Assegno Congedo Matrimoniale 2021: requisiti, domanda, calcolo

La guida completa sull’assegno per congedo matrimoniale: a chi spetta il contributo per i lavoratori che si sposano, come funziona, l’importo e come richiederlo all’INPS o al datore di lavoro

matrimonio, sposa

L’assegno per congedo matrimoniale è un contributo economico concesso a determinate categorie di lavoratori quando si sposano.

L’agevolazione è erogata direttamente al lavoratore dall’INPS o dal datore di lavoro. Mai come in questo periodo, in cui si stanno celebrando molte delle unioni rimandate nei mesi scorsi a causa dell’epidemia da Covid-19, è utile fare chiarezza su tale prestazione.

In questa guida ti diamo tutte le informazioni sull’assegno per congedo matrimoniale 2021, a chi spetta, i requisiti, le modalità di calcolo e come fare domanda.

ASSEGNO CONGEDO MATRIMONIALE 2021: COS’È

L’assegno per congedo matrimoniale è un aiuto economico messo a disposizione di lavoratori in possesso di specifici requisiti, che celebrano le proprie nozze con rito civile o concordatario o unione civile. Viene concesso, infatti, in occasione di un congedo straordinario per matrimonio, fruito entro entro 30 giorni dalle nozze.

Possono beneficiarne entrambi i coniugi/parti di unione civile, se ne hanno diritto. L’agevolazione viene concessa una sola volta. Possono beneficiare nuovamente del contributo solo i vedovi, i divorziati e coloro che sono sciolti da unioni civili.

È importante sottolineare come questa agevolazione non va confusa con il bonus sposi, proposto in Parlamento ma mai approvato, né con il bonus matrimonio per il settore del wedding, che invece è attivo e per il cui approfondimento ti rimandiamo al nostro articolo.

A CHI SPETTA

Hanno diritto all’assegno per congedo matrimoniale le seguenti categorie di lavoratori:

  • operai;
  • apprendisti;
  • lavoratori a domicilio;
  • marittimi di bassa forza;
  • dipendenti da aziende industriali, artigiane, cooperative.

Sono esclusi dal beneficio i lavoratori dipendenti di:

  • aziende industriali, artigiane, cooperative e della lavorazione del tabacco con qualifica di
  • impiegati, apprendisti impiegati e dirigenti;
  • aziende agricole;
  • commercio, credito e assicurazioni;
  • enti locali e statali;
  • aziende che non versano il relativo contributo alla Cassa Unica Assegni Familiari (CUAF).

Inoltre, l’assegno non spetta a chi sceglie di convolare a nozze solamente con il matrimonio religioso.

REQUISITI

I lavoratori che rientrano nelle categorie ammesse ad agevolazione, per poter richiedere il bonus matrimonio 2021 devono inoltre trovarsi nelle seguenti condizioni:

  1. aver contratto matrimonio civile o concordatario o unione civile;

  2. avere un rapporto di lavoro da almeno una settimana;

  3. fruire del congedo entro 30 giorni dalla celebrazione del matrimonio/unione civile;

  4. essere in grado di dimostrare, anche se disoccupati, che nei 90 giorni precedenti al matrimonio/unione civile hanno lavorato per almeno 15 giorni alle dipendenze di aziende industriali, artigiane o cooperative;

  5. non essere in servizio per malattia, sospensione del lavoro, richiamo alle armi, fermo restando l’esistenza del rapporto di lavoro.

COME SI CALCOLA

Il beneficio varia in base alla categoria di lavoratori a cui appartiene il beneficiario. Il calcolo dell’importo del bonus per il congedo matrimoniale è effettuato sulla base della retribuzione del lavoratore. In pratica, a seconda della categoria a cui appartiene quest’ultimo, è pari alla retribuzione prevista per un certo numero di giornate lavorative.

Quanti giorni vengono retribuiti? L’assegno per i lavoratori che si sposano è pari a:

  • 7 giorni di retribuzione per operai e apprendisti. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%;

  • 7 giorni di guadagno medio giornaliero per i lavoratori a domicilio. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%;

  • 8 giorni di salario medio giornaliero per i marittimi. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%;

  • i giorni di retribuzione che coincidono con quelli previsti dal contratto di lavoro part-time verticale, da cui si detrae sempre la percentuale a carico del lavoratore.

