Bonus contributivo parità di genere 2023: cos’è, come funziona

Al via il bonus contributivo per le aziende che hanno ottenuto nel 2022 il “certificato parità di genere” che attesta il loro impegno per ridurre il divario lavorativo tra uomo e donna sul lavoro

parità uomo donna

Disponibile il bonus contributivo parità di genere 2023 dedicato alle aziende che promuovono la parità tra uomini e donne nel lavoro.

Istituito con la Legge sulla parità salariale, il bonus contributivo per il rispetto della parità di genere è uno sgravio dell’1% dal versamento dei complessivi contributi fino a 50.000 euro in favore dei datori di lavoro privato che hanno conseguito la certificazione della parità di genere (la nuova attestazione che prova l’impegno per la riduzione delle disparità uomo donna a livello lavorativo).

In questa guida vi spieghiamo nel dettaglio cos’è il bonus contributivo parità di genere, a chi spetta, come funziona, a quanto ammonta e come ottenerlo.

COS’È IL BONUS CONTRIBUTIVO PARITÀ DI GENERE

Il bonus contributivo per la parità di genere è un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro privato. Lo sgravio è concesso solo alle aziende private che abbiano ottenuto la certificazione della parità di genere secondo quanto previsto dalla Legge sulla parità salariale, che ha istituito questa agevolazione. L’esonero non può superare l’1% dei contributi dovuti entro il limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna azienda (riparametrato su base mensile). Disciplinato nella sua attuazione dal Decreto interministeriale del 20 ottobre 2022, è gestito dall’INPS, in collaborazione con il Ministero del Lavoro, con l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (INAPP) e con il Dipartimento per le Pari Opportunità che ne assicura la coerenza rispetto al Piano strategico nazionale per la parità di genere.

Con la Circolare n° 137 del 27-12-2022, l’INPS ha pubblicato le prime istruzioni operative per consentire ai datori di lavoro che abbiano conseguito la certificazione della parità di genere entro il 31 dicembre 2022 di accedere alla misura di esonero. Per questi datori di lavoro, le domande per il bonus possono essere presentate a decorrere dal 27 dicembre 2022 e fino al 15 febbraio 2023.  Per le successive annualità saranno date ulteriori indicazioni, su cui vi aggiorneremo. Ma vediamo tutti i dettagli.

A CHI SPETTA

Il bonus contributivo parità di genere spetta a decorrere dall’anno 2022 ai datori di lavoro delle aziende private (anche non imprenditori) che abbiano conseguito la certificazione di parità di genere di cui vi parliamo in questa guida dedicata entro la fine del 2022. Si tratta di un documento che mira ad attestare le politiche e le misure concrete adottate dai datori di lavoro per ridurre il divario di genere circa le opportunità di crescita in azienda, la parità salariale e parità di mansioni, le politiche di gestione delle differenze di genere e la tutela della maternità. Come chiarito dall’INPS oltre ai datori di lavoro privato hanno diritto al riconoscimento del beneficio anche:

  • Enti pubblici economici;
  • Istituti autonomi case popolari trasformati in base alle diverse leggi regionali in Enti pubblici economici. Esclusi, invece, gli IACP e le Aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica (ATER), comunque denominate, che non siano qualificate dalla legge istitutiva quali Enti pubblici economici;
  • Enti che per effetto dei processi di privatizzazione si sono trasformati in società di capitali, ancorché a capitale interamente pubblico;
  • ex Istituti pubblici di assistenza e beneficenza (IPAB) trasformati in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto privi dei requisiti per trasformarsi in ASP, e iscritti nel registro delle persone giuridiche. Non possono fruire del beneficio quelle, invece, quelle derivanti dal processo generale di trasformazione di cui al Decreto Legislativo 4 maggio 2001, n. 207, in presenza di determinati requisiti previsti dallo stesso Decreto;
  • aziende speciali costituite anche in consorzio, ai sensi degli articoli 31 e 114 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
  • consorzi di bonifica e consorzi industriali;
  • Enti morali ed Enti ecclesiastici.

REQUISITI

I datori di lavoro interessati, come chiarito dall’INPS, beneficiano dell’esonero per il periodo di validità della certificazione parità di genere. L’INPS concederà l’esonero in subordine al rispetto della regolarità contributiva e all’assenza di provvedimenti di sospensione dei benefici contributivi adottati dall’Ispettorato nazionale del lavoro.

L’Istituto, nella Circolare n° 137 del 27-12-2022, ricorda anche che ai sensi dell’articolo 46 del Codice per le pari opportunità tra uomo e donna, le aziende pubbliche e private che occupano oltre 50 dipendenti sono tenute ogni due anni a redigere un rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile. Se una di queste aziende ha diritto all’esonero e non consegna il rapporto entro 12 mesi dalla scadenza dei termini, potrebbe perdere il diritto al bonus. Inoltre, andrà anche incontro alle sanzioni già previste dal Codice.

