Detrazioni figli a carico nel 2026: quali sono, a chi spettano come si calcolano e novità

La guida su come funzionano le detrazioni figli a carico. Ecco quali sono, come si calcolano nel 2026 e quali sono le novità

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Il contribuente che ha figli fiscalmente a carico ha diritto alle detrazioni IRPEF, il cui importo varia in funzione del suo reddito complessivo.

Tali detrazioni valgono solo per i figli a carico di età uguale o superiore a 21 anni, in quanto per quelli più piccoli, i genitori hanno già diritto all’Assegno Unico Universale Figli.

Il sistema delle agevolazioni fiscali per i figli a carico nel 2026 è regolato dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), modificato dai recenti interventi della riforma fiscale e dalle ultime Leggi di Bilancio.

In questa guida vi spieghiamo quali sono, come si calcolano e come funzionano, alla luce delle ultime novità.

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QUALI SONO LE DETRAZIONI FIGLI A CARICO

Le detrazioni IRPEF per i figli a carico sono delle somme che è possibile sottrarre dall’IRPEF, in misura progressiva, calcolando a partire dall’imposta lorda poi l’imposta netta, ovvero l’importo effettivo da pagare.

Secondo quanto stabilito dall’articolo 12 del TUIR, l’importo della detrazione IRPEF per i figli a carico varia in funzione del reddito complessivo del contribuente.

La detrazione effettivamente spettante diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95.000 euro.

In linea generale, tale tipo di detrazione (così come negli anni a seguire, salvo modifiche) si applica per i figli a carico, ma solo se hanno un’età compresa tra i 21 e i 29 anni. Ciò perché:

  • dal 1° marzo 2022, per gli under 21 a carico, è entrato in vigore dell’Assegno Unico Universale Figli;
  • a partire dall’anno d’imposta precedente e consolidato nel 2026, è stata completamente eliminata la detrazione per i figli di età pari o superiore a 30 anni, a meno che non sia presente una disabilità accertata (Legge 104). Il limite si applica all’intero anno d’imposta, quindi se il figlio ha compiuto 30 anni in un qualsiasi momento del 2025, la detrazione decade per l’intero anno e per il 2026.
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QUANDO SPETTANO  

Le detrazioni IRPEF spettano ai genitori per i figli a carico nati all’interno del matrimonio ma anche per i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti. Nel dettaglio, con le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, a partire dal 1° gennaio, spettano per i figli di età compresa tra 21 e 29 anni (fino al giorno precedente il compimento del 30° anno).

L’unica eccezione è riconosciuta con le detrazioni per i figli a carico con disabilità accertata, per cui le detrazioni spettano indipendentemente dall’età.

La convivenza con il figlio non è richiesta per l’applicazione delle detrazioni, ma rimangono stringenti i requisiti legati alle soglie di reddito complessivo del figlio e all’età, la quale determina anche lo strumento di sussidio spettante (Assegno Unico ed Universale oppure detrazione IRPEF):

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IMPORTO

L’importo effettivo che spetta come detrazione per i figli a carico nel 2026 non è una cifra fissa o uguale per tutti. Si parte da una detrazione teorica di base, la quale viene poi ridotta progressivamente all’aumentare del reddito del genitore, fino ad azzerarsi del tutto al raggiungimento di determinate soglie economiche.

L’importo base stabilito dalla legge (articolo 12 del TUIR) varia a seconda della condizione del figlio ed è pari a:

  • 950 euro per ciascun figlio di età compresa tra i 21 e i 29 anni;

  • 1.350 euro per ciascun figlio con disabilità accertata (ai sensi della Legge 104/92), calcolato aggiungendo la maggiorazione di 400 euro alla base di 950 euro.

A queste cifre, poi, si aggiungono 200 euro di maggiorazione per ciascun figlio a partire dal primo, spettante alle famiglie numerose con più di tre figli a carico.

Poiché la formula riduce la detrazione man mano che il reddito cresce, l’agevolazione reale (stima media annuale per un singolo figlio a carico) si azzera completamente quando il reddito complessivo del contribuente raggiunge i 95.000 euro (quota che sale di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo).

Nel dettaglio:

  • con un reddito di 25.000 euro, spettano circa 700 euro di detrazione effettiva;

  • con un reddito di 50.000 euro, spettano circa 450 euro di detrazione effettiva;

  • con un reddito di 80.000 euro, spettano circa 150-250 euro di detrazione effettiva;

  • com un reddito pari o superiore a 95.000 euro, la detrazione spettante è 0 euro.
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QUALI SONO LE NUOVE REGOLE PER LE DETRAZIONI FIGLI A CARICO NEL 2026

A partire dal 1° gennaio 2026, è stata abolita la possibilità di richiedere detrazioni per i familiari residenti all’estero per i contribuenti che non possiedono la cittadinanza italiana, di un Paese UE o dello Spazio Economico Europeo (SEE).

Inoltre, per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro, viene applicato un tetto massimo alle detrazioni complessive scaricabili nel modello 730, rimodulato in base al numero di figli a carico.

Il meccanismo introdotto dall’articolo 16-ter del TUIR (Legge di Bilancio 2025), che trova applicazione pratica nel Modello 730 2026, stabilisce che la possibilità di scaricare le spese sostenute non è più illimitata per chi possiede redditi elevati, ma viene applicato un tetto massimo di spesa detraibile (un plafond), determinato incrociando il reddito complessivo del contribuente con il numero di figli fiscalmente a carico. Maggiore è il numero di figli, più alto sarà il tetto di spesa concesso dallo Stato.

