Salario minimo in Europa, cosa prevede la direttiva UE

Cosa prevede la nuova direttiva UE sul salario minimo e cosa potrebbe cambiare in Italia e in Europa

salario, stipendio

Manca poco al via libera definitivo al salario minimo in Europa. La Presidenza del Consiglio UE e i negoziatori del Parlamento Europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulla direttiva relativa alle paghe adeguate nell’Unione.

Il nuovo provvedimento di indirizzo, una volta che vi aderiranno tutti gli Stati Europei, Italia compresa, promuoverà in maniera differente l’adeguatezza dei salari minimi legali e contribuirà a raggiungere condizioni di lavoro dignitose per i cittadini europei, senza però fissare direttamente un salario minimo ma lasciando agli Stati di legiferare internamente in tal senso.

In questo articolo vi spieghiamo cosa prevede la direttiva sul salario minimo in Europa e cosa comporterà questa per i lavoratori europei, specie quelli italiani.

SALARIO MINIMO IN EUROPA, LA DIRETTIVA EU

La la bozza della direttiva UE approvata il 7 giugno 2022 stabilisce procedure per l’adeguatezza del salario minimo legale in tutti i Paesi dell’Unione. L’intesa politica è stata raggiunta dopo una maratona negoziale di sette ore tra la Commissione, il Parlamento Ue e i Paesi membri ed è il primo step prima dell’ok definitivo che dovrà arrivare entro il 16 giugno 2022 . Ma attenzione, il provvedimento non fissa un salario minimo, tuttavia stabilisce i criteri per assicurare dei minimi salariali sopra la soglia della sopravvivenza, tenendo conto del costo della vita e del potere d’acquisto. Questo mediante due strade alternative:

  • un salario minimo fissato per legge;

  • l‘estensione della copertura della contrattazione collettiva. Tale copertura dovrà arrivare all’80% anche, se necessario, tramite un piano di azione sotto il monitoraggio dell’UE.

Queste due strade alternative che dovrebbero ridurre le disuguaglianze e mettere un freno ai contratti precari e non congrui. La direttiva non sancisce alcun obbligo all’Italia così come agli altri Paesi che non hanno norme sui salari minimi, ma possono ben decidere di percorrere la via della contrattazione collettiva. Questa è la scelta dei nostro Governo nazionale insieme a quelli dell’Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia e Svezia, che già hanno una copertura di contrattazione collettiva elevata ma non hanno un salario minimo per legge.

Vediamo quali sono i punti chiave del testo.

1) ADEGUATEZZA DEL SALARIO MINIMO LEGALE

Gli Stati membri con salari minimi legali sono tenuti a mettere in atto un quadro procedurale per fissare e aggiornare questi salari minimi, secondo una serie di criteri chiari. Il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno convenuto che gli aggiornamenti dei salari minimi legali avverranno almeno ogni due anni. Al massimo ogni quattro anni per quei paesi che utilizzano un meccanismo di indicizzazione automatica. Le parti sociali dovranno essere coinvolte nelle procedure di definizione e aggiornamento dei salari minimi legali.

2) PROMOZIONE DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA

La direttiva mira ad estendere la copertura dei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva, trattandosi di uno strumento importante ai fini della determinazione dei salari. Alla lettera della direttiva in via di definizione, quindi, i Paesi  Europei dovranno promuovere il rafforzamento della capacità delle parti sociali di impegnarsi nella contrattazione collettiva. Prevista anche una protezione dei rappresentanti dei lavoratori.

Più precisamente, l’accordo di Strasburgo del 7 giugno 2022 prevede che, laddove il tasso di copertura della contrattazione collettiva sia inferiore a una soglia dell’80%, gli Stati membri dovranno intervenire al ché tale soglia aumenti, attraverso un piano d’azione di promozione. Un programma atto a  definire una tempistica chiara e misure concrete a livello nazionale, per aumentare progressivamente il tasso di copertura della contrattazione collettiva e con esso, un ambito di applicazione più esteso dei minimi salariali.

3) ACCESSO EFFICACE AL SALARIO MINIMO

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno, inoltre, concordato una serie di misure per migliorare l’accesso effettivo dei lavoratori alla protezione del salario minimo. Queste misure includono:

  • i controlli da parte degli ispettorati del lavoro;

  • le informazioni facilmente accessibili sulla protezione del salario minimo;

  • lo sviluppo della capacità delle autorità preposte all’applicazione, di perseguire i datori di lavoro non conformi.

