Tutela Lavoratori dello Spettacolo maternità e paternità: come funziona

Ecco come funziona la nuova norma che disciplina la tutela dei lavoratori dello spettacolo in caso di maternità o paternità. Novità anche nel calcolo della retribuzione media giornaliera globale.

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Arrivano nuove regole per la tutela dei lavoratori dello spettacolo, in particolare per la maternità e la paternità per dipendenti e autonomi.

In una specifica circolare, l’INPS illustra le novità inserite dal Decreto Sostegni Bis, per la tutela e il sostegno della maternità e della paternità, rispetto al Testo Unico vigente.

In questa guida spieghiamo in modo chiaro e semplice come funziona la tutela per tali lavoratori e quali sono gli elementi introdotti dal Decreto emergenziale in vigore dal 26 maggio 2021.

TUTELA LAVORATORI DELLO SPETTACOLO, LE NOVITÀ

Il Decreto Sostegni Bis ha modificato le norme del Testo Unico  delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, ovvero il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151. La Circolare INPS del 10 dicembre 2021, n. 182 ha spiegato il funzionamento operativo della nuova tutela per i lavoratori dello spettacolo in occasione della nascita di un figlio. In pratica, le tutele vengono suddivise in base al rapporto di lavoro in corso. Ovvero:


  • per i rapporti di lavoro autonomo dello spettacolo sono riconosciute le tutele di cui al Capo XI del medesimo testo unico. Ovvero le indennità per le lavoratrici autonome e imprenditrici agricole e relativo congedo parentale.

Introdotto anche un nuovo criterio d’individuazione della retribuzione media globale giornaliera.

A CHI SI RIVOLGE LA TUTELA

Il nuovo articolo 59 bis introdotto nel Decreto Legislativo n. 151/2001 dispone che le tutele della maternità siano riconosciute a tutti i lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo, collegando la specifica tutela alla tipologia di rapporto di lavoro (subordinato o autonomo) in corso all’inizio del periodo indennizzabile. In primis, per comprendere come funzionerà la nuova tutela, bisogna premettere che il Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 182, ha distinto i lavoratori dello spettacolo, indipendentemente dalla natura autonoma o subordinata del rapporto di lavoro, in tre gruppi, a seconda che:

  • prestino a tempo determinato attività artistica o tecnica, direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli;

  • prestino a tempo determinato attività al di fuori delle ipotesi del punto precedente;

  • prestino attività a tempo indeterminato.

LA TUTELA LAVORATORI DELLO SPETTACOLO IN BASE AL TIPO DI CONTRATTO

Nella Circolare INPS n.182 del 2021 si specificano le indicazioni operative in relazione alle differenti tutele in materia di maternità e paternità, spettanti ai lavoratori dello spettacolo a seconda della tipologia di rapporto di lavoro. Nello specifico:

1) tutela da lavoro subordinato: nel caso in cui il periodo indennizzabile di maternità o paternità inizi durante un rapporto di lavoro subordinato, al richiedente sono riconosciute le tutele previste dal testo unico per i lavoratori dipendenti;

2) tutela da lavoro autonomo: qualora, invece, il periodo indennizzabile inizi durante lo svolgimento di un rapporto di lavoro autonomo dello spettacolo, trovano applicazione le tutele disciplinate al Capo XI del testo unico, con le particolarità illustrate nella Circolare INPS n.182 del 2021.

Vediamo nel dettaglio quali novità sono state introdotte.

