POS obbligatorio 2023 con multe commercianti: salta il limite dei 60 euro

Dietrofront del Governo sul POS obbligatorio solo in caso di pagamenti sopra i 60 euro: l’UE boccia la norma inserita in Legge di Bilancio. Ecco i dettagli

pagamento elettronico, cashless, carta di credito

POS obbligatorio, marcia indietro nella Legge di Bilancio 2023 sull’introduzione di una soglia per le multe.

La norma che sospende le sanzioni per esercenti e professionisti che non accettano i pagamenti elettronici sotto i 60 euro viene bocciata dall’Unione Europea e il Governo presenta un emendamento – che verrà approvato sicuramente – per depennarla dal Disegno di Legge. Al contempo, per i commercianti si sta pensando un pacchetto di ristori per sostenere l’onere delle commissioni con crediti di imposta. 

In questo articolo vi spieghiamo quali sono le regole per il POS obbligatorio nel 2023 in base alle ultime novità, quando scattano le sanzioni e cosa potrebbe cambiare con l’ok definitivo della Legge di Bilancio 2023.

POS OBBLIGATORIO 2023, LE MULTE RESTANO 

Il cambio di rotta sull’alleggerimento del POS obbligatorio arriva dopo il parere della Commissione Europea del 14 dicembre. Ad essere cassato è l’articolo 69 il comma 2 della Legge di Bilancio 2023 in corso di redazione che vi illustriamo in questo approfondimento, secondo cui per commercianti e professionisti dal 2023 sarebbe stato obbligatorio ricevere pagamenti con carte (di debito, prepagate o di credito) tipo bancomat solo per acquisti di importo superiore a 60 euro

L’Esecutivo, in pratica, autorizzava esercenti e professionisti a rifiutare i pagamenti sotto i 60 euro senza incorrere in alcun tipo di multa. Dal 1° luglio (come aveva previsto il Decreto PNRR 2) per chi rifiuta il pagamento con il POS di qualsiasi importo, è prevista una multa di 30 euro, con l’aggiunta del 4% del valore della transazione. Con un emendamento, quindi, il Governo intende sostituire l’articolo in questione, depennando il riferimento alla soglia dei 60 euro e inserendo una previsione sui crediti di imposta per commissioni e affitto del POS. Una novità che, tra le altre cose, andrebbe a modificare il Bonus POS 50 euro di cui vi parliamo in questo focus, il credito di imposta riconosciuto agli esercenti che acquistano registratori di cassa telematici. Per avere certezza su tutte queste novità, lo ribadiamo, bisognerà attendere il testo ufficiale della Manovra 2023 che verrà pubblicato entro la fine del 2022 e su cui noi vi aggiorneremo.

Ma come funzionano le multe per il POS obbligatorio? A chi si rivolgono? Scopriamolo insieme.

PER CHI È OBBLIGATORIO IL POS

Ma per chi è scattato l’obbligo POS dal 1° luglio 2022 a fronte di qualsiasi pagamento e senza limiti? Si tratta di tutti i soggetti che effettuano attività di vendita e prestazione di servizi anche professionali. Si tratta, in particolare, dei seguenti soggetti:

  • commercianti;
  • artigiani;
  • titolari di attività ricettive, di ristorazione, agriturismi;
  • PMI che hanno un rapporto diretto con il cliente per la vendita o prestazione di servizi;
  • professionisti (come avvocati, medici e non solo) che esercitano in proprio e che hanno un rapporto diretto con il cliente per la vendita o prestazione di servizi.

COSA SI INTENDE PER PAGAMENTI ELETTRONICI

Per pagamenti elettronici, per Legge, si intendono quelli effettuati a mezzo carta di pagamento. Ovvero mediante carta di debito, carta di credito e carte prepagate. Non sono inclusi in questa dicitura – stando alle norme vigenti – i pagamenti tramite App.

A QUANTO AMMONTA LA MULTA

La multa che potrebbe essere irrogata al professionista o all’esercente che si rifiuta di accettare un pagamento elettronico superiore alla soglia di 60 euro, dal 1° gennaio 2023, sarà pari a 30 euro, con l’aggiunta del 4% del valore della transazione. Ovvero, avrà lo stesso valore della sanzione che può essere applicata fino al 31 dicembre 2022 a chi rifiuta un pagamento elettronico di qualsiasi importo. Ricordiamo che, per essere in regola con la normativa vigente, esercenti e professionisti potrebbero limitarsi ad accettare anche un unico circuito e una sola tipologia di carta di debito o di credito. L’importate è che sia consentito il pagamento elettronico, considerato alla stregua della moneta corrente.