ESCLUSI

Con la Circolare n° 137 del 27-12-2022, l’INPS chiarisce che sono esclusi dall’applicazione dell’esonero:

  • Amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado, le Accademie e i Conservatori statali, nonché le istituzioni educative;
  • aziende ed Amministrazioni dello Stato a ordinamento autonomo;
  • Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane, Enti di area vasta, Unioni dei Comuni, Comunità montane, Comunità isolane o di arcipelago e loro consorzi e associazioni;
  • Università, statali e non;
  • Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni;
  • Enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali. Tra questi vanno ricompresi tutti gli Enti indicati nella Legge 20 marzo 1975, n. 70, gli ordini e i collegi professionali e le relative federazioni, consigli e collegi nazionali, gli Enti di ricerca e sperimentazione non compresi nella Legge n. 70 del 1975 e gli Enti pubblici non economici dipendenti dalle Regioni o dalle Province autonome;
  • Amministrazioni, le aziende e gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale. Tra queste anche le aziende sanitarie locali, Aziende sanitarie ospedaliere e le diverse strutture sanitarie istituite dalle Regioni con legge regionale nell’ambito dei compiti di organizzazione del servizio sanitario attribuiti alle stesse;
  • Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN);
  • Agenzie di cui al Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
  • Banca d’Italia, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) e le Autorità indipendenti.

COME FUNZIONA IL BONUS PARITÀ DI GENERE

Lo sgravio parità di genere viene riconosciuto sotto forma di esonero dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro privato. I datori di lavoro aventi diritto, possono fruire del beneficio, parametrato su base mensile, in relazione alle mensilità di validità della certificazione della parità di genere. Cioè, solo nei mesi in cui l’hanno ottenuta e per l’intera durata della sua validità. In caso di revoca della certificazione le imprese interessate sono tenute a darne tempestiva comunicazione all’INPS e al Dipartimento per le pari opportunità. L’INPS, nella Circolare n° 137 del 27-12-2022, chiarisce anche che il bonus contributivo parità di genere:


  • è cumulabile con altri esoneri (salvo specifici divieti previsti dalle altre agevolazioni) o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta.

CONTRIBUTI ESCLUSI DALL’ESONERO

L’INPS, nella Circolare n° 137 del 27-12-2022, specifica che è soggetta all’esonero solo la contribuzione datoriale. Sono, perciò, esclusi:

  • i premi e i contributi dovuti all’INAIL;
  • il contributo, ove dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile” (articolo 1, comma 755, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296);
  • il contributo, ove dovuto, ai Fondi di cui agli articoli 26, 27, 28 e 29 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 148;
  • il contributo, se dovuto, al Fondo di solidarietà territoriale intersettoriale del Trentino o al Fondo di Bolzano – Alto Adige di cui all’articolo 40 del Decreto Legislativo n. 148 del 2015;
  • il contributo al Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, previsto dal Decreto interministeriale 7 aprile 2016, n. 95269;
  • il contributo previsto dall’articolo 25, quarto comma, della Legge 21 dicembre 1978, n. 845, in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua;
  • le contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento. Per queste contribuzioni, si rinvia a quanto già previsto dalla Circolare n. 40 del 2018.

A QUANTO AMMONTA

Il bonus contributivo parità di genere è pari a un esonero nella misura dell’1% del versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fermo restando il limite massimo di 50.000 euro annui.

Viene riparametrato su base mensile e può essere fruito dai datori di lavoro in riduzione dei contributi previdenziali a loro carico. Vale solo in relazione alle mensilità di validità della certificazione della parità di genere conseguita entro il 31 dicembre 2022. La soglia massima di esonero della contribuzione datoriale riferita al periodo di paga mensile è, pertanto, pari a 4.166,66 euro ( 50.000 euro / 12 mensilità).

Infine, l’INPS precisa che l’agevolazione spetta nei limiti delle risorse stanziate pari, per il 2022, a 50 milioni di euro. Se le risorse risulteranno insufficienti a fare fronte a tutte le istanze presentate dai soggetti aventi diritto all’esonero, il beneficio sarà proporzionalmente ridotto, così da favorire il più ampio accesso alla misura.

SCADENZA DOMANDE

Per i datori di lavoro che hanno conseguito la certificazione parità di genere entro il 31 dicembre 2022, le domande per il bonus possono essere presentate a decorrere dal 27 dicembre 2022 e fino al 15 febbraio 2023. 