CHI PAGA IL CONGEDO MATRIMONIALE

L’assegno per il congedo matrimoniale viene pagato direttamente dall’INPS a favore dei lavoratori disoccupati o richiamati alle armi, tramite bonifico presso l’Ufficio postale o mediante accredito su conto corrente bancario o postale, sul codice IBAN indicato nella domanda dal lavoratore. Per i lavoratori occupati, l’erogazione avviene invece tramite i datori di lavoro.

CUMULABILITÀ

Il contributo a favore degli sposi in possesso dei requisiti indicati dall’INPS è cumulabile con l’indennità INAIL per infortunio sul lavoro, fino al raggiungimento dell’importo che sarebbe spettato a titolo di retribuzione. Inoltre, durante il congedo matrimoniale il lavoratore conserva il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

Al contrario, l’assegno non è cumulabile con le prestazioni di malattia, maternità, cassa integrazione ordinaria e straordinaria, trattamenti di disoccupazione (NASpI), perché sono sostitutive della retribuzione.

QUANDO RICHIEDERE L’ASSEGNO CONGEDO MATRIMONIALE

I termini per fare domanda variano a seconda della tipologia di lavoratore interessato. I lavoratori occupati devono presentare la richiesta al datore di lavoro alla fine del congedo e non oltre 60 giorni dalla data del matrimonio/unione civile. I lavoratori disoccupati o richiamati alle armi devono presentare domanda all’INPS entro un anno dalla data del matrimonio/unione civile.

COME FARE DOMANDA

La domanda per richiedere l’assegno per il congedo matrimoniale va presentata in una delle seguenti modalità:

  1. facendo richiesta al datore di lavoro, se lavoratori occupati, allegando il certificato di matrimonio/unione civile o lo stato di famiglia comprovante lo stato di coniugato e gli estremi del matrimonio/unione, o, in assenza di questi, un certificato rilasciato dall’autorità religiosa o una dichiarazione sostitutiva autenticata. Nel secondo caso la domanda va poi perfezionata in un secondo momento presentando la documentazione prevista;

  2. presentando domanda all’INPS, se lavoratori disoccupati o richiamati alle armi, utilizzando uno dei seguenti canali:
    a) istanza online, tramite il portale web dell’Istituto. Il servizio è articolato in tre aree
    Informazioni, pagina che descrive la prestazione specificando chi ha diritto a fruirne;
    Inserimento domanda, funzionalità che consente di compilare e trasmettere all’INPS la domanda di assegno per congedo matrimoniale;
    Consultazione domande, funzionalità per la consultazione dell’elenco delle domande già inviate;
    b) Contact center, telefonando al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
    c) enti di patronato, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

COSA ALLEGARE

Alla domanda va allegata la seguente documentazione:

  • lavoratori occupati:
    – certificato di matrimonio/unione civile o stato di famiglia. Se non è possibile produrre tale certificazione nei termini, si può presentare un certificato rilasciato dall’autorità religiosa o una dichiarazione sostitutiva autenticata, a condizione che poi si provveda a consegnare la documentazione prescritta.


  • disoccupati:
    – dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante lo stato di disoccupato alla data del matrimonio/unione civile o la relativa documentazione;
    – dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante lo stato di coniugato e contenente gli estremi del matrimonio/unione civile;
    – copia dell’ultima busta paga;
    – dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà relativa al rapporto di lavoro non impiegatizio, di almeno 15 giorni nei 90 precedenti la data del matrimonio/unione civile, alle dipendenze di aziende industriali, artigiane e cooperative.


  • lavoratori richiamati alle armi:
    – dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante lo stato di disoccupato alla data del matrimonio/unione civile o la relativa documentazione;
    – dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante lo stato di coniugato e contenente gli estremi del matrimonio/unione civile;
    – copia dell’ultima busta paga;
    – dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà relativa al rapporto di lavoro non impiegatizio, che dura alla data del matrimonio/unione civile da almeno una settimana.

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