Gli “ammortizzatori sociali” sono delle misure a sostegno economico dei lavoratori licenziati o che hanno dovuto sospendere la propria attività lavorativa involontariamente.
Tra i principali aiuti concessi sotto forma di ammortizzatori sociali vi sono, per esempio, la Cassa integrazione (straordinaria, ordinaria o in deroga) e le indennità di disoccupazione come NASpI e Dis Coll.
Ma quali sono gli ammortizzatori sociali disponibili nel 2025? A chi sono rivolti?
Con questa guida, vi spieghiamo cosa è cambiato in materia di ammortizzatori sociali a partire dall’inizio dell’anno, quali sono le misure attualmente in vigore e come funzionano.
Indice:
COSA SONO GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI
Gli ammortizzatori sociali sono misure adottate allo scopo di sostenere da un punto di vista economico i lavoratori che rimangono senza lavoro o che hanno dovuto sospendere la propria attività per motivi non dipendenti dalla loro volontà.
Tali aiuti sono cambiati molto nel corso degli ultimi anni rispetto a quelli introdotti dal Jobs Act, in particolare con la riforma degli ammortizzatori sociali collegata alla Legge di Bilancio 2022.
L’ultimo intervento, in tal senso, è avvenuto con la Circolare INPS n. 3 del 15-01-2025, dove sono riportati gli aiuti che sono erogati o gestiti dall’Istituto, in accordo con quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2025 e dagli ultimi interventi del legislatore in materia, tra cui il DDL Lavoro 2024 e il Decreto PNRR 2 convertito in Legge.
Vediamo nel dettaglio quali sono.
1) AMMORTIZZATORI IN CASO DI DISOCCUPAZIONE
La rete di ammortizzatori sociali a sostegno del reddito in caso di disoccupazione comprende la NASpI per i lavoratori dipendenti e la DIS-COLL per i lavoratori titolari di contratti di collaborazione.
Nel 2025 è stata confermata anche la cosiddetta indennità di discontinuità lavoratori dello spettacolo (che ha preso il posto dell’ex ALAS).
Infine, è stata resa strutturale l’ISCRO, che può essere considerata una sorta di disoccupazione alternativa per i titolari di partita Iva, perché altro non è che una forma di sostegno al reddito per i professionisti autonomi che registrano un forte calo di fatturato e si vengano a trovare in particolari situazioni di difficoltà.
2) AMMORTIZZATORI SOCIALI IN COSTANZA DI RAPPORTO DI LAVORO
Gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro sono misure volte a supportare quei lavoratori che vedono il proprio lavoro sospeso, a causa di difficoltà e crisi aziendale.
Disciplinati dal Decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015, sono stati modificati in più punti dalla riforma degli ammortizzatori sociali allegata alla Legge di Bilancio 2022 e poi dalla Legge di Bilancio 2024 e dalla Legge di Bilancio 2025.
CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI
La Cassa Integrazione (o Cassa Integrazione Guadagni – CIG) rientra tra gli ammortizzatori sociali attivati a favore di lavoratori con contratto di lavoro dipendente, in costanza di rapporto di lavoro.
Tale misura prevede il conguaglio, da parte dell’INPS, di un’indennità che il datore di lavoro corrisponde ai lavoratori ai quali ha ridotto o sospeso l’attività lavorativa.