DA QUANTO IL POS È OBBLIGATORIO

Il POS è obbligatorio in Italia dal 1° luglio 2015, come istituito dal Decreto Crescita 2.0, ovvero il Decreto Legge 179 del 2012, articolo 16, comma 4. Ma prima del Decreto PNRR 2, non erano previste multe per chi rifiutava i pagamenti elettronici. Poi, dal Decreto PNRR 2 convertito in Legge, il Governo ha stabilito l’avvio ufficiale dal 1° luglio 2022 delle sanzioni per chi rifiuta i pagamenti elettronici di qualsiasi importo. Su tale norma, che è nata come strutturale così come da indicazione dell’Europa come misura volta contrastare l’evasione fiscale, si attende l’ufficialità della Legge di Bilancio 2023 (articolo 69) che dovrebbe stabilire il tetto per le sanzioni solo al di sopra dei 60 euro per chi rifiuta i pagamenti elettronici.

SOSTEGNO COMMISSIONI CON CREDITI DI IMPOSTA

Tra le soluzioni al vaglio per ristorare gli esercenti dall’obbligo tout court di utilizzare il POS c’è quella che intende trasformare tutte le commissioni corrisposte agli enti finanziari in credito d’imposta. Una modifica che andrebbe a potenziare ulteriormente quanto già stabilito dalla normativa attuale che prevede che il 30% delle commissioni pagate ne corso dell’anno venga convertito in credito d’imposta. Nel caso ci siano novità anche su questo punto, noi vi aggiorneremo.

TETTO DELLE MULTE: NODO APERTO CON L’UE

Come accennato, il rialzo del tetto a 60 euro per le multe a chi rifiuta il pagamento elettronico o digitale previsto dalla Manovra si è scontrato con il diktat di Bruxelles. Al contrario l’Europa, come premessa per l’erogazione dei fondi PNRR e sotto forma di raccomandazione, aveva chiesto all’Italia di mettere in campo misure a per incentivare l’uso di App per i pagamenti digitali, oltre che di carte e bancomat. L’obiettivo è di ridurre l’evasione fiscale per cui l’Italia detiene il primato negativo in Europa. 

Il Governo ha spiegato che, dal canto suo, l’intervento nasceva al fine di assicurare la proporzionalità tra l’entità della sanzione irrogabile e l’importo del pagamento rifiutato. Lo scopo annunciato era quello di tenere conto della crisi di liquidità e degli incrementi dei costi produttivi, gestionali e operativi, prodotti in capo agli operatori economici dall’inflazione e dall’aumento dei costi dei prodotti energetici. Stesso discorso vale anche per la misura prevista nello stesso articolo 69 della Finanziaria 2023  che aumenta il tetto per l’uso del denaro contante da 1.000 a 5.000 euro, come vi abbiamo spiegato in questa guida, che potrebbe subire la stessa sorte del limite alle multe per il POS. 

TESTO PRELIMINARE DELLA LEGGE DI BILANCIO 2023

Vi consigliamo di leggere anche il nostro approfondimento per conoscere quali sono le altre misure per famiglie, imprese, giovani, donne e lavoratori inserite nel testo preliminare della Legge di Bilancio 2023 bollinato e inviato alla Camera dei Deputati il 29 novembre 2022 per l’approvazione definitiva che dovrà intervenire entro il 31 dicembre 2022.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo di leggere anche il nostro approfondimento sulle cartelle esattoriali stralciate grazie alla tregua fiscale e il focus sulla nuova Carta risparmio spesa, anch’esse misure inserite nel testo preliminare della Legge di Bilancio 2023. Tra le altre novità, anche il ripristino dei voucher lavoro occasionale.

Per scoprire invece altre interessanti novità legislative vi invitiamo a visitare questa pagina. Se volete restare aggiornati sugli aiuti alle famiglie e ai lavoratori, consultate questa sezione. In questa pagina, invece, trovate le notizie sugli aiuti per le imprese. Vi ricordiamo che è possibile iscriversi gratis alla nostra newsletter e al nostro canale Telegram, per avere le notizie in anteprima.

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Sergio

Finalmente un provvedimento apprezzabile dall’ U.E., une dei pochi. Il governo in carica col “POS” ha preso un grande scivolone, va bene l’uso del contante ma sono i cittadini che devono scegliere come pagare.