1) TUTELA LAVORATORI SPETTACOLO IN CASO DI LAVORO SUBORDINATO

In base a quanto previsto dal Decreto legislativo n.151 del 2001, le lavoratrici hanno diritto a non lavorare nei 2 mesi precedenti alla presunta data del parto e nei 3 mesi successivi alla data dello stesso. Nel periodo di astensione dal lavoro è prevista un’indennità pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera. Sono altresì oggetto di tutela i periodi d’interdizione dal lavoro disposti dall’Azienda Sanitaria Locale (ASL) o dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), territorialmente competenti, ai sensi dell’articolo 17 del Testo Unico. Anche ai lavoratori dello spettacolo con rapporto di lavoro subordinato, come per la generalità dei lavoratori dipendenti, si applicano le disposizioni sulla flessibilità (articolo 20 del Decreto Legislativo n. 151 del 2001), ovvero su:

  • flessibilità;

  • fruizione del periodo di maternità esclusivamente dopo la data del parto;

  • tutela del parto prematuro;

  • interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza;

  • rinvio e sulla sospensione del congedo di maternità;

  • prolungamento del diritto alla corresponsione dell’indennità;

  • adozioni e affidamenti.

Per quanto riguarda il congedo parentale, ai lavoratori dello spettacolo con rapporto di lavoro subordinato, i lavoratori hanno il diritto di astenersi dal lavoro a ciascun genitore, per ogni bambino, nei suoi primi 12 anni di vita. Sia alla madre sia al padre spetta un periodo non superiore a 6 mesi. Il periodo del padre però, può arrivare a 7 mesi nel caso in cui eserciti il diritto ad astenersi dal lavoro per un periodo non inferiore a 3 mesi.

Al “genitore solo” spetta un periodo non superiore a 10 mesi. In ogni caso, i congedi parentali dei genitori non possono complessivamente eccedere il limite di 10 mesi, o 11 mesi nel caso in cui il padre eserciti il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo non inferiore a 3 mesi. In caso di lavoratori subordinati, il congedo parentale può essere fruito interamente o in modalità frazionata giornaliera o oraria.

Ai genitori lavoratori dello spettacolo subordinati è dovuta, fino al 6° anno di vita del bambino, un’indennità pari al 30% della retribuzione media globale giornaliera, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di 6 mesi. Per i periodi di congedo parentale ulteriori rispetto ai 6 mesi, l’indennità è dovuta, fino all’8° anno di vita del bambino, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Sono poi, applicabili ai lavoratori dello spettacolo con rapporto di lavoro subordinato le disposizioni relative ai permessi giornalieri della madre e del padre (articoli 39 e 40 del Decreto Legislativo n. 151 del 2001).

2) TUTELA LAVORATORI SPETTACOLO IN CASO DI LAVORO AUTONOMO

Ai lavoratori dello spettacolo con rapporto di lavoro autonomo si applica quanto previsto dall’articolo 68 del Testo Unico che prevede il riconoscimento di una indennità per i 2 mesi antecedenti la data del parto e per i 3 mesi successivi.
L’indennità, pari all’80% della retribuzione, è corrisposta a prescindere dall’effettiva astensione dall’attività lavorativa, purché sia accertata la sola iscrizione del soggetto richiedente al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo. Il riconoscimento della contribuzione figurativa per i periodi indennizzati riguarderà i soli periodi non coperti da contribuzione obbligatoria per effetto dell’astensione della lavoratrice dal lavoro.
Vista la possibilità di continuare a svolgere l’attività lavorativa durante la maternità, non sono applicabili la flessibilità e l’opzione di fruire della maternità esclusivamente dopo il parto. Dal momento che non si applicano i periodi d’interdizione, non viene riconosciuta neppure la relativa indennità.
Poi, in caso d’interruzione della gravidanza, spontanea o volontaria, verificatasi non prima del 3° mese di gravidanza, su certificazione medica rilasciata dall’ASL competente per territorio, è corrisposta un’indennità giornaliera per un periodo di 30 giorni.

Per quanto riguarda il congedo parentale durante lo svolgimento di rapporto di lavoro autonomo dello spettacolo, è previsto un periodo massimo di 3 mesi indennizzati al 30% della retribuzione. Il soggetto deve fruire di tale periodo entro il 1° anno di vita del bambino, solo dopo la verifica della sussistenza di un rapporto di lavoro attivo.

