Assegno di invalidità spetta anche a chi lavora

A partire dal 21 dicembre 2021 anche gli invalidi parziali che lavorano hanno diritto a ricevere l’assegno di invalidità. Ecco la novità introdotta dalla Conversione in Legge del Decreto Fiscale

INPS

Con l’entrata in vigore del Decreto Fiscale 2022 convertito in Legge, l’assegno di invalidità spetta anche a persone invalide che lavorano e hanno un reddito pari o inferiore a 4.931 euro.

L’INPS nel messaggio del 28 dicembre 2021 ha annullato le disposizioni precedenti e ha specificato che gli invalidi parziali che percepiscono il sussidio, pur lavorando, potranno continuare a ottenerlo. In sostanza l’assegno mensile per gli invalidi civili torna ad essere cumulabile con i redditi da lavoro e viene superato il requisito di inattività lavorativa.

Scopriamo insieme a chi spetta l’assegno di invalidità, come funziona e cosa prevedono le nuove disposizioni del Decreto Fiscale 2022 convertito in Legge il 17 dicembre 2021.

ASSEGNO DI INVALIDITÀ, LE NOVITÀ DEL DECRETO FISCALE 2022

Dopo l’approvazione in Parlamento, il Decreto Fiscale 2022 è stato convertito in Legge con una serie di modifiche che vi abbiamo spiegato in questo articolo. In particolare, il Testo coordinato del Decreto Legge 21 ottobre 2021, n. 146 specifica che i disabili potranno continuare a percepire l’assegno di invalidità anche se lavorano, a partire dal 21 dicembre 2021. L’articolo 12 ter, dispone espressamente che il requisito dell’attività lavorativa previsto dall’articolo 13 della Legge 30 marzo 1971, n. 118, deve intendersi soddisfatto.

Ciò vale solo qualora l’invalido parziale svolga un’attività lavorativa il cui reddito risulti inferiore al limite previsto dall’articolo 14 septies del Decreto Legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla Legge 29 febbraio 1980, n. 33, per il riconoscimento dell’assegno mensile invalidi. Ovvero, non superiore a 4.931 euro. Restano valide le modalità con cui presentare domanda tramite l’INPS. Vediamo nel dettaglio a chi spetta e quali sono i nuovi requisiti introdotti dalla Legge Fiscale 2022 per le persone che lavorano.

REQUISITI E LIMITE DI REDDITO PER I LAVORATORI CHE POSSONO RICEVERE L’ASSEGNO DI INVALIDITÀ

Possono ricevere l’assegno mensile di invalidità civile i soggetti di età compresa tra i 18 e i 67 anni ai quali è stata riconosciuta una riduzione parziale della capacità lavorativa, con una percentuale di invalidità compresa tra il 74 e il 99 per cento. Nel caso in cui questi soggetti svolgano attività lavorativa, devono avere un reddito inferiore a 4.931 euro annui. Il limite di reddito è invalicabile e rappresenta una condizione necessaria. Nel caso di superamento del limite, anche solo temporaneo, il beneficiario deve segnalarlo all’INPS che provvede a sospendere il pagamento.

Ricordiamo che l’INPS eroga l’assegno in 13 mensilità per un importo pari a 287,09 euro mensili (2021).

IL CONCETTO DI “INATTIVITÀ LAVORATIVA”

L’intervento del Legge Fiscale 2022 ridefinisce il concetto di “inattività lavorativa” di cui all’articolo 13 della Legge 30 marzo 1971, n. 118. Fino allo scorso 17 dicembre 2021 (Data di approvazione della Legge di Conversione del Decreto Fiscale 2022), il requisito dell’inattività lavorativa doveva essere totale per ottenere l’assegno di invalidità civile. Col Dl Fiscale invece, si intende in ogni caso soddisfatto qualora il reddito derivante dall’eventuale attività lavorativa del soggetto non determini il superamento del limite di reddito pari a 4.931 euro. L’invalido civile che lavora e guadagna quindi, al massimo tale cifra può riscuotere l’assegno di invalidità civile.

L’intervento nasce da un emendamento in Senato che ha lo scopo a superare l’indirizzo interpretativo stabilito da due sentenze della Corte di Cassazione, la n. 17388 del 2018 e la n. 18926 del 2019. Tali sentenze erano state poi recepite dall’INPS, come aveva spiegato nel messaggio n. 3495 del 14 ottobre 2021 . Per l’Istituto l’inattività lavorativa come requisito per ottenere l’assegno di invalidità doveva essere totale ai fini del riconoscimento del trattamento in esame. Un indirizzo superato grazie al Decreto Fiscale divenuto Legge.

Dunque, l’INPS ha recepito la novità prevista dalla conversione del collegato Fiscale 2022 con il messaggio n° 4689 del 28-12-2021 e ha annullato le precedenti disposizioni, ovvero il precedente messaggio INPS n. 3495 del 14 ottobre 2021.

IL RIESAME DELLE DOMANDE SCARTATE NEL 2021

Nel messaggio INPS n° 4689 del 28-12-2021, il Direttore Generale dell’Istituto, Gabriella Di Michele ha specificato anche che le domande di assegno di invalidità presentate e non accolte successivamente alla pubblicazione del messaggio INPS n. 3495 del 14 ottobre 2021 saranno riesaminate d’ufficio. Il riesame riavvierà dunque, in automatico le istanze rigettate e non sarà necessario ripresentare la domanda. Si tratta di una procedura dell’INPS disposta in autotutela sulla base dei parametri previsti dalla nuova disposizione normativa introdotta dal Decreto Fiscale 2022 convertito in Legge.

INVALIDI PARZIALI LAVORATORI: COME PRESENTARE DOMANDA PER L’ASSEGNO DI INVALIDITÀ 2022

Chi non lo ha ancora fatto e vuole presentare domanda per ottenere l’assegno di invalidità per l’anno 2022 deve seguire la procedura prevista dall’INPS. A differenza di quanto era stato stabilito a ottobre 2021, ora però hanno diritto al sussidio anche i lavoratori, seppure con limiti di reddito.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Testo coordinato del Decreto Legge 21 ottobre 2021, n. 146

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Raffaele

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