Viene concessa quando un’impresa si trova in situazioni di difficoltà e deve sospendere l’attività lavorativa per tutti i suoi dipendenti o una parte di essi. Vi sono differenti tipi di cassa integrazione:
- la CIGO, ovvero la Cassa integrazione ordinaria, è quella richiesta nei casi in cui l’azienda si trovi in situazioni di crisi momentanee, senza colpe da parte dei datori di lavoro o dei lavoratori. Può essere concessa fino ad un periodo massimo di 13 settimane continuative, prorogabile trimestralmente fino ad un massimo complessivo di 52 settimane e, se relativa a più periodi non consecutivi, non può superare complessivamente la durata di 52 settimane in un biennio mobile. Il contributo ordinario a carico delle imprese che rientrano nell’ambito di applicazione della CIGO varia da un minimo dell’1,70% ad un massimo del 4,70% della retribuzione imponibile a fini previdenziali a seconda del tipo e del livello occupazionale dell’impresa;
- la CIGS, ovvero la Cassa integrazione straordinaria è quella richiesta in casi di riconversione, ristrutturazione, fallimento aziendale o crisi a livello di settore o territorio. Può essere richiesta da tutti i datori di lavoro che nel semestre precedente hanno occupato mediamente più di 15 dipendenti e che non aderiscono ad alcun Fondo di solidarietà bilaterale. Il contributo ordinario a carico delle imprese che rientrano nel campo di applicazione della CIGS è pari allo 0,90% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. I datori di lavoro che occupano più di 15 dipendenti possono altresì fruire di un ulteriore intervento di CIGS di 12 mesi complessivi (non ulteriormente prorogabili), in deroga ai limiti di durata generali. In questi casi i lavoratori in Cassa integrazione hanno l’obbligo di seguire un percorso formativo;
- la Cassa Integrazione in Deroga (CIGD) rappresenta una misura destinata alle aziende che non possono beneficiare della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) e della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS). Possono presentare richiesta per questa forma di sostegno economico le imprese rientranti nella definizione del Codice Civile, articolo n. 2082; i piccoli imprenditori; le cooperative sociali. La sospensione o riduzione dell’attività lavorativa deve derivare da una delle seguenti cause: situazioni aziendali transitorie e non imputabili né all’imprenditore né ai lavoratori; situazioni aziendali determinate da fluttuazioni temporanee di mercato; crisi aziendali; processi di ristrutturazione o riorganizzazione;
- la CISOA, ovvero la Cassa integrazione salariale operai agricoli riguarda gli operai, impiegati e quadri del settore agricolo con contratto di lavoro subordinato (compresi gli apprendisti e i lavoratori a domicilio ed esclusi i dirigenti). A questi lavoratori destinatari del trattamento di integrazione salariale, la misura è uguale a quella applicabile negli altri settori, ossia pari all’80% della retribuzione. La durata massima è di 90 giorni nell’anno. Per poter accedere alla CISOA si richiede il requisito minimo dello svolgimento, su base annuale, di oltre 180 giornate lavorative presso la stessa azienda.
FIS, FONDO DI INTEGRAZIONE SALARIALE
I Fondi di solidarietà forniscono strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività che coinvolge i lavoratori dipendenti di aziende appartenenti a settori non coperti dalla normativa in materia d’integrazione salariale.
Sono esclusi i dirigenti che, alla data di presentazione della domanda, abbiano un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 30 giorni presso l’unità produttiva per la quale è richiesta la prestazione.
Il FIS eroga l’assegno di integrazione salariale che ha una durata massima di 13 settimane in un biennio mobile. Per i datori di lavoro che hanno occupato mediamente più di 5 dipendenti, ha una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile.
ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE
Infine, a proposito di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, ricordiamo che i lavoratori titolari di un trattamento straordinario di integrazione salariale sono beneficiari dell’assegno individuale di ricollocazione.
L’Assegno di Ricollocazione (AdR) è una misura di politica attiva che consiste nel rilascio di voucher per disoccupati. Questi voucher servono per ottenere un servizio di assistenza intensiva e personalizzata alla ricerca di occupazione.
Dunque, non si tratta di una somma di denaro riconosciuta alla persona disoccupata ma di un buono. È spendibile presso i Centri per l’Impiego o altri soggetti accreditati per lo svolgimento dei servizi per il lavoro. L’importo dell’AdR, infatti, viene riconosciuto all’operatore che assiste il disoccupato per il reinserimento lavorativo. La misura è gestita dall’ANPAL. Istituito dall’articolo 13 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015 n. 150, come strumento di sostegno all’occupazione, da marzo 2018 l’AdR – superata la sperimentazione – è entrato a regime e può essere richiesto da tutti gli aventi diritto.
NOVITÀ 2025
Tra gli ammortizzatori sociali, infine, vanno inseriti gli aiuti INPS 2026 erogati dall’Istituto come misure di sostegno al reddito. Sono cioè quelli riportati nella Circolare INPS n. 3 del 15-01-2025,
erogati o gestiti dall’Istituto, in accordo con quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2025 e dagli ultimi interventi del legislatore in materia, tra cui il DDL Lavoro 2024 e il Decreto PNRR 2 convertito in Legge.
