Aiuti INPS nel 2026: l’elenco completo degli ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito

L’elenco degli aiuti INPS attivi nel 2026, ossia gli ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito in vigore nell’anno in corso

INPS
Photo credit: PHLD Luca / Shutterstock

INPS ha reso noto l’elenco degli aiuti attivi nel 2026.

Nel quadro riassuntivo reso disponibile dall’Istituto ci sono ammortizzatori sociali, misure di sostegno al reddito, nonché aiuti per i lavoratori e le famiglie che si possono richiedere tramite l’INPS.

In questo articolo vi illustriamo quali sono e come funzionano.

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QUALI SONO GLI AIUTI INPS ATTIVI NEL 2026

Gli aiuti dell’INPS disponibili quest’anno sono tutti gli ammortizzatori sociali e le misure di sostegno al reddito e alle famiglie riportati nella Circolare INPS n. 1 del 15 gennaio 2026.

Si tratta cioè di aiuti che sono erogati o gestiti dall’Istituto, in accordo con quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2026 e dagli ultimi interventi del legislatore in materia.

Vediamo nel dettaglio quali sono.

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1) INCENTIVO NASPI

La Legge di Bilancio 2026 conferma l’anticipo NASPI che, anche quest’anno, può essere richiesto per mettersi in proprio. Tuttavia, se nel 2025 chi apriva una partita IVA o una società poteva richiedere e ricevere l’intera somma residua della disoccupazione in un unico bonifico. Dal 2026, questo automatismo cambia e la prestazione non viene più erogata tutta insieme subito.

In particolare, viene erogata una prima rata pari al 70% subito dopo l’accoglimento della domanda, che è la parte principale destinata a sostenere l’avvio dell’attività (spese iniziali, investimenti). Mentre la seconda rata (il restante 30% dell’importo) spetta erogata solo alla fine del periodo “teorico” della NASPI (ovvero quando sarebbe scaduta la disoccupazione ordinaria) e comunque entro 6 mesi dalla domanda.

Per ottenere la seconda parte della somma, l’INPS effettuerà delle verifiche. Il pagamento avverrà solo se il beneficiario non ha ripreso a svolgere un lavoro dipendente nel frattempo. Inoltre, lo stesso non deve essere diventato titolare di una pensione diretta (fa eccezione l’assegno ordinario di invalidità civile, che è compatibile).

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2) CONGEDO PARENTALE ESTESO

Con la Legge di Bilancio 2026 il limite di età del bambino entro il quale i genitori possono richiedere il congedo parentale (la cosiddetta “maternità/paternità facoltativa”) viene innalzato a 14 anni. Prima i genitori potevano fruire del congedo fino al compimento dei 12 anni del figlio. Inoltre, per i figli con disabilità grave, i genitori hanno diritto ad un prolungamento del congedo parentale per un periodo massimo di 3 anni (comprensivi del congedo ordinario). I mesi a disposizione restano gli stessi (es. 6 mesi per la madre, 6 o 7 per il padre, con un tetto massimo di 10 o 11 mesi totali per il nucleo familiare), ma la legge ha dato più tempo per utilizzarli.

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3) INDENNITÀ DI DISCONTINUITÀ PER I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO

Il Governo ha deciso di rendere più semplice l’accesso all’IDIS (l‘Indennità di Discontinuità per i lavoratori dello spettacolo), ampliando la platea dei beneficiari. Nel 2026 per avere diritto all’aiuto il reddito non deve superare i 35.000 euro (in precedenza, la soglia era fissata a 30.000 euro). Inoltre, viene introdotta una distinzione per chi opera specificamente nel settore del cinema e dell’audiovisivo. Per questi lavoratori è previsto un regime di favore sarà richiesto un numero minore di giornate di contributi versati rispetto agli altri settori dello spettacolo per accedere all’indennità.

4) PROROGA LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI

La scadenza delle convenzioni per l’utilizzo dei lavoratori socialmente utili (LSU) è stata ufficialmente spostata al 31 dicembre 2026. Questo permette agli enti utilizzatori (come i Comuni) di continuare ad avvalersi di queste figure per tutto l’anno e agli LSU di continuare a ricevere il relativo sussidio.

5) SOSTEGNO DEGLI OCCUPATI IN GRANDI GRUPPI DI IMPRESE

Viene confermata anche per tutto il 2026 l’applicazione delle misure di sostegno introdotte nel 2025 (DL 92/2025) per gli occupati in grandi gruppi di imprese, ovvero: imprese che fanno parte di gruppi con almeno 1.000 dipendenti in Italia e che hanno sottoscritto, entro il 27 giugno 2025, un accordo con i sindacati, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e il Ministero del Lavoro, finalizzato alla salvaguardia dell’occupazione, alla gestione degli esuberi e alla reindustrializzazione.

In questi casi, spetta un ulteriore periodo di CIGS eccezionale in deroga che può superare i limiti di durata massima previsti normalmente dalla legge.Il nuovo periodo viene concesso senza interruzioni rispetto agli ammortizzatori sociali già utilizzati e può essere esteso fino al 31 dicembre 2027.

