Assegni straordinari di sostegno al reddito: cosa sono e quanto spetta nel 2026

Ecco cosa sono gli assegni straordinari di sostegno al reddito, come funzionano e quanto spetta nel 2026

Assegno di Inclusione, INPS
Photo credit: RaffMaster / Shutterstock

Gli assegni straordinari di sostegno al reddito rappresentano uno degli strumenti più rilevanti nel sistema italiano di gestione delle uscite dal lavoro in prossimità della pensione.

Si tratta di prestazioni erogate dai Fondi di solidarietà bilaterali di settore oppure riconosciute nell’ambito delle procedure di esodo dalla riforma Fornero, con l’obiettivo di accompagnare il lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici.

L’INPS ha pubblicato le istruzioni di accesso alla misura, tenendo conto dell’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita previsto per il biennio 2027-2028 e delle tabelle prospettiche aggiornate sulla base dello scenario demografico ISTAT.

In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio cosa sono, chi può accedervi e quanto spetta, alla luce delle novità 2026.

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COSA SONO GLI ASSEGNI STRAORDINARI DI SOSTEGNO AL REDDITO

Gli assegni straordinari di sostegno al reddito sono prestazioni economiche erogate dai Fondi di solidarietà bilaterali di settore oppure riconosciute nell’ambito delle procedure di esodo collettivo, finalizzate ad accompagnare alla pensione i lavoratori che si trovano a pochi anni dal perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi.

Nella pratica, il lavoratore cessa il rapporto di lavoro in base a un accordo aziendale o collettivo e percepisce un assegno mensile sostitutivo della retribuzione, e nel frattempo continua a maturare contribuzione figurativa o correlata, fino al raggiungimento dei requisiti per accedere alla pensione.

Nel caso dei Fondi di solidarietà bilaterali, lo strumento nasce per garantire tutele nei settori non coperti dalla cassa integrazione ordinaria o straordinaria.

I Fondi, istituiti presso l’INPS su base settoriale (ad esempio credito, assicurazioni, trasporto aereo, ecc.), prevedono tra le loro prestazioni anche l’assegno straordinario per l’accompagnamento alla pensione.

Diverso ma simile nella finalità è il meccanismo dell’esodo. In questo caso è il datore di lavoro, nell’ambito di un accordo sindacale, a farsi carico dell’indennità mensile e della contribuzione fino alla maturazione del diritto alla pensione.

Si tratta quindi di strumenti che non configurano una pensione anticipata, ma un sostegno temporaneo al reddito in vista del pensionamento.

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CHI NE HA DIRITTO

L’accesso agli assegni straordinari di sostegno al reddito non è generalizzato, ma subordinato a precisi requisiti soggettivi e oggettivi. In linea generale, possono beneficiarne:

  • lavoratori dipendenti di aziende rientranti in settori coperti da Fondi di solidarietà bilaterali che prevedano tale prestazione;

  • lavoratori coinvolti in procedure di esodo ex articolo 4 legge n. 92/2012;

  • soggetti che si trovino a una distanza massima dalla pensione compatibile con il periodo di ricezione dell’assegno previsto dalla normativa prevista per il fondo di appartenenza. Generalmente è di 5 anni, ma in molti settori che hanno beneficiato di estensioni temporanee o regimi speciali, il termine può arrivare a 7 anni. 
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NOVITÀ 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha previsto un incremento dei requisiti pensionistici, questo significa che, nella pianificazione delle uscite, bisogna considerare l’aumento dell’età anagrafica e contributiva di un mese per il 2027 e tre mesi per il 2028.

Se i requisiti non risultano soddisfatti, ad esempio perché la distanza dalla pensione supera il periodo massimo consentito, la domanda di assegno straordinario viene respinta.

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QUANTO SPETTA NEL 2026

L’importo dell’assegno straordinario di sostegno al reddito non è fisso, ma varia in base a diversi fattori, quali:

  • retribuzione percepita dal lavoratore prima della cessazione;

  • anzianità contributiva maturata;

  • regole specifiche del Fondo di settore o dell’accordo di esodo;

  • tipologia di pensione cui il lavoratore accederà (vecchiaia o anticipata).

In linea generale, l’assegno è parametrato all’importo della pensione teoricamente spettante al momento dell’uscita, calcolata come se il lavoratore avesse già maturato il diritto. A questo importo possono applicarsi meccanismi di riduzione o integrazione previsti dal singolo Fondo.

Nel caso dell’esodo, invece, l’indennità è pari al trattamento pensionistico lordo che spetterebbe al lavoratore al momento della cessazione, con l’aggiunta della contribuzione correlata necessaria a coprire il periodo fino alla pensione effettiva.

È importante sottolineare che:

  • l’assegno è soggetto a tassazione;
  • non dà diritto a tredicesima se non espressamente previsto;
  • non comporta maturazione di ferie o TFR;
  • termina al momento della decorrenza della pensione.

GUIDA AGLI AIUTI INPS 2026

Per approfondire quali sono gli altri aiuti di sostegno al reddito riconosciuti ai lavoratori, vi consigliamo la nostra guida sugli aiuti INPS del 2026 e le novità INPS su aiuti e bonus per famiglie, disabili e redditi bassi.

ALTRI INTERESSANTI APPROFONDIMENTI 

Vi consigliamo anche di consultare gli elenchi aggiornati dei bonus attivi nel 2026 e dei bonus per la famiglia che si possono richiedere.

Per conoscere tutti gli aiuti per lavoratori e famiglie disponibili potete visitare questa pagina.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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