QUAL È LA SITUAZIONE IN EUROPA SUL SALARIO MINIMO

Nelle analisi allegate all’accordo sulla Direttiva UE si tiene conto delle più recenti statistiche pubblicate da Eurostat a luglio 2020. In Europa sono previste retribuzioni minime nazionali in 21 dei 27 Stati membri dell’UE con notevoli differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda l’importo mensile e la direttiva mira proprio a migliorare la convergenza di salario nell’Unione. Il “minimum wage”, infatti, viaggia tra i 332 euro mensili della Bulgaria e i 2.257 euro del Lussemburgo. Tra l’altro, non si supera la quota 1.000 euro in 13 Paesi (tra cui Est, Baltici, Grecia, Portogallo) e resta fra 1.000 e 1.500 in Slovenia e Spagna. Per maggiori informazioni su questi dati, vi consigliamo di leggere il nostro approfondimento sul salario minimo in Italia.

SALARIO MINIMO EUROPEO, QUALI SONO LE PROSSIME TAPPE

La proposta della Commissione UE sul salario minimo europeo è ben lontana dal via libera definitivo. Questi, infatti, sono i passaggi che dovranno essere effettuati per completare l’iter:

  • l’accordo raggiunto in data 7 giugno 2022 dovrà essere confermato dal Coreper (Comitato dei rappresentai permanenti presso il Consiglio);
  • all’approvazione seguirà una votazione formale sia presso il Consiglio che presso il Parlamento europeo;
  • gli Stati membri, infine, dovranno recepire con un atto nazionale la direttiva entro due anni. 

Si ricorda che, qualora un Paese non recepisca una direttiva, la Commissione potrà avviare procedure di infrazione e adire la Corte di giustizia dell’UE (la mancata esecuzione della sentenza in questa occasione può portare a una nuova condanna con conseguenti ammende). I cittadini, a loro volta, in mancanza di una norma nazionale che abbia recepito nei tempi la direttiva più favorevole possono, in giudizio, chiedere al giudice di applicarla direttamente.

SALARIO MINIMO, LA SITUAZIONE IN ITALIA

Come anticipato. in Italia non esiste una legge sul salario minimo e la questione è demandata alla contrattazione collettiva. Sono state molte le iniziative parlamentari in questo senso, le prime addirittura risalgono agli anni ’50, ma dal 2018 si sta cercando di trovare la sintesi su una Legge che parte dalla proposta dell’ex Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, sebbene la soluzione sia ancora lontana. Per maggiori dettagli sul testo in esame e sulla situazione italiana, vi consigliamo di leggere questo articolo.

SALARIO MINIMO UE, LA SCELTA DELLA GERMANIA

A poche ore dalla decisione di Strasburgo c’è stata anche l’intervento della Germania ha deciso di anticipare i tempi lunghi dell’Europa. Il Bundestag ha approvato l’innalzamento del salario minimo, per legge, dai 9,82 euro attuali e in vigore dal 2015 ai 12 euro l’ora dal 1° ottobre 2022. La soglia si innalzerà gradualmente già a partire dal 1° luglio 2022 raggiungendo i 10,45 euro. Una novità che riguarderà 6,2 milioni di lavoratori sui 45,2 milioni di occupati complessivi nel Paese. Per tutti i dettagli sul nuovo salario minimo in Germania consigliamo di leggere l’approfondimento dedicato.

IL TESTO DELLA DIRETTIVA UE SALARIO MINIMO EUROPEO

Per maggiori informazioni, vi consigliamo di consultare il testo in bozza della nuova direttiva UE sul salario minimo europeo (Pdf 668 kb).

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

Vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento dedicato alla normativa sulla parità salariale tra uomo e donna in Italia. Se interessati, vi consigliamo di leggere anche la nostra guida sui salari minimi in Svizzera che offre una panoramica completa e attuale. Inoltre, chi cerca lavoro in Italia può consultare la pagina dedicata alle news sul mondo del lavoro e la sezione dedicata alle offerte di lavoro. Infine per restare aggiornati è possibile iscriversi gratis alla nostra newsletter e al nostro canale Telegram, per avere le notizie in anteprima.

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