COME RICHIEDERE IL BONUS CONTRIBUTIVO PARITÀ DI GENERE

Per ottenere l’esonero contributivo, i datori di lavoro che hanno ottenuto la certificazione di genere entro il 31 dicembre 2022 possono presentare domanda tramite il rappresentante legale, un suo delegato o un consulente del lavoro. L’istanza va presentata all’INPS esclusivamente con il modulo di istanza on-line “PAR_GEN” appositamente predisposto dall’Istituto sul sito internet INPS, nella sezione denominata “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)”. 

Per ottenere il modulo, bisogna accedere al “Portale delle Agevolazioni” mediante i consueti canali INPS online dedicati alle imprese, a cui accedere con le proprie credenziali mediante:

  • Carta nazionale dei servizi o CNS;

  • un’identità digitale SPID;

  • Carta d’Identità Elettronica o CIE.

COME COMPILARE LA DOMANDA

La domanda di accesso al bonus contributivo parità di genere deve contenere le seguenti informazioni:

  • i dati identificativi dell’azienda;
  • la retribuzione media mensile stimata relativa al periodo di validità della certificazione di parità di genere di cui all’articolo 46-bis del Decreto Legislativo 11 aprile 2006, n. 198;
  • l’aliquota datoriale media stimata relativa al periodo di validità della certificazione di parità di genere;
  • la forza aziendale media stimata relativa al periodo di validità del certificato parità di genere;
  • la dichiarazione sostitutiva con cui si dichiara di essere in possesso della certificazione di parità di genere e di non essere incorsa in provvedimenti di sospensione dei benefici contributivi adottati dall’Ispettorato nazionale del lavoro;
  • il periodo di validità della certificazione di parità di genere.

Al termine delle elaborazioni, verrà comunicato, sotto allo modulo di istanza on-line, l’ammontare dell’esonero che potrà essere fruito. In caso di esonero pieno, sarà presente la dicitura “Accolta”. Qualora sia necessario procedere al proporzionamento delle risorse per l’intera platea dei destinatari le istanze saranno contrassegnate dallo stato “Accolta parziale”. In entrambi i casi, ai beneficiari, sarà attribuito il codice di autorizzazione (CA) “4R”, che assume il nuovo significato di “Azienda autorizzata all’esonero di cui all’articolo 5 della legge n. 162/2021”.

L’INPS, nella Circolare n° 137 del 27-12-2022, paragrafi 8 e 9, spiega anche la modalità con cui i datori di lavoro (quelli cioè a cui sia stato attribuito il CA “4R”) devono esporre i dati relativi alla fruizione dell’esonero nella sezione <PosContributiva> o <ListaPosPA> del flusso Uniemens. Nel paragrafo 10 viene invece spiegata la modalità di fruizione dell’esonero per i datori di lavoro con posizione contributiva agricola (CIDA). La Circolare n° 137 del 27-12-2022, infine, si chiude con le istruzioni contabili relative al bonus, che vi invitiamo a consultare.

CONTROLLI E SANZIONI

Le domande saranno verificate dall’INPS sulla base delle informazioni fornite e sono ammesse con riferimento all’intero periodo di validità della certificazione di parità di genere. I datori di lavoro che hanno beneficiato indebitamente dell’esonero contributivo sono tenuti al versamento dei contributi dovuti, nonché al pagamento delle sanzioni previste dalle vigenti disposizioni di legge in materia. Resta salva l’eventuale responsabilità penale, ove il fatto costituisca reato.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Legge 5 novembre 2021, n. 162 (Pdf 84 Kb);

Decreto interministeriale del 20 ottobre 2022 (pdf 499 Kb);

DPCM – Dipartimento per la famiglia e le pari opportunità 29 aprile 2022 (Pdf 70 Kb);

Circolare n° 137 del 27-12-2022 (Pdf 226 Kb).

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Se volete conoscere tutti i dettagli per le agevolazioni per le donne, vi consigliamo il nostro focus sull’esonero contributi per le mamme lavoratrici e le novità della Legge per la parità salariale. Vi consigliamo anche di restare informati sui congedi parentali e a tal fine vi invitiamo a leggere la nostra guida sulle disposizioni introdotte dal Decreto conciliazione vita lavoro.

Per scoprire altre interessanti novità, legislative e non, legate al mondo del lavoro vi invitiamo a visitare questa pagina. Se volete restare aggiornati è possibile iscriversi gratis alla nostra newsletter e al nostro canale Telegram, per avere le notizie in anteprima.

© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Tutti gli annunci di lavoro pubblicati sono rivolti indistintamente a candidati di entrambi i sessi, nel pieno rispetto della Legge 903/1977.



Per restare aggiornato iscriviti alla nostra newsletter gratuita.
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
Leggi i commenti