Sono da considerare spese escluse dal tetto (si detraggono sempre al 100%):

  • le spese sanitarie (farmaci, visite specialistiche, interventi, ecc.), che restano interamente detraibili al 19% per la quota eccedente la franchigia di 129,11 euro, indipendentemente dal reddito;

  • gli interessi passivi sui mutui stipulati entro il 31 dicembre 2024.

Spese incluse nel tetto (soggette al limite): i bonus edilizi (ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus, bonus mobili limitatamente alle rate dell’anno di imposta), le spese scolastiche e universitarie, le erogazioni liberali e le spese funebri.

CALCOLO TETTO MASSIMO DI SPESA DETRAIBILE

Il tetto massimo di spesa detraibile si calcola moltiplicando un importo base (legato al reddito) per un coefficiente moltiplicativo (il cosiddetto quoziente familiare legato alla composizione della famiglia).

Nel dettaglio, l’importo base è pari a:

  • 14.000 euro per redditi complessivi compresi tra 75.000,01 e 100.000 euro;

  • 8.000 euro per redditi complessivi superiori a 100.000 euro.

Il coefficiente familiare (in base ai figli) corrisponde a:

  • 0,50 se non sono presenti figli a carico;

  • 0,70 in presenza di 1 figlio a carico;

  • 0,85 in presenza di 2 figli a carico;

  • 1,00 in presenza di 3 o più figli a carico (o con almeno un figlio disabile).

Di conseguenza, in base alla combinazione dei due fattori, la spesa massima su cui è possibile calcolare le detrazioni nel Modello 730 è così ripartita:

  • 0 figli a carico (coefficiente 0,50):
    – reddito tra 75.000 e 100.000 euro – il limite di spesa è 14.000 x 0,50 = 7.000 euro;
    – reddito oltre 100.000 euro – il limite è 8.000 x 0,50 = 4.000 euro.


  • 1 figlio a carico (coefficiente 0,70):
    – reddito tra 75.000 e 100.000 euro – il limite di spesa è 14.000 x 0,70 = 9.800 euro;
    – reddito oltre 100.000 euro – il limite è 8.000 x 0,70 = 5.600 euro;


  • 2 figli a carico (coefficiente 0,85):
    – reddito tra 75.000 e 100.000 euro – il limite di spesa è 14.000  x 0,85 = 11.900 euro;
    – reddito oltre 100.000 euro – il limite è 8.000 x 0,85 = 6.800 euro;


  • 3 o più figli a carico, oppure almeno 1 figlio con disabilità (coefficiente 1,00):
    – reddito tra 75.000 e 100.000 euro – il limite di spesa è 14.000 x1,00 = 14.000 euro;
    – reddito oltre 100.000 euro – il limite è 8.000 x 1,00 = 8.000 euro. 

QUANDO NON SI HA PIÙ DIRITTO ALLE DETRAZIONI

Non si ha più diritto alle detrazioni per figli a carico nei seguenti casi:

  • al compimento dei 30 anni di età, anche se il figlio è ancora disoccupato, studente o convivente. Tale limite non si applica per i figli con disabilità accertata (ai sensi della Legge 104), i quali restano considerabili a carico ai fini IRPEF senza alcun vincolo anagrafico;

  • superamento del limite di reddito, ovvero il figlio smette di essere considerato fiscalmente a carico nel momento in cui il suo reddito complessivo annuo (al lordo degli oneri deducibili) supera le soglie stabilite dalla legge, ovvero 4.000,00 euro per i figli di età pari o inferiore a 24 anni e 2.840,51 euro per i figli di età compresa tra i 25 e i 29 anni (e per i figli disabili over 24). Il superamento del limite, anche solo di un centesimo di euro, fa perdere il diritto alla detrazione per l’intero anno d’imposta in cui si è verificato il guadagno, e non solo per i mesi successivi al superamento della soglia;

  • quando il reddito complessivo del genitore è tale da azzerare la formula di calcolo progressiva del TUIR. L’agevolazione si azzera al raggiungimento di 95.000 euro in presenza di un solo figlio a carico, 110.000 euro in presenza di due figli a carico, 125.000 euro in presenza di tre figli a carico (la soglia aumenta di 15.000 euro per ogni figlio successivo). Se entrambi i genitori lavorano e scelgono di non attribuirsi la detrazione al 50%, ma uno dei due supera i limiti di reddito, solo l’altro genitore può beneficiare della detrazione;

  • per i figli residenti all’estero se il contribuente che presenta la dichiarazione dei redditi in Italia non possiede la cittadinanza italiana, di un Paese dell’Unione Europea o di uno Stato aderente allo Spazio Economico Europeo (SEE). Se il diritto decade in corso d’anno per motivi anagrafici (ad esempio, il passaggio da una fascia d’età a un’altra) o per la nascita/matrimonio, la detrazione va ripartita pro-quota in base ai mesi dell’anno in cui il figlio è stato effettivamente a carico. Il mese in cui si verificano le variazioni si computa per intero se l’evento avviene prima della metà del mese.
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COME VIENE RIPARTITO L’IMPORTO TRA I GENITORI

Una volta calcolato l’importo effettivo in base al reddito, la cifra deve essere ripartita tra i genitori al 50%. I genitori possono accordarsi per assegnare l’intera detrazione (100%) al genitore che possiede il reddito complessivo più elevato. Questa opzione viene utilizzata per evitare l’incapienza fiscale dell’altro genitore e non perdere il diritto al bonus.

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ALTRI AIUTI PER LE FAMIGLIE

Per approfondire quali sono gli altri aiuti destinati ai genitori nel 2026, mettiamo a vostra disposizione gli elenchi aggiornati dei bonus figli e dei bonus famiglia attivi.

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Scritto da Valeria Cozzolino - Giornalista, esperta di leggi, politica, Pubblica Amministrazione, previdenza e lavoro.
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