Con la Legge di Bilancio 2026 è stato introdotto il principio del cosiddetto “silenzio assenso” per la destinazione degli accantonamenti TFR ai fondi pensione.
Il TFR è una quota di retribuzione differita che il lavoratore dipendente matura anno dopo anno e che viene liquidata alla cessazione del rapporto di lavoro.
Ogni anno viene accantonato circa il 6,91% della retribuzione lorda, rivalutata secondo un meccanismo fisso (1,5% annuo) più una quota variabile legata all’inflazione.
Dal 2026, tuttavia, se il lavoratore non indica esplicitamente a cosa destinare queste somme (se per esempio vuole averle in busta paga al momento della cessazione del lavoro), i soldi accantonati andranno in automatico al fondo pensione complementare indicato dal CCNL di riferimento.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia e quali sono le novità per lavoratori e aziende.
TFR NEI FONDI PENSIONE DAL 2026, QUANDO SCATTA IL SILENZIO ASSENSO
Dal 1° luglio 2026 entra pienamente in vigore il meccanismo di silenzio assenso per la destinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) alla previdenza complementare, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026.
Questo significa che, se il lavoratore non esprime una scelta esplicita, il TFR maturando viene automaticamente destinato a un fondo pensione.
Il silenzio assenso scatta dal 1° luglio nelle aziende con più di 60 dipendenti, per tutti i lavoratori che iniziano un nuovo rapporto di lavoro, se entro 6 mesi dall’assunzione non comunicano una scelta esplicita sulla destinazione del proprio TFR. Per quelli già assunti alla data del 1° luglio 2026, invece, il termine ultimo per comunicare all’azienda la scelta fatta è il 31 dicembre 2026.
COME FUNZIONA
In caso di silenzio assenso, la destinazione del TFR accantonato dipende dalla situazione contrattuale.
Pertanto:
- se esiste un fondo pensione negoziale previsto dal contratto collettivo applicato, il TFR confluisce in quel fondo;
- in assenza di un fondo negoziale, viene individuata una forma pensionistica residuale o un fondo aperto individuato secondo criteri stabiliti dalla normativa.
Al momento le novità riguardano inoltre solo le grandi aziende, ma l’obiettivo del governo è quello di estendere questo meccanismo a livello nazionale, coinvolgendo tutti i datori di lavoro e le realtà, anche più piccole, con dipendenti.
COSA CAMBIA
In passato, il silenzio assenso era percepito come un’opzione residuale. Oggi diventa, di fatto, il percorso predefinito per chi non interviene attivamente.
Questo sposta l’onere della decisione: non scegliere equivale sempre più a scegliere la previdenza complementare.
GUIDA ALLA LEGGE DI BILANCIO 2026
Per approfondire altre novità che riguardano lavoratori e aziende, vi consigliamo di leggere la nostra guida alla Legge di Bilancio 2026. A vostra disposizione l’articolo specifico sulle novità riguardanti lavoro e assunzioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.
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