A tal proposito la Circolare INPS del 10 dicembre 2021 precisa che:

  • la lavoratrice deve presentare domanda d’indennità di congedo parentale all’Istituto prima dell’inizio del periodo di congedo di cui fruisce o al più tardi il giorno stesso d’inizio, pena la reiezione della domanda;

  • la lavoratrice deve comunicare l’astensione dal lavoro anche ai propri committenti;

  • il congedo può essere fruito interamente o frazionato, solamente a giorni;

  • i periodi di congedo parentale non coperti da contribuzione obbligatoria per effetto dell’astensione della lavoratrice sono coperti da contribuzione figurativa.

I lavoratori padri dello spettacolo, durante lo svolgimento di attività di lavoro autonomo, non hanno diritto al congedo parentale. In riferimento all’assolvimento degli obblighi contributivi per le prestazioni di lavoro autonomo, l’aliquota contributiva di finanziamento dell’assicurazione economica di maternità continua ad essere dello 0,46%.

DOPPI RAPPORTI DI LAVORO, COME FUNZIONA LA TUTELA

In caso di contemporanea sussistenza di più rapporti di lavoro – sia di natura subordinata sia di natura autonoma – in capo al singolo lavoratore al momento dell’inizio del periodo indennizzabile, le tutele connesse alla maternità o paternità devono essere differenziate in relazione a ogni singolo rapporto di lavoro.
Nel caso di contemporanea sussistenza dei requisiti di accesso alla tutela della maternità (sia da lavoro autonomo che da lavoro subordinato), si applica la tutela derivante dall’ultimo rapporto di lavoro. Con la conseguenza che:

  • se l’ultimo rapporto di lavoro è di natura subordinata, si applicano le tutele derivanti da tale tipo di rapporto lavorativo;

  • se l’ultimo rapporto di lavoro è di natura autonoma ed è stato prestato nei 12 mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile di maternità o paternità, la tutela può essere riconosciuta secondo le indicazioni previste dalla circolare INPS n. 182 del 2021. La tutela sarà indennizzata secondo le istruzioni fornite dalla stessa circolare.

Nella Circolare sono anche riportati alcuni esempi per cui si consiglia di vedere questa tabella riassuntiva (Pdf 24 Kb).

CASI PARTICOLARI DI TUTELA MATERNITÀ O PATERNITÀ

In caso di cessazione o sospensione del rapporto di lavoro il nuovo testo garantisce la tutela della maternità o paternità alle seguenti condizioni:

  • qualora sussistano le condizioni di cui all’articolo 24 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151;

  • qualora sia stato prestato lavoro autonomo nei 12 mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile.

Si ricorda che per la fruizione del congedo parentale è sempre necessaria la sussistenza di un rapporto di lavoro e che la tutela riconosciuta è quella prevista in relazione al rapporto di lavoro (subordinato o autonomo) dal quale ci si astiene. Dunque, in caso di cessazione o sospensione del rapporto di lavoro non si ha diritto al congedo parentale.

TUTELA LAVORATORI SPETTACOLO IN CASO DI DISOCCUPAZIONE

La Circolare 182 del 2021 poi chiarisce che la sussistenza del diritto a un’indennità di disoccupazione all’inizio del periodo indennizzabile di maternità o paternità è rilevante, per il riconoscimento di un’indennità giornaliera di maternità, per i soli casi di cessazione di un rapporto di lavoro di natura subordinata.

La percezione dell’indennità per la disoccupazione involontaria per i lavoratori autonomi dello spettacolo (cosiddetta ALAS, introdotta a decorrere dal 1° gennaio 2022 ai sensi dell’articolo 66, comma 7, del Decreto Sostegni Bis, riconosciuta a seguito di cessazione di un rapporto lavorativo di natura autonoma) è rilevante ai fini del diritto al trattamento economico di maternità. Ne consegue che, in caso di maternità insorta durante la percezione della prestazione ALAS, quest’ultima viene sospesa per tutta la durata dell’indennità di maternità. Sarà poi ripristinata per la parte residua, dal momento della fine del periodo di maternità indennizzato.

