Il credito di imposta zes 2025 è stato confermato fino al 2028.
Tra le novità previste dalla legge di bilancio 2026, infatti, c’è la proroga del credito d’imposta per investimenti nella Zes unica (ossia nelle Regioni Mezzogiorno).
In questa guida chiara e dettagliata vi spieghiamo nel dettaglio cos’è e come funziona.
Indice:
COS’È IL CREDITO D’IMPOSTA ZES UNICA SUD
Il credito d’imposta ZES è un tax credit, ovvero un credito che può essere compensato con i debiti fiscali e tasse in generale, destinato alle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali per le strutture produttive ubicate nelle zone nelle Regioni del Mezzogiorno.
L’agevolazione è stata istituita dal Decreto Sud, è stata prorogata dalla Legge di Bilancio nel 2025 e confermata dal prossimo 1° gennaio e fino al 2028 con la Legge di Bilancio 2026, per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028.
Il limite massimo di spesa per singolo investimento rimane 100 milioni di euro.
COME FUNZIONA IL CREDITO DI IMPOSTA
Il credito d’imposta per il Mezzogiorno funziona sotto forma di tax credit, al soggetto beneficiario viene riconosciuto, cioè, un credito nei confronti dello Stato che potrà recuperare tramite sconto sulle tasse.
È possibile usare il credito in compensazione, con il codice tributo “7034”. Inoltre, nel 2025, il tax credit ZES Sud deve essere calcolato in base alla parte del costo totale dei beni menzionati ammissibili che sono stati acquistati o, nel caso di investimenti immobiliari, realizzati tra il 1° gennaio 2025 e il 15 novembre 2025. Devono invece essere ancora chiariti tempi e scadenze valide dal 2026. Sarà un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate a definire successivamente i profili attuativi inerenti a tali obblighi. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.
QUANTO SI RECUPERA
La percentuale effettiva del credito d’imposta ZES Unica non è uguale per tutte le imprese del Sud, ma dipende da tre fattori combinati: la regione, la dimensione dell’impresa, e la tipologia dell’investimento
In particolare, il credito di imposta è determinato:
- nella misura del 40% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;
- nella misura del 30% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle regioni Basilicata, Molise e Sardegna;
- nella misura massima, rispettivamente del 50% e del 40%, per gli investimenti realizzati nei territori individuati ai fini del sostegno del Fondo per una transizione giusta nelle regioni Puglia e Sardegna;
- nella misura del 15% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle zone assistite della regione Abruzzo indicate dalla vigente Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.
Per i progetti di investimento con costi ammissibili non superiori a 50 milioni di euro, i massimali sono aumentati di 10 punti percentuali per le medie imprese e di 20 punti percentuali per le piccole imprese.
Il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni indicati, nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni al netto delle spese di manutenzione. Non sono agevolabili i progetti di investimento il cui costo complessivo sia inferiore a 200.000 euro.
COME RICHIEDERE IL CREDITO D’IMPOSTA
Per richiedere il credito di imposta, gli operatori economici interessati dovevano:
- comunicare l’ammontare delle spese ammissibili sostenute e che prevedono di sostenere, utilizzando questo modello (Pdf 379 Kb) e seguendo le istruzioni di compilazione, scaricabili da questa pagina (Pdf 253 Kb). Per il 2025 questo andava fatto tra il 31 marzo e il 30 maggio 2025, mentre per gli investimenti dal prossimo 1° gennaio al 2028 verranno comunicati i nuovi termini dopo la pubblicazione della Legge di Bilancio 2026;
- trasmettere per via telematica all’Agenzia delle Entrate una comunicazione integrativa, che attesta l’avvenuta realizzazione degli investimenti indicati in quella precedentemente presentata, a pena di decadenza dal beneficio. Per il 2025, questa va trasmessa tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025 mentre per 2026, anche in questo caso, si attende comunicazione dei nuovi termini.
Sarà un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate a definire le prossime scadenze. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.
Una volta ultimate queste procedure, poiché si tratta di un tax credit, il bonus ZES potrà essere usato in compensazione, cioè usando il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
CHI RIENTRA NELLA ZES UNICA
Rientrano ufficialmente nella ZES Unica 2025 le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.
Inoltre, con un apposito disegno di legge, il 4 Agosto 2025 il Consiglio dei Ministri ha ha approvato, in via d’urgenza, un disegno di legge che estende il perimetro della ZES Unica anche alle regioni Marche e Umbria. Tuttavia, l’estensione non è ancora automaticamente operativa in tutti i suoi effetti fino a quando non verranno definite le modalità, le mappe delle aree ammissibili, e il Piano strategico aggiornato per le due regioni. Infatti, in questo caso l’inclusione nella ZES Unica non riguarda l’intera regione in modo indistinto, ma solo le aree ammissibili agli aiuti di Stato a finalità regionale, individuate secondo la Carta degli aiuti 2022-2027 dell’Unione Europea.
Nelle Marche e in Umbria, al momento, solo alcuni territori saranno quindi inclusi, ma si è in attesa del Piano strategico ZES aggiornato che definirà nel dettaglio le aree produttive ammissibili. Appena ci saranno novità al riguardo, vi faremo sapere. Per restare informati, vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter gratuita per ricevere tutti gli aggiornamenti, al canale Whatsapp e al canale Telegram.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Testo definitivo (Pdf 224 Kb) del Decreto Legge 19 settembre 2023, n. 124, ossia il Decreto Sud pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.219 del 19-09-2023;
- testo definitivo (Pdf 24,4 MB) della Legge di Bilancio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 Dicembre 2024 (GU Serie Generale n.305 del 31-12-2024 – Suppl. Ordinario n. 43).
ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI
Per capire meglio quali sono le differenze, vi consigliamo di approfondire la nostra guida al bonus Zes. Vi consigliamo anche l’articolo sull’agevolazione decontribuzione Sud e quello relativo a Resto al Sud nel 2025.
Mettiamo poi a vostra disposizione l’elenco aggiornato dei bonus attivi nel 2025.
Da consultare, anche la guida sui contributi a fondo perduto e quella sugli incentivi per le assunzioni. Vi consigliamo, infine, di leggere anche l’elenco dei principali incubatori e acceleratori per startup in Italia.
Per conoscere tutte le altre agevolazioni è possibile visitare la nostra pagina dedicata gli aiuti per le imprese, mentre in questa pagina potete scoprire gli aiuti per le persone.
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