Vediamo nel dettaglio quali sono.
INDENNITÀ DI DISCONTINUITÀ LAVORATORI DELLO SPETTACOLO (IDIS)
La Legge di Bilancio 2025 ha confermato l’Indennità di Discontinuità (IDIS) destinata ai lavoratori del settore dello spettacolo e ha ampliato la platea di beneficiari e le tutele a questi destinate. L’Indennità di Discontinuità (IDIS) per i lavoratori del settore dello spettacolo nel 2025 è calcolata come il 60% della media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali percepite nell’anno precedente alla domanda. Questo significa che l’importo varia in base ai guadagni individuali del lavoratore nel 2024. Ad esempio, se la media delle retribuzioni mensili nel 2024 è stata di 2.500 euro, l’indennità mensile sarà di 1.500 euro
FONDO SOCIALE PER OCCUPAZIONE E FORMAZIONE
La Legge di Bilancio 2025 ha destinato 70 milioni di euro per aiutare i lavoratori delle imprese in aree di crisi industriale complessa. Questi fondi fanno parte del “Fondo sociale per occupazione e formazione” e sono destinati a finanziare il trattamento di integrazione salariale straordinaria e la mobilità in deroga.
Le risorse saranno distribuite tra le Regioni interessate grazie a un Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. Per garantire che le risorse siano utilizzate correttamente, l’INPS è incaricato di monitorare e controllare i flussi di spesa, informando il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali almeno ogni sei mesi.
AIUTI PER DIPENDENTI DA AZIENDE SEQUESTRATE, CONFISCATE SOTTOPOSTE AD AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA
Come specificato nella circolare INPS, nel 2025 il trattamento di sostegno al reddito per i lavoratori sospesi o con orario ridotto, dipendenti di aziende sequestrate o confiscate, continuerà alle stesse condizioni.
Questa misura, originariamente introdotta nel 2018, è stata prorogata fino al 2026, con un massimo di 12 mesi per ciascun lavoratore e un limite di spesa di 0,7 milioni di euro all’anno, finanziato dal Fondo sociale per occupazione e formazione.
Il sostegno, pari al trattamento di integrazione salariale, è concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e viene erogato dall’INPS tramite pagamento diretto, per garantire il rispetto dei limiti di spesa stabiliti.
CHI PAGA GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI
In linea generale, è l’INPS a procedere con il pagamento degli ammortizzatori sociali, in maniera diretta (ossia direttamente ai soggetti interessati) o indiretta (ovvero rimborsando il datore di lavoro o l’azienda che anticipa).
RIFERIMENTI NORMATIVI
- il testo della Legge di Bilancio 2022 definitivo, approvato alla Camera (Pdf 2 Mb);
- Circolare INPS n. 3 del 15-01-2025 (Pdf 205 kB);
- testo definitivo (Pdf 24,4 MB) della Legge di Bilancio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 Dicembre 2024 (GU Serie Generale n.305 del 31-12-2024 – Suppl. Ordinario n. 43);
- testo della Legge 13 Dicembre 2024, n. 203 (Pdf 99 Kb), pubblicato sulla sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.303 del 28-12-2024, ossia il DDL Lavoro 2024;
- il testo della Legge 20 Dicembre 2024, n. 199 (Pdf 56 Kb) del Decreto PNRR 2 convertito in Legge, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.302 del 27-12-2024.
ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI
A vostra disposizione la guida alla cassa integrazione con tutte le novità 2025. A proposito di aiuti a chi non lavora, mettiamo a vostra disposizione le guide su Supporto formazione lavoro e Assegno di Inclusione, che hanno sostituito il reddito di cittadinanza.
Può tornarvi utile inoltre approfondire come funziona e a chi spetta il reddito alimentare, nonché la carta risparmio spesa attiva anche nel 2024. Infine, vi consigliamo la lettura degli articoli aggiornati con tutti i bonus per chi ha un ISEE basso e i bonus per chi ha un ISEE sotto i 15000 euro.
Per scoprire altri aiuti, agevolazioni e bonus per disoccupati, persone e famiglie potete visitare questa pagina.
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