L’Agenzia delle Entrate ha approvato i nuovi modelli per richiedere il credito di imposta ZES nel 2026.
La Legge di Bilancio ha infatti esteso il contributo per gli investimenti realizzati nella zona economica speciale per il Mezzogiorno (ZES unica) fino al 2028.
In questa guida chiara e dettagliata vi spieghiamo nel dettaglio cos’è, come funziona e come fare domanda.
Indice:
COS’È IL CREDITO D’IMPOSTA ZES UNICA SUD
Il credito d’imposta per la ZES Unica (Zona Economica Speciale del Mezzogiorno) è un’agevolazione fiscale rivolta alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive situate nel Sud Italia. È stato istituito dal Decreto Sud, prorogato dalla Legge di Bilancio nel 2025 e confermato fino al 2028 con la Legge di Bilancio 2026, che ha stanziato 4 miliardi per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028 nelle aree assistite di:
- Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise (zone ex art. 107, par. 3, lett. a, TFUE);
- Abruzzo (zone ex art. 107, par. 3, lett. c, TFUE);
- Marche e Umbria (limitatamente alle aree colpite dal sisma e mappate come zone assistite).
COME FUNZIONA
Il credito d’imposta ZES è un tax credit, ovvero un credito che può essere compensato con i debiti fiscali e tasse in generale, destinato alle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali per le strutture produttive ubicate nelle zone nelle Regioni del Mezzogiorno.
L’accesso all’agevolazione è condizionato al rispetto della soglia minima di investimento di 200.000 euro.
QUANTO SI RECUPERA CON LA ZES
La percentuale effettiva del credito d’imposta ZES Unica non è uguale per tutte le imprese del Sud, ma dipende da tre fattori combinati: la regione, la dimensione dell’impresa, e la tipologia dell’investimento
In particolare, il credito di imposta è determinato:
- nella misura del 40% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;
- nella misura del 30% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle regioni Basilicata, Molise e Sardegna;
- nella misura massima, rispettivamente del 50% e del 40%, per gli investimenti realizzati nei territori individuati ai fini del sostegno del Fondo per una transizione giusta nelle regioni Puglia e Sardegna;
- nella misura del 15% dei costi sostenuti in relazione agli investimenti ammissibili nelle zone assistite della regione Abruzzo indicate dalla vigente Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.
Per i progetti di investimento con costi ammissibili non superiori a 50 milioni di euro, i massimali sono aumentati di 10 punti percentuali per le medie imprese e di 20 punti percentuali per le piccole imprese.
REQUISITI DELL’INVESTIMENTO
Per essere agevolabile, l’intervento deve configurarsi come un “investimento iniziale” (creazione di un nuovo stabilimento, ampliamento di uno esistente o diversificazione della produzione) e deve avere un costo complessivo non inferiore a 200.000 euro. Mentre il limite massimo agevolabile per ciascun progetto è invece di 100 milioni di euro.
Tra i beni ammissibili, ci sono: nuovi macchinari, impianti, attrezzature varie e terreni. L’acquisto o l’ampliamento di immobili strumentali è ammesso, ma il valore di terreni e fabbricati non può superare il 50% dell’investimento totale.
SOGGETTI AMMESSI
Possono accedere all’agevolazione tutte le imprese, indipendentemente dalla loro forma giuridica (società di capitali, società di persone, ditte individuali) e dal regime contabile adottato, che effettuano investimenti in strutture produttive situate nelle zone assistite del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise e le zone assistite dell’Abruzzo).
Le imprese inoltre devono:
- essere regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese;
- non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento;
- mantenere la propria attività nelle aree della ZES Unica per almeno 5 anni dopo il completamento dell’investimento. L’inosservanza di questo limite comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo di restituzione del credito fruito.
In conformità con la normativa europea sugli aiuti di Stato a finalità regionale, sono esclusi dal beneficio i soggetti che operano nei seguenti settori: Siderurgia e industria carbonifera; Costruzioni navali; Fibre sintetiche; Trasporti e relative infrastrutture; Produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione di energia e infrastrutture energetiche; Settore creditizio, finanziario e assicurativo.
COME RICHIEDERE IL CREDITO D’IMPOSTA ZES UNICA
Per richiedere il credito di imposta, gli operatori economici interessati dovevano comunicare l’ammontare delle spese ammissibili sostenute e che prevedono di sostenere, utilizzando questo modello e seguendo le istruzioni di compilazione, scaricabili da questa pagina.
La domanda per prenotare il credito d’imposta nel 2026 deve essere inviata nel periodo compreso tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026. In questa fase l’impresa indica gli investimenti che intende realizzare nel corso dell’anno;
Dopo aver realizzato gli investimenti, è necessario inviare una seconda comunicazione integrativa, utilizzando questo modello (e seguendo queste istruzioni per la compilazione) tra il 3 gennaio e il 17 gennaio 2027. Questo passaggio serve a confermare l’avvenuta esecuzione degli interventi e l’ammontare finale delle spese sostenute.
Una volta ultimate queste procedure, poiché si tratta di un tax credit, il bonus ZES potrà essere usato in compensazione, cioè usando il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- Testo definitivo (Pdf 224 Kb) del Decreto Legge 19 settembre 2023, n. 124, ossia il Decreto Sud pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.219 del 19-09-2023;
- testo definitivo (Pdf 24,4 MB) della Legge di Bilancio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 Dicembre 2024 (GU Serie Generale n.305 del 31-12-2024 – Suppl. Ordinario n. 43);
- testo finale della Legge di Bilancio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025 (GU Serie Generale n.301 del 30-12-2025 – Suppl. Ordinario n. 42);
- Provvedimento Agenzia delle Entrate 30 gennaio 2026.
GUIDA AI BONUS IMPRESE 2026
Per conoscere tutti gli altri aiuti e incentivi disponibili, vi consigliamo di leggere l’elenco aggiornato dei bonus per le imprese attivi nel 2026.
ALTRI INTERESSANTI AIUTI E AGGIORNAMENTI
Fino al 2 marzo è inoltre possibile richiedere gli incentivi per l’apertura di nuove attività destinati ai giovani under 35.
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Per conoscere tutte le altre agevolazioni è possibile visitare la nostra pagina dedicata gli aiuti per le imprese.
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