressione psicologica e mobbing…mi sto curando dalla psichiatra e sedute psicologiche ..solo che ansia e panico non riesco a superarlo quando ho davanti ..la persona che mi provoca tutto questo…mi rimetto in malattia e contonuo a curarmi ..ma il problema sta li..punto e basta.ansia panico vertigini tremolio ..persino fatica ad urinare ..stanchezza ecc

      • Io sento che condividendo con amici ho scoperto di essere capito e non essere solo. Penso che tutto parte dal rispetto di se stessi che piano piano giorno dopo giorno si perde. Saper dire a una persona smettila perché così mi fai male sia nel lavoro che nella vita e la cosa più importante da insegnare anche ai nostri figli. Mario

  21. mio figlio sta subendo mobbing dalle colleghe di lavoro è stato spostato da circa un anno in un altra sede e da quando lavora li non è piu lo stesso , non viene considerato gli affidano solo mansioni semplici e lo fanno sentire incompetente in ogni attività , lui per aspettare il contratto a tempo inderminato sta zitto , ma ora siamo arrivati che sta accusando problemi fisici , abbiamo iniziato con visite al gastroenterologo , poi è sopraggiunta una dermatite atopica sul viso , e le sue colleghe lo costringono ad andare al lavoro con gli occhiali dicendo che non ha febbre e si approfitta della malattia per non lavorare ho foto di mio figlio sul posto di lavoro con occhi gonfi e rossi e messaggi delle sue colleghe , io vorrei denunciare la cosa ma lui è talmente plagiato che mi dice di lasciar perdere e che vuole licenziarsi è entrato indepressione e non ragiona ,ma se non vuole sporgere denuncia lui stesso io come posso tutelarlo ? potete aiutarmi

    • Il mio capo (donna) mi fa mobbing da ormai 3 mesi. Sono stata assunta solo da 5 ed ho già sviluppato per ben due volte herpes su braccia e addome (mai successo prima di oggi),mi sento frustrata, ho perso peso, perdo capelli e piango di continuo. Vengo denigrata continuamente.
      Non perde occasione per mettere in discussione il mio titolo, mi costringe a lavorare oltre l’orario contrattualmente previsto e mi mortifica in presenza delle persone. Una volta ha anche preteso che il sabato venissi in sede a fare fotocopie (sabato non si lavora, ed io sono un quadro, avvocato, ho due lauree e un master più altre specializzazioni). Mi sono ribellata con garbo, ed ho ottenuto altra ostilità. Tutti sanno, ma siccome nessuno ha interesse a perdere la poltrona, si fa finta di nulla.
      De relato ho saputo che l’ha già fatto in passato, più volte, ogni volta ottiene il risultato di far dimettere le persone, ma lei ne esce sempre pulita. Serve giustizia e tutela contro questi padroncini che tutto possono perchè la legge non ci consente di dimostrare le vessazioni in modo agevole. Nel 2017!

      • Ti capisco, eccome se ti capisco, anche io lo ho subito e non é bello…, anzi un vero schifo, io purtroppo dopo alcuni anni ho dovuto cedere, rischiavo di ammalarmi seriamente, anche se ho comunque avuto problemi psicologici e ne risento tuttora. Non sono riuscito a denunciare perché appunto sapevo che non esiste una legislazione chiara sul mobbing e questo me lo ha impedito è creato confusione su cosa fare, ho così contrattato una mobilità e buona uscita e me ne sono andato a testa alta, per così interrompere il mobbing. Ora però mi chiedo se non dovevo resistere di più e reagire . mah…..

      • da due mesi lavoro presso un supermercato UNES però ho un’esperienza ventennale come SALUMIERE. Sono divorziato, ho una bambina di 10 anni che vedo pochissimo, lavoro dal lunedì alla domenica. Avrei diritto a un giorno e mezzo di riposo per vedere mia figlia ma il direttore mi obbliga a fare solo un giorno di riposo e mi dice che questo è l’orario invernale, inventando tante scuse per non darmi un pomeriggio libero per passarlo con mia figlia. Quando io so che non c’è un orario invernale o estivo ci può essere solo la chiusura invernale o estiva visto che il supermercato si trova in una zona turistica (inverno chiusura alle 19:30 in estate chiusura alle 20:30). Non so che fare, da una parte mi vorrei licenziare x stare accanto a mia figlia, dall’altra parte mi vorrei tenere il mio lavoro perché è l’unica fonte di sostegno che ho. Vedo mia figlia solo un giorno a settimana quando non ho il week-end e due giorni quando ho il week.-end con mia figlia (giorno di riposo e la domenica). Sono demotivato, nervoso, sto fumando molto e la sera ho difficoltà a prendere sonno.

  22. Mah, io l’ho provato sulla mia pelle e la legge fa molto poco per tutelare. Non di meno nessuno si può permettere spese legali. Basterebbe che ci fosse quella solidarietà tra persone che non vi è mai. Basterebbe che il popolo fosse davvero unito e certi abusi sparirebbero all’istante. Ma di che parlo? Fantasia pura!

      • Perche’ se il datore di lavoro ti mette una scrivania col pc vicino a un bagno e nn ti chiama mai per nessun motivo al mondo neanche per fare una fotocopia, come ne mio caso. non e’ mobbing ditemi?

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