IL CASO DEI LAVORATORI DEL MONDO DELLA MUSICA

Nel caso dei lavoratori autonomi “esercenti attività musicali”, categoria introdotta dall’articolo 3, comma 98, della Legge 24 dicembre 2003, n. 350, la Circolare INPS specifica che sono tenuti a provvedere direttamente all’adempimento degli obblighi contributivi. Dunque, per effetto dell’ampliamento della tutela della maternità o paternità, dal 26 maggio 2021, sono tenuti a versare lo specifico contributo dello 0,46%. L’obbligo di versare questa contribuzione riguarda i soli periodi di effettiva attività lavorativa. Tale versamento è requisito necessario per il riconoscimento delle indennità di maternità.

LA RETRIBUZIONE MEDIA GLOBALE GIORNALIERA: LE NOVITÀ

Per tutti i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato, la retribuzione media globale giornaliera, ai fini dell’indennità di maternità o paternità, è stata modificata.

Ora, corrisponde all’importo ottenuto dividendo l’ammontare dei redditi percepiti in relazione alle sole attività lavorative nel settore dello spettacolo nei 12 mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile per il numero di giorni lavorati, o comunque retribuiti, risultanti nel medesimo periodo. Ciò vale sia per le attività di natura autonoma che subordinata.

Restano esclusi dal criterio di determinazione della retribuzione media globale giornaliera tutti gli eventuali redditi percepiti in relazione ad attività lavorative che non riguardano il settore dello spettacolo. Dunque, sia per i rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato sia per i rapporti di lavoro autonomo, non si applicano, ai fini del calcolo delle indennità di maternità o paternità e di congedo parentale, le disposizioni di cui all’articolo 23 e all’articolo 34 del Testo unico.

Queste disposizioni restano invece applicabili ai rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Tali indicazioni di calcolo valgono anche per la determinazione della retribuzione media globale giornaliera utile ai fini dell’indennità di congedo parentale. L’importo massimo giornaliero sarà pari a un massimo di 100 euro.

QUANDO ENTRA IN VIGORE LA NUOVA TUTELA PER I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO?

Le novità normative per la tutela dei lavoratori dello spettacolo, introdotte dal Decreto Sostegni Bis sono valide dal 26 maggio 2021, data di entrata in vigore della norma. Pertanto, le domande d’indennità che hanno ad oggetto periodi di maternità o paternità dei lavoratori dello spettacolo con rapporto di lavoro a tempo determinato ricadenti interamente o parzialmente nel periodo interessato devono essere liquidate secondo le indicazioni del Decreto Sostegni Bis e della Circolare INPS n.182 del 2021. Al contrario, le domande aventi ad oggetto periodi di maternità o paternità interamente antecedenti alla data di entrata in vigore della normativa devono essere liquidate ai sensi dell’articolo 23 del Decreto Legislativo n. 151 del 2001.

Infine, considerata la frazionabilità del congedo parentale, si precisa che le domande d’indennità relative a periodi di congedo parentale dei lavoratori dello spettacolo con rapporto di lavoro a tempo determinato ricadenti in parte nel periodo di vigenza della nuova disciplina e in parte in quello di vigenza della precedente normativa, dovranno essere divise e liquidate secondo le rispettive indicazioni delle norme.

MODALITÀ DI PAGAMENTO DELLE INDENNITÀ DI MATERNITÀ O PATERNITÀ

Le nuove disposizioni sui criteri di determinazione della retribuzione media globale giornaliera per i rapporti di lavoro a tempo determinato non modificano le consuete modalità di pagamento. Continueranno ad essere erogate direttamente dall’INPS per i rapporti di lavoro dello spettacolo a tempo determinato e ad essere anticipate dai datori di lavoro dello spettacolo (e successivamente portate a conguaglio con l’INPS) per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Decreto Sostegni Bis (Pdf 2 Mb)
Circolare INPS n. 182 del 10 dicembre 2021 (Pdf 210 Kb)

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