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6) CIGS PER AZIENDE CHE CHIUDONO

Anche per il 2026, le aziende che cessano l’attività – in deroga alla normativa generale – possono chiedere fino a 12 mesi di CIGS. Questo serve a dare tempo ai lavoratori di trovare un nuovo impiego o andare in pensione, senza restare subito senza reddito. Sono stati stanziati 100 milioni di euro e i soldi vengono pagati direttamente dall’INPS ai lavoratori.

C’è un ulteriore aiuto per i casi in cui l’azienda chiude, ma c’è un compratore pronto a rilevare l’attività e riassumere i dipendenti. In questo caso si possono avere altri 6 mesi di CIGS, ma previo accordo con il Ministero del Lavoro che dimostri che esiste un piano reale per salvare i posti di lavoro tramite la vendita dell’azienda.

7) AIUTI ALLE AREE DI CRISI INDUSTRIALE COMPLESSA

La Legge di Bilancio 2026 stanzia 100 milioni di euro per continuare a pagare la Cassa Integrazione (CIGS) e la mobilità in deroga ai lavoratori facenti parte delle aree dove la crisi di una grande industria ha messo in ginocchio l’economia locale (come ad esempio Taranto, Piombino, Termini Imerese). Le aziende in queste aree che usano la CIGS nel 2026 non dovranno pagare il “contributo addizionale”.

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8) PROROGA CIGS PER RIORGANIZZAZIONI COMPLESSE

Prorogata con lo stanziamento di 63,3 milioni di euro per l’anno 2026, la CIGS per le imprese rilevanti strategicamente. Ossia, le imprese di importanza economica, anche a livello regionale, e con significativi problemi occupazionali, possono richiedere un ulteriore periodo di Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) oltre i limiti normalmente previsti.

Previsto anche un ulteriore periodo di integrazione salariale straordinaria (CIGS) per le grandi imprese di interesse strategico nazionale, con almeno 1.000 dipendenti, che stanno affrontando piani di riorganizzazione complessi e non ancora completati.

La durata della CIGS è:

  • fino a 6 mesi, in caso di crisi aziendale;

  • fino a 12 mesi, in caso di riorganizzazione aziendale;

  • fino a 12 mesi, in caso di Contratto di solidarietà.
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9) INTERVENTO STRAORDINARIO DI INTEGRAZIONE SALARIALE PER ACCORDI DI TRANSIZIONE OCCUPAZIONALE

Il trattamento straordinario di integrazione salariale prosegue anche nel 2026 per sostenere le transizioni occupazionali. Questo intervento extra è disponibile per i lavoratori a rischio esubero a causa di riorganizzazioni o crisi aziendali.

La CIGS può essere concessa per un massimo di 12 mesi, oltre i limiti stabiliti dalla legge, e non può essere prorogata ulteriormente. L’obiettivo è il recupero occupazionale dei lavoratori. La disposizione riguarda i datori di lavoro soggetti alla normativa sulla CIGS che, nel semestre precedente, hanno impiegato in media più di 15 dipendenti.

10) AIUTI PER DIPENDENTI DA AZIENDE SEQUESTRATE, CONFISCATE SOTTOPOSTE AD AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA

INPS specifica anche nel 2026, il trattamento di sostegno al reddito per i lavoratori sospesi o con orario ridotto, dipendenti di aziende sequestrate o confiscate, continuerà alle stesse condizioni.

Questa misura, originariamente introdotta nel 2018, è stata prorogata fino al 2026, con un massimo di 12 mesi per ciascun lavoratore e un limite di spesa di 0,7 milioni di euro all’anno, finanziato dal Fondo sociale per occupazione e formazione.

Il sostegno, pari al trattamento di integrazione salariale, è concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e viene erogato dall’INPS tramite pagamento diretto, per garantire il rispetto dei limiti di spesa stabiliti.

11) SOSTEGNO AL REDDITO PER I LAVORATORI DEI CALL CENTER

La Manovra in vigore ha previsto il finanziamento delle misure di sostegno per i lavoratori dei call center anche per l’anno 2026, con un limite di spesa di 20 milioni di euro. Queste risorse provengono dal Fondo sociale per occupazione e formazione.

L’indennità è concessa alle imprese dei call center che non rientrano nel trattamento straordinario di integrazione salariale, con più di 50 dipendenti nel semestre precedente. I lavoratori riceveranno un’indennità pari al trattamento massimo di integrazione salariale straordinaria.

RIFERIMENTO NORMATIVI

GUIDA ALLA LEGGE DI BILANCIO 2026

Per approfondire tutte le novità che riguardano lavoratori e famiglie, vi consigliamo di leggere la nostra guida alla Legge di Bilancio 2026.

ALTRI INTERESSANTI AIUTI E APPROFONDIMENTI

Vi consigliamo anche di consultare gli elenchi aggiornati dei bonus attivi nel 2026 e dei bonus per la famiglia che si possono richiedere.

Vi illustriamo anche quali sono gli aiuti in arrivo per le famiglie dal 2026 con la Legge di Bilancio.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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